un giorno sono tornata
Ho tanto bisogno di scrivere, di descrivere questo logorio interno, che come una specie di verme si sta succhiando tutta la polpa succosa di una mela, e quella sono io.
Come un incubo vedo persone accerchiarmi in una danza tribale terrificante, mi sento annebbiata, vedo doppio, mi stanno sempre più appresso, fa caldo, forse brucio, poi ricordo
le loro facce mi ricordano tutta la sofferenza, quella di vedere quella persona più simpatica di me, più bella, più ricca, più intelligente, più furba, tanti amici, tanto amore, tanti oggetti bellissimi
ed ecco mi sveglio in un bagno di lacrime, non c’è nessuno, solo io che piango silenziosamente e poi forte fortissimo
e con una mano invisibile conto quante cose non ci sono nella mia vita,Â
amore, amici che ti cercano, soldi, genitori veri, cose belle, soddisfazioni,
non riescono a starmi in una mano,Â
vorrei rimanere sola, non vedere nessuno, così da esser felice di non potermi paragonare agli altri, che faÂ
così male,Â
così maleÂ
così male.














