“La triste notizia della morte di Nadia Toffa prova, per l'ennesima volta, che il “basta volerlo” è purtroppo un'idiozia, che il “se puoi sognarlo puoi farlo” è uno slogan falso e fastidioso. La giornalista era diventata, complici anche alcuni suoi tweet davvero infelici, un incolpevole simbolo di quella “psicologia positiva” che ammorba il mondo in questi miseri anni. Il problema della psicologia positiva, perfettamente allineata con la logica neoliberista, è che carica di responsabilità l'individuo tagliando via tutti gli aspetti sociali, politici, economici che spesso sono responsabili di situazioni tragiche e su cui sarebbe necessario intervenire. Inoltre, non dà diritto di cittadinanza al caso - sia in positivo che in negativo - e a qualsiasi fattore indipendente dalla propria volontà. “Non trovi lavoro? Inventatelo!”, “Ti senti male? Colpa tua e dei tuoi pensieri tristi!”, “Muori di fame? Tu cosa fai per cambiare il paese?”, eccetera. La psicologia positiva, avvalorata anche da molti psicologi (!) usciti da atenei indegni di esser definiti tali, colpevolizzando i singoli disinnesca la rabbia collettiva, blocca la reazione, getta anestetico con la favoletta del “tutto è possibile, basta volerlo”. Colpevolizza chi non ha colpa alcuna e assegna meriti a chi, semplicemente, ha avuto la fortuna di nascere nella famiglia giusta, di avere le conoscenze giuste, di avere una salute di ferro, di nascere in un certo paese e via e via dicendo. Naturalmente, quelli a cui è andata bene non dovrebbero fare la predica agli altri (cosa che avviene quotidianamente) sentendosi superiori ed ergendosi a modello positivo. Purtroppo, moltissimo è al di là della nostra volontà. Non muore solo chi “non ci crede abbastanza”, non vive una vita piena di difficoltà economiche solo chi non si è dato da fare. Possiamo capirlo? Possiamo accettarlo, dato che non ci sono alternative? PS. Ripeto: sono sinceramente dispiaciuto per la dipartita della Toffa e naturalmente non c'è alcuna forma, neppure larvale e implicita, di ironia nelle mie righe (è un idiota chi sorride su notizie del genere ed è un idiota chi dovesse accusarmi di indelicatezza o giù di lì dopo aver letto un post come questo).”
ohh cazzo finalmente qualcuno l’ha detto ed espresso benissimo. Al di là della triste notizia che riguarda la morte di una persona di soli 40 anni e ora di finirla con tutta sta “positive motivation” che guarda casa aumenta proprio nei periodi più bui e di maggior crisi. Soprattutto cari miei alla morte frega un cazzo se sorridete o se vi disperate fino all’ultimo. Quando è il nostro turno purtroppo si va, c’est la vie.