Non dirmi cosa fare perché non lo farò.
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@frokkie
Non dirmi cosa fare perché non lo farò.
Subsonica
C'è che ho freddo e non mi copro
Tiziano Ferro
Estate romana
Tutti i giorni sono uguali. È così quando non si ha niente da fare.
Dovrei mettere in ordine libri, appunti, modelli, persone… e invece non faccio nulla.
Aspetto qualcuno che dia un senso a questa estate, ma nessuno sembra arrivare e io non so più chi aspettare.
In questi momenti vorrei immergere la testa nell'acqua del mare, cercare di stare sotto il più possibile e magari, per stordirmi di più, fare una capriola in acqua.
Ma il mare è lontano ed è sera. Cercherò di affogare in un bicchiere di acqua, mi riesce sempre molto bene.
Siamo vivi per usarci
Manuel Agnelli
Ritornano sempre
Le cose cambiano, ma ritorno sempre al punto di partenza. Mi allontano, arrivo quasi a non vedere più la partenza, ma sono solo percorsi circolari. Forse ellittici, forse è una forza tipo la gravità che fa in modo di farmi ricadere sempre verso le stesse persone. Deve avere una massa enorme.
Mordimi
Quando ti cerco per le vie della città , a volte il cuore mi batte forte.Â
Se ti intravedo fra la gente vorrei dirti che sei una piccola, forse una grande, parte di me.
Un grande animale del genere bovino si avvicinò al tavolo di Zaphod Beeblebrox. Era grosso, con occhi acquosi, piccole corna e sulle labbra qualcosa che poteva assomigliare a un sorriso accattivante. – Buonasera – disse, accovacciandosi in terra. – Io sono il principale piatto del giorno. Vi sono parti del mio corpo che vi interessano particolarmente? – Borbottò e farfugliò qualcosa tra sé, si mise in una posizione più comoda e osservò Beeblebrox e gli altri con aria tranquilla. Arthur e Trillian fissarono l’animale stupefatti. Ford Prefect scrollò le spalle, Zaphod Beeblebrox invece lo scrutò famelico, con l’acquolina in gola. – Forse preferite un pezzo di spalla? – disse la bestia. – Un bel brasato al vino bianco? – Ehm, un pezzo della vostra spalla? – disse Arthur, inorridito. – Ma certo, signore – rispose felice l’animale. – Non posso certo offrire la carne di un altro. Zaphod scattò in piedi e cominciò a palpare con aria di apprezzamento la spalla del piatto del giorno. – Ma anche il posteriore è ottimo – mormorò la bestia. – Ho fatto ginnastica e mangiato un mucchio di cereali, perciò c’è tanta buona carne, qua di dietro. – Emise un lieve grugnito, bofonchiò qualcosa tra sé, ruminò un po’, poi riprese il discorso. – O preferite lo stufato al brasato? – chiese. – Vuoi dire che questo animale vuole veramente che lo mangiamo? – disse Trillian, rivolta a Ford. – Io? lo non voglio dire proprio niente – replicò Ford, con sguardo vitreo. – Ma è orribile – esclamò Arthur. – È la cosa più abominevole che mi sia mai toccato di sentire. – Che cosa c’è che non va, terrestre? – chiese Zaphod, esaminando l’enorme deretano dell’animale. – C’è che non voglio mangiare una bestia che mi sta davanti agli occhi viva e che mi invita a mangiarla – disse Arthur. – È disumano. – È sempre meglio che mangiare un animale che non vuole essere mangiato – disse Zaphod. – Non è questo il punto – protestò Arthur. Poi ci pensò un attimo e disse: – E va be’, forse è proprio il punto, ma adesso non ho nessuna voglia di pensarci. Perciò mi limiterò a… ehm… a mangiare un piatto di insalata. – Posso esortarvi a prendere in considerazione il mio fegato? – disse la bestia. – A quest’ora dovrebbe essere tenerissimo e molto nutriente, perché sono mesi che mi sottopongo a una dieta abbondante e ipervitaminica. – Un piatto di insalata – disse Arthur, con enfasi. – Un piatto di insalata? – grugnì l’animale, rivolgendo ad Arthur un’occhiata di rimprovero. – Non vorrete dirmi per caso che faccio male a prendere un piatto di insalata? – disse Arthur. – Be’ – disse l’animale – conosco molte piante d’insalata che non esiterebbero a rispondervi di sì. Ed è proprio per questo che alla fine, per porre un rimedio al problema, si è deciso di allevare un animale che volesse veramente essere mangiato e fosse in grado di dirlo chiaramente, senza mezzi termini. Ed eccomi qui, infatti. Fece un piccolo inchino. – Allora io prendo un bicchier d’acqua – disse Arthur. – Senti – disse Zaphod – vogliamo mangiare, non filosofare. Quattro bistecche di prima qualità , per favore. E in fretta. Sono cinquecentosettantaseimila milioni di anni che non mettiamo qualcosa sotto i denti. L’animale si alzò faticosamente in piedi, con un lieve grugnito soddisfatto. – Un’ottima scelta, signore, se mi consente. Davvero ottima. Vado subito a spararmi. Si giro e strizzò l’occhio Arthur con aria amichevole. – Non preoccupatevi, signore – disse. – Sarò molto umano con me stesso. Si diresse verso la cucina con passo tranquillo. Pochi minuti dopo arrivò il cameriere con quattro enormi bistecche fumanti.
Douglas Adams, Ristorante al Termine dell'Universo (via doppisensi)
Neri quei giorni che passano senza di te,
Quasi convinto che in fondo sia meglio così.
Si guardi intorno e guardi se stessa: il mondo pullula di assassini, cioè di persone che si permettono di dimenticare coloro che dicevano di amare. Dimenticare qualcuno: ha pensato che cosa significa? L'oblio è un oceano gigantesco sul quale naviga un solo naviglio, che è la memoria. Per la maggioranza degli uomini, quel naviglio si riduce a una miserabile bagnarola che fa acqua alla minima occasione, e il cui capitano, personaggio senza scrupoli, pensa solo a fare economia. Sa in che cosa consiste questa parola ignobile? A sacrificare quotidianamente, tra i membri dell'equipaggio, quelli che sono giudicati superflui. E sa quali sono giudicati superflui? Gli stronzi, i noiosi, gli stupidi? Neanche per idea: quelli che si buttano di sotto sono gli inutili — quelli di cui ci si è già serviti. Ci hanno già dato il meglio di loro stessi: e allora, che altro potrebbero ancora darci? Su, senza pietà , facciamo pulizia, e hop! Scaraventiamoli giù dal parapetto, e che l'oceano li inghiottisca, implacabile. Ecco, cara signorina, come si pratica in tutta impunità il più banale degli omicidi. Non ho mai approvato questo massacro spaventoso, ed è nel nome di questa innocenza che lei oggi mi accusa, secondo la definizione che gli uomini danno di giustizia, che è una specie di preludio alla delazione.
Amelie Nothomb - Igiene dell'assassino
Au fond, les gens ne lisent pas; ou, s'ils lisent, ils ne comprennent pas; ou, s'ils comprennent, ils oublient.
Citation excellente, d'un intellectuel dont j'oublié le nom
Now you've got to breathe It's only where your feet fell People so cool Somebody wants you A lover come back, I want to dance like her, Like nobody's watching But nobody's watching Forever meant nothing when we had nothing Feel real Now Forever meant nothing when we had nothing Even when you know Hits you hard, Leaves slow, comes back fast When you can't take it don't swallow your pain Been around once It'll be around again Forever meant nothing when we had nothing Feel real Now Forever meant nothing when we had nothing That's the time it took To calm these things Better to have been with than live without it Hold yourself, howl and scream Finally feel everything joining underneath. Dance Dance Now you dance Green dance Now you dance Dance Green green dance Now you dance Dance green green dance Now you dance Now you've got to breathe It's only where your feet fell People so cool Somebody wants you A lover come back I want to dance like her, Like nobody's watching But nobody's watching Forever meant nothing when we had nothing Feel real Now Forever meant nothing when we had nothing That's the time it took To calm these things Better to have been with than live without it Hold yourself, howl and scream Finally feel everything joining underneath. Forever meant nothing when we had nothing Feel real Now
Everything you love is here
Così ci separammo senz’esserci capiti. Ma non è facile capirsi a questo mondo.
Goethe, I dolori del giovane Werther (via sechiudogliocchinoncisei)
- Vous méprisez la gentilesse? - Vous ne comprenez rien à ce que je raconte. J'admire la gentilesse qui a pour origine la gentilesse ou l'amour. Mais connaissez-vous beacoup de gens qui la pratiquent, cette gentilesse-là ? Dans l'immense majorité des cas, quando les humains sont gentils, c'est pour qu'on leur fiche la paix.
Hygiène de l'assasin - Amélie Nothomb Â
Ma proprio, a volte, nel momento in cui tutto ci sembra perduto giunge l'avvertimento che può salvarci; abbiamo bussato a tutte le porte che non danno su niente e la sola attraverso la quale si può entrare, e che avremmo cercato invano per cento anni, l'urtiamo senza saperlo, e si apre.
Il Tempo Ritrovato - Marcel Proust
[...] non era - come una pietra attorno alla quale sia caduta la neve - che il centro generatore di un’immensa costruzione che intersecava il piano del mio cuore. [...] n’était - comme une pierre autour de laquelle il a neigé - que le centre générateur d’une immense construction qui passait par le plan de mon cœur.
Marcel Proust - Albertine disparue