Oggi penso a te e al fatto che non riesco a capacitarmi ancora di ciò che è successo.
Ci siamo conosciuti, in un modo un po' strano, su una chat, con l'intento di volerci divertire per poi lasciarci tutto alle spalle.
Siamo usciti, quella sera, non appena ti ho visto, ero in imbarazzo, non sapevo ne che dire ne che fare.
Abbiamo mangiato qualcosa, noi e la mia amica.
Poi ricordi, io volevo vedere il mare da vicino, di sera, volevo fare il bagno e tu mi hai accompagnata.
Siamo arrivati davanti al mare, abbiamo iniziato a guardarlo e a parlare.
Pian pian mentre ci parlavamo di noi, ho capito che tu per me non saresti stato solo divertimento, anzi saresti stato tutt'altro.
Ci siamo seduti sulla spiaggia, sulla sabbia umida, a guardare il mare ed il cielo, ricordi? Era la notte di San Lorenzo.
Ho visto la mia prima stella cadente, ma non ho desiderato nulla perché in quel momento ciò che volevo era la tua compagnia e basta.
Dopo un attimo che eravamo persi fra le chiacchere ed i nostri pensieri ti sei avvicinato e finalmente mi hai baciata.
Il nostro primo bacio, un bacio lento, dolce, che sapeva di felicità, un bacio che avrei voluto durasse per sempre.
Ti ho guardato negli occhi, luccicavano, eri così bello, non riuscivo a toglierti lo sguardo di dosso.
Ci siamo baciati, di nuovo è stato ancora meglio, le tue mani si sono strette intorno alle mie, io mi sentivo felice, in pace, al sicuro, stavo capendo che il posto in cui volevo stare eri tu.
Ci siamo abbracciati, baciati, ancora e ancora.
Fino a quando mi hai detto che dovevamo andare, perché il giorno dopo avresti lavorato e ti saresti dovuto alzare presto.
Siamo saliti in macchina, tu guidavi e io ero di fianco, che ti guardavo e ti accarezzavo dolcemente le braccia.
Tu, non appena potevi passavi la mano sulle mie gambe e mi stringevi forte la mano come per dire "tranquilla,ci sono qui io".
È finito il viaggio, stavo per scendere dalla macchina quando mi hai fermata.
Mi hai detto che ero diversa, che non pensavi esistessero ragazze come me, che nonostante la distanza avresti voluto provarci e io ho ricambiato tutto, giuro ero la ragazza più felice del mondo.
Il giorno dopo, son partita è stato traumatico, stavo malissimo, non sapevo quando ti avrei rivisto, ma ero anche contenta, tanto contenta di averti conosciuto.
Siamo andati avanti qualche settimana, a sentirci tutti i giorni, a ripeterci che ci mancavamo, a dirci che eravamo la cosa più bella che ci fosse capitata, a ripetere costantemente che questa distanza non ci avrebbe allontanato, che noi saremmo stati più forti, che presto ci saremmo visti.
E poi che è successo? Niente ho iniziato a sentirti più distante, a capire che c'era qualcosa che non andava, rispondevi meno, eri meno dolce, più freddo e non ce l'ho fatta a far finta di niente.
La mia parta paranoica è saltata fuori, ti ho detto ciò che pensavo, ti ho detto che ti sentivo distante, che mi sembravi strano, che eri più freddo è che non mi rispondevi come prima.
A quel punto ti sei arrabbiato, probabilmente hai frainteso le mie parole, hai pensato che le ho dette con cattiveria, hai pensato che sono una persona ossessiva ed oppressiva, quale non sono realmente, ma non fa niente.
Non te ne do una colpa, ma una cosa non la capisco.
Perché mi hai detto certe cose? Perché mi hai fatto sentire speciale e poi te ne sei andato? Perché dicevi che ero importante se non lo ero abbastanza? Perché alla fine ti sei appeso alla storia della distanza, quando sapevi perfettamente che tra qualche settimana sarei scesa da te?
Forse un perché non c'è, forse è questo il senso della vita, ti dà delle cose belle, ti fa sentire certe sensazioni, ti fa innamorare e poi ti porta via tutto, distrugge tutti i castelli di sabbia che ti eri costruito e in cui vivevi, forse non era destino, o forse non lo so.
A me piace pensare che tutte le cose che mi hai detto erano vere, perché che senso avrebbe avuto prendermi in giro per un mese? Penso nessuno e penso che tu non sia così.
Penso che tu sia stato comunque meraviglioso, penso che quando penserò a quest'estate sorriderò anche a te, anche se forse, è stata solo una grande fregatura, uno di quegli scherzi, belli ma con retrogusto amaro che ti fa la vita.
Sorriderò a te, che anche se solo per poco tempo mi hai reso la ragazza più felice del mondo, grazie a te che parevi sapermi apprezzare, grazie perché solo grazie a te ho rispreso a credere nella parola amore per un po'.
Grazie anche, per avermi illusa, per avermi fatto sentire apprezzata, non eri quello giusto, ma non te ne faccio una colpa,ora so merito il meglio, che forse tu non eri, perché alla fine a parole sono bravi tutti, ma a dimostrare solo alcuni.