Favourite Designs: Ziad Nakad ‘MuZeum’ Spring 2022 Haute Couture Collection

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Favourite Designs: Ziad Nakad ‘MuZeum’ Spring 2022 Haute Couture Collection
Paolo Sebastian “Gilded Wings” fall 2016 couture
Atelier Versace spring 2019 couture
Ziad Nakad “Birds of Love” spring 2021 couture collection
L’invito
[Sicuramente la lettera non è stata aperta prima di sera, dopo la ronda, quindi per riceverne una risposta, Ellie dovrà attendere la sera successiva (il 27, per capirci). Non è notte fonda, ma le ronde dei Caposcuola sono appena finite, ed è allora che il gatto dei gemelli l’aspetterebbe davanti alla sala comune con una pergamena arrotolata e legata con un laccetto. Un persiano dalla faccia sempre arrabbiata ma tutto sommato bonaccione, che non se ne andrà senza prima aver ricevuto la sua dose di coccole.]
Ellie,
non troverai una risposta alle tue domande, perché non l’hanno. Ed è inutile interrogarsi a vuoto, dovresti saperlo tu meglio di me, che sei di certo più matura. Lo dici tu stessa. Sei stata la mia prima, ed è stato bello, intenso, nuovo. Lo è stato anche per me. Ma a volte il “noi” non arriva per entrambi allo stesso modo. A volte succede qualcosa che fa capire che quello che vivi non è quello che vuoi, nonostante lo sembri. Ne abbiamo già parlato, mi sembra. Se, però, hai ancora voglia di parlare del tuo futuro con me, sarò in Sala Comune Dragonviola, domani pomeriggio. Non c’è mai nessuno in questi giorni. Mi piacerebbe vederti, prima che tu vada e decida di mandare a fanpluffa questa parte della tua vita. O se, più in generale, hai voglia di avermi nella tua vita, non è mai stata mia intenzione cancellarti del tutto. Sarebbe impossibile.
Ho anche qualcosa da darti.
Sogni d'oro, Helios
Dichiarazione
[ 26 Giugno | Mattina presto, prima di colazione. La gatta di Eleonor, riconoscibile da Helios, dovrebbe essere ad attendere il Serpeverde nei Sotterranei, in uno dei corridoi per forza percorribili dai concasati di Salazar. Con un miagolio cercherebbe di attirarlo, rendendo nota la presenza di una lettera. Questa è ben chiusa, e la scrittura è sempre quella di Ellie. ]
Come una stupida, la più grande delle stupide, la Caposcuola delle Stupide, sono qui a scriverti alcune parole che mi vengono dal cuore e poco dalla testa ma ne sento la necessità. Ci siamo avvicinati un anno e qualche mese fa, dopo una conoscenza sporadica conseguenza del condividere la stessa scuola e lo status familiare, e ci siamo subito avvolti in un incarceramus di travolgimento. Quel giorno ci siamo legati così forte, Helios, che sei riuscito a farmi cambiare Aria. Una sera, una serata inoltrata quella, con poco tempo a disposizione ma già un luogo segreto per noi, dove poter sfruttare quel tempo esiguo e dar inizio, in modo sprezzante e sfrontato, ad un qualcosa. Quel qualcosa è durato, si è sviluppato con picchi alti e bassi, con espressioni di poca maturità, con molta passione giovanile e poca attenzione ai dettami rigidi di alcune famiglie. Ma siamo giovani dopotutto, che ce ne importava. Un qualcosa che è durato non privando nessuno della propria libertà, ma creando una libertà diversa, una libertà che, da parte mia, si era creata una roccaforte di rispetto e sentimenti. Ma siamo giovani dopotutto, sbagliamo. E voglio forse dire che ho sbagliato con te? Ho sbagliato già quel giorno, a quel ballo? Ho sbagliato a lasciarmi andare così prepotentemente per poi farti attendere? Ho sbagliato a darci una libertà? Sono domande alle quali non voglio dare risposta, che non hanno risposta o che se la hanno non voglio trovare. Sono domande che scrivo ora, a te, per togliermele dalla testa. Sono domande che però raccontano la nostra storia. Ma tornando al racconto dei miei ricordi, voglio scriverti di quando mi hai tolto l’Aria. Sì, tu, Helios, sei riuscito a togliermi l’Aria. Da quel giorno tutto è cambiato, da quel mio compleanno dove ho ricevuto il tuo miglior regalo. Noi. Siamo sempre stati senza definizione, ci andava bene così, ma eravamo un Noi, un Noi sotto il tetto di casa tua, con tua madre e tua nonna e tutti i tuoi parenti. E mi duole molto dire quel “ci andava bene così”, ma io, per averti, non mi sono imposta per avere una definizione che tu non eri pronto ad accogliere. Siamo partiti poi per il castello e il nostro Noi è rimasto pure tra i corridoi oscuri in piena notte, nell’ufficio degli spillati, e nei luoghi segreti o privilegiati, come la Sala Dragonviola o il nostro bagno dei prefetti. Un Noi che poi è cambiato arrivando all’ultima cosa che ci lega in un Noi. Quel nostro ultimo discorso, quello strano e, senza dubbio, emotivo scambio di parole che mi ha portato ad un crollo e a cambiare sotto sotto, forse addirittura a crescere. Dovrei pure ringraziarti per quel giorno probabilmente, perché mi hai fatto aprire gli occhi oltre che privarmi della nostra Aria. Ma no, non ti ringrazierò perché non credo in queste cose. Tutto questa lettera per dirti cosa, Helios... che tu sei uno dei miei ricordi felici che mi permette di evocare quel grifone che ormai è il mio patronus; che tu sei per me una persona importante con cui ho condiviso parte della vita; che senza di te mi sento un po’ vuota. Senza di te in generale, Helios. Sono ormai arrivata alla fine della Scuola, ho affrontato i M.A.G.O., ma ad esempio, ora sono pervasa dai dubbi, perché non so che cosa fare del mio futuro, e parlarne con te mi sarebbe stato di aiuto. Ma cosa pretendo dopotutto? E poi io non sono la determinatissima Caposcuola? Evidentemente no. Sono arrivata alla fine della Scuola e la lascerò così, senza un Noi, e senza te. Ma la lascerò con una parte di cuore a te dedicata dove ti terrò per sempre, non cancellando quel difetto dato dagli ultimi ricordi che fanno pur sempre parte di quel Noi.
Concludo dicendo che questa lettera è un’espressione di un’esigenza egoistica, in effetti spero che vada ad ammorbidire il mio senso di vuoto, del quale ormai credo proprio di aver paura folle.
Non cerco nulla da te ora, voglio solo che tu sappia queste cose che hai letto, e che sei un pilastro della mia crescita e maturazione, e che c'è da preoccuparsi di quel vuoto e di quel dolore, anche perché forse la lontananza ed il non vederci più mi farà bene.
Eleonor
E dopo tanto, troppo, tempo
[ 20 sera | cena. Un biglietto chartanimato a forma di grifone con all'interno una calligrafia femminile e arrotondata, svolazza verso Helios stando attento di non finire in grinfie altrui. ]
Ehi. Tutto bene gli esami?
Ellie
[ E se Helios guardasse il tavolo Grifondoro, la vedrebbe guardarlo con un accenno di sorriso
[...]
Se pensi che ti gufi, ti auguro tutte T. Magari fa l'effetto contrario.
Peccato, comunque. Mancherà una bella caposcuola, alla sirena del nostro bagno.
[Se avesse la fortuna di intercettare un'altra volta il suo sguardo a fine lettura del bigliettino, le rifilerebbe anche un occhiolino paraculo. Poi, s'alzerebbe assieme a qualcun altro del tavolo, avendo finito di consumare i dolci, e prenderebbe la via per uscire dalla Sala Grande e ricavarsi una mezz'ora in dormitorio prima della ronda.]
[ Legge, oh se legge.. e alza subito il capo guardando Helios che gli rifila un occhiolino. Ma lo sguardo della caposcuola è serio e affilato, e non sta di certo al gioco dell’altro. Lo osserva comunque uscire, perché di certo non ha paura di guardarlo, e lo segue con gli occhi cristallini fino a quando non scompare. ]
Hot Owls
( Dopo; allega una polaroid animata con la divisa da recluta che tiene aperta, lasciandolo con il torso nudo. Fa un cenno con il viso e l’occhiolino )
Magari ti ricordi meglio così.
[ E anche lei ne invia una, senza faccia, ma inquadrando il seno coperto da un reggiseno di pizzo che sbrilluccica magicamente ]
Questo è quello che fai in accademia? farti le polaroid? Potrei tentarti chiedendotene una migliore?
Sei invitato al mio compleanno!
14.08 | Un pacchettino viene recapitato al destinatario tramite gufo, sicuramente un gufo addestrato che non lo possa rovinare ne perdere. All’interno di questo, già stravagante, pacchettino, si trovano diverse cose: un biglietto chiuso in una elaborata copertina, dei biscotti da tea e due pergamene, scritte con calligrafia elegante seppur diverse.
Pergamena 1
A te, mio invitato,
come hai potuto notare la festa del mio compleanno sarà a tema, un tema stravagante, divertente, creativo. Il tema è il Paese delle Meraviglie, o Sottobosco, e come una festa a tema esige ti voglio col dress code appropriato che, attenzione, non deve essere per forza carnevalesco anzi.
Bello, bellissimo. Esagerato, esageratissimo, queste sono parole chiave per il tuo outfit.
Pensaci bene al vestito, ma anche alla svelta visto che qui sotto verranno segnate le scelte degli altri, e insomma, non è bello esser vestiti tutti uguali.
Puoi portare chi vuoi, puoi rimanere a dormire, basta che me lo fai sapere, insomma avrai libertà di scegliere quello che preferisci, ma non dimenticarti a casa la voglia di divertirti.
Detto questo, ti aspetto
Eleonor
Pergamena 2
Questa è per i tuoi genitori.
Cari genitori,
sono qui a scrivervi per informarvi sull’organizzazione della festa di mia figlia.
La festa sarà svolta nella nostra residenza a York, raggiungibile con Metropolvere, e ben occultata e isolata per l’occasione.
Potete portare voi stessi i vostri figli, potete restare anche, ma preferisco, nel caso, vi uniste al party di noi adulti, dislocato dalla festa dei ragazzi che avverrà nel parco di Castle Turner.
Non mancheranno quindi gli adulti per la vigilanza dei ragazzi, seppur non vorrei si sentisseo sorvegliati.
Come ha scritto Eleonor, i ragazzi possono restare anche la notte, se comunicato, avranno camere a disposizione pronte ad accoglierli senza problema alcuno.
Credo di avervi detto tutto, ma potete scrivermi per altre informazioni che magari mi sono dimenticata.
Cordialement,
Grace Chloè Belke in Turner
[La mattina del 1° Agosto, un pennuto della scuola recapita una lettera con il timbro di Hogwarts, piuttosto corposa. Al suo interno, sia i risultati degli esami, che un altro foglio con relativa comunicazione.] Cara signorina Eleonor Turner, la scuola di Magia e Stregoneria di Hogwarts è lieta di comunicarle che, grazie alla sua ottima condotta, è stata scelta per ricoprire il ruolo di Prefetto del Grifondoro per il nuovo anno scolastico. Con la sicurezza che il suo impegno renderà onore alla sua Casata, le auguriamo buone vacanze e buon rientro. Distinti saluti, Calliope Volkonskaja, Vicepreside e Capocasa Grifondoro
Grifondoro vincitori della coppa di Quidditch!
faces on the middle of party hard!
[ durante la colazione di giovedì Eleonor viene raggiunta da una civetta per la consegna di un pacchetto. Al suo interno Ele troverà un barattolino di vetro, piuttosto grazioso, che l'etichetta descrive come un impacco per capelli all'argan del marchio Utopia, assieme a un biglietto scritto in grafia femminile ]
Ciao Eleonor, sono Faunya, la ragazza del Corvonero che l'altro giorno era con te quando Pix ha cercato di giocarci quello stupido scherzo. Ti scrivo perché con l'arrivo della Hawthorne non ho fatto in tempo a dirti quanto mi sia spiaciuto per i tuoi capelli! Ti lascio qualcosa con cui curarli, è un impacco da usare prima dello shampoo e con il quale io mi sto trovando molto bene. Se hai bisogno di altro per i capelli (o di una mano con la relazione che devi scrivere per Darkem) vieni pure a trovarmi al tavolo di Corvonero!
Faunya P.S. Ho chiesto a Jedediah di dirmi il tuo nome. Se delle due sei Adelaide Vaughn e mi sono perciò sbagliata sappi che la colpa è sua.
[ La risposta arriva praticamente subito, con un bigliettino cartanimato da uno studente più grande, in forma di un piccolo Colibrì. All'interno la calligrafia è ben leggibile nonostante le tracce morbide e arrotondate ]
Ciao Faunya, so che eri tu, sei in classe con i miei due fratelli. Grazie mille comunque, ormai è andata, anzi.. sono andati, forse qualche entità strana vuole che cambi vita. Proverò questo prodotto, se magari ci fosse qualcosa per allungarli sarebbe anche meglio. Sei una spacciatrice di prodotti per capelli?
Per la relazione invece.. ho preso dei libri ma ho trovato solo cose su una certa Catrottomanzia Carattomanzia Catottromanzia. Roba di divinazione del sesto anno mi sembra, roba che non ci capisco molto, ma che scriverò uguale, uso le stesse parole nel caso. Poi specchi per spiare, e quelli per aiutarci nel look, ma questi ultimi già li conoscevo anche se non mi servono.
Ancora grazie per il pensiero
Eleonor
p.s. Nessuna colpa per Jedediah, ha svolto bene il suo compito di saputello..
[ allo stesso modo, poco prima di lasciare la Sala Grande, incanta un biglietto per donargli le fattezze di un cigno di carta e spedirlo al tavolo di Grifondoro ]
Non gestisco nessuno spaccio, ma se ti incuriosiscono i prodotti Utopia penso di poter ottenere qualche sconto per te o qualche amico per la prossima gita ad Hogsmeade. Oltre a funzionare sono del tutto naturali e creati nel rispetto delle creature magiche. Non hanno nulla per accelerare la ricrescita, però c'è sempre la Pozione Fulvoadesso!
Dicono che Cosetta Corvonero fosse una strega molto bella, chissà che anche lei non possedesse uno specchio stregato. Forse nella sezione di Storia trovi qualcosa.
Faunya
[ Da cigno diventa un leoncino ]
Ti ringrazio, non credo mi servano degli sconti ma, grazie! Quindi sei tipo una testimonial? Comunque sì, è vero esiste la pozione, ma.. non è un po’ troppo? Non credo che il professor Willard reputi una cosa intelligente farla per questa situazione..
Proverò a cercare e farò cercare anche per me.
Eleonor
[ e da leoncino tornerà indietro una farfalla di carta ]
Una testimonial? Sì, diciamo qualcosa del genere.
Non so cosa potrebbe pensare il professor Willard, ma credo dovresti valutare tu la situazione e agire di conseguenza, senza preoccuparti dell'opinione altrui.
Faunya
[ La risposta arriva con un cucciolo di panda ]
Interessante! Io sono una modella, ma forse questo lo sai già.
Eh lo so, magari me la faccio fare da altri!
Eleonor
SFRONTATEZZA
[ Un bigliettino cartanimato arriva al Serpeverde durante la colazione del giovedì. La calligrafia all'interno è ben leggibile nonostante sia morbida e arrotondata ] Quale incantesimo avresti pensato di rifilarmi per fermarmi? Non mi aspettavo di ritrovarmi contro una bacchetta, pensavo più che avresti potuto usare le mani, per fermarmi.. Eleonor
{risposta scribacchiata sul retro del bigliettino svolazzante che torna indietro, più enigmatica che chiarificatrice} Quello che non esiterò a usare la prossima volta se ce ne sarà bisogno.
[ Torna indietro sotto forma da leoncino, accampagnato da un'occhiata lontana dritta proprio verso il Serpeverde ] Stai attento, potrebbe persino piacerci
{dal bigliettino appena letto lo sguardo si solleva a cercare il viso della Turner in uno spiraglio tra le teste, stirando un sorriso storto prima che scribacchi in un angolino} Non ne dubito. {che torna indietro come rondine svolazzante}
«quello interessato a me sei tuuuu! WAAA GILL, HAI VISTOOOO!» e glielo puntella pure nonostante lo abbia ben sentito quando glielo ha detto «HAI FATTO COLPO GILL, E PURE SU UNA PIU` GRANDE, GILLLLL!!!» alla faccia dello stare zitto «ora puoi andare a toccarle le tetteeee!!» questa sì che è una bella opportunità «e baciartelalalalalaaaa»
« NON ESISTE SOLO TOCCARE LE TETTE, SAAAAAI???? »
« MH-MH » poco dopo, in direzione di Eleonor. Ha già le guance in fiamme, le orecchie rosse e sputerebbe fuoco dall`emozione, se solo potesse farlo. « Ciao » sorriso a trentamila denti ed un cenno della manina sollevato in direzione della principessina. « T-tutto bene? » sorride per non soffocare con la sua stessa saliva, ma questi sono dettagli. « Ti va di fare un giro con me, nei prossimi giorni? » Aiuto. Si è alzato in piedi, alla fine, totalmente rivolto in direzione della Grifondoro.
« Certo, si va bene »
[ Durante la cena del 18, un pezzettino di pergamena arriva a Gillespie, piegato in modo tale da rappresentare un colibrì. Ovviamente è stato chiesto un aiuto a un compagno più grande per lanciare l'incanto e poi sarà lei a farlo arrivare proprio a lui. All'interno la calligrafia è ben leggibile e arrotondata, una scrittura femminile. ] Comunque sono Eleonor, Eleonor Turner. Ti ho sentito dire qualcosa sull'esser stata cattiva, ma non so se ho capito male… Se lo fossi però non avrei colpito quel Gravithigh che ti avrebbe ridotto male… Eleonor
[ Mattina del 19. Un origami a forma di libellula svolazzerà in direzione di Eleonor durante la colazione. Aprendolo, la calligrafia si rivelerà disordinata e con macchie d'inchiostro qua e là ] Ciao. Ti ringrazio per avermi salvato a lezione di Difesa. Sei sghicia, ma so anche che hai fatto male ad una del mio anno. In quel momento sei stata cattiva, non ho detto che tu lo sia. Ma se vuoi dimostrarmi che non lo sei, puoi farlo. Gillespie MacKenzie.
[ Sempre a colazione si serve dei suoi fratelli quintini Tassorosso affinchè portino un bigliettino a Gille ] Non importa che mi ringrazi.. Il male va soppesato anche soggettivamente al di là di un incanto castato… Ma non importa ormai. Come hai sentito non sono più gradita a lezione quindi nel caso dovremmo trovare altri modi. Eleonor
[ la risposta sarà tempestiva e riconsegnata ad uno dei fratelli con un sorriso e tanta gioia ] A me importa, invece. E’ importante saper vedere tra i colori… Come mai ti interessa tanto ciò che penso di te, però? Gillie
[ Un cavallino, perchè i fratelli si sono già rotti di fare i gufi messaggeri ] Non c'è mai una verità assoluta, non c'è un bianco o un nero, ma anche una marea di grigi. E ti posso assicurare che vanno di moda t a n t i s s i m o !In realtà quello interessato a me sei tu
Eleonor: « Comuuuunque » cerca di farla tornare allegra ammesso che l’abbia distrutto i sogni « qui è tutto bello si » dice sorridendo « però non capisco perché non stanno a torso nudo » gli altri, Cisco compreso « c’hanno la pancia? » perché sennò non se lo spiega, lei che ha un costumino fashion che valorizza tutto e non se ne vergogna minimamente.
Damian: « guarda me Ele » tutto fiero del suo petto nudo, ma con la tartaruga ancora in letargo.
Ovid: Risponde solo a Ele contrariata « Sì e allora? » fa il bagno vestito ed è una tua fortuna dato che è magro come un chiodo e non c’è praticamente nulla da vedere a parte forse qualche osso sporgente qua e là.
Aodh: « Solo il venerdì » risponde serissimo verso la Turner, capo lievemente chino per darsi la giusta aria solenne « Oppure non ci tengo ad avere bestiacce attaccate all`ombelico, vedila come ti pare » e qui scopre il ragionamento alla base di tutto: pura e semplice diffidenza, antico motore del mondo.
Cisco: No, la camicia non la toglie per fare il bagno: Eleonor dovrà accontentarsi di vedergli gli addominali con la camicia appiccicata addosso poiché bagnata fradicia una volta che sono usciti dall’acqua. È giusto così.
T « Piano piano ce n’è per tutte »
La scarpa di camoscio nero smette improvvisamente di oscillare quando il vociferare alle sue spalle interrompe la propria solitudine, avviso a cui Colin risponde con un lieve sbuffo del naso. L`oggetto nella mancina smette di esser maneggiato e un occhio attento va a scrutare al di là della colonna in cerca delle persone che gli recano tanto fastidio: per colpa di un qualche inganno naturale ancora sconosciuto la pupilla prima di ogni altra cosa viene catturata dalle gambe femminili che si muovono, rimanendo per qualche secondo attratto proprio dall`oscillare delle gonnelle altrui, un po` perso, quando poi nello scrutare il gruppetto non può non notare ciò che invece è maschile; l`occhio abbandona quindi quasi riluttante le figure femminili, con un fastidio intrinseco che parte non dal cervello ma dalle mutande, e riconosce all`istante Turner e la sua faccia tosta, odiosa sia al maschile che al femminile. Ritira quella piccola parte di volto che ha mostrato al nemico e si volta dalla parte opposta, con gli occhi chiusi e l`oggetto dorato chiuso in un involucro di dita intente a stringere talmente forte da diventare a chiazze bianche e rosse. Fa finta di dormire? Può darsi.