mi sono perso e non ho idea di dove ritrovarmi. non che mi importi molto, sono a mio agio al centro di una tempesta. vedo pezzi di me stesso girarmi attorno, è come uno specchio che se ne va in frantumi a gravità zero
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mi sono perso e non ho idea di dove ritrovarmi. non che mi importi molto, sono a mio agio al centro di una tempesta. vedo pezzi di me stesso girarmi attorno, è come uno specchio che se ne va in frantumi a gravità zero
un grido e un sospiro esprimono esattamente lo stesso dolore ma non tutti lo capiscono - forse perché volgarmente si crede che le urla siano più forti dei sussurri. invece il punto è sempre quello:
ci sono modi e modi.
Salvador Dalí, Lou Reed, Nico and Edie Sedgwick, Screentests by Andy Warhol.
The Difficult Reply by Guy Rose, 1910
ho trovato per caso il tuo blog, stavo canticchiando tra me e me la canzone delle luci e ho pensato che sicuramente qualcuno avrebbe usato quel titolo come url. probabilmente è una casualità bizzarra, però sono stata contenta perché ho letto anche un paio di tue poesie/riflessioni e mi son piaciute un sacco! tutto questo per spiegare il perché una sconosciuta a caso abbia deciso di seguire il tuo blog :) buona serata!
Ti ringrazio moltissimo per quello che mi ha scritto,non ricevo molto spesso messaggio di questo tipo e mi ha fatto piacere che qualcuno apprezzi le mie riflessioni. Ti sto seguendo con il mio primo blog,perché con questo non posso,e ho visto che abbiamo gli stessi gusti anche in fatto di film e telefilm :)
Lamento di un uomo vicino alla morte
[…] I miei giorni svaniscono in fumo, le mie forze si consumano come brace. Mi sento arido come erba falciata e mi dimentico di mangiare. Non si sente che il mio sospiro, sono ridotto a pelle e ossa.
Gustav Klimt - Death and Life (1910/15)
Estenditi nel mio sangue come un ampio fiume.
Pablo Neruda
Quanto inconsistente posso essere se la mia volontà non gioca nessun ruolo nella mia vita. Sento di non essere io a decidere delle mie azioni ed é disarmante come mi sento trascinare dagli eventi, strattonare dalle circostanze, dalle persone e dai luoghi comuni. Perdo il sonno a chiedermi perché sono così inconcludente,incostante, senza nessuna direzione. Penso continuamente al niente e lo identifico con me stessa: niente é ciò che riesco a trasmettere,niente è quello che so esprimere. Mi sento come una tela su cui nessuno abbia mai passato un colore, ormai ingiallita.
"In questa notte fresca di lacrime dal cielo il sorriso di chi amo m’appare in viso. Sul silenzio di questa pelle stanca corre veloce il colore dei tuoi occhi. Nella notte che m’avvolge tendo il cuore verso il caldo vivo tuo ricordo. Amo il silenzio, in silenzio amo. Amo.” - amantedellarte
Convivo con la miseria di essere me stesso, con i sussulti della mia anima decrepita e decandente. Mi sono trovato a terra e ora ardo di desiderio di risollevarmi. Di essere un altro, di essere altro, ma altrove. Vedere con nuovi occhi. Con un nuovo respiro,respirare. La mia anima é un pezzo di carta, increspato di sogni, colorato di fango, dalla stanchezza dei giorni.
Cominciò così la sua vera vita d’innamorata, perchè adesso che con Guido si erano visti nudi, tutto pareva diverso. Adesso sì che era come sposata e, anche da sola, bastava pensare ai suoi occhi, come l’avevano guardata, per non sentirsi più sola. “Vuol dire questo sposarsi”. Chi sa la mamma se aveva fatto come loro. Ma le pareva impossibile che degli altri nel mondo avessero avuto quel coraggio. Nessuna donna, nessuna ragazza, poteva aver visto un uomo nudo come lei vedeva Guido. Una cosa simile non può succedere due volte. Ma Ginia non era una stupida, e sapeva che tutte quante si dice così. Anche Rosa, quella volta che voleva ammazzarsi. C’era soltanto di diverso che Rosa faceva l’amore nei prati e non sapeva com’era bello chiacchierare e trovarsi con Guido. Eppure con Guido sarebbe stato bello anche nei prati. Ginia ci pensava sempre. Malediceva la neve e il gran freddo che non lasciavano far niente, e pensava, stordita dal piacere, alla prossima estate che sarebbero andati in collina, che avrebbero passeggiato di notte, che avrebbero aperto le vetrate. Guido le aveva detto: “Mi devi vedere in campagna. Solo allora dipingo. Nessuna ragazza è bella come una collina”.
Cesare Pavese (via fromthebumblebees)
Aëla Labbé photography
the beauty in sadness
Cesare Pavese [30 aprile 1928]
Non ci sarà una stanchezza, Delle cose, Di tutte le cose, [...] Una stanchezza di esistere, Di essere Solo di essere?
Oscillo da periodi in cui penso di non star vivendo,ma solo passando tempo,a periodi in cui penso di non star vivendo,ma solo sprecando tempo.