Era un bel posto (Voragine)
Stavo guidando la macchina mentre il collega seduto al mio fianco parlava, facevo finta di ascoltare, annuivo, ero gentile, ma sostanzialmente pensavo ai fatti miei, avevo inserito il pilota automatico. Prestavo quel minimo necessario d’attenzione per appagare il suo bisogno, un 20%.
Di cosa stava parlando? Caccia, lavoro, forse di auto, nulla di realmente interessante. Guidavo e annuivo, guidavo e fantasticavo. Era freddo quel giorno, i vetri erano appannati e la strada umida mi consigliava di essere prudente. Avevo il naso gocciolante e le orecchie tappate, una giornata del cazzo, una giornata da dimenticare.
“Ma guarda tu ‘sta brutta troia” gridò il collega, rallentai, ma non notai pericoli imminenti.
Aguzzai la vista e appizzai le orecchie, rallentavo e cercavo il pericolo, il pericolo era seduto al mio fianco. L’invettiva era rivolta ad una ragazza che guidava lentamente davanti a noi.
La ragazza si stava passando la mano lungo e dentro i capelli, stava cercando di aggiustarli.
“Guarda come si pettina la troia, vuole farsi guardare la maiala”
Una vetrata esplose in frantumi dentro la mia testa, una tagliente pioggia di vetri rotti mi riportò alla realtà, quel buffo ometto tondo stava veramente parlando così di una ragazza che poteva essere la figlia di suo figlio?
“Guarda come rallenta per farsi vedere, quelle con le 500 sono tutte troie”, “te lo dico io” , rallentai per farla allontanare, “valle dietro”, “no, e poi noi dobbiamo andare al supermercato a prendere il pranzo”, speravo che lei non avesse le stesse nostre necessità. Mi sbagliavo, stava andando nel nostro stesso posto. Il parcheggio era deserto, mi fermai alla prima piazzola e sperai che lei si allontanasse il più possibile da noi, fortunatamente la vidi sparire oltre lo spigolo dello stabile. “seguila, seguila”, “ho parcheggiato e non mi muovo di qui”, “te proprio non capisci niente”, l’ometto buffo uscì dalla macchina e si fiondo dentro il supermercato, io no, io rimasi in auto, “magari tornerà con il naso rotto”.
Dopo mezz’ora lo vidi uscire, purtroppo il naso era sano, salì in macchina esclamando “io la volevo proprio vedere”, “lei sicuramente no” pensai tra me e me.
Penserete che alla fine tutto sia andato bene, che la ragazza in 500 non sappia nulla di quel rigurgito umano del mio collega, che non sia stata importunata, che abbia fatto la spesa e sia tornata alla sua vita senza problemi?
Vero, è andata bene, ma io non riesco che a pensare a quell’immensa voragine che si è aperta nel parcheggio del discount, una voragine dalla quale mi sembra impossibile riemergere.