Per farlo sarà abolito l’insegnamento della storia, della geografia, del diritto, della filosofia e dell’economia; sono materie che scivolano automaticamente nella discussione sulla cosa pubblica e sulla gestione del governo. Abolito anche le studio delle lingue che assoggettano i nostri giovani all’Europa ed aprono le menti a strane idee provenienti da mondi lontani ed ostili.
La letteratura sarà limitata solo ad autori che parlano di piante e fiori (ma senza fare cenno ai loro colori). L’arte sarà dedicata esclusivamente alla rappresentazione di panorami (evitando paesaggi rappresentati al levar del sole o al tramonto per il loro forte impatto metaforico).
La musica va bene, ma senza parole e, in ogni caso, non vanno mai eseguiti brani sovversivi posteriori al secolo XVII né va suonata o ascoltata musica sincopata di ascendenza negroide.
Nella scienza si escluderanno concetti e termini evocativi come evoluzione e rivoluzione. Inoltre, nell’esercizio della matematica si stia ben attenti a evitare problemi in cui possa venire rappresentata l’Italia in perdita e si privilegi l’uso dell’addizione sulla sottrazione e, soprattutto, sulla divisione.
Largo spazio all’educazione fisica ed all’educazione tecnologica che prepareranno il buon soldato ed il servitore della Patria di domani.
A scuola non si deve discutere di politica, si deve solo diffondere la parola del Governo e battere le mani quando arriva il Direttore.
ho appena sentito su radio radicale un question time in cui tra gli interrogati figurava anche il ministro bussetti.
la deputata interrogante gli chiedeva conto di due cose:
a) la sospensione (con dimezzamento di stipendio) della docente di lettere di palermo è stata poi revocata, come si vocifera, o no?
b) l’altrettanto vociferata bacchettata al professore veneto che avrebbe visto bene la senatrice segre in un simpatico termovalorizzatore è stata poi portata a compimento o cosa?
bussetti dice che non compete al ministro erogare o revocare sanzione disciplinare alcuna: come per ogni amministrazione pubblica, questa è una prerogativa del responsabile dell’ufficio/ente (nel caso in ispecie: il dirigente scolastico) o, in casi gravi, di apposito organo giudicante. ma si può star sicuri che ogni forma di xenofobia, da parte di docenti come anche di discenti, vedrà sempre e invariabilmente pronta e ferma reazione da parte del ministro (omette di dettagliarne la natura, della reazione)
la deputata interrogante apre la sua replica con un elegante “ministro: degno del peggior ponzio pilato”, che traduce abbastanza fedelmente quel che invece stavo pensando io tra me e me, almeno nella sostanza, ché al mio pensiero avevo dato forma un po’ più colorita
Per noi poveri prof di Stato gli esami non finiscono mai. Ma veramente! E ad ogni ministro arriva un esame nuovo con nuovi metodi, nuove sorprese, ricchi premi e cotillons... Questo, per esempio, sarà ricordato come l'anno delle tre buste di Bussetti...
Va be', bando ai lamenti, in bocca al 🐺 a tutti i ragazzi che si accingono a questa nuova prova e a tutti i loro emozionati professori!
Un post in bilico tra antifrasi, bufale e fake news.
Salvini è equilibrato, riflessivo, onesto ed è la salvezza di questo Paese. Di Maio, un grande statista che sa il fatto suo. Bussetti, il miglior ministro della Pubblica istruzione dell’ultimo millennio. Conte... che te lo dico a fare? L'informazione in Italia è libera, veritiera e mai falsata da bufale o condizionamenti. Questo non è un paese razzista e chi evoca il fascismo è un vigliacco e un coglione. ln Italia regna la giustizia, la cooperazione, l'unità e la solidarietà verso gli ultimi. L'economia è in risalita, l'aria è pulita, il mare limpido. Io dico sempre le verità e ora non sto scrivendo quello che sto scrivendo. Tu non sei tu, non stai leggendo e non hai mai letto queste parole; ma questa non è un'antifrasi e tu, giustamente, mi stai credendo fino in fondo.
(E non va escluso che sia proprio così. Non è escluso che tu creda alla sincerità di queste parole e le senta tue senza se e senza ma. E per me va bene anche così. Basta che tu non le diffonda in giro per la rete. Anzi, diffondile, condividile, spargile a raffica per il Paese; mandale a dieci, cento, mille amici e di' loro di inoltrarle ad altri cento, mille, diecimila italiani; perché è necessario dirle certe cose, se non vogliamo che il mondo venga invaso dai rettiliani o sia governato dagli illuminati in complicità con la setta giudaico-massonica e con i servizi deviati che non vogliono che si sappiano certi fatti e sono uniti in una rete globale che si sta impadronendo dell'Europa e del Mondo!
Diffondi questo post come un argine contro l'imbecillità dilagante eretto da un imbecille che il problema lo conosce da dentro. Soprattutto da dentro di sé. Spargi dappertutto la buona novella senza dubitare dell'autenticità dei suoi contenuti. Non bisogna esitare. Si deve solo copinollare e aggiungere che "è vero, c'è scritto su internet e l'ha detto pure il telegiornale". Non importa quando, non importa quale e, soprattutto, non importa che e perché. L'importante è acchiappare click, scuotere il mondo e riscuotere consensi. L'importante è fare successo e accrescere il capitale. Tutto il resto è una fuffa che sa di muffa e di truffa. Qui, invece, no, non c'è truffa e non c'è inganno. Ve lo garantisco io!)
Che poi, diciamocelo, Bussetti è molto rappresentativo di una vasta parte degli insegnanti nazionali che di un alunno che va male non riesce a dire altro che "deve impegnarsi di più"; lui, l'alunno, e basta...
Il giorno stesso in cui Bussetti fu indicato come Ministro dell'istruzione e della ricerca in quota Lega, scrissi che avevo l'impressione che fosse stato messo là apposta per regionalizzare il sistema scolastico italiano. Tanti pentastellati mi diedero addosso, affermando che non c'era di che preoccuparsi; c'erano loro come sentinelle dell'unità del Paese contro geometrie variabili, ingiustizie e sperequazioni.
Stiamo vedendo in ogni campo la forza e l'incisività di queste sentinelle a cinque stelle!
[Bussetti intervistato tra Afragola e Caivano - Link al Video]
Ma ora non è questo il punto, e non vale neppure la pena ricordare al professor Bussetti che a Sud come al Nord del Paese (e anche al Centro, in verità) ci sono tanti lavoratori del mondo dell'istruzione che si impegnano forte (come anche alcuni lavoratori che si impegnano poco ed è molto probabile che siano sparsi in ogni punto cardinale e in ogni livello del sistema scolastico italiano).
Del concetto di sacrificio non voglio neanche parlare, perché ritengo che esuli dalla deontologia di qualsiasi professione e trovo poco serio che un ministro osi parlarne.
Quello che invece mi preme chiedere è l'estensione del tempo prolungato al Meridione di questo martoriato Paese di cui Bussetti è Ministro per intero, da Predoi a Lampedusa.
Questa area degradata e presuntamente sfaticata dell'Italia ne avrebbe un gran bisogno. Anche per incrementare e rafforzare il suo impegno formativo.
Ci pensi, Ministro, e si impegni forte, si impegni di più. Perché questo ci vuole: lavoro e impegno. Ad ogni livello.
Gaetano Vergara - Eccoci qua, di nuovo di fronte a queste classifiche che mostrano una scuola meridionale al di sotto dei livelli medi
Vuoi vedere che ancora una volta sarà proprio l’istruzione a segnare l’impossibilità di conciliare le posizioni di Salvini & Co. con i programmi a cinque stelle?
Il punto di vista sulle sovvenzioni alle scuole paritarie può essere dirimente.
Da una parte c’è la lega e il suo Ministro dell’Istruzione che dichiarano a destra e a manca di auspicare maggiori finanziamenti per le paritarie, dall’altra i cinque stelle che, vivaddio e viva la Costituzione, per il momento, sembrano voler attenersi al principio dell’articolo 33 che stabilisce che “Enti e privati hanno il diritto di istituire scuole ed istituti di educazione, SENZA ONERI PER LO STATO.”
In particolare, Luigi Gallo, deputato 5S e presidente della commissione Cultura, ha avanzato una proposta di legge che prevede “l’immediata abolizione dei contributi pubblici statali alle scuole private paritarie primarie e secondarie di primo e di secondo grado” (resta, dunque, una possibilità di finanziamento solo per asili nido e scuole dell’infanzia). Nella sua proposta si legge anche che, udite udite, “con questo risparmio sarà possibile destinare maggiori risorse al sistema pubblico di istruzione”.
Insomma, siamo ad una radicale revisione delle brutte leggi 285 del 1997 e 62 del 2000 volute, rispettivamente, dai Governi Prodi e D’Alema. Due leggi firmate entrambe da Luigi Berlinguer, se non ricordo male, ed entrambe spinte dai forti interessi espressi dal mondo dell’istruzione cattolica sul tema della parità tra sistema pubblico e sistema privato (e, sicuramente, Salvini non perderà l’occasione per far leva, sulla sensibilità e sugli interessi dell’elettorato cattolico più tradizionalista e conservatore; lo ha già fatto nelle regioni governate dalla Lega).
In ogni modo, se su questo punto i cinque stelle manterranno fede al loro programma, ne vedremo delle belle.
Ma è più probabile che i pentastellati temporeggeranno ed eviteranno di parlarne lasciando che le cose restino nel limbo in cui si trovano. Sempre che non si appiattiascano una volta di più sulle posizioni “vincenti” del Capitano Salvini.
(di Natangelo, l’indomani della vittoria della Lega in Abruzzo)
Le favole di Esopo offrono sempre similitudini molto azzeccate con il mondo degli uomini. Esopo le scrisse apposta, al fine di rieducare l’umanità, senza offenderla direttamente. Le favole di Esopo sono una sorta di versione zen del mondo classico occidentale, ancora attualmente declinabile.
Ricorderete senz’altro della favola in cui uno scorpione chiede ad una rana di traghettarlo sul fiume. La trama racconta di una rana che non voleva accogliere la richiesta e di uno scorpione che imbambolò l’anfibio talmente bene, usando parole gentile e suadenti (il garbo riesce a nascondere le peggiori ipocrisie e nefandezze, converrete), che finirono per partire assieme per la traversata, essendosi convinta, la rana, che lo scorpione non potesse pungerla durante il viaggio, altrimenti sarebbero giustamente ed inesorabilmente periti assieme. Tuttavia, una volta arrivati a destinazione, lo scorpione punse la rana che in punto di morte gli chiese: “Perché?”.
Il ferale aracnide rispose laconicamente: “È la mia natura.”
Qualcuno potrebbe immaginare che la favola possa alludere alla precarietà dell’alleanza giallo-verde, in cui i pentastellari sono le ranocchie e i salviniani sono gli scorpioni. Invece no: in questa favola le ranocchie sono gli elettori meridionali. Fabula de nobis narratur.
Non so se vi siate soffermati sul video (facilmente in rete, ma che per pronta visione allego) in cui il Ministro dell’istruzione, il leghista Bussetti, in visita in provincia di Napoli, con piglio stizzito ed offensivo, rimprovera i meridionali di disimpegno (sottacendo di sciatteria, magari di pigrizia ed incompetenza).
Gettando la sua maschera e forte del ruolo istituzionale, che lo rende impunibile applicando perfino un sigillo di garanzia sulle stronzate che proferisce, aggiunge che i fondi alle scuole del sud vanno meritati. Sembra davvero incazzato e pare finanche frenarsi nell’allineare il suo dire al suo pensiero leghista ed anti-meridionalista.
Sincero è chi “nel parlare e nell’agire segue ed esprime ciò che sente o pensa, senza simulazione o finzione e senza reticenze” (Vocabolario Treccani). Bussetti è, indubbiamente, sincero (e di ciò lo ringrazio perfino!), ma non è assolutamente garantito che affermi verità.
A differenza del Vicepremier Salvini, il capo del Dicastero dell’Istruzione non è gentile. È diretto, in quella abusata circostanza di comunicazione interpersonale (prevalentemente leghista, se considerata in una prospettica politico-ideologica) in cui essere diretti – ovverosia direttamente scostumati ed offensivi - diventa sinonimo di sincerità e per moltissimi anche di verità.
(Volete una prova? Tutti i vostri amici e conoscenti che stanno per dedicarvi una cattiveria - direttamente o per interposte persone - premettono più o meno questa frase: io non ho paura di dire la verità, perché sono una persona sincera. Obiezioni: a) sincerità non è sinonimo né garanzia di verità; b) esistono molte possibili/presunte/immaginabili verità sulle medesime questioni e non è detto che l’Unica Verità debba appartenere solo alle persone che si dichiarano sincere. Sui social, ad esempio, quasi tutti si professano sinceri e moltissimi lo sono. Ciò non dimostra, tuttavia, che la loro produzione on line sia Verità. Semmai dipende dalla loro particolare, individuale, contingente, e talvolta funzionale minuscola verità.)
A parte che negli ultimi quindici anni (fonte: Svimez) il sud dell’Italia ha regalato al nord qualcosa come duecentomila laureati – a dimostrazione che i meridionali studiano tanto e bene anche in mezzo al Mar dei Sargassi delle difficoltà di contesto e strutturali – oserei suggerire che toccherebbe semmai allo Stato eliminare, come da Carta Costituzionale, ogni ostacolo e barriera che si sostanzia in disuguaglianza socio-economica. Non è per mancanza d’impegno meridionale che stiamo male, bensì per mancanza d’impegno dei Governi a rendere uguali gli Italiani tutti nelle opportunità.
Tuttavia, il focus del mio editoriale s’incentra sulle modalità, quelle maledette modalità che obnubilano anche le menti meridionali, velocemente dimentiche di ogni cattiveria e pesante offesa che la Lega (Salvini in primis) ha negli anni addietro rivolto e tuttora continua (tranne, furbescamente, Salvini) a rivolgere al sud. (In gallery un annuncio di Borghezio, così, per fare il paio con Bussetti.)
Quando un popolo vive nell’incertezza e nella precarietà più assoluta, quando risorse e opportunità sono finite, complice il depauperamento culturale che rende le paure e le necessità non soddisfatte ancora più angoscianti, il primo che promette sicurezza additando come nemico chi sta ancora peggio, e lo fa con parole semplici e gentili, beh, quello ha vinto. Altrimenti non si spiega perché in Sardegna, come in Abruzzo, ed in Sicilia come in Campania (non dimentichi di Calabria, Puglia e Molise, e pure il Lazio-di-Roma-ladrona) esistano convinti salviniani organizzati in sezioni e presidi.
Non riesco proprio ad accettare che esistano miei conterranei meridionali che inneggino alla Lega che voleva sterminarci, e sono ahimè sicura dell’esistenza di moltissimi Campani che plaudono alle parole del Ministro Bussetti, perché si può diventare più realisti del re: basta la memoria corta, lo stato di necessità, l’imago del potere.
Fa differenza essere diretti, ovvero sinceri, ed essere gentili e garbati? Eccome. Salvini è gentile e garbato (in pubblico saluta personalmente chiunque; non si nega ai selfie; è un eccellente ospite negli studi televisivi; sorride sempre e non fa le facce; è persino diventato bravissimo a credere alle banalità che gli scrivono su Twitter), avendo abbandonato da tempo la rudezza e la coprolalia leghista, perché ha compreso che la cortesia è l’insospettabile chelante della pericolosità, di mortale velenosità e pure delle menzogne. Anche le parole false di un uomo garbato sembrano magicamente diventare verità. Ciò dimostra che il ‘come’ vince sempre sul ‘cosa’.
Lo scorpione della favola esopiana è gentile e suadente e con tali modalità è riuscito a convincere la rana a dispetto della sua reale natura. Garbatissimo come lo scorpione, il Vicepremier ha i suoi legittimi motivi per esserlo: deve prendersi l’Italia, sud (che in cuor suo continua ad odiare, come lo odia il Ministro Bussetti) compreso.
Il problema, tuttavia, non è lo scorpione, perché è la sua natura, il suo scopo, il suo destino di predatore.
Il problema sono le rane.
Ed il sud ne è strapieno.