CuraLisa #37
Rimuginìo.
Fa rima con sciabordìo, fruscìo, sciupìo. Il rimuginio è il nome vero delle seghe mentali, ed è più corretto, con quel ruminare che dà l’idea di un pensiero che ti mastichi e rimastichi all’infinito.
Dicono ci siano 3 tipi di rimuginio, anzi 4: il primo è di ansia, il secondo di tristezza, il terzo di rabbia, il quarto di desiderio.
Oggi ti è capitato un rimuginio del secondo tipo.
Ti sei sentita inadeguata, un personaggio con la parte sbagliata. Fare fatica a non fare fatica. Essere in un gruppo di persone, vederle interagire e capire che c’è qualcosa che ti sfugge, hai un che di troppo serio e rigido: quella secchiona che eri, non se n’è mai andata, ci rimani attaccata come una cicca sotto le scarpe.
Non hai autorevolezza, sei fuori parte, fuori ruolo. O lo reciti o lo cedi, non ci si tiene i ruoli a sbafo.
Hai due persone che sono come i bambini capricciosi, e i bambini fanno i capricci perché i genitori non li sanno gestire, si sa.
L’una a mettere i freni, diffidenze, vorrei essere nel progetto di qui e di là, e tu dietro a coccolarla rassicurarla, preoccuparti, l’altro con ambizione (”ora mi chiama il cliente taldeitali - e chissene?”), paraculate e molta, molta più scaltrezza di quanta ne abbia mai avuta tu.
Oggi si è festeggiato una che si sposa, e tu, quando cazzo lo farai? E un’altra aspetta un figlio, e tu sei ancora una bambina, insieme a uno che non è ancora sicuro (non di volerti, ma di te).
Troppo, conosci il significato di questa parola? Fare troppo, impiegarci troppo tempo, dedicare troppe energie.
Lo sai già come finisce la storia, vero? Siamo a settembre, fai un conto di sei mesi e poi saluta tutti e cala il sipario. E a quel punto, che farai? Ricomincerai da un’altra parte a sentirti fuori parte?
No, bella: tu adesso a questo gioco ci giochi.
Cazzo, sei intelligente, e l’intelligenza forse non è nemmeno la migliore delle tue qualità, anche se tu ci sei attaccata più che un uomo ai suoi attributi.
Basta frignare. Impara la parte, sali sul palco, e fanculo il resto. E adesso va’ a dormire, va’.
Dai, un abbraccio. Che sono severa ma ti voglio bene.











