Dobbiamo fare della caduta un passo di danza.
Fernando Pessoa
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Dobbiamo fare della caduta un passo di danza.
Fernando Pessoa
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“Non un'ombra di trasalimento, non un bisbiglio di eccitazione; questo rapporto ha la stessa passione di un rapporto di nibbi reali. Voglio che qualcuno ti travolga, voglio che tu leviti, voglio che tu canti con rapimento e danzi come un derviscio! Voglio che tu abbia una felicità delirante! O almeno non respingerla.
Lo so che ti sembra smielato ma l'amore è passione, ossessione, qualcuno senza cui non vivi. Io ti dico: Buttati a capofitto! Trovati qualcuno che ami alla follia e che ti ami alla stessa maniera!
Come trovarlo? Be', dimentica il cervello e ascolta il cuore. Io non sento il tuo cuore perché la verità, tesoro, è che non ha senso vivere se manca questo. Fare il viaggio e non innamorarsi profondamente, beh, equivale a non vivere. Ma devi tentare perché se non hai tentato non hai mai vissuto”
“Ciò che non può danzare sul bordo delle labbra va a urlare in fondo all’anima.”
— Christian Bobin
Come quel filo d'erba
in balia del vento,
la mia anima si lascia accarezzare...
gocce di pioggia scendono a bagnarlo...
sono lacrime...
lacrime di un cielo
che ci promette l'arrivo della primavera...
che ci dice che la nostra vita è una danza...
e che bisogna saper andare al "passo"
per dire di aver vissuto...
M.C.©
Una giovane donna della tribù si diresse verso la vecchia e le disse:
- Non parteciperò più al gruppo.
La vecchia signora rispose:
- Ma perché?
La giovane donna rispose:
- Vedo mia sorella che parla male di un'altra; un gruppetto che vive parlando e non aiuta, persone che durante la danza sembrano cercare di mostrarsi invece di guardare l'albero e tante altre cose brutte...
La vecchia signora rispose:
- Va bene, ma prima di andartene, voglio che tu mi faccia un favore: prendi un bicchiere pieno d'acqua e fai tre giri in cerchio senza versare una goccia d'acqua sul terreno. Dopo di che, puoi uscire dal gruppo.
E la giovane donna pensò: Molto facile!
E ha fatto i tre giri come le ha chiesto la vecchia signora.
Quando è finita, ha detto:
- Fatto!
E la vecchia le chiese:
- Quando stavi girando, hai visto qualche sorella parlare male di un'altra?
La risposta è stata: no
Hai visto le danzanti lamentarsi l'uno con l'altro?
- No.
Hai visto qualcuno che non stava aiutando?
- No.
- Sai perché? - Eri concentrata sul bicchiere per non buttare via l'acqua.
Lo stesso vale per il nostro gruppo e nella vita. Quando il nostro approccio sarà i nostri passi, la nostra preghiera e la nostra evoluzione, non avremo tempo per vedere gli errori degli altri.
Chi esce da un cerchio a causa di qualcun altro, non è mai entrato a danzare, a guarire, a pregare, a pregare per l'umanità.
Chi guarda le altre, non è mai entrato per onorare le proprie antenate, non è mai entrato nella propria evoluzione, di trovare nella danza il suo vero spirito, di servire la comunità.
Liberati dal pregiudizio, dall'opinione degli altri, guarda te stesso.
Ciao a tutti com'è iniziato il vostro venerdì?
Il mio con la vicina di casa che questa mattina presto ha sentito la necessità di sfogarsi al pianoforte.
Un pezzo allegro di Mozart che mi ha invogliato a rifare il letto con sprint e gioia. Danzando sulle punte. Sembravo la brutta copia di Roberto Bolle, Roberto du Balle.
Così per far "prendere aria" al letto, ho afferrato deciso lenzuola e copriletto e li ho scaraventati con forza ai piedi del letto.
Si sono gonfiati come una mongolfiera, ho avuto la capacità visiva di ammirare questo movimento leggiadro e sospeso delle lenzuola, con Mozart in sottofondo, in slow motion.
Ed è guardando i movimenti al rallentatore che noti i particolari che generalmente sfuggono. In quel momento io ho notato due occhi, neri e grandi che mi guardavano mentre roteavano. Con quell'interrogazione impressa in essi che diceva "Ma che cazz0 fai?!".
Minù. La chihuahua che si era imboscata tra lenzuola e copriletto come una sottiletta tra due fette di pane, aveva preso il volo.
Sembrava Hiroshi quello di Jeeg che piroettando in aria si aspetta il lancio dei componenti. Che non arrivano.
È arrivato, invece, l'armadio su cui Minù si è spiattellata. Porca miseria. Poverina, non si è fatta nulla per fortuna.
L'ho presa in braccio e guardandola ho capito che lei era indecisa se leccarmi il naso dalla felicità o sputarmi in faccia perché sono un pirla.
Comincia così questo mio venerdì con due occhioni che mi mandano a quel paese e la voglia che avrà di pisciarmi nelle scarpe.
Me lo merito. Buon venerdì a tutti voi.