Paolo e Francesca da Rimini (1855), Dante Gabriel Rossetti

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Paolo e Francesca da Rimini (1855), Dante Gabriel Rossetti
" Dopo un’assenza quasi totale di cinquanta anni il senatore conservava un ricordo singolarmente preciso di alcuni fatti minimi. «Il mare: il mare di Sicilia è il più colorito, il più aromatico di quanti ne abbia visti; sarà la sola cosa che non riuscirete a guastare, fuori delle città, s’intende. Nelle trattorie a mare si servono ancora i ‘rizzi’ spinosi spaccati a metà?» Lo rassicurai aggiungendo però che pochi li mangiano adesso, per timore del tifo. «Eppure sono la più bella cosa che avete laggiù, quelle cartilagini sanguigne, quei simulacri di organi femminili, profumati di sale e di alghe. Che tifo e tifo! Saranno pericolosi come tutti i doni del mare che dà la morte insieme all'immortalità. A Siracusa li ho perentoriamente richiesti a Orsi. Che sapore, che aspetto divino! Il più bel ricordo dei miei ultimi cinquanta anni!» Ero confuso ed affascinato; un uomo simile che si abbandonasse a metafore quasi oscene, che esibiva una golosità infantile per le, dopo tutto mediocri, delizie dei ricci di mare! Parlammo ancora a lungo e lui, quando se ne andò, tenne a pagarmi l’espresso, non senza manifestare la sua singolare rozzezza («Si sa, questi ragazzi di buona famiglia non hanno mai un soldo in tasca»), e ci separammo amici se non si vogliono considerare i cinquanta anni che dividevano le nostre età e le migliaia di anni luce che separavano le nostre culture. "
Giuseppe Tomasi di Lampedusa, La sirena. Prima pubblicazione nel volume Racconti, Prefazione di Giorgio Bassani, Collana Biblioteca di Letteratura: I Contemporanei n.26, Milano, Feltrinelli, 1961.
James Abbot McNeill Whistler - Armonia in rosa e grigio: ritratto di Lady Meux - 1882
È uno dei tre ritratti commissionati da Henry Meux a Whistler, poco dopo il suo ritorno da Venezia. Nel primo la donna vestiva un lungo ed elegante abito da sera e rimase talmente soddisfatta della composizione che posò subito per il secondo, in cui sfoggiava, per contrasto, un abito da giorno dipinto dall’artista con una delicata gamma cromatica tutta giocata sui toni del rosa.
DADA
testavo indegno esclusivamente che tutto vigna avvelenata civile incantesimo terra so mostrare non modello Alfred atto incombeva adombrato quasi sapessero trascenderle quando me con due esistenza qualsiasi sofferenza ci udito prefigurato immaginazione
Parole a caso tratte dal “De Profundis“ di Oscar Wilde (1905)
@maninervose
Il Piacere, Gabriele d'Annunzio, 1889
L'artista è il creatore di cose belle. Rivelare l'arte senza rivelare l'artista è il fine dell'arte. Il critico è colui che sa dare forma nuova, o materia diversa, alla sua impressione delle cose belle. La più nobile come la più bassa forma di critica sono una sorta di autobiografia. Coloro che scorgono significati meschini nelle cose belle sono corrotti senza essere affascinanti. Questa è una colpa. Coloro che scorgono significati belli nelle cose belle sono spiriti colti. Per loro c'è speranza. Eletti sono coloro ai cui occhi le cose belle significano soltanto Bellezza. Non esistono libri morali o immorali. I libri sono scritti bene, o male. Questo è tutto. L'avversione del diciannovesimo secolo per il Realismo è la furia di Calibano nel vedere il proprio volto riflesso nello specchio. L'avversione del diciannovesimo secolo per il Romanticismo è la furia di Calibano nel non vedere il proprio volto riflesso nello specchio. La vita morale dell'uomo è il materiale dell'artista, ma la moralità dell'arte consiste nell'uso perfetto di uno strumento imperfetto. L'artista non desidera dimostrare nulla. Perfino le cose che sono vere possono essere dimostrate. L'artista non ha intenti morali. L'intento morale in un artista è un imperdonabile manierismo di stile. L'artista non è mai morboso. L'artista può esprimere tutto. Pensiero e parola sono gli strumenti dell'artista. Vizio e virtù sono il materiale dell'artista. Dal punto di vista della forma l'arte del musico è il modello di tutte le arti. Dal punto di vista dell'emozione è invece il mestiere dell'attore ad essere il modello. L'arte, tutta, è ad un tempo superficie e simbolo. Coloro che si avventurano sotto la superficie lo fanno a loro rischio e pericolo. Coloro che interpretano il simbolo lo fanno a loro rischio e pericolo. è lo spettatore, e non la vita, che in realtà l'arte rispecchia. La diversità di opinioni su un'opera d'arte è segno che essa è nuova, complessa, vitale. Quando i critici dissentono, l'artista è in accordo con se stesso. Possiamo perdonare a un uomo di aver fatto una cosa utile purché non l'ammiri. L'unica scusa per aver fatto una cosa utile è di ammirarla intensamente. L'arte, tutta, è completamente inutile.
Oscar Wilde; Il ritratto di Dorian Gray
Non bevo mai dai bicchieri lasciati in disparte, non vorrei mai innamorarmi di una droga peggiore della mia tipa che gira per casa in mutande..
brucia-fiori-del-male
Marie Spartali Stillman - Madonna Pietra Degli Scrovigni, 1884