BERLINGUER vs SANSONETTI
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BERLINGUER vs SANSONETTI
Parere personale
Non che Draghi mi fosse particolarmente simpatico, però credevo che nessuno avrebbe potuto essere peggio di Conte, quindi avevo accolto la sua nomina con scetticismo ma speranzosa che qualcosa sarebbe cambiato. Poi ho visto alcune riconferme dal passato governo, due nomi a caso, Speranza e Lamorgese, e lo scetticismo è aumentato. Con la conferenza di ieri, posso dire ormai che provo solo…
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#ilriformista #sansonetti pezzodimerda, siamo solo 4 gatti #maledettocomunistacolrolex #finiraidiandareinTV a fare disinformazione https://www.instagram.com/p/CRuE-gyh2i0HdknyznBMEcWr08jYK4nyPXdjUc0/?utm_medium=tumblr
Nipote del barone e letterato salentino Girolamo Comi e discendente dell'economista Antonio De Viti De Marco,[1] ha cominciato a lavorare a l'Unità nel 1975, prima come cronista, poi come notista politico e caporedattore. Dal 1990 al 1994 è stato vicedirettore e condirettore dello stesso giornale.[2] Poi si è trasferito per un paio d'anni negli Stati Uniti, da dove è stato il corrispondente fino al 1996, quando è tornato in Italia per ricoprire nuovamente la carica di condirettore. Dal 1998 è inviato e commentatore, e si occupa soprattutto di politica italiana e di esteri.
Dal 1º ottobre 2004 all'11 gennaio 2009 è direttore di Liberazione, il quotidiano del Partito della Rifondazione Comunista, su volontà della dirigenza Bertinotti-Vendola.[3] senza essere iscritto al partito" (fonte Wikipedia)
Perle di Sansonetti
La Lega chiede che Sofri sia estradato dal Brasile ( Se questo è un Senato...) - di Piero Sansonetti
Il senatore della Lega è molto agitato, quando prende la parola per annunciare il voto favorevole del suo partito alle legge anticorruzione. Si chiama Pasquale Lupo. E’ un giovane senatore della Basilicata. Ce l’ha col Pd. Dice che è responsabile della legge Severino che ha accorciato la prescrizione. Dai banchi del Pd protestano. Perché la Severino non era del Pd e soprattutto perché non ha accorciato la prescrizione ma un pochino l’ha allungata. La presidente dell’assemblea, la cinquestelle Paola Taverna si arrabbia, e con la sua voce profonda e romana rimprovera il Pd. Chiede silenzio. Se la prende con la senatrice Bellanova e col capogruppo Marcucci. Se ne esce con una frase buffa. Dice: «Non ho intenzione di sentire discussioni in quest’aula!». Vabbè.
Lupo va avanti. Sempre con aria decisa e aggressiva. Se la prende con il garantismo a singhiozzo del Pd. Il quale Pd, in quest’occasione è contrario all’abolizione della prescrizione dopo la sentenza di primo grado, e dunque al processo eterno. Lupo dice che il Pd è garantista solo quando gli fa comodo. Per esempio è stato garantista per Pietrostefani, Bompressi e Sofri. E qui Lupo fa il capolavoro. Grida: «A proposito di Sofri, ora speriamo che il presidente Bolsonaro lo faccia rientrare nelle patrie galere a scontare i crimini schifosi dei quali è responsabile».
Bolsonaro? Il Presidente del Brasile? Si, proprio così: il senatore Lupo chiede ufficialmente a nome della Lega l’estradizione di Adriano Sofri dal Brasile. Ma Sofri non è in Brasile. E’ a Pisa. Forse non è mai andato in Brasile in vita sua. E soprattutto Sofri non è ricercato dalla giustizia italiana.
Il Povero Lupo ha fatto una gran confusione. In Brasile c’è il caso Battisti. Cesare Battisti non c’entra niente con Sofri, credo che non si siano mai visti in vita loro. Battisti è ricercato in Italia perché è stato condannato in contumacia per vari omicidi commessi da un gruppo terroristico ( Pac: proletari armati per il comunismo) a cavallo tra gli anni 70 e 80.
Ora Battisti è in Brasile e il Brasile ha rifiutato l'estradizione ( come già aveva fatto la Francia) perché ritiene illegittima la condanna di Battisti. E però il futuro presidente Bolsonaro - entrerà in carica tra un mese - ha annunciato che cercherà di ritirare il salvacondotto a Battisti.
Ok: ma tutto ciò non c'entra niente con Adriano Sofri, che invece è il fondatore di Lotta Continua, ha subito una condanna per l’omicidio Calabresi, l’ha scontata pur dichiarandosi sempre innocente, e ora scrive su diversi giornali.
Non è possibile immaginare che il povero Lupo abbia avuto solo un lapsus. Perché il discorso era ben preparato, tutto costruito sul caso Sofri, e infatti Lupo ha citato non solo Sofri ma anche gli altri coimputati Pietrostefani e Bompressi. E’ proprio che Lupo, evidentemente, di quelle storie lì sa niente. Gliele avranno raccontate gli amici, e lui le ha mischiate tutte.
Del resto i suoi alleati al governo, e cioè i 5 Stelle, recentemente hanno querelato proprio Luigi Calabresi per diffamazione, e Luigi Calabresi è esattamente quel commissario di polizia ucciso nel 1972, per la cui morte Sofri ha scontato vari anni di prigione. I 5 Stelle ce l’avevano invece con Mario Calabresi, che è il figlio di Luigi. Evidentemente c’è proprio un problema di conoscenza della storia recente che riguarda un po’ tutti i partiti di governo.
Il bello è che quando il senatore Lupo ha chiesto l’estradizione di Sofri, si è sentito uno scroscio di applausi. I compagni di Lupo hanno trovato molto efficace la sua polemica. Quindi Lupo non è il solo a pensare che Sofri sia fuggitivo in Brasile. E la vicepresidente Taverna - che non ama le discussioni in Senato... - lo ha anche interrotto, ma non per pregarlo di non dire stupidaggini, ma per garantirgli che la magistratura italiana farà tutto quello che deve fare ( evidentemente per ottenere l'estradizione di Sofri).
Voi pensate che io scherzi, su queste gaffe. Che mi venga da ridere. Tutt’altro. Mi viene il magone a pensare che il Senato della Repubblica sia ridotto così. E mi viene anche da pensare che effettivamente l'idea di Renzi di abolirlo, il Senato, non era così peregrina come è sembrata al 60 per cento degli italiani. da Il Dubbio di stamani 14 dicembre 2018
La ricostruzione by Piero Sansonetti
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Dopo trent’anni il pm che fece condannare Enzo Tortora, chiede scusa
Milano 27 Giugno -Diego Marmo, il pm che pronunciò l’arringa contro il conduttore televisivo Enzo Tortora, dopo trent’anni si scusa con la famiglia in un’intervista con il “Garantista”
“È arrivato il momento – dice Marmo al giornale di Piero Sansonetti -. Mi sono portato dietro questo tormento troppo a lungo. Chiedo scusa alla famiglia di Enzo Tortora per quello che ho fatto”.
Il magistrato definì allora Tortora un “cinico mercante di morte”. Il conduttore fu condannato per camorra, poi assolto nel processo d’Appello, ma soltanto dopo avere trascorso tre anni agli arresti.
Per anni il pm non ha parlato, e spiega perché. “Ho creduto che ogni mia parola non sarebbe servita a niente. Che tutto mi si sarebbe ritorto contro. Ero Diego Marmo, l’assassino morale di Tortora e dovevo tacere”. Ricorda però anche di non essere stato l’unico protagonista del caso, da allora citato come esempio di errore giudiziario.
Nei giorni scorsi Marmo era tornato al centro della polemica per la sua nomina ad assessore alla Legalità e Sicurezza al comune di Pompei.
Luca Romano da Il Giornale.it