Facciamo che mi chiamo Eeve.
Perché Eeve? Mi piace per più motivi: è il nome della prima donna, lei, Eva. Quella del serpente e della mela. La donna prima di tutte le donne, quella che ha sfidato Dio per la prima volta. La donna che ha dato origine alla misoginia. Non male, eh? Chissà se ora Eva lo sa che cosa ha fatto. Era lei la prima ad aver fatto la rivoluzione, la prima ribelle. Voglio essere come Eva? Forse. In realtà non ci ho mai pensato prima di scriverlo qui sopra. Voglio fare la rivoluzione? Cambiare il mondo? La mia ambizione mi dice di sì, ma la me consapevole della propria mediocrità sa che in realtà non sarò mai in grado di andare così lontano. Potrei forse raggiungere un discreto successo se ci provo davvero, se la smetto di nascondermi dietro nomi fittizi e ci metto la faccia in quello che faccio. Ma ora non mi interessa, o forse non ho il coraggio. Sì, è vero che non ho il coraggio ma forse anche un po' non mi interessa.
Eevee è anche il nome di un pokémon. Quello che sembra una volpe e che è capace di evolversi in qualcosa di diverso in base a dinamiche precise. Il suo nome deriva da "evolution", immagino proprio per questa sua caratteristica. Evoluzione, cambiamento, mutamento. Forse è proprio dal nome di questo pokémon che ho fatto di Eeve il mio alter-ego. Il cambiamento è qualcosa che riguarda tutti, tutto. Ogni cosa nel mondo è destinata a cambiare e a trasformarsi, anche le pietre: il mare le può levigare o frastagliare, un colpo di martello più disgregarle, se poi le si fa in pezzi più piccoli diventano polvere. Ogni cosa alla fine diventa polvere, no? Facciamo tanto per scrollarcela di dosso ma siamo noi stessi polvere agglomerata. Io non faccio eccezione. Sono polvere compattata, mi sto dissolvendo lentamente e forse un giorno di me non rimarrà neanche più il ricordo. Questa è la mia paura più grande: essere dimenticata. Da ciò l'ambizione di fare qualcosa che rimarrà in eterno e la lotta contro la mediocrità .
Anni fa vidi "La principessa e il ranocchio", quello della Disney. Uno dei personaggi era una lucciola innamorato di una stella, Evangeline. Allora per me Eeve diventava anche Evangeline, l'oggetto di un desiderio irraggiungibile. Perché? Perché ai tempi in cui guardai quel film desideravo quel tipo di amore, qualcuno che mi desiderasse così tanto da non considerare l'eventualità dell'impossibilità . Ecco, forse ci sono. Forse è questo il punto: non voglio credere che per me sia impossibile. Cosa, amare? No. Non è l'amore, non me ne frega più nulla dell'amore. Con il tempo ho imparato ad amare me stessa e ho capito che è l'unico vero amore di cui mi importi davvero. Bella la famiglia, bello il fidanzato, ma alla fin fine sarò sempre e solo io la persona con cui dovrò passare il resto della mia vita, sempre. Quindi ho deciso di amarmi, anche quando non mi sopportò più.
Voglio scrivere su questo blog. Voglio essere la Eva che tradisce Dio e porta il caos, Eevee che si trasforma, Evangeline che brilla. Voglio uscire dal guscio che mi sono creata e mostrare chi sono e cosa amo. Non fa niente se nessuno legge quello che scrivo. Non mi importa così tanto, forse solo un po'. Ma lo voglio fare prima di tutto per me, perché a più di trent'anni di vita non ho ancora fatto i conti con chi sono. E va bene, non ho fretta, mi amo e posso amare chiunque io sia, ma voglio capire chi sono.
Voglio scrivere e pubblicare di cose che mi piacciono, da quelle virtuose, come i libri che leggo e l'astronomia, ma anche quelle di cui mi vergogno, come il porno e i drama boys love. Voglio pubblicare immagini di opere d'arte che amo e i balletti di tiktok dei miei idol coreani preferiti. Non voglio più filtrarmi. Dietro a Eeve ci sono io, e forse prima o poi neanche Eeve esisterà più.