Il principe Adam ha tutto ciò che si possa desiderare dalla vita: un castello, la servitù disposta ad esaudire ogni sua richiesta e ricchezza. Una sera, durante uno degli ennesimi ricevimenti, si presenta alla sua porta una vecchia mendicante, che chiede riparo dal freddo pungente della notte. Il giovane, dopo averla derisa, la caccia via senza preoccuparsi delle conseguenze del gesto; la donna, che in realtà non è altri che una maga, si trasforma rivelando il proprio vero aspetto, ma a quel punto per il principe è troppo tardi: ella, infatti, dopo aver constatato che non c’è amore nel suo cuore, decide di trasformarlo in un’orrenda bestia e getta un incantesimo sul castello e su tutti i suoi abitanti. Una rosa è l’unico dono che gli offre, in modo da ricordargli quanto possa essere cangiante la propria condizione: se Adam, infatti, fosse riuscito ad innamorarsi ed essere ricambiato da una giovane prima che l’ultimo petalo fosse caduto, l’incantesimo si sarebbe spezzato, ma in caso contrario sarebbe rimasto una bestia per sempre. Con il passare del tempo il principe cade nello sconforto e perde ogni speranza, ma del resto chi avrebbe mai potuto amare una bestia?
Ho citato volutamente la frase del narratore della storia nell’originale classico Disney del 1991 per farvi capire quanto conosco bene il film e quanto gli sono affezionata, quindi la recensione che vi apprestate a leggere non potrà che contenere belle parole. Consiglio caldamente a tutti di visionare il film d’animazione prima di aver visto questa trasposizione, perché, al di là della trama, l’intera vicenda è fedele al 100% alla versione del ‘91. La pellicola, inizialmente, non doveva essere un musical, ma il regista Bill Condon (si, è lo stesso degli ultimi Harry Potter) ha insistito per farne una commedia musicale e scelta migliore non è mai stata fatta: questa storia nasce, ed è a tutti gli effetti, fatta per essere cantata dall’inizio alla fine. Credetemi, c’è gente che in sala l’ha fatto! La scelta del cast è, senza dubbio, azzeccata e qui è doveroso spendere qualche parolina in più su quelli principali:
1) Belle, interpretata da Emma Watson, è una delle poche eroine Disney ad avere un ruolo attivo nella vicenda: qui, segue anche le orme paterne, diventando inventore della lavatrice. La Watson ha creato con la sua interpretazione un personaggio delizioso: spontaneo, falsamente ingenuo, ma forte e coraggioso, pronto a fronteggiare pericoli più grandi di lei.
2) Gaston, interpretato da Luke Evans, è uno dei pochi villain per i quali si prova una certa simpatia: ex soldato tornato in patria, è l’idolo di tutte le ragazze del villaggio di Villeneuve, anche se ignorantotto, è amato e rispettato da tutti, in particolar modo dal suo fido amico Le Tont (che nel film è palesemente omosessuale, cosa che ha vietato l’uscita nelle sale di diversi Paesi del Mondo).
3) La bestia/ il principe, interpretati da Dan Stevens, sono i due protagonisti in opposizione fra loro: uno brutto e spaventoso, l’altro bello e aitante. La bestia, interamente creata in grafica computerizzata, inizialmente animalesca nei modi, torna a riacquisire i comportamenti umani grazie alla bontà di Belle. Il principe, che nella pellicola, vediamo brevemente nelle parti iniziali e finali, ha tutto fuorché l’aspetto di un uomo reale: so che nel ‘700 l’uso della barba non era in voga tra la nobiltà, ma il volto glabro e l’aspetto fanciullesco dell’attore non aiutano a renderlo più affascinante e più bello dell’antagonista che, qui, è una spanna sopra rispetto a lui.
4) Maurice e la servitù del castello: se dovessi fare i nomi delle star scelte per interpretare i personaggi secondari, rimarremmo qui per lungo tempo. Vi basti sapere che tra loro c’è Kevin Kline (fondamentale nella storia, ma alla quale ormai vengono relegate parti sempre più marginali negli ultimi film), che ha avuto modo di riscattarsi, portando in scena un padre di Belle affettuoso, ma scaltro (cosa che nel film d’animazione non è), Lumière impersonato dallo scozzese Ewan McGregor (e qui vi consiglio di vedere la versione in lingua originale per sentire l’accento utilizzato che dovrebbe essere tipicamente francese), Tockins, interpretato da sir Ian McKellen, che altri non è che l’orologio brontolone e concierge del castello e, per concludere, la deliziosa Emma Thompson nel ruolo di Mrs Bric, la teiera buona, dispensatrice di consigli.
Impossibile sostenere che questo live action della Bella e la Bestia non l’abbia amato dall’inizio alla fine, cantando, ridendo e, a volte, commuovendomi nelle scene più drammatiche, ecco perché lo consiglio davvero a tutti: avrete sicuramente modo di tornare bambini per 129 minuti.