[Blog per la descolarizzazione del mondo e l'apprendimento incidentale]

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[Blog per la descolarizzazione del mondo e l'apprendimento incidentale]
“Homo sum, humani nihil a me alienum puto.” Publio Terenzio Afro, Heautontimorumenos (Il punitore di se stesso), II secolo a.C. E’ un
Più di 200 morti in Sri Lanka, nonostante fossero cristiani, nonostante fosse nella domenica di Pasqua, nonostante fossero in una chiesa..., hanno fatto poco rumore.
Vedo in rete scarsa indignazione, pochi segni di sofferenza, nessuna empatia.
È la gerarchia del dolore... Ne parlavo anche tre anni fa su ((( aitanblog ))), dopo un attentato in Pakistan, avvenuto sempre nei giorni della settimana ritenuta santa dalla cristianità del mondo intero.
Se nessuno te lo chiede, non farti carichi di problemi che non sono tuoi.
-Sonic_Revenge
Adorno diceva che 'la libertà non sta nello scegliere tra bianco e nero, ma nel sottrarsi a questa scelta prescritta'. La questione è di fondamentale importanza quando in ballo c'è una società come la nostra che si perpetua per mezzo di false scelte, di prescrizioni padronali calate dall'alto, le quali, in realtà, non fanno altro che riconfermarne l'assetto gerarchico ed i princìpi autoritari: servi e padroni. Bisognerebbe saper spostare l'asse della visuale per capire, come fanno i bambini in modo naturale, che la vera scelta non dovrebbe essere tra questo o quel partito, ma tra questa o un'altra società, tra questa o un'altra cultura, tra un ordine autoritario ed uno libertario, tra amore per le proprie catene e amore per la libertà, tra cultura della morte e cultura della vita.
fonte: Scuola Libertaria
“Volevo rispondere a coloro che dicono che Stirner sia il precursore di idee liberiste, capitaliste, neoliberiste e quant'altro. In realtà il pensiero di Stirner è l'esatto opposto di queste correnti sopracitate, essenzialmente per due motivi: in primis perché lo stesso Stirner ha scritto un libro contro queste correnti "La Società degli Straccioni" in cui mette nello stesso calderone sia le ideologie liberiste, sia quelle socialiste sia quelle comuniste e stataliste poiché le reputa tutte figlie dello stesso padre ovvero l'industrialismo. In secondo luogo perché la società liberista-capitalista si fonda su degli enti che sono organizzati esattamente come uno stato, ovvero a "piramide". E questi enti sono le multinazionali, le imprese giganti, le grandi aziende, le catene commerciali ecc dove ci sono i lavoratori di rango più basso (commessi, operai) che rappresentano il "popolino", poi ci sono i capi reparto che sono gli sbirri che devono controllare se il popolino sta facendo il suo lavoro, poi ci sono gli uffici con direttori e impiegati che rappresentano la burocrazia e infine i capi assoluti che governano dall'alto dei loro attici e case di lusso. E' la stessa identica struttura che vige nella società in cui viviamo, praticamente è come se queste aziende fossero dei piccoli stati all'interno di uno stato. Tra l'altro organizzati neanche come uno stato democratico ma come uno stato dittatoriale poiché i lavoratori non hanno praticamente voce in capitolo se non adeguarsi alle decisioni che arrivano dai piani alti dell'azienda. E veramente c'è gente che pensa che l'individualismo di Stirner fosse questo? Evidentemente ha le idee molto confuse. Casomai il liberismo-capitalismo rappresenta invece proprio tutto ciò contro cui Stirner andava. Il suo individualismo era un individualismo metafisico (filosofico) atto ad evidenziare come ogni individuo abbia delle sue caratteristiche, delle sue esigenze, dei suoi interessi, una sua spiritualità che lo portano ad essere una persona unica nel suo genere e quindi bisognosa di alcune cose che nessuno stato o autorità potrà mai dargli poiché solo l'individuo stesso sa di cosa ha bisogno. Da qui nasce il concetto di "libertà individuale", ovvero di un individuo che possa autoregolarsi senza quel fardello sulla testa rappresentato dall'autorità che vuole invece spingere l'individuo a sacrificarsi per concetti astratti come la nazione, il lavoro o l'economia. Tutte cose che invece non c'entrano nulla con quelle che invece dovrebbero essere le sue esigenze create dalla propria volontà individuale. Perciò l'individualismo stirneriano non è altro che una filosofia atta a spronare l'individuo a pretendere la propria libertà individuale attraverso una rivolta personale che parta da dentro se stessi per poi aprirsi nel contesto esterno, e che non c'entra nulla con l'individualismo capitalista-liberista che invece non è altro che un individualismo "per ricchi" che oltre a rappresentare uno status quo, ovvero una realtà immodificabile come è la nostra società, ha come unico scopo quello di "cibarsi" dell'individualità altrui come linfa per la propria individualità. Una sorta di "individualismo cannibale" quindi che invece di liberare l'individuo, come voleva Stirner, lo porta invece alla propria autodistruzione e/o al proprio annullamento.“
fonte: L'individualista
si definiscono cittadini si ritengono pure liberi in realtà sono una massa di soldatini incasellati, pronti per ogni nuovo ordine ricevuto ligi al dovere, obbedienti alle leggi capitaliste esultanti alle parole sacre dei propri comandanti disciplinati all'ordine costituito attenti a non uscire dal solco pre-tracciato commistione di crani indottrinati da sacri dogmi: l'amico immaginario dei cieli e le leggi che adorano il dio profitto contraddizione ed ipocrisia come compagni di viaggio benvenuti nella società Civile e Progredita...
Quando parlo di autorganizzazione autonoma parlo di uno specifico fenomeno che tende a nascere ogni volta che la gente, quando è incazzata per le proprie condizioni e ha perso la fiducia in quelle persone che erano delegate a risolvere i loro problemi, decidono di agire per conto loro. Inoltre l’autorganizzazione autonoma non si manifesta mai nella forma di un partito politico, di un sindacato o di qualunque altra sorte di organizzazione rappresentativa. Tutte queste forme di organizzazione dichiarano di rappresentare la gente nella lotta e di agire in loro nome. E quello che definisce l’autorganizzazione autonoma è precisamente il rifiuto di tutti i rappresentanti. I partiti, i sindacati e le altre organizzazioni tendono a comportarsi nei confronti di un’organizzazione autonoma solo nella forma di recuperatori delle lotte, sforzandosi di prenderne il comando e di imporsi loro stessi come portavoce della lotta – di solito con lo scopo di negoziare con i governanti. Perciò possono essere considerati solamente come potenziali usurpatori laddove si sviluppa una rivolta realmente auto-organizzata. L’autorganizzazione autonoma presenta dei tratti essenziali. Prima di tutto non c’è una gerarchia. Non c’è un’istituzione, non c’è un gruppo di comando permanente, non c’è un’autorità. Anche se a qualcuno che si dimostra particolarmente capace e abile con specifici problemi della lotta a portata di mano sarà accordata l’attenzione che merita per quell’abilità, non sarà permesso che questo motivo diventi la base per un ruolo di comando permanente, altrimenti si comprometterebbero altri aspetti importanti dell’autorganizzazione autonoma che sono la comunicazione orizzontale e i rapporti orizzontali fra le persone. E’ una questione di consentire alle persone di parlarsi una con l’altra, di interagire con ciascuno con tutti, di esprimere apertamente i bisogni e i desideri, mettersi a discutere concretamente i problemi che si trovano ad affrontare insieme e in termini pratici, senza nessuna persona o gruppo di comando per incanalare queste espressioni secondo una linea stabilita. Per concludere quello che distingue l’autorganizzazione dalla politica è la sua opposizione alla rappresentanza e al compromesso – non tanto con l’ordine costituito, ma all’interno dello stesso movimento auto-organizzato. Così piuttosto che cercare di imporre decisioni collettive che implicano il compromesso, essa cerca di trovare un metodo per intrecciare i desideri, gli interessi e i bisogni di tutti quelli coinvolti in una maniera che sia effettivamente soddisfacente per ciascuno. (Wolfi Landstricher, Portland, OR, USA)
fonte: Manicomio Criminale No Profit