"Für Ulli eine Karte von der Pragerstraße die zum Hauptbahnhof führt."
Ansichtskarte
Dresden Prager Straße
Berlin: Graphokopie H. Sander KG, 1071 Berlin (B 8/71 Best.-Nr. S 3212)
1971
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"Für Ulli eine Karte von der Pragerstraße die zum Hauptbahnhof führt."
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Dresden Prager Straße
Berlin: Graphokopie H. Sander KG, 1071 Berlin (B 8/71 Best.-Nr. S 3212)
1971
Quando lasciai l'università 14 anni fa non fu una decisione presa a tavolino, fu una cosa capitata e basta, successa come quelle cose che arrivano senza rendertene conto. Il COVID è stato per me, come per molti di noi, un evento divisorio: ho deciso di riprendere più o meno da dove avevo lasciato perché avevo capito che molte cose non sarebbero state più come prima. Non potevo scegliere quello che voleva la gente attorno a me, ovvero una facoltà che mi avrebbe fatto trovare lavoro facilmente (che poi mai niente è facile, dipende sempre dall'energia che metti in quello che fai), ho dovuto proseguire quello che ho sempre avuto dentro: questo fantascientifico mondo UMANISTA, incredibile che qualcuno riesca a trovare ancora il senso di se stesso in una branca così antica! Ebbene amici, eccoci qui. Dopo 4 anni sento di poter dire di aver concluso un percorso, con l'aiuto di molti a dire il vero, non ho mai fatto niente da sola, e anche se so che c'è un altro miliardo di cose da fare, ora è il momento di chiudere le ultime pagine del libro. Vorrei poter dedicare questa laurea a quella persona che una volta mi disse che non si può studiare e lavorare insieme e che stavo facendo troppi esami. Oppure a quell'altra persona che mi disse che avrei dovuto leggere qualche libro perché non ne sapevo molto del lavoro che facevo. Ma non dedicherò un così bel momento a queste persone di merda che mi hanno rovinato l'ultimo anno di università. Ops, ho detto di merda? Vabbè pazienza. L'importante è liberarsi dei pesi, essere grati a chi ti è stato vicino e come dice Frida: "Coloro che ci amano ci vedono con il loro cuore e ci attribuiscono qualità al di là di quelle che abbiamo davvero. E coloro che non vogliono amarci non saranno mai soddisfatti di tutti i nostri sforzi."
Grazie a tutti tutti quelli che mi sopportano da un po' di anni.
• 𝐴𝑚𝑎𝑟𝑒, 𝑜𝑑𝑖𝑎𝑟𝑒, 𝑙𝑜𝑡𝑡𝑎𝑟𝑒, 𝑣𝑖𝑣𝑎 𝑙𝑎 𝑣𝑖𝑑𝑎! •
Sabe,
É plural
O tal marginal
Passa longe do banal
Me deu raiva do meu cotidiano casual
Eu nunca me considerei normal
Mas você me fez sentir
Clean'
E eu detestei isso
É como se eu estivesse te assistindo de uma vitrina
Mas quem estava na vitrina era eu
Totalmente plastificada.
Como estivesse apenas beirando
A margem do seu Ser.
Eu consigo te Ver
Mas parece que qualquer conexão para aí.
Isso é ruim de digerir.
Há barreiras aqui.
E como eu desejo demolir.
E ver se você desaba em mim.
OK HO UFFICIALMENTE FATTO L'IMMATRICOLAZIONE PER LA MAGISTRALE. POCO A POCO INIZIERO' A SENTIRE L'ANSIA CRESCERE :)))
Reduce da colloquio per la magistrale più disastroso del pianeta.
Sono tornato: aggiornamento
Anche se magari a nessuno interesserà vi aggiorno su quello che è successo nelle ultime settimane della mia inutile vita. Praticamente mi sono laureato, ho fatto il test per la magistrale e ho iniziato le lezioni. Stamattina, primo giorno ufficiale di Management, eravamo quasi 200 persone in aula. Mi sentivo soffocare. Spero di riuscire a sopravvivere altri 2-3 anni in questo incubo di esami difficilissimi e professori discutibili, senza avere dei veri amici al mio fianco con cui affrontare il tutto. Ce l’ho sempre fatta da solo ma a volte sento che avere supporto umano non sarebbe male. Sicuramente qualcuno di voi potrà capire ciò che provo. Non sono mai stato bravo a crearmi degli amici dal vivo, aspetto sempre che siano gli altri a parlare con me (cosa che non accade mai ovviamente). Bene, la smetto di annoiarvi. Passo e chiudo 👑
Un po' come succedeva con Tokyo, ci ritroviamo di nuovo a fare il resoconto di questi primi mesi da sola in terra veneta.
Alla spalle ho già l'esperienza di una settimana di febbre alta e oggi la prima missione fuori Venezia isola.
Contatto mio padre solo per i soldi (ho pensato più volte di lavorare per mantenermi un po' da sola, ma credo che per almeno quest'anno voglio concentrarmi solo sullo studio. Al lavoro ci penserò dopo, avrò tutta la vita per lavorare.) e mi risponde "ogni tanto fatti sentire" oppure "chiamami" come se non fossi io a dover essere contattata e chiamata dato che sono IO ad essere da sola e lontana da tutti (quanto meno, da figlia, la penso così). Mia madre continua a ignorarmi e a non sapere niente di me (se non tramite storie su Instagram dove l'ho recentemente sbloccata). Mi fa male? Sì cazzo. Da figlia mi sento completamente ignorata. Sto bene, sto male, ho la febbre, sono in salute, piango, sono felice... roba che sembra non importare a nessuno. Gli unici che continuano a mandarmi sms sono i miei nonni e ripago il loro interesse rispondendo e facendo una telefonata ogni tanto. Addirittura mi ha contattata mia zia (sorella di mio padre) per chiedermi come andasse.
Mi rendo conto che ho il potere di cambiare tutto e far tornare tutto come prima. Ma, detto francamente, non sento di essere in torto per niente per cui, almeno questa volta, voglio delle scuse o che il primo passo venga fatto non da me. E, mi spiace, ma contattarmi una sola volta non basta, né puoi aspettarti che solo per questo io mi mostri felice contenta e riconoscente. Ci vuole molto, molto di più. Se non hai tempo per prendere il cellulare e sapere che fine abbia fatto tua figlia, mi spiace, non sono problemi miei.
Ho già comprato il biglietto del treno per il ritorno a Natale, ma parte di me si sta già pentendo. Tuttavia, non esistono solo i miei genitori giù, per cui è giusto che torni. Ho altra roba da prendere, amiche da vedere, cibi da rimangiare. A volte ho paura che casa dei miei sarà sempre la "mia base". Non voglio sia così. La mia base deve essere altrove. Purtroppo dove sono adesso, non mi consentono di rimanere oltre Giugno e io, di fare altri viaggi di trasloco, non ne ho assolutamente voglia (lo farei solo nel caso remoto in cui a Settembre dovessi ripartire per il Giappone), per cui pare debba trovare un altro alloggio questa estate.
La vita universitaria è ricominciata e anche le preoccupazioni su autostima, voti, media ecc. E se non mi laureo col massimo dei voti? E se vado peggio che alla triennale? Se è troppo difficile e non ce la faccio a laurearmi in tempo? Mi sentirei ovviamente una fallita. Cerco di focalizzarmi sul pensiero di dovermi impegnare al massimo. Studiare fuori è complicato ma non impossibile, lo fanno in tanti e posso riuscirci anche io, nonostante sia Venezia, nonostante sia tutto carissimo rispetto a quanto sono abituata. Devo, devo, DEVO FARCELA.
Ho un'amica bergamasca che ha un tumore. Sta passando l'inferno. Mi dà tanto da pensare. Non penserò mai che la vita sia un bene prezioso che va custodito perché in me credo esisterà sempre quella nocciolina, sebbene minuscola, che pensa che la vita sia una cosa personale e se voglio buttarla sono fatti miei. Ma... essere più leggeri, pensare meno al cibo e al corpo, ad esempio, godersi il cibo e il corpo per quello che è, sono le cose che mi sto impegnando a fare. Forse più per lei che per me. Ma lo faccio, ci provo. Non ho niente da perdere e tutto da guadagnare.
The incredible mosaics on the tower elevations of the amazing Uschod microrayon along Praspyekt Niezaliezhnasci, eastern Minsk. Photos October 2018 Bauzeitgeist.