Quante cose accadono… Scadono… Cadono…
(Giorgio Caproni)

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Quante cose accadono… Scadono… Cadono…
(Giorgio Caproni)
SONO PRONTISSIMA DIMMI DI PIÙ
Nicolò è figlio unico di Spizzi e Daniele e Daniele è il cliché del padre geloso della figlia (in realtà vuole solamente assicurarsi che Nicky non soffra) e quando viene a conoscenza della relazione del figlio, punta Lollo. In pratica fa di tutto per metterlo alla prova/spaventarlo/trovargli un difetto ma sotto sotto lo sa che Lollo è un bravissimo ragazzo e lo vede che Nicky è felice, di conseguenza è felice che Nicky lo sia ma ciò non gli impedisce di continuare a mettere un po' di pressione a Lollo che, poverino, sopporta tutto. Long story short tho, purtroppo non riuscirei a parlarti del "momento" di pazzia che @ricoletta ed io abbiamo avuto fino alle 4 del mattino
La donna strinse improvvisamente l'uomo in un abbraccio che era la risultante di molteplici sensazioni. C'era dentro di tutto: emozione, trepidazione, paura, gioia, rabbia. Lui colse ogni singola scossa e disse: "Fai attenzione piccola, così rischi di stritolarmi."
"E' esattamente ciò che voglio fare. Sono felice ed arrabbiata!"
"Con chi?"
"Con te! Chi altri se no?"
"E, naturalmente, esiste anche un motivo?"
"Eccome se esiste! Ma dove sei stato tutto questo tempo? Dove caspita ti eri cacciato mentre ti stavo cercando? Perché solo ora? Come facevi a non sentirmi?"
"Questa tua vena melodrammatica mi giunge nuova e mi sorprende." Disse lanciando lo sguardo ben oltre l'orizzonte, dove il nulla traffica con la fantasia e imbastisce i suoi piani futuri.
"Insomma, non so niente di te. Chi sei veramente? Come vivi? Cosa fai quando non stai con me? Raccontami!" Era tutto vero. Sapeva di non conoscerlo affatto. Quello che non sapeva, e neanche poteva immaginare, era che , forse, non lo avrebbe conosciuto mai. Eppure si sentiva come se lo conoscesse da sempre. Come se da sempre fosse stato presente nella sua vita. Come se, era una parola grossa, priva del più piccolo barlume di razionalità, come se lo avesse amato da sempre. Nessun altro, solo lui. Ecco, lo aveva pensato e ciò la spaventò a morte. Puoi perdere davvero solo ciò che ami. Lo sapeva, era così, perdio! Felicità, paura e dolore viaggiavano sempre a braccetto. Tre fottuti, inseparabili amici. Si alzano alla stessa ora e alla stessa ora vanno a coricarsi. Mai che si riesca a separarli, se non sotto forma di attimi.
Si prese tutto il tempo di cui aveva bisogno, prima di rispondere. Terminò la sigaretta, la spense sulla scura sabbia bagnata e andò a gettare il mozzicone in un cestino dei rifiuti poco distante. Tornò a sedersi, rassettò le idee, strinse a sua volta la donna e disse: "Perché vuoi abbandonare la tua posizione di privilegio? Perché vuoi abbandonarla? E in cambio di cosa, se non di inutili certezze. Perché?" Lei lo fissò per un istante che sembrò interminabile, era stata colta di sorpresa da quella domanda. Non riusciva a coglierne il significato. "Non capisco, cosa intendi esattamente?"
"Sei nella posizione di cucirmi addosso qualunque passato tu voglia, a tuo unico piacimento. Puoi farlo secondo i tuoi sentimenti del momento, senza schemi, e, il giorno dopo, disfare tutto, se vuoi, per poi ricostruire. Perché vorresti zavorrarti con delle certezze? Dando per scontato che esistano."
"Perché il passato è importante! E' da lì che veniamo. Tutti. E' l'impasto del nostro passato che ci ha resi ciò che siamo. E' la chiave di lettura del nostro presente, Andrea. Una fonte di conoscenza." Reagì alzando un po' troppo il tono della voce. L'argomento le stava a cuore.
"C'è un'unica cosa che si può dire del passato, una sola è inconfutabile: che è passato. Una certezza alla quale non si può permettere di condizionare la nostra esistenza. Molto spesso, direi sempre, ma non mi va di essere tacciato di pessimismo, non è che un gravoso fardello che ci costringe a camminare con le spalle curve, e che rischia di farci incespicare malamente sul presente. Passi pesanti e mente occupata. Abbiamo bisogno di leggerezza, invece. Abbiamo bisogno di fluidità, di istinto, di essere in grado di cogliere l'attimo. E l'attimo prevede un solo tempo: il presente. Nessun altro. E' però innegabile che siamo il frutto del nostro passato, ne siamo i figli, talvolta illegittimi. Tu sei il frutto del tuo passato, Andrea ed è su quel frutto che sono concentrato. Non importa da quale pianta provenga, quanto abbia dovuto viaggiare, importa il frutto. Voglio coglierlo, questo si, voglio morderlo ed inebriarmi di tutti i suoi aromi e sapori. Solo questo voglio. Il presente."
<<Non c'è futuro, il futuro è solo un modo di dire. Per uno stregone c'è soltanto il presente.>> Il libro si spingeva oltre.
La donna fu sconcertata ed affascinata da quelle parole. Era un punto di vista che non aveva mai considerato. Inconcepibile per chi, come lei, si nutriva di parole e di passato allo stesso tempo. Solo il presente. Bello! Bello davvero. Ma difficile. Era abituata a viaggiare sovraccarica di ricordi, non aveva mai buttato nulla, neanche quelli più dolorosi. Non era capace di fare altrimenti. Un giorno, tutto sarebbe potuto tornare utile. Anche se, almeno fino ad ora, non era successo. forse aveva ragione lui, forse era giunto il tempo delle pulizie. Si, aveva decisamente ragione: c'era bisogno soprattutto di leggerezza. Sentiva ancora la pressione della domanda orfana della risposta che non era mai arrivata, ma...basta parole! Esiste solo l'oggi. E il presente è azione. Lo baciò sulla bocca, cancellando tutto il resto, mettendo in quell'unico bacio la passione e la paura di un salto nel vuoto.
Oggi tra le altre cose sono finita in un negozio vintage che vende le cose al kg. AL CHILO. non so se mi spiego
_mynameis-gloria
A. dice che Giove entrerà in sagittario e che le cose inizieranno a girare bene. Non ho mai creduto in queste cose ma questa volta, ecco, un pochino voglio farlo.
no es un devil may cry game si Dante no sale atravesado por su espada....
Dante doesn´t gives a shit that sword thru him troppe anymore ...
Troppe notti sotto agli occhi porto livide, ho imparato, a modo mio, a leccarmi le ferite più invisibili perché è così che si fa.
Giorgia