NÉ SCENDERE / NÉ SALIRE
Credo che questa sensazione di blocco ci accomuni un po' tutti ora. Figa sta pandemia, posso lavorare su di me le mie idee. Figa sta pandemia, ho un botto di tempo per non fare un cazzo. La neve il I aprile, il sole a pasquetta, l'insonnia e il tedio. Ma poi quanto dovrei lavorare su di me? Mi sembra di essere entrata in un loop infinito di buoni propositi che stento ad applicare al di fuori di una vita concreta. Sono Aldo Baglio, con le infradito, bloccato e impanicatissimo su una scogliera pure scema che non riesce più nè a scendere nè a salire. Sono Giovanni, che gli consiglia la sporgenza a forma di zoccolo di gnu e la rientranza a forma di vertebra di molfetta (com'è fatta? Vabbè è dentro, mica si vede). La parete di memorie è estremamente friabile, eppure mi ci aggrappo. Lo so com'è: mi ritrovo a desiderare situe passate che ormai non voglio più davvero, sono solo le ultime felici. Non posso crearmi nuovi ricordi e non ho qualcosa in cui credere che mi allevi lo spleen. Cerco lo stesso di scendere, sperando di non mettere il piede in culo alla molfetta.











