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ヒナザクラ 月山 Primula nipponica
Enter the Void (2009) dir. Gaspar Noé
damn forgot where i got this panel
Okay, I knew Japan was a real pioneer in Woke Imperialism, but I have honestly never seen national socialism parsed in that particular way before.
-Shoo-kun came back to life. <Maria>
Amaterasu
Faccio lo stesso sogno o forse è un'incubo, da circa 20 giorni, non ho mai rivisto una scena così tante volte, sapendo non sia mai successa, ma piano piano si insidia nei miei ricordi come un'avvenimento del mio passato. Sono in autostrada, è un'autostrada straniera, di qualche paese dell'Asia, c'é un traffico assurdo, siamo fermi tra centinaia o forse migliaia di macchine, spengo il motore e comincio a battere la testa sul volante, ho circa 20 anni, vesto con una maglietta bianca e dei pantaloni di mohair e lana, leggeri e larghi, con delle tasche molto morbide sul di dietro, ho appena appena un po di mascara, i miei occhi si stanno arrossando per lo sforzo nel trattenere le lacrime. Non so perché piango ma ad un certo punto vedo una ragazza, 6/7 macchine più avanti dalla mia (una berlina Mercedes-Benz nera, strano perché io odio le berline). Ha i capelli neri, raccolti in uno chignon disordinato, con delle ciocche che le arrivano alle spalle, una pelle bianca ed impeccabile, le lebbra sono dipinte di un rossetto rosso scuro, le guance leggermente rosate forse per il caldo, gli occhi arrossati da un'ombretto trascinato fino ai contorni degli occhi. Sarà alta circa un metro e settantacinque con i tacchi, ha un completo da lavoro in lino nero, la giacca ha 12 bottoni distribuiti in due file da 6 una a destra e l'altra a sinistra. Si può definire una di quelle donne asiatiche belle, ma non di una bellezza tipica, ed io nel sogno provo strani sentimenti per questa donna sconosciuta. Alla sua vista le mie mani si spostano dal volante per mettersi sulle gambe, ho i palmi aperti, la guardo per un attimo prima che lei si giri verso di me, ci fissiamo per un periodo che non so definire, scendo dalla macchina, mi muovo nello spazio lasciato tra le due colonne d'auto, faccio qualche passo prima di fermarmi e guardarla, la sua espressione cambia tutta ad un tratto, alza i sopraccigli come se con stupore si fosse accorta della mia presenza, vedendo il mio volto scosso, ritorna all'espressione di impassibilità di prima, per poi accennare un sorriso a labbra serrate, sposta una mano su una piccola pochette nera, che solo ora noto, la fisso per qualche secondo e solo allora capisco le sue intenzioni, scuoto la testa leggermente in un segno di no continuo, lei sposta lo sguardo sulla pochette, la apre ed infilando la longilinea mano all'interno ne estrae un oggetto che pone fine a vite volenti o non volenti di respiro, ma che da il potere di decisione a chi la possiede, alla vista di quell'oggetto sento la gola serrarsi, lo stomaco stringersi, le gambe irrigidirsi e i pugni chiudersi, ella impugna la pistola in modo esperto, ha la mano ferma anche se intravedo un leggero tremolio delle labbra, faccio un passo verso di lei, ella punta la pistola, mi sussurra parole che arrivano alle mie orecchie grazie ad una brezza a favore, la osservo con gli occhi spalancati che comunicano un sentimento che mai proverò e che mai avrei pensato di provare nella mia esistenza, mi da un'ultima sguardo, la bocca della pistola si posiziona sul lato della sua testa, chiude gli occhi lentamente, io non mi muovo, il suo indice scivola sul grilletto e con un'esitazione troppo corta fa risuonare uno sparo fumante che non lascia ombre d'errore, ma che lascia stupore negli automobilisti che con orrore guardano quella scena, incompresa da essi. Io mi avvicino a lei ormai cascata a terra in una posizione di inerzia mai vista nei miei occhi, le mie ginocchia cascarono rumorosamente sull'asfalto, sentii il sangue penetrare nelle morbidi trame dei miei pantaloni, le presi il volto con le mani, quasi volendo proteggerlo e nasconderlo dalle parole di quel publico grottesco, il mio volto si posò sul suo torace senza trovare alcun rumore, mi sdraiai accanto a lei sempre tenendo quel volto, chiusi gli occhi e mi sveglia in un sudore che infreddoliva la mia pelle tanto quanto quella d'un morto.
TheRipMe