" Sfruttare quelle che vengono chiamate « razze inferiori » è diventato uno dei principali obiettivi degli Stati europei. Non si mira soltanto, o soprattutto, al commercio, ma alle occasioni di investimenti; la finanza è più interessata all'argomento di quanto non lo sia l'industria. I diplomatici rivali molto spesso sono i servi, coscienti o meno, di gruppi rivali di finanzieri. I finanzieri, pur non appartenendo ad una particolare nazione, conoscono l'arte di appellarsi al pregiudizio nazionale e di indurre i contribuenti ad affrontare spese delle quali essi raccolgono il beneficio. I mali che provocano nell'interno, e la devastazione che diffondono tra le razze che sfruttano, fanno parte del prezzo che il mondo è costretto a pagare per la propria acquiescenza al regime capitalista. Ma dogane e finanzieri non riuscirebbero a provocare guai seri se non fosse per il sentimento d'orgoglio nazionale. L'orgoglio nazionale potrebbe essere benefico, se prendesse la forma di emulazione nelle cose che sono importanti per la civiltà. Se andassimo fieri dei nostri poeti, dei nostri uomini di scienza o della giustizia e umanità del nostro sistema sociale, potremmo trovare nell'orgoglio nazionale uno stimolo ad utili imprese. Ma queste cose hanno una parte minima. "
Bertrand Russell, Le mie idee politiche. Una guida per orientarsi nelle ideologie politiche di tutti i tempi, traduzione di Adriana Pellegrini, Longanesi & C. (serie ocra, collana Pocket saggi n° 525), 1977; pp. 139-140.











