«Quando il saggio indica la Luna, lo stolto guarda il dito», antico proverbio cinese.
Ah gli asiatici quante ne sanno.
Fu così che un giorno, bullandomi della conoscenza di questa massima, decisi di fermare il primo passante.
Era una tarda sera di luna piena, su di un lungo mare.
Tra le tante persone ne notai una, mi dava l'idea di essere "lo stolto" che cercavo. Con questi capelli arruffati e si teneva sempre il mignolo sinistro con l'altra mano.
Mi avvicinai e gli dissi:
- Buonasera, guarda posso farti notare che Luna c'è questa sera? (indicando con il dito della mia mano).
- Salve, sì la Luna... pensa che è un satellite naturale, l'unico della Terra. Il suo nome proprio viene talvolta utilizzato, per antonomasia e con l'iniziale minuscola («una luna»), come sinonimo di satellite anche per i corpi celesti che orbitano attorno ad altri pianeti. Devi sapere che ha un semiasse maggiore di 384 400 km, mentre il perigeo misura 363 300 km, poi c'è l'apogeo di 405 500 km. Il diametro...
- Si si ho capito, ma non vedi la mia mano... (speranzoso che ci cascasse)
- Certamente, la mano è la porzione più distale dell'arto superiore. In essa si distinguono il polso, che media la continuità della mano con l'avambraccio, il metacarpo, che ne costituisce la porzione più ampia, e le dita, la cui flessione e opposizione sul metacarpo conferisce alla mano l'abilità prensile, tipica dei primati, ominidi compresi. La mano comprende cinque dita, comunemente dette:....
- Va bene va bene, come non detto. Devo scappare.. scusami se ho rubato del tuo tempo. Comunque è stato un piacere, io mi chiamo Rino.
- Va bene, alla prossima allora. Piacere io mi chiamo Alberto, Alberto Angela...
Era una serata di Luna piena, era un'estate di 30 anni fa.
Non ricordo esattamente il colore di quella Luna, ma posso intuire che avesse un colorino sul beige. Un beige scuro, come la figura che avevo appena fatto.
Non mi ricordo il colore di quella Luna, ero impegnato a guardare il mio dito.