BREVE STORIA BREVE (la terza di una serie non altrettanto breve)
Nonostante abbia deciso di affrontare la quarantena come un periodo di purificazione, un po' di fumo ce l'ho lo stesso
Mi faccio la mista con la camomilla siccome NON ESCO DI CASA: bei tempi quando ce lo scroccavamo tra coinquilini - regaz mi mancate!
Ora come ora, provo un forte disagio nel fumare di nascosto in casa, rischio la pena capitale o l'ergastolo. Non riesco a rendermi conto di come potessi farlo tranquillamente fino ad un anno fa, dato che vedo possibilità di sgamo OVUNQUE.
Dopo una giornata passata a pensare su quanto fosse inutile tergiversare con una scimmia che mi urla nell'orecchio, mi decido di sera.
Fumo a pressione sul balcone, affacciandomi ogni circa quattro tiri - letteralmente un minuto e mezzo - sul corridoio per controllare che la situa sia tranquilla.
Mi appresto a fare gli ultimi tre tiri.
PRECISAZIONE: camera mia comunica con quella dei miei attraverso il balcone.
Sento un rumore: come se nell'altra stanza avessero aperto le ante del balcone mantenendo la persiana abbassata.
Non è che c'è qualcuno di là?
Entro dentro camminando all'indietro.
Sbatto contro la persiana di ferro rischiando il cervelletto.
Sì, ma non posso stare dentro con il j.
E se qualcuno entrasse ora?
La nostra concorrente deve fare una scelta signori telespettatori: la vita o la porra.
Non posso lasciarla fuori, continuerebbe a fumare ed appestarmi la camera.
Ha pochi secondi per rispondere.
Lancio lo stizz giù dal balcone.
Una vita signori, una vita salva.
Un minuto di silenzio per il mio cuoricino.
Prendo coraggio, mi affaccio sul corridoio.
La situa non è per niente mutata rispetto ad un minuto prima.