Cani Da Asporto
Nella mia immaginazione, il frequent flyer è il l'elfo dei tempi moderni: si muove sicuro e fluido fra check-in raccomandati, controlli con cenno di saluto e voli presi all'ultimo secondo, senza mai tradire il minimo panico.
La mia realtà è un po' diversa. Un misto di paranoia e pigrizia (intesa come non avere nessuna voglia di sorprese), mi impone di essere all'aeroporto con ore di anticipo. Sono sempre il primo della fila ai check-in, quello che si che si prende gli sguardi di odio e commiserazione degli assistenti di terra, soprattutto di quelli in ritardo.
Il fatto è che io odio gli aeroporti. E questo mi rende un perfetto ingranaggio della macchina constituita da luoghi anonimi, negozi dozzinali e panini stantii venduti allo stesso prezzo di organi umani al mercato nero. Il sistema funziona.
L'attesa mi permette però di guardarmi attorno. Commessi viaggiatori eleganti, commessi viaggiatori meno eleganti, commessi viaggiatori inguardabili, migranti, pensionati, e gente che va in vacanza a Novembre, che genera in me un odio puro, vivo e indiscriminato.
C'è comunque una classe di viaggatori che vive il mio stesso disagio per gli aeroporti. Ma se nel mio caso è fastidio, qui si parla più di smarrimento e terrore. Si tratta dei cani da asporto.
Ora, io sono convinto che ci siano ottimi motivi per portarsi dietro il cane in un viaggio aereo. Magari ti stai trasferendo, magari non hai nessuno a cui lasciarlo a casa, magari uno dei due non ci vede bene. Per dovere di cronaca, tutti i cani che si vedono passare sembrano a prima vista piuttosto inutili, sia in funzione di guardia del corpo, sia che tu stia pesando di rifarti una vita nel settore della pastorizia in un angolo remoto del mondo. Ma comunque, ottimi e razionali motivi. Ciò detto, vederli è comunque straziante.
Vengono trascinati in giro dentro gabbiette da oche grasse su una pila di bagagli, il classico luogo in cui un predatore apicale si trova a suo agio, con lo stesso sguardo di uno che è stato venduto alla polizia politica dalla sua famiglia. Credo che siano quello che provano in quel momento: “ti odierei per la gigantesca faccia di cazzo che sei, se non fossi geneticamente programmato per amarti.”
Ma questo non conta nulla. Viaggiare è bellissimo per te, e tutte le cose bellissime per te si condividono con il tuo migliore amico. Che lui lo voglia o no.








