« Il prossimo anno partirà col botto. Avrò una voglia matta di schiantarti. »
« Dì solo che hai una voglia matta. Punto. Saresti più sincero, Xavier. »
« Dico quello che voglio. » rapido nel rispondere che no, non segue i suoi consigli, come probabilmente non li seguirà mai. « E io ti ho detto che non vedrò l'ora di schiantarti. »
« Un giorno, quando smetterò di volerti, ti sentirai dannatamente solo, Xavier. »
« Sai... » comincia lentamente, con gli occhi che arrivano a fissargli il petto « io ci ho provato. Un sacco. » e questo, non può recriminarselo proprio più « Ho tentato di lasciar perdere, di dirmi che sei solo un bambino che ha voglia di giocare e che l'unico modo che hai per dimostrare interesse senza mostrarti vulnerabile, è questo. » parla con calma, con quel solito tono caldo e vagamente roco, mentre con un piccolo scatto, si scosta da lui, tornando ritta in piedi senza più appoggiarsi « Lo so che non sei uno stronzo, non totalmente insomma. » nessuna pietà, nessun vittimismo nè preso, nè concesso, ma una sicurezza granitica e forte, senza ostentazioni alcune. Si rigira il bastoncino tra le labbra, piegando quello carnoso inferiore, ma senza più cercare i suoi occhi « Il punto è che scegli d'esserlo con me. Tu lo scegli, scegli ogni comportamento, ogni parola, e non c'è niente di quello che io possa fare o essere, che possa farti scegliere altrimenti. » scuote il capo, lasciandogli andare finalmente il passante dei jeans, con un increspare enigmatico dell'espressione sul viso « Sei un coglione. E mi dispiace tanto. » ancora, cenni di diniego, mentre la destra raggiunge il fianco accanto al tessuto aranciato del vestito « Basta così. » molla la presa, una volta per tutte, ridandogli quel bastoncino che prima aveva rubato dalle sue labbra. L'ultimo gesto, prima d'andarsene.
La osserva mordicchiare quel bastoncino così come riesce a seguire ogni suo singolo movimento, dal distacco che sente su di sé, che la porta eretta a gonfiare il seno, a fare qualche passo indietro così come a perdere completamente il contatto visivo. L'ascolta però, anche, questa volta in silenzio, senza interromperla, senza intromettersi con altre parole, tanto da prendersi tutto il discorso in pieno, fino a quando l'unica cosa che gli rimane da fare è allungare la mano e riprendersi la bacchetta di liquirizia. Rimane contro la parete tra una cabina e l'altra, osservandola. Lasciandosi scappare l'unico e semplice commento quando lei sembra in procinto di andarsene. « Dovresti vestirti sempre così. » riportando la bacchetta tra le labbra, per poi rimettersi eretto in piedi e prendere a camminare dalla parte in cui è venuto, quella opposta della Loghain.