" Da settimane i sondaggi suggerivano la necessità di un nuovo bersaglio. Da quando il nuovo governo si era installato, il popolo ne consumava uno ogni due giorni. L’ultima campagna, quella contro le famiglie omosessuali, era stata meno efficace del previsto, quanto al resto non gliene fregava più niente a nessuno: le barche affondavano indisturbate nel mare e le banche affondavano indisturbate nei crediti inesigibili; gli schiavi continuavano a raccogliere pomodori indisturbati, ma i campi dove lo facevano erano scomparsi grazie a un accordo-quadro con Google Maps; le ong erano state messe fuori legge, ma per aiutare i cooperanti rimasti senza lavoro era stata creata una ong per le ong; una nuova legge aveva ridefinito la legittima difesa in quanto “legittima difesa da ragionevole paura”, ed equiparato il porto d’armi alla patente di guida (e la domanda – raccontava un articolo nelle pagine interne – era così alta che un impresario di Usmate Velate, provincia di Monza e Brianza, aveva lanciato un servizio di finti furti in casa, ingaggiando figuranti romeni). "
Giacomo Papi, Il censimento dei radical chic, Feltrinelli (collana I Narratori), Gennaio 2019¹; pp. 42-43.












