Di sport con la palla, del come si giocano e del cosa si prova nel farlo
Il calcio è uno sport fantastico, come testimoniano i milioni di appassionati in giro per il Mondo, ma si gioca con i piedi, ed a me la palla è sempre piaciuta averla fra le mani. Non che non ci giocai, per carità: sono nato e cresciuto in Italia, in un paesino di provincia, nell’ultimo terzo dello scorso millennio, e non ci si poteva sottrarre.
Non ci si poteva sottrarre dalle estati a giocarlo nei cortili, o negli oratori, sempre con attrezzature improvvisate (righe non tracciate, porte segnate da magliette a terra se non addirittura approssimative ed immaginarie nelle dimensioni, palloni rivedibili), raramente in numeri di giocatori consoni (mi ricordo dei due contro due a tutto campo), con percezione temporale molto relativa (tipo ‘’oh, sta facendo buio, chi segna il prossimo è campione dell’universo [*]), e con punteggi surreali (nonno, a casa, a cena: ‘’avete giocato al pallone?’’, io: ‘’sì’’, nonno ‘’e come è andata?’’, io: ‘’bene, abbiamo pareggiato 45 a 45 ed io ho fatto 18 gol’’).
Non ci si poteva sottrarre ed a me piaceva giocare di punta (e piaceva anche agli altri che io lo facessi), però...però non mi piacevano le pause attendiste che il calcio suggeriva (imponeva, forse), per esempio che se facevi la punta allora, quando attaccavano gli altri, tu dovevi farti i cazzi tuoi ed al limite farti trovare pronto per i contropiedi, non mi piaceva che si correva soprattutto senza palla, e non mi piaceva lo sforzo di contenimento dell’istinto che si doveva praticare continuamente per evitare di prendere la palla con le mani, che noi uomini le cose che ci piacciono cerchiamo di prenderle con le mani, mica con i piedi, mica a calci, che siano, quelle cose, dei gattini, o dei sassi lisci, o delle conchiglie, o delle tette, o (appunto) dei palloni.
Il rugby no, mi dissi quando lo scoprii, il rugby ti regala la possibilità di averla sempre fra le mani, la palla, o di cercare di averla quantomeno, e che figata quella sensazione di possesso, di stretta in pugno, che figata quella sensazione di saperci cosa fare: anche il passaggio stesso, se fatto con le mani, è un affidare a qualcun’altro qualcosa di importante, è un ‘’oh, fai attenzione a non farla cadere, mi raccomando’’ è un sottolineare la fiducia che si ha, nel compagno, mentre quello coi piedi sembra più un ‘’toh, pigliala tu, va, che io non so bene che farci’’.
Ed il basket anche. Che anche nel basket la palla ce l’hai in mano e ci si aggiunge che ci devi palleggiare, cioè sbatterla a terra per vedere che torna su, cioè era già divertente così, era già divertente la sensazione di contatto ed abbandono di quella superficie liscia ed elastica, tonda, con il palmo della mano e con i polpastrelli.
Il basket ed il rugby, poi, non concedevano attese, si era sempre nel frullatore, sempre nell’azione.
Nel basket: hai fatto canestro? bravo, ma adesso torna in difesa e vedi di impegnarti ad evitare che lo facciano gli altri...non hai tirato tu? vai a rimbalzo e di corsa, sì, anche se hanno tirato gli altri, e sveglia occhi sulla palla, sul canestro, sugli avversari e sui compagni...hai preso il rimbalzo? tira, corri, passa..lo ha preso un tuo compagno? corri, smarcati, chiedi palla.
Nel rugby: c’hai la palla? che bello, ma adesso corrici, passala, passala e seguila, posala in meta, calciala ma solo se è l’ultima cosa che potresti farci...ce l’hanno gli altri, la palla? ecco, vedi di recuperarla, placca, contesta, impedisci il passaggio, corrici appresso.
E poi, quando giochi bene, nel rugby e nel basket, la sensazione di farlo è più forte, appunto perché lo stai facendo con le mani, perché lo stai facendo sia in attacco che in difesa, perché (forse soprattutto nel rugby) non c’è proprio un cazzo (ma un cazzo proprio) di gratuito, e si prendono delle gran botte (sì, sì, le si danno pure), perché quello che ti si chiede di fare pare impossibile (il canestro è là, altissimo da terra, ed il campo da rugby è pieno di gente vestita con una maglia diversa dalla tua e con pessime intenzioni) ma poi lo fai.
E se voi vi divertite di più a giocare a calcio, bravi voi, sono tanto contento: io no.
O a pallavolo (che già sto fatto che l’avversario sta di là dalla rete e non lo puoi colpire, mah), o a baseball (che a me sembra uno che tira una palla, uno che cerca di colpirla con un bastone senza riuscirci quasi mai e tutti gli altri a guardare, aspettando che gli cresca l’unghia sull’uccello), o a pallamano o a che cazzo ne so: bravi voi, sono tanto contento: io no.
Se poi invece voi lo sport non lo avete fatto ma lo guardate solo, allora mi spiace: non sapete che meraviglia vi state perdendo.
[*] che poi, io mi sono sempre detto, vabbè, ma se segnano gli altri, siamo vicecampioni dell’universo...cioè mica male comunque, no?