DIRITTI SOCIALI VS DIRITTI CIVILI. OVVERO QUANDO LA SINISTRA DIVIDE CIÒ DOVREBBE CONTRIBUIRE AD UNIRE.
Non ci era bastato il siparietto delle statue coperte (per volere di chi, non si sa) ai Musei Capitolini in occasione della visita di Rohani a Roma. Lo scarica barile successivo. La derisione internazionale. Noi italiani non ci facciamo mancare mai niente. E sul finire di un gennaio più caldo del normale, è andato in scena il teatrino del #FamilyDay. Che, secondo gli organizzatori, avrebbe raccolto circa 2 milioni di persone (cifra subito smentita dai media ad un'analisi anche solo visiva). Ma, lasciando da parte i numeri, spendo solo qualche parola sui contenuti.
Il sesso è solo procreazione. Partecipazione alla creazione di Dio. La donna, non dissimile da una cagna da allattamento, ridotta ad una macchina per produrre bambini. E applausi. Tanti applausi. Comprese le donne presenti, le quali probabilmente non avevano ben capito che quella piazza era lì per svilirle, ricordare loro qual è il posto che devono occupare nel mondo, in posizione sempre subalterna. E poi le teorie cospirazioniste. Della serie che si è anche paventata l'esistenza di una sorta di lobby organizzata dallo Stato per sottrarre i bambini alle coppie etero per affidarli alle coppie gay. E per concludere, il grande annuncio della giornata, quello che ha proprio svelato la grande presa per il culo dietro la vergogna: Giorgia Meloni, leader dell'estrema destra italiana, ha annunciato di essere incinta. Incinta però - pensate! - di un bambino concepito fuori dal matrimonio. E lo ha annunciato proprio lì, al family day, mentre i sottotitoli del Tg mandavano la notizia di un padre che aveva ucciso a coltellate i due figli.
Ma non voglio fare come quelli (ovviamente di sinistra) - e ce ne sono tanti, forse troppi! - che in questi giorni si sono accaniti sui difetti dei partecipanti al family day. Definendoli come stupratori, puttanieri, violenti e assassini. Non è così che si riconduce il discorso entro i binari di un ragionamento che possa definirsi tale, sottraendosi alla chiassosa 'casciara' dei social network. Non tutti quelli che hanno partecipato al family day sono stupratori, puttanieri, violenti e assassini. Allo stesso modo non tutti quelli che hanno partecipato a #Svegliatitalia sono dei pervertiti e dei pedofili. Questa infantile opposizione non serve a nessuno. E non serve, soprattutto, alla Sinistra. Che ancora una volta è capace solo solo di inveire.
E poi c'è un'altra sinistra. Quella 'marxista'. Chissà Marx cosa penserebbe oggi, se potesse assistere a questa semplicistica appropriazione del suo pensiero per giustificare posizioni nutrite appena di citazioni e qualche conversazione al bar. Quella sinistra, dicevamo, che familiarizza con la il palco del family day - vergognoso non per i gay o per i femministi (chi mi conosce sa che non condivido e non sostengo le battaglie di genere), ma per le persone di buon senso - perché "i ricchioni sono un problema secondario in un momento di profonda crisi per i diritti sociali". Preoccupandosi però di aggiungere che loro sono a favore delle unioni civili. A riprova del fatto, tengono a ricordare di aver mandato in Parlamento Vladimir Luxuria, poi rivelatosi un flop politico per i famosi diritti sociali.
In pratica accade questo. Che da una parte ci sono i radicali, i duri e puri, i marxisti, quelli che non puoi scalfire perché tanto, anche se li schiaffeggi, sono talmente convinti della loro ottocentesca visione della vita, che non puoi proprio fargli cambiare idea. E a tutti loro vorrei dire questo: lo abbiamo capito che siete a favore dalle unioni civili; ciò che non ci è chiaro, a noi neofiti del comunismo o della sinistra o che dir si voglia (tanto ormai andiamo avanti per etichette, per capirci), è il perché ogni santo giorno state lì a fomentare la battaglia di chi invece non le condivide. Se i diritti sociali sono sotto attacco è perché la sinistra, le sue molteplici schegge impazzite, negli ultimi anni si sono dilettate nella pratica delle seghe mentali, l'attivismo si è ridotto a pubblicare qualche post su Facebook e si è perso il contatto con le persone. E non per colpa dei gay o della destra, ma perché la sinistra si è trincerata dietro posizioni che ormai non valgono neppure una mazza di scopa. Se poi qualcuno in passato ha pensato bene che, per rivitalizzare l'immagine di un partito, si potessero mandare in Parlamento personaggi che non avevano alcun interesse a lavorare per i diritti sociali (vedi Luxuria), lo scotto di quella che è stata una tristissima operazione di marketing, non possono oggi pagarlo persone che non c'entrano nulla, soprattutto se a quelle persone poi non si è mai disdegnato di chiedere il voto ad ogni cazzo di appuntamento elettorale. Questa sinistra che dovrebbe combattere per i diritti sociali, a parte tediosi e inutili documenti congressuali e menate retoriche sull'identità e i simboli, non ha prodotto ad oggi alcun programma che possa avere un senso nel 2016. E, nonostante ciò, invece di impiegare il proprio tempo per elaborare proposte programmatiche, di governo, per garantire i famosi diritti sociali, lo si perde ad esternare posizioni del tutto gratuite e a dividere ciò che invece dovrebbe stare insieme.
E poi ci sono i casciaroni, che avrebbero l'intelligenza per smontare gli ottusi con una frase, ma preferiscono buttarla in rissa, non arrischiarsi in una ragionamento complesso. Quelli che hanno contribuito a trasformare questo momento, già di per sé triste, in poco più che una carnevalata. In una gara a chi più e meglio insulta l'altro.
Questa è la sinistra che sa solo farsi del male. Che mette tristezza. Che non ha alcuna ambizione. Persa tra moda e tradizionalismo. Quella sinistra che non sa produrre più nulla, a parte vuote parole. E fortuna vuole che è Carnevale. Che magari qualcuno può pensare che è tutto uno scherzo. Così il 19 febbraio ci vediamo tutti a Roma e facciamo la Sinistra Italiana. Ci diciamo tante belle parole. E poi litighiamo di nuovo alla prossima occasione. Tanto chi se ne frega. Male che vada... ci giustificheremo citando Marx!