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@carminegiancristofaro
Niente conversazione, pensò Satterthwaite. Niente buona musica. Niente pace. Rimpianse che il mondo fosse diventato così rumoroso. Non c'era più speranza.
Agatha Christie Il misterioso signor Quin
Sì che per certo ella [la ragione, gli studi legali] ci ha poco corso; e abbia ragione chi vuole, che se un poco di forza più è ne l'altra parte, la ragione non v'ha a fare nulla. E però si vede oggi che sopra poveri e impotenti tosto si dà iudizio e corporale e pecuniale; contra i ricchi e potenti rade vole, perché tristo chi poco ci puote.
Franco Sacchetti Il trecentonovelle
«Potevo ben attaccare il cristianesimo, a nessuno importava un fico secco; ma quando ho attaccato Darwin è stata tutta un'altra cosa» ... «La tirannia della Chiesa è leggera in confronto a quella che le future generazioni subiranno probabilmente per mano dei futuri dottrinari
Samuel Butler
Chi offende scrive l'offesa nella polvere e chi la subisce la incide nel marmo
Giovan Battista Basile Lo conto de li cunti
Sono tre le specie d'ignoranti al mondo che meriterebbero una più dell'altra di essere infilati in un forno: la prima è di quelli che non sanno, la seconda è di quelli che non vogliono sapere, la terza di quelli che pretendono di sapere.
Giovan Battista Basile Lo conto de li cunti
«Che te ne sembra, amico, di questo tempo?» «E che me ne può sembrare?», disse Lise, «mi sembra che tutti i mesi dell'anno facciano il loro dovere; ma noi uomini, che non sappiamo quello che chiediamo, vogliamo dare leggi al cielo e, desiderando che le cose vadano a modo nostro, non guardiamo abbastanza a fondo se sia bene o male, d'utile o di danno il nostro capriccio e così mentre d'inverno piove vorremmo il Solleone e ad agosto scrosci dalle nuvole, non pensando che, se fosse così, le stagioni andrebbero alla rovescia, i semi si perderebbero, i raccolti andrebbero in rovina, i corpi si tarlerebbero e la Natura andrebbe a gambe all'aria. Perciò lasciamo fare al cielo la sua corsa, perché questo ha fatto gli alberi: per rimediare con la legna al freddo dell'inverno e con le foglie al caldo dell'estate».
Giovan Battista Basile Lo conto de li cunti
La povertà è la zecca della virtù e dall'uomo unto dell'olio di Minerva scivola via l'acqua della buona fortuna
Giovan Battista Basile Lo conto de li cunti
Erewhon
Samuel ButlerErewhonTraduzione di Lucia Drudi Demby Piccola Biblioteca Adelphi 1975, 7ª ediz., pp. XXII-237 isbn: 9788845903885 Temi: Letteratura inglese, Letteratura fantastica
Erewhon, romanzo fantastico e satirico pubblicato anonimo nel 1872, cui fece seguito, quasi trent’anni dopo, il non meno affascinante Ritorno in Erewhon, è l’opera più ricca e sorprendente di Samuel Butler, erede di Swift e precursore della fantascienza, outsider arrabbiato nell’Inghilterra di fine secolo. Erewhon, cioè Nowhere (In-nessun-posto) è un mondo solo apparentemente immaginario dove i malati vengono messi in prigione e processati; le vittime sono considerate immorali; i delinquenti vanno all’ospedale, ovvero sono curati a domicilio da medici dell’anima chiamati «raddrizzatori»; le scuole dell’Irragionevolezza insegnano la lingua ipotetica, e suprema istituzione del paese sono le mistiche Banche Musicali. Ma quel che forse colpirà di più il lettore di oggi è la chiaroveggenza di Butler sul futuro di una civiltà tecnologica che è già diventato, per noi, presente.
Son molti che fanno maggiore stima delle viste che de' fatti. E quanti ne sono già stati che hanno procacciato d'essere Gonfalonieri e Capitani e d'avere l'insegna e reale e dell'altre solo per vanagloria, ma dell'opere non si sono curati! E di questi apparenti ne sono stati e tutto dì sono più che degli operanti. E non pur nelle cose dell'arme, ma eziandio di quelli che in teologia si fanno maestrare, non per altro se non per essere detto maestro; dottore di leggi, per essere chiamato dottore; e così in filosofia e in medicina, e di tutte l'altre: e Dio il sa quello che li più di loro sanno!
Franco Sacchetti Trecentonovelle
L’amico immaginario
L'amico immaginario
Matthew Dicks
“Mi chiamo Budo. Esisto da cinque anni. Cinque anni è una vita lunghissima per uno come me. È stato Max a darmi questo nome. Max è l’unico essere umano che riesce a vedermi. I genitori di Max mi chiamano l’amico immaginario. Non sono immaginario.”
Per Max vivere è una faccenda piuttosto complicata: va in tilt se deve scegliere tra due colori, non sopporta il minimo cambio di programma, detesta essere toccato, persino da sua madre che vorrebbe abbracciarlo molto di più. Del resto ha nove anni ed è un bambino autistico. Per fortuna c'è Budo, il suo invisibile e meraviglioso amico immaginario che non lo abbandona mai e da molto vicino ci racconta la sua storia. Finché un giorno accade qualcosa di terribile: Budo vede Max uscire nel cortile della scuola e sparire nell'auto della signora Patterson, la maestra di sostegno. Da quel momento, di Max non si hanno più notizie. E quando a scuola arriva la polizia per interrogare gli insegnanti, Budo è l'unico a sapere con certezza che la signora Patterson non sta dicendo la verità. Titolo originale: ''Memoirs of an Imaginary Friend'' (2012).
#Tucidide
Lo cunto de li cunti
Basile Giambattista Lo cunto de li cunti I Grandi Libri [757] Testo napoletano a fronte. A cura di Michele Rak. 1998 (III ed. 2003).
DA UN CAPOLAVORO SENZA TEMPO IL NUOVO GRANDE FILM DI MATTEO GARRONE IN CONCORSO AL FESTIVAL DI CANNES 2015 CON SALMA HAYEK, VINCENT CASSEL E TOBY JONES Scritto in una lingua teatrale, a Napoli, in piena età barocca, Lo cunto de li cunti (Il racconto dei racconti) ebbe un successo immediato, che ha continuato a crescere nei secoli. La sua raffinata architettura letteraria mescola libretti popolari, commedia dell'arte, teatro basso e classici, e inventa il racconto di fate come gioco. Nelle cinquanta favole che lo compongono orchi orrendi, draghi, ragazzi sciocchi ma audaci, cavalli parlanti, principesse capricciose, bellissime fate, automi e tantissime altre memorabili figure incantate si muovono tra i paesaggi e i riti del Mediterraneo. IlCunto ha ispirato i racconti di maestri della fiaba come Perrault e i fratelli Grimm, e ha poi continuato a esercitare il suo fascino irresistibile ed esuberante su trecento anni di letteratura italiana ed europea.
Amici da bonaccia, nelle burrasche ti annegano.
Ugo Foscolo Le ultime lettere di Jacopo Ortis
Gli uomini non potendo per sé stessi acquistare la propria e l'altrui stima, si studiano d'innalzarsi, paragonando que' difetti che per ventura non hanno, a quelli che ha il loro vicino. Ma chi non si ubbriaca perchè naturalmente odia il vino, merita egli lode di sobrio?
Ugo Foscolo Le ultime lettere di Jacopo Ortis
Noi proseguimmo il nostro breve pellegrinaggio fino a che ci apparve biancheggiar dalla lunga la casetta che un tempo accoglieva Quel Grande alla cui fama è angusto il mondo, Per cui Laura ebbe in terra onor celesti. Io mi vi sono appressato come se andassi a prostrarmi su le sepolture de' miei padri, e come uno di que' sacerdoti che taciti e riverenti s'aggiravano per li boschi abitati dagl'Iddii. La sacra casa di quel sommo italiano sta crollando per la irreligione di chi possiede un tanto tesoro. Il viaggiatore verrà invano di lontana terra a cercare con meraviglia divota la stanza armoniosa ancora dei canti celesti del Petrarca. Piangerà invece sopra un mucchio di ruine coperto di ortiche e di erbe selvatiche fra le quali la volpe solitaria avrà fatto il suo covile. Italia! placa l'ombre de' tuoi grandi.
Ugo Foscolo Le ultime lettere di Jacopo Ortis