Quando si vuole vedere se una persona è morta si controlla il suo battito cardiaco. Sin dalle elementari ci hanno insegnato che il cuore è il simbolo stesso della vita, che è la parte più importante del nostro organismo, e quando succede qualcosa al cuore automaticamente anche il funzionamento del resto del nostro corpo viene compromesso. Per questo esso viene protetto dalla cassa toracica. Se, però, veniamo colpiti in pieno petto spesso la gabbia toracica si rompe e il colpo arriva dritto al cuore.
Ogni cosa ha un cuore, non solo un organismo. Anche la città ha un cuore, di solito una bella e grandissima piazza sempre affollata di giovani e di anziani seduti fuori al circolo. Anche una nazione potrebbe avere un cuore, la sua capitale, la città più grande di tutte dove ci sono tantissime opere d’arte, che brulica di turisti in ogni angolo, che è piena di voci e di colori. A questo punto, anche un continente potrebbe avere un cuore, un centro, in cui le istituzioni di tutte le nazioni si riuniscono. E questo cuore, esattamente come il cuore di ogni cosa, potrebbe essere colpito, duramente, ingiustamente. E allora il sangue potrebbe iniziare a smettere di circolare, il respiro potrebbe fermarsi, la vita potrebbe finire. Ma davvero sarebbe possibile?
Da piccola credevo che gli adulti avessero un cuore più grande e forte, perchè erano più alti e grossi rispetto a me.
A me piacerebbe pensare che la mia Europa abbia un cuore grande e forte.
E mi piace anche pensare che nulla potrebbe distruggerla, nemmeno il più forte dei colpi al cuore, perchè lei sa rialzarsi, perchè è formata da parti unite, che DEVONO essere unite per sconfiggere la malattia più grande di tutte: la violenza.