Le vicende di Padre Plini
Golasecca, un paesuccio da nulla, sputato tra qualche monte senza particolari ambizioni di ascesa al cielo.
Padre Plini era il nuovo prete.
Fu proprio il suo arrivo a ricordare al Signore che oltre alle cascate del Niagara
aveva creato anche quella cosuccia lì,
qualche casa, degli orti e una chiesetta dismessa.
Un tempo c'era anche un alimentari
ma lo avevano fatto chiudere.
Li tormentava l'idea che là dentro ci fosse una cassa, oggetto troppo legato alle grandi dinamiche economiche globali.
Andavano avanti di scambi, compromessi, patti e baratti, cose così.
Non vi erano veri e propri luoghi di ritrovo.
Si incontravano tutti nella chiesetta, o almeno prima che l'ultimo prete, padre Amilcare, abbandonasse Golasecca per una febbre da cavallo.
E ce ne dovette passare di tempo prima che si trovasse un'altra buon'anima disposta a fare la Messa in quel nulla sconosciuto alle geografie.
Contro tutte le sue aspettative, Padre Plini si trovò splendidamen i primi giorni. Concedetemelo, si trovò proprio da Dio.
Si svegliava con l'impressione di stare in vacanza. Non che i preti vadano in vacanza, badate bene: il Grande Boss non concede loro il giorno libero
-e ciò sarebbe vagamente esilarante.
Roba che i preti, tutti i martedì, si danno allo spaccio e al furto-.
Padre Plini si sentiva rincuorato da quel luogo che rispetto alle città aveva un chè di intorpidito e tutto sommato calmo.
Quella gente gli ispirava bei sermoni:
con alle spalle un'educazione impartita alla bell'e meglio fino ai 9 anni di età.
Non le erano stati insegnati
i calcoli, il greco, le gesta di Alessandro Magno, la delicatezza e la cura con cui si tiene in mano un antico manoscritto,
la lavorazione della terra,
a non mangiare coi gomiti sul tavolo,
come tirare il collo ai conigli.
Si può dire che non erano persone istruite a capire la vita secondo i gesti minimi e particolari, ma secondo quelli tozzi e approssimativi.
E andava bene così in un paese come Golasecca.
Il giovedì era giorno di confessione e quando il giovedì arrivò davanti la chiesetta si formò una trepidante fila indiana.
Per la prima volta nella sua carriera ecclesiastica Padre Plini era impaziente di confessare qualcuno.
Cosa avrebbero potuto raccontargli quelle persone?
Si può peccare anche a Golasecca?
Padre Plini si aspettava quello che ci saremmo aspettati noi tutti al suo posto
un vecchio marito che si beve un bicchierino alle spalle della moglie,
o magari una vedova rammaricata di aver spazzato la cucina durante la santa domenica
il pentimento per una manciata di more rubate dall'orto del vicino.
gli anziani vanno facilmente in panico con questa storia dell'aldilà. Sentono la loro ora sempre più vicina e vogliono essere assolti da ogni minima inerzia
-roba che neanche Dio saprebbe dirti se la storia delle more è peccato o meno-.
Padre Plini era nel piccolo ammuffito confessionale, al di sotto di un grande crocifisso con un Gesù più triste del solito.
"Ogni mattina sputo catarro nei liquori di mio marito"
Padre Plini fu colto alla sprovvista.
Prima che potesse rendersene conto, l'anziana era già uscita.
Pensò alla demenza senile, sicuro, doveva essere demenza senile, che altro altrimenti?
"Ogni mese rubo i risparmi del mio vicino cieco e glieli scambio con dei bottoni di metallo"
Non serve essere geniali per capire che Padre Plini si sentiva sottosopra.
E ancora, il peccatore se ne andò senza assoluzione: era questa cosa a scombinare di più il prete.
Che quei paesani credessero che bastasse pronunciare a voce alta il proprio peccato per ottenere perdono?
Nell'arrivo del terzo fedele, Padre Plini si fece superstiziosamente il segno della croce.
"Ho rotto la ruota della sedia a rotelle del mio vicino. Cigolava, Padre Plini, cigolava da settimane e nemmeno il padre eterno l'avrebbe mai convinto a farla aggiustare".
Padre Plini stava per gettare la spugna.
quando lo aveva chiamato per nome quasi non svenne. Lo fece sentire un complice.
Prima che potesse replicare
Una predica? Ma poteva giudicare?-
perso tra il garbuglio dei suoi pensieri
non si accorse che quella voce se n'era già andata
lasciando il posto ad un'altra ancora
che con una freddezza chirurgica
scandì parola per parola:
"Da anni nascondo alla mia vicina le lettere di suo figlio. Da anni lei lo crede morto."
Padre Plini uscì dal confessione
sbattendo la porta facendo casino
"Quando è troppo è troppo" si ripeteva.
Imboccò la strada per la città
e a Golasecca nessuno lo vide più.
E ce ne dovette passare di tempo prima che si trovasse un'altra buon'anima disposta a fare la Messa in quel nulla sconosciuto alle geografie.
Contro tutte le sue aspettative, Padre Galileo si trovò splendidamente i primi giorni. Concedetemelo, si trovò proprio da Dio.