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Non si chiama più Ministero dell’educazione nazionale come ai tempi di Mussolini.
Non si chiama più neanche Ministero della pubblica istruzione o Ministero dell’università e della ricerca o solo Ministero dell’Istruzione (quando si è scorporata l’istruzione dall’università e dalla ricerca).
Non è più né MPI né MI né MIUR né MUR.
Oggi giustamente abbiamo il MIM, il Ministero dell’istruzione e del Merito, che indica fin dal nome che l’Italia e gli italiani hanno la scuola che meritano.
Il mio mestiere nell’epoca dell’aziendalismo
Una nuova avventura, dai produttori di Tricolorem ipsum dolor sit amet. Con Maccio Capatonda nel ruolo del Presidente di Tutto.
Università, COVID e decreti.
Correggetemi se sbaglio perché ho bisogno di capire: le Università non hanno forse autonomia didattica? Sono i singoli atenei a decidere quali attività formative erogare, in quale modalità, stessa cosa per la prova finale. Il che significa che, posto dalla normativa dello Stato che le attività in presenza sono sospese, è compito di ciascun ateneo decretare in che modo e se continuare l’erogazione delle lezioni alternativamente. L’invito del Ministero a continuare a distanza c’è stato, il Ministero ha messo a disposizione delle scuole e delle università dei pacchetti di servizi usufruibili (visibili da tutti sul sito del MIUR). Se non erogano le lezioni a distanza, a parer mio, l’unica soluzione è chiedere ai rappresentati degli studenti di imporsi o di far sentire le proprie ragioni. Non credo il Ministro possa imporsi sugli atenei, sarebbe violazione di autonomia e libertà come minimo. Tasse universitarie e COVID Stessa cosa, autonomia. Il Ministro Manfredi, nel silenzio, a marzo aveva già fatto slittare il pagamento della seconda/terza tassa a fine maggio, richiedendo inoltre alle università di sospendere in toto la rata. Richiesta che in parte è stata accolta, ma spetta alla singola università decretare con legge se effettivamente sospendere la tassa o postporre la rata. Per quanto riguarda gli affitti dei fuorisede, c’è la possibilità di arrivare ad un accordo con i padroni di casa, ma non dipende dal MIUR. (O sì?) Che facciamo, sospendiamo in toto i contratti studenteschi di affitto? (Detto da chi sta pagando profumatamente da febbraio per una casa che non ha modo di utilizzare)
...e scusate se è poco.
Mi diverto con poco
Persone belle et colorate --Fiaba in tre atti di P.S.A.Sbaffi (noto al gentil pubblico come Stefandreus)
Personaggi -Rainbow man, proveniente da canzone omonima di uno sconosciuto album scoperto sul tubo anni orsono che volevo comprare in vinile su discogs dall'estonia (mi pare) se a qualcuno interessa il titolo è "Space and Time-A compendium" del gruppo "Orange Alabaster Mushroom" -Signora Mia, donna di misteriose origini ma di idee politiche confuse -Giovanni Battista, un artigiano dell'anconetano -Guglielmo Markoni, che ha dovuto lottare tutta la vita per un nome omonimo di un personaggio di fama, benchè egli sia in realtà sconosciuto ai più e soprattutto al suo omonimo -Beatrice dagli Occhi arancioni, una donna di origini note ma di idee politiche estreme -Clexidra, un dj polacco che ama l'architettura vittoriana ATTO I Rainbow man: Signora mia, che tempo che fa oggi! Signora mia: eh si, cosa vuole, piove governo santo! Rainbow man: (esprimendo visibile disagio) Si riferisce forse alle ultime notizie giunte dalla Santa Sede? Signora mia: Oh no, ma non ha saputo? S'è trovato l'accordo! Rainbow man: (fa per andarsene, visibilmente turbato) Oh, certo, che sbadato...ora mi scusi (esitando) devo andare in farmacia. Signora mia: Buonasera allora, a buon rendere! E mi raccomando metta la maglia di lana che comincia a far freddo! ATTO II Giovanni Battista: In verità vi dico, che la verità non sta mai dalla parte del torto e viceversa, anzi, la verità non la si trova da niuna parte, dov'è la verità, vi chiedo? Guglielmo Markoni: La verità sta nell'amor e nel cor di chi nutre l'ardore d'una vita spesa a difender l'onore, i deboli, a lottar per le ingiustizie e per i poveracci come me, sempre disdegnato per il nome. Giovanni Battista: (ardentemente) La verità non sta da parte alcuna, non è di parte, la verità non è umana benchè partorita dai grembi fecondi delle nostre menti umane, in quanto al suo nome esiste l'ufficio pubblico anagrafico! Guglielmo Markoni: (con un moto di stizza) AH! proprio sul dente dolente batte la lama del suo coltello verbale! Come se non fossi già stato sospinto dai venti dell'illusione (fa una pausa di sofferenza visibile) verso quella casa maledetta ove non altro ho trovato se non l'indecenza! La verità...la verità è che l'ingiustizia va sconfitta! E i disgraziati van difesi, costi quel che costi! (si volta di scatto con fare drammatico) Giovanni Battista: In verità, in verità vi dico: verrà il giorno in cui ripenserete a queste parole e non vi sembreranno più parole di un pazzo, di un profeta sgangherato al quale tocca sentir li deliri di codesti uomini che voglion credere per poi cader di nuovo vittime di se stessi, ma le vedrete sotto una luce nuova, ecco...la luce della ragione finalmente illuminata da sè stessa, e quella sarà la vostra verità. Ora devo andare in negozio. ATTO III Beatrice dagli occhi arancioni: Oh Clexidra, perchè non ascolti ciò che io voglio dire? Clexidra: non disturbarmi te ne prego gentile Beatrice, sto creando un nuovo genere musicale Beatrice dagli occhi arancioni: (con malizia) e di grazia...quale sarebbe questo genere? Clexidra: come faccio a spiegartelo se non esiste ancora? E' un non genere, difatti, la musica è terminata nella storia del suo processo creativo ma possiamo ancora fare del nuovo Beatrice dagli occhi arancioni: (con aria scandalizzata e leggermente di destra) Ma copiare è contrario al nuovo, ti contraddici ad ogni cosa che dici! Quando ti comporti da intellettualoide non posso proprio sopportarti. Clexidra: (sospirando, pronto a dire quello che vorrebbe dirle da decenni) Ma vedi cara, è questo il punto: punto primo, io non voglio crear nulla di nuovo, e non mi importa di copiare, poichè sono solo un'inutile macchietta creata da un losco individuo sconosciuto; e poi tu mia cara, sei un'estremista, è evidente da come agiti quel ventaglio in maniera chiaramente politica, mentre io mi dedico a contemplare tetti e guglie vittoriane, e non disdegno neanche il neogotico, quindi per piacere, lasciami tornare al mio mondo, che è l'unico che mi salva da quello vero, anche se chi può dir cosa è vero e cosa no? EPILOGO: Eh no niente, scusate. Questa commediucola è stata presentata da Acqua di fiuggi (quella de nonno che c'aveva un rene solo), Cedrata Tassoni (che non ce sta manco er cedro) Gomme Brooklin (come il ponte quello carino che sta a San Francisco me pare ma non vorrei di una cazzata.)
Si ringraziano anche Birra Peroni, condizionatore nonsochemarca, la callara che viene e poi ritorna, mio nonno che se non c’era lui non ce stavo e quando c’era lui ce stavo pure io pensa te, ma i treni non arrivavano in orario, mesà che era un’altro quello
Ogni riferimento a gatti, persone, cose e cani esistenti è puramente materiale e frutto della libera creatività degli autori ah no so solo io quindi mia eccote.
Ciao e buonanotte fine delle trasmissioni RAI
pilates
ho appena sentito su radio radicale un question time in cui tra gli interrogati figurava anche il ministro bussetti.
la deputata interrogante gli chiedeva conto di due cose: a) la sospensione (con dimezzamento di stipendio) della docente di lettere di palermo è stata poi revocata, come si vocifera, o no? b) l’altrettanto vociferata bacchettata al professore veneto che avrebbe visto bene la senatrice segre in un simpatico termovalorizzatore è stata poi portata a compimento o cosa?
bussetti dice che non compete al ministro erogare o revocare sanzione disciplinare alcuna: come per ogni amministrazione pubblica, questa è una prerogativa del responsabile dell’ufficio/ente (nel caso in ispecie: il dirigente scolastico) o, in casi gravi, di apposito organo giudicante. ma si può star sicuri che ogni forma di xenofobia, da parte di docenti come anche di discenti, vedrà sempre e invariabilmente pronta e ferma reazione da parte del ministro (omette di dettagliarne la natura, della reazione)
la deputata interrogante apre la sua replica con un elegante “ministro: degno del peggior ponzio pilato”, che traduce abbastanza fedelmente quel che invece stavo pensando io tra me e me, almeno nella sostanza, ché al mio pensiero avevo dato forma un po’ più colorita