Fame d'aria — Daniele Mencarelli
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Fame d'aria — Daniele Mencarelli
Igor Stravinskij ringrazia il pubblico dopo il concerto del 22 ottobre 1959 al Teatro Comunale di Bologna da Renato Morselli
2K. E ancora non mi sembra vero.
Avevo aperto questo blog con l’unico intento di seguire alcuni scrittori e artisti che stimavo sul web , quelli che leggevo in silenzio da dietro lo schermo, che mi facevano sentire meno sola.
Non pensavo che, un giorno, sarei stata io quella letta.
E invece eccomi qui.
2.000 persone.
2.000 lettori.
2.000 cuori che, in un modo o nell’altro, hanno scelto di fermarsi sulle mie parole.
Il mio modo di scrivere è diretto, senza troppi fronzoli, spesso ruvido ma sincero.
Non cerco di essere perfetta, cerco solo di essere vera.
Chi mi conosce sa che ho alcuni hobby di cui uno in particolare è la scrittura, fin da quando ero piccola. Che non si basa solo su pagine di diario o racconti ma anche frasi brevi ma di impatto oppure immagini e musica ispirazionali.
E sapere che ci sono persone che si rivedono nei miei pensieri, che mi leggono senza bisogno che mi spieghi troppo, che mi credono…
È un dono.
Grazie.
A chi c'è stato dall’inizio, a chi è arrivato per caso, a chi legge in silenzio, a chi lascia un cuore o un messaggio.
Siete parte di qualcosa che non avevo previsto, ma che ora custodisco con affetto.
Questo spazio, che era nato come rifugio, è diventato un piccolo ponte.
E io non posso che esserne profondamente grata 🩷
— sunelrose
Buongiorno,
Buona Vigilia
Grazie per aver scelto
di continuare a far parte
della Mia Vita
anche in questo 2023
che stiamo per lasciare.
Sarà stupendo condividere insieme pure il 2024,
che comunque andrà
sarà speciale perché ci penserà
come sempre
la Nostra Amicizia
a colorarlo di allegria e di gioia!
Ti voglio bene 🙏🏻❤️
@elenascrive
📄 Traduzione dei discorsi finali di #YetToComeinBUSAN 💜
- grazie -
non ho mai detto Grazie a chi ha sempre letto i miei sfoghi e si è ritrovato nelle mie parole condividendoli, apprezzandoli; non ho mai ringraziato abbastanza tutte quelle persone che facevano parte - e continuano a farlo tuttora - di quelle 2/3 note iniziali di un post grazie a quelle persone che hanno sempre guardato oltre la tua popolarità; forse dovremmo farlo un po' tutti quanti, perché quando un blog è così condiviso è sempre grazie a chi mentre scrive di sé stesso crede anche nelle parole che legge. Si entra in punta di piedi, silenziosamente. Si esce con la scoperta di condividere tanto di noi con altra gente, non gente qualunque. Ti senti sempre meglio. E così inizia. Grazie davvero di cuore a chi, prima di sapere che personaggio sei e quanti lettori hai, sa apprezzare le cose più piccole e forse anche quelle più vere a partire da qui. Nessuno di noi sarebbe il/la grande scrittore/scrittrice che è adesso se non fosse per chi ha percorso i primi passi con lui/lei. è vero che ci si mette in gioco mettendo a nudo se stessi, ma è vero anche che questo gioco non è poi così tanto privato o personale se è un piccolo rifugio di tanti e con tanti.
con tutto l’affetto possibile, @comeunapoesiadiprimavera
Stavo pensando che quella prof di diritto delle superiori mi ha influenzata molto sulle scelte fatte fino ad oggi, dal corso di laurea al come scrivere un testo, dal come prendere velocemente gli appunti, al rispondere in maniera logorroica per iscritto, da alcuni insegnamenti come non essere mai omertosi all'importanza di lavorare in gruppo e alla comprensione di quali sono i valori e le responsabilità di un capogruppo, ma anche non fare distinzioni tra chi aiutare.
Sarà pure stata una delle professoresse più severe e il piccolo rimprovero fattomi durante l'esame del quinto non penso lo scorderò, ma mi ha dato quella spintarella in più nel fare scelte di cui solo ora mi rendo conto non mi pento minimamente, è vero studiare al SEGI è stato davvero complesso e spesso ho detto di odiare tutte quelle sfaccettature del diritto, ma ora mi rendo conto di quanto mi illumino alla semplice vista di una legge a cui poter dare una sbirciata.
Ti ringrazio davvero prof per tutte le volte che mi hai considerata il tuo successore nell'insegnare diritto, un po' mi sono sentita presa sotto le ali protettive di una persona differente dalla famiglia che mi ha dato tutti gli strumenti, anche alcuni in più rispetto a quelli dati ad altri miei compagni, per costruirmi un futuro.
Grazie professoressa 🪷 spero davvero di rincontrarti prima o poi ...
Aggiornamento: è successo, ti ho rincontrata alla cassa di fianco in un supermercato, ti ho salutata e mi hai riconosciuta chiamandomi per nome, abbiamo parlato aggiornandoci reciprocamente, mi hai dato un consiglio ma non penso lo seguirò, so solo io come mi sono sentita questi 3 anni di università e non continuerò per nessun motivo con la magistrale, mi dispiace di averti delusa sotto questo aspetto, ma ho visto come eri interessata a sapere del mio corso, della tesi, di che materia e il perché ho scelto proprio quell'argomento. Mi hai fatto capire indirettamente che non sei ancora andata in pensione, era un dubbio che avevo. Mi hai detto che pochi giorni fa hai visto il mio numero di telefono in rubrica e mi hai pensata e io non ho più il tuo numero, ma non potevo dirtelo che ho voluto cancellare qualunque cosa mi ricordasse gli anni delle superiori, quindi nel momento in cui mi hai chiesto se ho più rivisto i miei compagni ho tenuto a freno i nervi per non dirti come sono andate davvero le cose, come erano tutte persone approfittatrici e se non fosse per lei prof io le superiori vorrei proprio depennarle dalla mente. Mi hai detto scrivimi quando sarà la tua esposizione della tesi magari ti vengo a sentire, come potevo dirti che nella triennale non si effettua più la discussione della tesi ma solo la proclamazione. Ma nonostante tutto è stato bello poterti abbracciare e tenerti le mani come ormai più di 3 anni fa.
Spero possiate capire che...
Piangere è umano. Piangere significa sentire e non c'è niente di male in questo, non c'è niente di male nel crollare e nello sfogarsi. Non significa che siamo deboli, significa che siamo vivi, che il nostro cuore batte, si preoccupa e brucia di emozioni.
Spero possiate capire che...
Non bisogna temere di sentirsi imperfetti. Tutti lo siamo, e le favole esistono anche per chi crede di non meritarsele, anche per chi si sente troppo diverso e sbagliato per desiderarne una.
Cercatele.
Fatelo. Non datevi per vinti. Non sempre è facile riconoscerle, a volte si nascondono in una persona, in un luogo, in un sentimento, o dentro di voi. A volte sono un po' rovinate, ma sono lì, sotto i vostri occhi, in attesa di essere scoperte.
E spero possiate capire che...
Tutti abbiamo il nostro fabbricante di lacrime. E tutti, a nostra volta, siamo il fabbricante di lacrime di qualcuno. Non dimentichiamoci del potere che abbiamo su chi ci ama. Non dimentichiamoci che possiamo ferirli, che una parola o un gesto hanno un impatto profondo nel loro cuore. Che a volte, un pizzico di delicatezza in più può fare la differenza.
Sembra triste, vero?
Essere giunti alla fine.
Ma in fondo... Ogni fine è soltanto un nuovo inizio.
Spero che Rigel vi abbia indotti a capire che in un silenzio c'è la profondità dell'universo, e Nica, invece, che esiste un cerotto per ogni tentativo che facciamo. Dobbiamo metterli sulle dita con orgoglio, perché è da ammirare chi, nonostante le ferite, continua a provarci senza arrendersi mai.
Indossateli con fierezza. Sempre.
E non smettere di tentare. Mai.
Fatelo, d'accordo?
[...]
Ricordate: non si può mentire al fabbricante di lacrime.
E se qualcuno vi dice che le favole non esistono...
Ditegli che ce n'è una che non conoscono.
Una che non hanno mai sentito.
Una che solo noi possiamo raccontare.
E se vogliono ascoltarla... [...]
Datemi la mano.
Stringetela forte e seguitemi.
Cammineremo per sentieri oscuri, ma io conosco la strada.
Siete pronti?
- Erin Doom, Il fabbricante di lacrime