Addossare una colpa a qualcuno, senza aspettare tribunali, senza contestualizzare, senza andare oltre la superficie è di fatto la vera cifra stilistica di questi anni della Bestia. L’invenzione di un capro espiatorio per cementare una comunità: l'organizzazione con strumenti moderni della più antica delle pulsioni. Oggi l'ideologo di quella macchina viene travolto dagli stessi meccanismi che ha per anni alimentato. Non è una scena edificante a cui assistere, ma è l’inevitabile sentenza emessa dal tribunale social, da quasi un decennio l’unica corte a cui fanno riferimento le Bestie.
Da “scusi, lei spaccia?” alle accuse per droga: la paradossale uscita di scena di Luca Morisi e della Bestia
Chi di Bestia ferisce... Vabbè dai, salvini può sempre dire di non averlo mai conosciuto come fece con savoini, di rubba, manzoni, sostegni ecc












