Da un'artista indipendente può nascere qualsiasi cosa. Soprattutto quando l'artista in questione scrive canzoni da 20 anni con la libertà di sperimentazione continua, personalità e stile.
Il 29 febbraio 2020 esce Nightmarish, il nuovo EP di Ambra Rockess con una rivoluzione di genere musicale molto forte. Dal rock al pop elettronico.
Nightmarish è una raccolta di 4 brani influenzata sicuramente da ascolti molto intensi, evocativi. Non c'è traccia dell'alternative rock al quale Ambra Rockess ci aveva abituati con i suoi dischi precedenti, Holy Hell e Darkling prodotti da Umberto Ferro, chitarrista metal.
La sua voce, qui, è chiara come non mai seppur siamo di fronte ad un mezzosoprano tendente al contralto, e giace docile e provocante su un tappeto di synth che ricordano molto le sonorità anni 80. Per questi possiamo ringraziare Lorenzo Coriglione, anche sound engineer, bassista e pianista per Ambra Rockess. Nel frattempo ci culliamo sui ritmi di Vincenzo Arisco, batterista, che completa ogni brano in modo travolgente con abilità e maestria soprattutto in Monsters e Nightmarish.
L'ambiente oscuro è sempre presente, tratto distintivo di Rockess. Celato fra i testi che l'autrice definisce essere stati scritti dopo le sue notti pieni di incubi. La voce è presente, limpida ma estremamente sensuale, in particolare modo in Phantasmagoric dove la sentiamo esplodere in una potenza finora inedita.
Un EP che colpisce sin dal primo ascolto e non delude nemmeno ascoltandolo al contrario, anzi, proprio così ci stupisce la Rockess in Delirium.
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