“Io detestavo quelle conversazioni preconfezionate che chiamano conoscersi. Mi sembravano colloqui di lavoro travestiti da relazioni umane. Io mi sento bene quando sono davanti a qualcuno e mi sembra davvero di viaggiare. Mi sento bene quando si parla di cose profonde, strane, assurde, io mi sento bene quando puoi parlare di nuvole che ti fissano e di sassi che vogliono tornare a casa, io mi sento bene quando un tavolo di legno può diventare un pianoforte e una penna, una voce. Mi sento bene quando si può essere ridicoli, storti, sbagliati e allo stesso tempo perfetti. Quando puoi stare con qualcuno anche solo in silenzio, a respirare. Quando puoi solo esistere, senza doverti spiegare.”
― Enrico Galiano, “Quel posto che chiami casa”.












