In Spagna, in Francia, in Grecia, in Turchia, in Croazia, in Tunisia e, praticamente, in quasi tutti i Paesi del Mediterraneo, le spiagge sono libere, pubbliche e ad accesso gratuito per almeno l'80% del litorale balneabile. E noi qui a parlare del rinnovo delle concessioni a individui che per quattro soldi occupano e sfruttano intensivamente spazi di costa da cui ricavano barche di soldi, negando di fatto l'accesso al mare a chi non è disposto o non è in grado di pagare dai 25 ai 60 euro per l'uso di un paio di sedie e un ombrellone per qualche ora del giorno.
Un problema secondario rispetto ai grandi problemi che tormentano gli oppressi del mondo, ma comunque un problema di oppressione verso chi è più debole e privo di difese e protezioni.
Cfr.
La Costa Brava tra pubblicità e pubblica realtà.
aitanblog.wordpress.com/2022/08/06/le-docce-di-blanes/










