Ricerca lavoro nell'era della crisi e del 2.0
L'argomento mi gira nel cervello da molto tempo (anni?) e precisamente da quando (fine 2010) ho "perso" i 2/3 dei miei colleghi, esodati e non dalla Fornero! La cosa pazzesca è che, eccetto i colleghi di sede che abitano a Milano, tutti gli altri ancora oggi non hanno trovato una ricollocazione diciamo "normale", nemmeno quelli residenti al Nord.
In generale, tutti più o meno si sono "attrezzati" per produrre reddito ma un contratto a t. ind. per un lavoro soddisfacente...nada.
Il dubbio che il mercato del lavoro sia morto spesso mi viene in mente, ma non ho trovato una risposta affermativa seppure lo studio Isfol beccato in un tweet risulta alquanto allarmante!
Tutto quanto scritto nel rapporto Isfol è vero, a partire dalla riforma del servizi per l'impiego e, d'altronde, la situazione è molto seria. Poi, però, ragionando su quanto accaduto nel post 1929 (il mondo non si è fermato, gli imprenditori non sono scomparsi), mi sono detto se c'è un'altra domanda da porsi: se tutto cambia perchè il mercato del lavoro e le modalità di ricerca non devono cambiare?
Molti segnali di cambiamento in atto già ci sono. Siamo all'inizio di quella che chiamo New Economy, con nuove professioni che nascono e che pochi anni fa non esistevano e con nuovi strumenti che si pongono come i nuovi "intermediari" del lavoro.
Abbiamo il mondo del freelance, in costante crescita, legato essenzialmente al mondo web (programmatori, designer, SM marketing, ecc) ma anche dei traduttori, insegnanti di lingue. Ad esempio, queste nuove professioni possono trovare lavoro, ossia progetti da realizzare, su Twago, come chi conosce molto bene le lingue può anche provare iTalki.
Nel mondo della ricerca lavoro per così dire istituzionale, sono in campo lodevoli startup italiane che mirano a unire il lato social con la classica ricerca lavoro, alcuni esempi recenti sono: jobyourlife, myjobpage.
In conclusione, è vero, ci sono elementi oggettivi (crisi economica peggiore dal 1929 e Pil -7% dal 2008) che frenano il mercato del lavoro, peraltro mai stato molto dinamico e meritocratico, ma abbiamo anche molti spunti interessanti su come affrontare i prossimi anni e come orientare le nostre competenze e professionalità.