Ogni volta che vedo le immagini ed i documentari che riguardano l'astronomia vengo pervaso da un senso di estrema piccolezza ed insignificanza quelli che credo problemi mi sembrano sciocchezze eppure nei momenti di perdita di chiarezza appaiono come questioni importanti, spesso correlate ad un tempo, ad una scadenza ad un'inadeguatezza: anni luce,di distanze inimmaginabili, situazioni che non sono l'ora ma così sembra di vedere, stelle remote ormai scomparse che ci facciamo illudere di essere ancora li.
Forse dal cielo si dovrebbe imparare proprio questo, ciò che vediamo non è altro che una proiezione, così come ciò che gli altri vedono di noi, una luce riflessa di un passato che non esiste, in relazione ad un presente che cerchiamo di cogliere nelle sua interezza con risultati parziali, per nulla soddisfacenti. Ma ci ostiniamo a volerlo fissare su un'agenda con accanto un numero ed una breve descrizione, per avere modo di afferrarlo.
Le vite si riempiono e problemi si sovrappongono, e contemporaneamente c'è un brulicare di vita, di collisioni, allontanamenti ed espansioni incalcolabili.
Fa quasi paura pensare di non essere niente, niente parte del tutto.