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A quanto pare sulla parete di un cesso di un liceo romano è apparsa una lista di nomi di "studentesse da stuprare".
Il primo pensiero dei "controllori" sono le sanzioni da dare ai responsabili.
Il guaio è che sono convinti che i responsabili sono quelli che stanno dietro ai banchi.
È proprio un bel libro per bambini la bibbia, pieno di abusi, stupri, violenza gratuita a go-go; di padri intenzionati seriamente ad uccidere il proprio figlio per dimostrare la propria fede: tutti atti considerati leciti perché "lo vuole dio".
Dov'è il Moige - battaglione per la moralità e la censura "per difendere i più piccoli" - quando serve davvero?
Punti di vista femminili nel partito del presidente mammo
Quindi "portava la minigonna" diventerà "la sua massima aspirazione era diventare mamma".
A maggior ragione se sei lesbica. Terapia d'urto.
una parolina sull'occupazione, sui salari, sulla sanità... MAI.
-- PER TUTTE LE RAGAZZE ( E NON SOLO ) --
Oggi mi sono imbattuto in un Tweet su Twitter in cui una ragazza spiegava, dopo l'ennesimo abuso subito da una donna in metro, i comportamenti per lei 'giusti' e necessari da intraprendere in questi luoghi così pericolosi. Adesso vi incollo il testo, spero vi possa essere d'aiuto.
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Dopo l'ennesimo stupro su un treno a cui farà seguito una beata mazza perché tanto le telecamere non servono a nulla, lascio qui i miei consigli di viaggio, frutto di 20 anni di pendolarismo.
1) Non mettete le cuffie con la musica alta, se qualcuno si avvicina alle spalle non lo sentiresti.
2) Spostati in una carrozza in cui ci sono altre donne.
3) Se scendono oppure il treno è già semi deserto, mettiti nella carrozza subito precedente a quella del capotreno.
4) Non avere remore nel dire al capotreno che sei da sola e che ti metti lì per sentirti più sicura (io l'ho fatto e sono stati sempre gentilissimi, sono rimasti in piedi nello scomparto di uscita).
5) Quando scendi accodati al gruppone più grosso di passeggeri.
6) Il momento peggiore è attraversare un sottopassaggio deserto, là posso solo dirti tieni il telefono sbloccato in mano e cammina più veloce che puoi, meglio se un'amica ti fa compagnia al telefono.
7) Non prendere l'ascensore.
8) Se aspetti il treno, mettiti sotto la luce.
9) Se tu ti senti sicura perché conosci bene la tratta ma vedi una donna da sola, avvicinati e viaggia nel suo scomparto: non vi direte nulla ma ti sarà grata.
10) Esiste il progetto @DonnexStrada su IG, se avete bisogno vi chiamano per supportarvi durante i tragitti meno sicuri.
Capisco quando dite di avere pronti oggetti da usare come armi (spray, chiavi) ma l'aggressore si aspetta anche reazioni violente e sa come gestirle, voi no. Scappate ragà, correte forte, chiamate il 112 e cercate bar/pizzerie/palazzi in cui rifugiarvi nell'immediato.
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Aggiungo anch'io una cosa:
Non abbiate paura di sembrare 'pesanti' o fuoriluogo nel chiamare un amico/a al telefono durante il tragitto o farvi venire a prendere da qualcuno se notate anche la minima cosa che non vi tranquillizza. Queste piccole cose, spesso fanno la differenza, anche se non dovremmo neanche arrivarci a fare certi discorsi.
Un abbraccio.
@adagioneldisagioo
La 18enne è stata assalita appena uscita dal «Geko23», in via Brembo: si era persa e parlava al telefonino con un’amica. Un 32enne ivoriano l’ha gettata a terra e ha cercato di violentarla, poi è fuggito con il suo cellulare
Di sicuro, a sentire Carmen di Genio, avvocatessa e membro del Comitato Pari Opportunità della Corte d’Appello di Salerno, la colpa dell’accaduto è, con tutta evidenza, della società italiana: “Non possiamo pretendere che un africano sappia che in Italia, su una spiaggia, non si può violentare, probabilmente non conosce questa regola” (L’ineffabile avvocatessa si riferiva ai famosi stupri di Rimini del ‘17, con una turista polacca ed una transessuale violentate da un branco di immigrati, tra l’altro di seconda generazione, quindi perfettamente candidabili alla cittadinanza italiana, secondo lo ius culturae).
La morte di Asma e la religione usata come un'arma
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La vita di una donna vale poco in Pakistan. Quella di una donna cristiana ancora meno. Asma Yaqoob, 25 anni, è stata uccisa per essersi rifiutata di convertirsi all’Islam e sposare un musulmano. A ucciderla l’uomo che la voleva in moglie contro il suo volere e contro la sua fede cristiana. (more…)
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