Scambiare la tradizione con la sottomissione è un frequente indicatore della distorsione cognitiva passata, attuale e probabilmente futura.
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Scambiare la tradizione con la sottomissione è un frequente indicatore della distorsione cognitiva passata, attuale e probabilmente futura.
Quando lo Stato usa la forza non è giustizia.
E' Violenza. Abuso. E' la fine della Democrazia.
Ogni Manganellata contro un cittadino inerme non rende lo Stato più forte, ma lo rende più simile a ciò che dice di combattere.
LA SICUREZZA NON SI IMPONE. SI COSTRUISCE CON DIRITTI, DIGNITA' E RISPETTTO.
LA VERGOGNA DI OGGI E' IL SILENZIO DI DOMANI. LA DEMOCRAZIA NON SI DIFENDE PICCHIANDO I CITTADINI.
Nessuno è al sicuro in uno Stato che usa la violenza contro i propri cittadini.
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"Il potere non cambia le persone, toglie solo loro la necessità di fingere. Il giusto protegge, l’ambizioso abusa, l’insicuro diventa un tiranno. Non è il potere a corrompere, è il vero volto di ognuno che emerge quando non c’è più paura delle conseguenze."
Anthony Hopkins
Come leoni in gabbia
Mettendo a nudo le esuberanze, gli intrecci, le anomalie fino ad essere gravi, in certi casi si capisce che dei personaggi autorevoli vogliono fare sentire le vittime di reato impunito come leoni in gabbia, fino a vedere un sistema democratico solo di facciata.
Nessuna tirannia è così irritante come la piccola tirannia delle richieste ufficiali dei poliziotti, degli impiegati governativi e dei dispositivi elettromeccanici.
(Edward Abbey)
Chi non reagisce e non si ribella, non ha diritto di lamentarsi
Libertà è poter dire «sì» o «no», a prescindere di quello che vogliono i capi e gli altri; è decidere, ma anche rendersi conto che si sta decidendo: niente di più diverso dal lasciarsi andare. Ribellarsi ad una tirannia non è terrorismo, ma legittima difesa.
Chi non reagisce e non si ribella, non ha diritto di lamentarsi.
“ I raggi delle torri non erano destinati ai degenerati. Agivano sul sistema nervoso di tutti gli esseri umani che abitavano su quel pianeta. Il meccanismo fisiologico non era ancora stato individuato, ma gli effetti principali dell'irradiazione si potevano riassumere così: il cervello perdeva la propria capacità di analisi critica. Ogni individuo pensante si trasformava in un individuo credente e, come se non bastasse, credente in maniera fideistica e fanatica, a dispetto dell'evidenza della realtà. A chi si trovava nel campo di irradiazione si poteva far credere qualsiasi cosa con i mezzi più elementari, e costui recepiva ciò che gli veniva inculcato come l'unica verità possibile ed era disposto, in suo nome, a vivere, soffrire e morire. E questo campo era onnipresente. Invisibile, onnipervasivo, eterno. A irradiarlo ininterrottamente era la gigantesca rete di torri che copriva il Paese. Come un enorme aspirapolvere, risucchiava da decine di migliaia di anime qualsiasi dubbio riguardo a ciò che strombazzavano giornali, radio, televisione, opuscoli, ciò che sostenevano gli insegnanti a scuola e gli ufficiali nelle caserme, ciò che splendeva sulle scritte al neon nelle strade e che predicavano dai pulpiti delle chiese. I Padri Ignoti dirigevano a loro piacimento la volontà e l'energia di milioni di persone. Potevano costringere le masse ad adorarli (e lo facevano); potevano suscitare in esse un odio imperituro nei confronti dei nemici interni ed esterni; avrebbero potuto trasformarli a milioni in carne da cannone e da mitragliatrice, e quei milioni sarebbero andati a morire senza batter ciglio; avrebbero potuto obbligarli ad ammazzarsi l'un l'altro in nome di qualsiasi cosa; avrebbero potuto scatenare un'epidemia di suicidi, se gliene fosse punta vaghezza... I Padri potevano tutto. “
Arkadij e Boris Strugackij, L'isola abitata, con una postfazione di Boris Strugackij, traduzione e saggio critico di Valentina Parisi, Carbonio editore (collana Cielo stellato n° 42), 2021¹, pp. 205-206.
[1ª Edizione originale: Обитаемый остров (versione censurata) sulla rivista letteraria sovietica Neva nel 1969, numeri 3, 4 e 5]
Vittorio Alfieri, “Della tirannide”, libro I, capitolo I
E tanta è la cecità del moderno ignorantissimo volgo, con tanta facilità si lascia egli ingannare dai semplici nomi, che sotto altro titolo (più rassicurante di “re”, ndr) egli si va godendo i tiranni, e compiange gli antichi popoli che a sopportare gli aveano.