Sedici mesi sono trascorsi dall’ultima alluvione che ha colpito l’Emilia-Romagna nel maggio del 2023. Un terzo della quantità di pioggia che solitamente cade in un anno in Emilia-Romagna è precipitata in sole 24 ore. Questi due numeri esprimono qualcosa di incredibile, una realtà che fatico ancora a comprendere: la terza alluvione in 16 mesi che migliaia di persone stanno affrontando nelle loro vite. Mentre scrivo, l’acqua del fiume Lamone continua a scorrere attraverso il paese di Traversara, dove purtroppo ci sono ancora due persone disperse. In decine di luoghi c’è ancora acqua, in altrettanti fango. Più di 1.000 sfollati, numeri che, rispetto al 2023, sembrano indicare un’alluvione meno devastante, più modesta, quasi già pronta a sparire dai media domani. Ma provate a parlare anche una sola persona che ha vissuto le tre alluvioni, basta solo guardarla negli occhi. C’è un qualcosa di inspiegabile che tutt’ora mi pigia sullo stomaco che credo sia un mix di rabbia, rassegnazione e incredulità.Persone che hanno ristrutturato casa due volte, che stavano per entrarci o lo avevano fatto da pochi giorni. Tutto nuovo, tutto da buttare nuovamente. Senza praticamente nessun supporto da chi continua anche oggi a speculare su quelle vite in maniera infame. Se ancora non è chiaro, toccherà anche a noi far si che le cause delle alluvioni, la crisi climatica, i responsabili, i negazionisti, gli approfittatori e gli speculatori possano essere ben chiari a chi purtroppo ne subisce le conseguenze e molto spesso fa fatica anche a pensare di rialzarsi. Altrimenti non ci rimane molto da fare, se non aspettare la prossima per piangere.
Romagna (Cotignola, Boncellino, Traversara) 19.09.2024
©️ Michele Lapini (foto e testo)
(tanto loro continueranno a negare e dire che è colpa nostra che non si è pulito gli argini)










