Anno nuovo, vita nuova?
Sono le 21:19 del 31 dicembre. Ancora poche ore e quest’anno se ne sarà finalmente andato.
Mi chiedo cosa mi attenderà nei giorni a venire. Non mi è mai piaciuta come ricorrenza, e a malapena l’ho mai festeggiata. Come questa volta d’altronde, in cui me ne starò a casa in videochiamata col mio fidanzato dall’altra parte del mondo. Non molto diversamente da tutte le altre sere, ma non mi piaceva l’idea di lasciarlo da solo. Perciò ho detto di no ad amici e parenti, ed eccomi qui, a scrivere.
Ho fatto lo stesso per Halloween e abbiamo finito per litigare.
Abbiamo litigato per la vigilia di Natale.
Praticamente litighiamo sempre.
Se stiamo insieme per più di 30 minuti, non abbiamo niente di cui parlare.
Siamo finiti alle solite domande di rito: come stai? Come è andata la giornata? A casa tutto bene?
E sempre, le stesse, risposte.
All’inizio della nostra relazione era tutto diverso. Continui discorsi melensi sull’amore, sul romanticismo, piccole sorprese.
E adesso?
Davvero le storie d’amore sono in questo modo? Per i primi mesi si giocano tutti gli assi nella manica per poi rimanere a mani vuote?
Allora se è così, ci dovrebbe essere un limite di frequentazione.
Sì tipo 6 mesi. Della serie “amiamoci disperatamente ma poi arrivederci e grazie, il prossimo”.
Niente profondità, niente scoprire l’altro per rimanerne inevitabilmente delusi, niente “i miei problemi, i tuoi problemi”.
In questo modo staremmo costantemente in una fase di “luna di miele” perenne.
Che l’epoca di dominio capitalistico ci abbia portati anche alle relazioni usa&getta?

















