If you know what’s happening, you’re a FRINEDS fan
Aqua Utopia|海の底で記憶を紡ぐ
hello vonnie
Monterey Bay Aquarium
Mike Driver
he wasn't even looking at me and he found me
Lint Roller? I Barely Know Her
h

Love Begins

shark vs the universe
d e v o n
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if i look back, i am lost

ellievsbear

Origami Around
PUT YOUR BEARD IN MY MOUTH
let's talk about Bridgerton tea, my ask is open
Peter Solarz
No title available

❣ Chile in a Photography ❣
almost home

seen from United Kingdom
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seen from Morocco

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@ilpescatorediasterischi
If you know what’s happening, you’re a FRINEDS fan
Remember that time Coop and Audrey were almost cannon
life sucks
non ce la faccio
Io lo amai perché l’immediata percezione di lui lo trasfiguravaed era in contraddizione con ciò che appariva esternamente mediato dalle sue parole e dai suoi atteggiamenti. Si svelò, senza che io l’avessi chiesto. E allora io lo accolsi con delicatezza e prudenza, come fosse un materiale che rischiava di scomporsi tra le mie mani. Lo amai come se mi avessero investito d’un incarico sacro. Lo amai, se amare vuol dire prendersi cura. Ma non potevo non tacere, non potevo disobbedire. Non potevo parlare senza peccare. Perché, ingabbiati in un involucro esterno, non falsificassimo e comprimessimo, in una volgare concettualizzazione, la vita - tacqui.
Jean Racine, Phèdre
«Lo vidi, arrossii, impallidii alla sua vista; un turbamento invase la mia anima smarrita; i miei occhi non vedevano più, non riuscivo più a parlare, sentii tutto il mio corpo ardere e gelare.»
§2
Tra noi ci fu qualcosa; ci fu: silenzio.
La vie est belle à pleurer.
Simone de Beauvoir, Cahiers de jeunesse (via beauvoiriana)
Costruiremo un bel castello e poi lo sfasceremo in seguito a un duello immaginario saremo due turisti col naso sempre in aria e le valigie che aspettano in albergo
Sei una creatura di prima scelta sopra il banco del reparto convenienza sono io lo scatolone che ti tiene verticale e ti proteggo perché tu non vada a male Sei una creatura di primavera fuori intanto sta soffiando una bufera un albero è caduto a pochi metri dai fanali ma non uscire, io non voglio che ti ammali
Scusami.
Se mandandoti questa lettera ti ho illuso che a scriverti fosse chi speri, scusami. Non lo sono e in realtà non lo spererei neanch’io, se non fossi costretta ad arrendermi all’evidenza. Sono inequivocabilmente innamorata di te. Non riesco a negarlo. O meglio, sì, ci riesco praticamente. Posso fare a meno di assecondare la mia voglia di vederti, so ignorarti al punto giusto, rispondere con diffidenza ai tuoi appunti inopportuni. So farlo, so evitare di stare nel tuo stesso posto, parlare con altri piuttosto che con te, so come non farmi rovinare la vita dal tuo brutto carattere. Ma teoricamente non sono abile a tal punto. Ho provato a concentrarmi sui tuoi difetti fisici, ma, ahimè, non è ciò che mi interessa – mi fa paura il pensiero di solo sfiorarti, pensa un po’. E so che sei innamorato di un’altra persona, ma neanche questo mi importa perché non soffro di gelosia o manie di possessività nei confronti di nessuno - neanche di quelle persone nei cui confronti sarei forse legittimata a farlo, figurati nei tuoi. E perché non ho bisogno che tu faccia nulla, non mi aiuta neanche che tu non corrisponda. Ho provato allora a concentrami su ciò che di insopportabile è in te ed è lì che mi sono arresa. Non c’è motivo perché io t’ami tanto. Non so spiegare perché rimane in me come un residuo fenomenologico, inconoscibile, imperscrutabile, un sentimento puro. Non che io finga quando dico che ti odio. Credo davvero che tu sia arrogante, egocentrico, presuntuoso, troppo sicuro di te, spesso cieco agli altri. Ma ti amo comunque. Non ho intenzione di lamentarmi e compiangermi perché io fondamentalmente sto bene, perché la mia vita di tutti i giorni va una meraviglia senza di te. Non ho affatto bisogno di te, perché non sei un desiderio. Tu sei per me un dato di fatto, una presenza costante, inalienabile, innegabile. Un sentimento stantio, privo di eros platonico. Ma irriducibile. C’è e basta, è così, è contraddittorio e non ha effetti sul piano pratico - che riesco a gestire - ma c’è. Non c’è motivo perché io passerei le giornate intere ad osservarti in silenzio. Perché, inconsciamente, anche il più misero dei difetti non distrugge ciò che provo. Senti, non lo so. Tu sei più bravo di me con le parole e paradossalmente le troverai tu al posto mio anche stavolta. Io ti apro la mia coscienza senza armi con cui difendermi: questo è quanto. E non ho bisogno della tua risposta negativa per imparare a gestire l’amore. Non mi basta, questa cosa è più forte di me così come è più forte di te. (A volte ho l’impressione che quasi mi venga “da fuori”. Non voglio essere determinista, ma io mi sento una nullità in confronto. Non voglio cadere in malafede, ma non posso che dirlo un mistero. Alzo le mani, poi le spalle e lo guardo. Questo puntino nero qui, sullo stomaco, che mi sorride malignamente. Che, nonostante tutto, io non riesco a cancellare.)
Voglio far con te quello che faccio in fame chimica col frigo.
(via wollawolla)
Io non lo so se sia il destino oppure il caso ma in questi tempi così ostili e incerti mi prende l’innocente e un po’ ambizioso proposito di amarti.
[Giorgio Gaber] (via maeravamoqualcosa)
#meow
Mio adorato
D'altronde meglio così. Probabilmente non sarei stata in grado d'amarti. Non ti avrei affatto sollevato, a causa delle mie paure. Non avrei saputo regalarti la serenità che meriti con una maturità d'amore, che non ho. Probabilmente, dunque, è meglio così, che tu non mi ami. Me, che non ho mai fatto l'amore. Me, che non ho mai dato un bacio di cui nessuno si sia pentito. Me, che non so come sia essere realmente amati e non avrei saputo gestire i tuoi sentimenti. Che sono così rari, così nobili e così preziosi da dover essere affidati solo a mani esperte e delicate. Non importa quindi, mio adorato, se i tuoi occhi non si perdono nei miei ma in quelli di qualcun'altra, nei suoi - così belli, limpidi e simili ai tuoi. Non lo so, non so a quanto ammonta il debito che sto sanando in lacrime, pensando che stringerti, mio adorato, ecco la mia felicità. Ma se piango è proprio perché ti amo, perché amarti spinge a fuggire da te, poiché mi fa paura la mia ignoranza d'amore. Non sono abbastanza per te, mio adorato, nonostante io ti ami e continuerò ad amarti sempre io ti scrivo per dirti che d'altronde è meglio che tu non mi ami. Che è meglio che tu ami lei, che ti lasci conquistare e accarezzare dalla sua leggerezza di libellula. Non so se ad amare si impara, se c'è qualcuno che ce lo insegna, ma io so farlo solo scrivendoti che t'amo ma proprio perché t'amo aggiungendo che d'altronde è meglio così.
Amore ai tempi dell'ecologia
Che ci si fa con un cuore come il mio? Organico o indifferenziato?
Altre ragazze: "Il mio ex, l'altro mio ex e ti ricordi quell'altro mio ex?"
Io: "...una volta avevo un pesce rosso, ma poi è morto".