Hoy se sale ( a reconocer los puertos de la Epic)

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Hoy se sale ( a reconocer los puertos de la Epic)
Dormo nella culla di Dio, perso tra il nulla e l'addio.
LUNEDI’(Salmo).
La mano che dondolare la culla, è la mano che regge il mondo.
William Ross
E nella notte nera come il nulla, a un tratto, col fragor d'arduo dirupo che frana, il tuono rimbombò di schianto: rimbombò, rimbalzò, rotolò cupo, e tacque, e poi rimareggiò rinfranto, e poi vanì. Soave allora un canto s'udì di madre, e il moto di una culla.
Giovanni Pascoli
Il poeta paragona il suo stato di vita attuale ad una notte nera come il nulla, al vuoto più assoluto, all’apatia, alla mancanza emozioni forti e positive. Si sente così schiacciato dai suoi problemi da vedersi come parte di quell’oblio. Ad un tratto, come se tutto quello che stesse passando non fosse abbastanza, il fragore di un tuono improvviso, inaspettato e spaventoso scosse tutto il suo universo interiore. Ma fu solo un attimo: svanì con la stessa rapidità con cui arrivò. Spaurito ed intimorito il poeta si sente smarrito come n bambino che si sveglia in preda ad una crisi di pianto. Ed ecco che entra in gioco il nido: la sensazione di sicurezza che a famiglia gli provoca. Una nuova figura si affaccia a contrapporsi allo sgomento: un dolce canto da parte di un’amorevole madre che scuotendo la culla dove il suo bambino riposa cerca di calmarlo e di proteggerlo da tutto ciò che lo circonda.
Pascoli perse suo padre la notte di San Lorenzo e la madre qualche mese dopo. Sua sorella lo abbandonò sposandosi ed il poeta, una volta rimasto solo, si rintana nel suo essere ancora un fanciullo nel cuore, in grado di distruggere le cose immense e di ingrandire quelle molto piccole per trovare la sua felicità, il suo posto nel mondo. Nonostante tutte le sue continue delusioni il poeta riesce ancora a trovare un modo per uscire da quello stato di costante abbandono: la poesia. Alla luce di ciò si può anche supporre che la madre sia la personificazione della Poesia che lo culla nei momenti di massima disperazione.
Spesso si pensa agli autori di prose e versi come uomini noiosi da dover studiare per forza per prendere un voto a scuola e si dimentica di guardarli come esseri umani con sentimenti reali, speranze, illusioni e delusioni. Uomini e donne che soffrirono come noi e che, come noi, cercarono un modo per stare meglio e lo trovarono nella poesia.
Anche noi come Pascoli dovremmo trovare la nostra cura nelle cose che più amiamo in modo da poterci salvare con loro e poterci far salvare da loro.
Buon natale a tutti #bambinello #presepenapoletano700 #nativityscene #jesus #barocco #instagram #ihs #natale #gesu #culla #kune #crib #neapolitancrib #creche #exvoto #bambinellonapoletano (presso Fabio Paolella Neapolitansacredart) https://www.instagram.com/p/BrvbuDaB1ZA/?utm_source=ig_tumblr_share&igshid=xz7vxetjpzaa
Malattia e pazzia furono gli angeli custodi della mia culla.
Munch