Ma io non voglio dimenticare! Dimenticare... è forse un conforto?
Thomas Mann, I Buddenbrook
seen from United States
seen from Türkiye
seen from Türkiye
seen from Argentina
seen from Malaysia
seen from Morocco

seen from United States
seen from Netherlands
seen from United States
seen from Germany

seen from Malaysia

seen from France
seen from Uzbekistan

seen from Malaysia

seen from United States

seen from United Kingdom

seen from Morocco
seen from Morocco

seen from United States
seen from Russia
Ma io non voglio dimenticare! Dimenticare... è forse un conforto?
Thomas Mann, I Buddenbrook
Ho tanto pregustato queste gioie, ma come sempre, l'immaginarsele è stato la parte migliore, perché il bene arriva sempre troppo tardi, diventa realtà troppo tardi, quando non si è più capaci di goderne.
Thomas Mann, I Buddenbrook. Decadenza di una famiglia
Lo sapevi?
Ho pregustato moltissimo tutto questo, ma come sempre la gioia di pregustare era il meglio, perché il bene arriva sempre troppo tardi, lo si ha a disposizione sempre troppo tardi, quando uno non è più veramente capace di rallegrarsene…
Thomas Mann, I Buddenbrook, cap. VI
«Ne ho abbastanza di tutto questo, di questo tatto, delicatezza ed equilibrio, di questo contegno e decoro... non ne posso più!». E l'ultima esclamazione fu talmente sincera, veniva così dal profondo del cuore e proruppe con un tale accento di avversione e disgusto che ebbe davvero qualcosa da lasciare annichiliti, tanto che Thomas si raggricciò un poco, e per un momento rimase senza parole e chinò lo sguardo per terra con un'espressione di stanchezza. «Sono diventato quello che sono» disse alla fine, e la sua voce sembrava turbata «perché non volevo diventare come te. Se nel mio intimo ti ho evitato, è successo perché dovevo difendermi, perché per me la tua natura e la tua indole sono un pericolo... dico la verità».
Thomas Mann - I Buddenbrook
Camminavano, un giorno, accompagnati dal mormorio ritmico delle onde lunghe, sul viso il vento fresco e salato che arriva diretto e senza incontrare ostacoli, che fischia intorno alle orecchie e provoca un piacevole capogiro, un lieve stordimento... Camminavano immersi nella grande pace che sibila sommessa in riva al mare e dà a ogni minimo rumore, vicino o lontano, un significato misterioso...
Thomas Mann, I Buddenbrook
« Del resto, che anche Gerda possieda temperamento lo dimostra il suo modo di suonare il violino; ma talvolta può essere un pochino fredda... Insomma, non la si può misurare con il metro comune. Ha una natura d'artista, è una creatura strana, enigmatica, deliziosa. » « Sì, sì. » disse Tony. Aveva ascoltato il fratello seria e attenta. Senza pensare alla lampada, si erano lasciati sorprendere dalla sera. In quella si aprì la porta del corridoio e, avvolta dal crepuscolo, apparve dinanzi a loro, in una vestaglia che ricadeva a pieghe di piqué candido, una figura eretta. I pesanti capelli rosso cupo incorniciavano il viso bianco, e negli angoli degli occhi bruni ravvicinati posavano ombre azzurrine.
Era Gerda, la madre dei futuri Buddenbrook.
La letteratura è vita #45
I Buddenbrook, di Thomas Mann, sono tre fratelli diversissimi tra loro
- C'è Tom, il maggiore, che ha una buona moglie una buona fabbrica una buona posizione politica, ma anche insoddisfazione che nasconde e che lo consuma
- C'è Tony, la sorella minore, che è l'opposto: due matrimoni falliti, combina un pessimo matrimonio per la figlia, si lamenta sempre con tutti della sua vita sfortunata. In questo modo però lei, al contrario del fratello, non si esaurisce: butta fuori tutta la sua ansia e i suoi fallimenti, non si tiene nulla dentro, e tra i due è la più serena
- (E poi c'è Christian, il fratello di mezzo. Lui è quello che tutti noi definiremmo come lo zio matto)
(Io mi sento molto Tom Buddenbrook)