La rabbia repressa è un temporale intrappolato nel petto, fulmini che non trovano il cielo, un urlo soffocato che si trasforma in silenzio, mentre dentro ogni cosa continua a bruciare.
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La rabbia repressa è un temporale intrappolato nel petto, fulmini che non trovano il cielo, un urlo soffocato che si trasforma in silenzio, mentre dentro ogni cosa continua a bruciare.
Arrotolato nella tasca del Diavolo,
comodo così
non sono stato mai!
- "In trappola", Salmo
Credo che quando ascoltiamo la nostra storia, o un pezzo della nostra storia in quella di un altro, si distrugga la gabbia dell’isolamento che tiene intrappolato il dolore. Ed è già guarigione.
Tutti pensano che la frase "Nessuno mi capisce" sia solo un'esagerazione,una persona in cerca di attenzioni.....invece bisognerebbe credere il contrario.
Per dire una frase del genere una persona deve essere al limite della sopportazione del proprio dolore,intrappolata nei suoi stessi incubi
"[...] Un lupo si staccherebbe la zampa a morsi pur di scappare. Ed è giusto. Se resti bloccato, con le spalle al muro, intrappolato in una situazione, fai quello che puoi per cambiarla, per liberarti, per sopravvivere."
9 - 1 - 1
#Escape#
Intrappolato
Guardami. Ho tutto eppure non ho niente. Guarda la falsità che mi circonda: una moglie che non mi ha mai amato e che vorrebbe il divorzio solo per spennarmi. Un figlio con l'ultimo Iphone ma sempre in fattanza. Sono circondato da lupi e io sono il povero agnellino squartato a terra. Ormai non c'è più carne, sono rimaste solo le ossa, eppure loro continuano il banchetto impietosi. “Di te non rimarrà niente”. Mi dicono che sono un ingrato e probabilmente hanno ragione, però vedere la fortuna che mi sostiene non è facile quando a cinquantadue anni ti rendi conto di non aver costruito niente nella vita. Avessi lavorato un po' di più! Fossi uscito al tempo con quella ragazza alla quale interessavo per la mia anima! Fossi stato meno immaturo in tutte le decisioni che ho preso! Fossi stato un po' più povero da capire la morale comune e da desiderare le vacanze come un qualcosa di straordinario! E invece no, sono nato ricco, ricco, ricco con tanti soldi da poter comprare quasi qualsiasi cosa. Sono nato circondato da una famiglia di stupidi ricchi che non mi hanno mai insegnato il piacere della quotidianità, che non mi hanno mai spiegato il valore dei soldi. Non mi hanno mai insegnato come quelli che per noi sono centesimi, per altri sono la sopravvivenza. Io sono stato ancora più stupido, perché sono stato un padre assente e a mio figlio non ho trasmesso alcun valore. Ed eccoci qui, alla fine della fiera: padre e figlio senza una cultura di vita vera. Vorrei cambiare, ma come posso? Dovrei abbandonare quella iena che mi trovo come moglie, quella vittima pessima a prendere decisioni di mio figlio e persino quegli amici finti che mi trascino dietro da tempo immemore (tutti sciacalli da “oggi offri tu e domani pure”). Quindi no, non cambio, rimango così, lascio tutto così, non faccio niente, rimango incastrato in una vita che non amo più e non ho scelta. Cosa dovrei fare? Ricominciare a 52 anni suonati? Sono troppo vecchio persino per imparare a cucinare. L'unica volta che ho toccato i fornelli avevo 17 anni e volevo fare colpo su una ragazza: è finita che ho mandato la domestica in rosticceria a prendermi qualcosa. Io sono troppo vecchio per cambiare, per questo vorrei che mio figlio cambiasse al mio posto. Vorrei che non commettesse gli stessi errori che ho commesso io. Vorrei che mio figlio scegliesse come sua compagna una ragazza che lo ama per quello che è e non per gli zero del suo conto in banca. Vorrei che mio figlio capisse quanto è bella l'umiltà. Vorrei che mio figlio avesse una vita vera. Vorrei che mio figlio lavorasse e avesse dei sogni normali. Vorrei che mio figlio avesse problemi comuni e difficoltà maggiori delle mie. Vorrei che trovasse la maturità prima dei cinquant'anni. Vorrei che non fosse dannato come lo sono io. Ma cosa dovrei fare? Ha solo vent'anni ed è già stato una volta in rehab. Quando è uscito è stato pulito per quattro mesi, poi ha ricominciato la vitaccia. Cosa dovrei fare? “Chiudi i rubinetti!”, mi dicono i miei amici. Ma a quale scopo? Perché dovrei fare una cosa del genere? Tanto i soldi per comprarsi la roba li troverebbe comunque. Come quella volta in cui ci avevo provato e aveva iniziato a rubare. Uno scandalo tremendo per la famiglia. Lui è la personificazione del mio fallimento. Non sono mai stato un padre: ho creato un mostro. Mio padre nonostante i suoi errori era stato in grado di insegnarmi la differenza tra giusto e sbagliato, ecco, io non sono stato in grado di fare nemmeno questo. Se mio figlio lotta contro una dipendenza è solo colpa mia e del mio stupido egoismo. L'avessi seguito prima! Io sono l'unico problema della mia famiglia, io e i miei dannatissimi soldi. Ogni mattina passo dalla sua camera e gli controllo il polso e ascolto il suo respiro. Ogni singolo giorno ho una paura dannata di perderlo. Ogni singolo giorno il mio primo pensiero è lui e il terrore di essere colpevole di una morte. Perché se un giorno dovesse morire per i suoi eccessi, la colpa è solo mia. Sono io che avrei dovuto insegnargli il valore della vita, sono io che avrei dovuto spiegargli perché è bellissima, sono io che sono un assoluto disastro. “I figli non sono altro che lo specchio dei genitori”, io sono stato un pessimo padre e lui oggi è un pessimo figlio. Eppure io quel pessimo figlio lo amo comunque.
Quindi rimango qui, intrappolato in una vita che non capisco, pensando che quelli che mi danno dell'ingrato hanno ragione, eppure senza avere la forza di cambiare.