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Ad oggi ho capito che non era niente.
Che non eravamo niente.
@lovethisbigsilence
hai presente quando vuoi solo piangere ma nonostante tutto non riesci a farlo?
@sollevare-il-mondo
Lo sapete quando vi circonda quel vuoto che vi attanaglia, vi riempie fino ad non sentire più niente.
Quando resti al buio in una stanza vuota, dove non ti accorgi che stai piangendo sul quel letto dove passi giornate intere.
Ti arrabbi con te stessa, ti senti così diversa sbagliata, guardi gli altri e le loro vite apparentemente piene, con tanti amici.
Poi ci sei tu, è ti poni quella fatidica domanda chi sono io?
E puntualmente ricordo che sono solo un granello di sabbia che basta un soffio di vento a farmi volare via
-LaRagazzaMaledetta
| 𝗙𝗢𝗕𝗜𝗔 𝗦𝗢𝗖𝗜𝗔𝗟𝗘: 𝗟𝗔 𝗠𝗜𝗔 𝗘𝗦𝗣𝗘𝗥𝗜𝗘𝗡𝗭𝗔 | 𝗖𝗥𝗢𝗡𝗔𝗖𝗛𝗘 𝗗𝗜 𝗨𝗡𝗔 𝗦𝗢𝗖𝗜𝗢𝗙𝗢𝗕𝗜𝗖𝗔 #𝟬𝟰
FOBIA SOCIALE (detta anche sociofobia o disturbo di ansia sociale) = "paura intensa e pervasiva di trovarsi in una particolare situazione sociale, da cui possa derivare la possibilità di subire un giudizio altrui".
Ciao a tutt*. Mi chiamo Beatrice e sono una ragazza sociofobica.
Fino ai 15 anni tutte le persone intorno a me mi etichettavano banalmente come una ragazza molto timida e introversa. E io mi convinsi per molto tempo che potesse essere questa la verità.
Tuttavia, dopo aver fatto l'ennesima scena muta a un'interrogazione in classe, i professori del liceo che frequentavo si resero conto che il problema era molto più serio. Dal momento che non avevo difficoltà nello studiare le diverse materie (nei compiti scritti prendevo sempre bei voti) decisero di convocare mia madre e le consigliarono di mandarmi da una psicologa.
Fu allora, durante il primo colloquio con la dottoressa, che scoprii l'esistenza del disturbo d'ansia sociale, il vero nome della mia “eccessiva timidezza”.
In realtà però, anche se prima di quel giorno non ne ero mai stata consapevole, la mia esperienza da sociofobica era iniziata molto tempo prima del liceo...
Ricordo ancora, per esempio, le recite scolastiche delle elementari, durante le quali non riuscivo a dire una parola, e l'espressione d'imbarazzo di mia madre quando tutti i genitori le chiedevano come mai mi comportassi così. Oppure quando una mia compagna di classe mi si avvicinò, mentre ero in disparte (come sempre) e guardandomi mi domandò: “Perché non sorridi mai?”.
Ricordo i giochi di squadra che le maestre e i professori delle medie organizzavano in classe e io che venivo sempre scelta per ultima dagli altri.
Ricordo l'agitazione e la voglia di piangere che mi veniva quando l'insegnante mi chiedeva di andare alla lavagna o mi incalzava ad alzare la voce perché parlavo troppo piano e nessuno avrebbe capito quello che io stessi dicendo. Ed io bloccata nella paura del giudizio degli altri.
Tutti questi episodi, a distanza di anni, mi fanno ancora male. Non passa un giorno senza che io mi senta inadeguata a causa dei momenti passati e abbia paura di fare nuove conoscenze, nuove esperienze, di prendere la vita con leggerezza.
Eppure, oggi posso dire finalmente di sentirmi bene. Non sono certa di aver sconfitto del tutto l'ansia ma ora so come conviverci.
Un giorno, semplicemente, mi sono chiesta: ma se ho affrontato tante cose brutte (prima fra tutte la morte di mio padre quando avevo 6 anni) allora perché non posso provare a combattere anche questa? E così, da più o meno 2 anni, ho deciso di rimettermi in gioco e tra alti e bassi, tra momenti belli e brutti, sono riuscita a fare tanti progressi. Ho delle amiche fantastiche, non mi sento più a disagio quando esco e mi trovo in mezzo a degli sconosciuti, ho conosciuto il mio fidanzato (uno dei regali più belli che la vita potesse farmi), esco a fare la spesa senza sentirmi come se stessi andando in guerra…
Insomma, piccoli traguardi che mi hanno reso un po' più sicura di me stessa.
Ho deciso di raccontarvi una parte della mia esperienza con la fobia sociale per dirvi una cosa che sto iniziando a capire ultimamente: non siete soli. Sia che soffriate come me di fobia sociale, sia che abbiate qualsiasi tipo di problema, tutt* siamo in grado di affrontare gli ostacoli che la vita ci mette davanti. Possiamo farlo da soli o con l'aiuto di qualcuno, impiegarci poco o tanto tempo. Non importa! Quello che conta è continuare a provare senza aver paura di fallire e senza temere le possibili ricadute.
Non ascoltate chi vi dice che se non ce la fate è perché non avete abbastanza forza di volontà… Ognuno di noi ce l'ha! Semplicemente questa non è sufficiente perché ognuno di noi ha bisogno di aspettare il momento giusto per se stess*, il momento in cui siamo NOI a decidere che ci siamo stancati della situazione in cui ci troviamo e che vogliamo cambiare. Abbiamo il diritto di provare a migliorarci così come abbiamo diritto a sentirci inadeguati, a riconoscere di avere dei limiti e a decidere che - in questo momento - non abbiamo voglia di farlo.
L'importante è che siamo noi a stabilirlo.
Io ho scelto di combattere l'ansia sociale ora, perché prima non mi sentivo pronta. Ho deciso che mi sono stancata di questa fobia e lo sto facendo PER ME! Allora, vorrei che tutte le persone che vivono un disagio come il mio capiscano che il modo in cui decidono di affrontarlo è personale e merita rispetto. Siate voi a decidere quando è tempo di cambiare, e fatelo per voi!
~Beatrice, @una-sociofobica-ribelle
(Instagram: lettrice_sociofobica)
http://www.instagram.com/lettrice_sociofobica
In a world of Kardashians be a Morticia Addams
Il momento più brutto è quando si è obbligati a lottare con il panico.
Fonte: @puravida95
Non è facile essere sempre forte.
A volte crolli.
@lovethisbigsilence