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@paroledicartaperpensieridaria
Per ogni volta che mi hai guardata e hai sorriso.
viverestmilitare (via viverestmilitare)
La lingua italiana conta approssimativamente duecentoventimila parole e tu me le togli tutte.
M. Da Pisa (via sonoquellachesono)
Qual è la vera vittoria, far battere le mani o far battere i cuori?
Pier Paolo Pasolini. (via sorrisidisperati)
Volevo solo scomparire in un abbraccio.
Cosa mi manchi a fare - Calcutta (via cuorefreddoinuncorpocaldo)
… perché l'amore è come un albero: spunta da sé, getta profondamente le radici in tutto il nostro essere, e continua a verdeggiare anche sopra un cuore in rovina.
Victor Hugo, Notre-Dame de Paris, 1831 - Libro nono, IV “Argilla e cristallo” (via somehow—here)
Ho la gomma delle scarpe rovinata. È sporca, consumata e sono quasi sicura che quel segno sbiadito sia una scritta cancellata male. Ho la gomma delle scarpe rovinata, i lacci che ormai non allacciano più niente e la stoffa, beh, quella un tempo era nera… Lo posso dire con certezza, anche se ora non sembra. Ho la gomma delle scarpe rovinata, segnata dai tanti chilometri percorsi, dalle tante corse fatte. Sembra tenersi in piedi grazie alle risate e il ricordo dei giochi fatti. Un “giro giro tondo” di qua, un “acchiapparella” là e magari anche un “un due e tre e stella”, ed ecco che le scarpe resistono per un altro pomeriggio, un'altra giornata. Un'altra vita. Ho la gomma delle scarpe rovinata, ma la parte che più si è consumata, quella è la punta. Per tutte le volte, la mattina, il pomeriggio e la sera, tra un caffè e una briochè tra una corsa per l'autobus e un ritardo a scuola, in cui in punta di piedi mi sono avvicinata per abbracciati e baciarti. Ho la gomma delle scarpe rovinata per tutte le volte in cui distrattamente ti ho amato.
(via paroledicartaperpensieridaria)
Non ho mai creduto al per sempre, al tutta la vita o alle promesse. Poi sei arrivato e il tempo ha smesso di avere importanza. Eravamo solo tu e io, non per sempre ma per ora. Tutti gli ora della nostra vita.
Se si scrive io e te, inevitabilmente, ne segue un segno rosso, una sottolineatura. Un'indicatore dello sbaglio. Io e te è sbagliato. Io e te è grammaticalmente scorretto. Forse perché in 'io e te' si pone l'attenzione su 'io'. Dicendo io e te ci si mette davanti, quasi si fosse più importanti. Io è la prima parola, le prime lettere su cui si posa l'attenzione. Nasconde quasi un significato particolare, io e te, come se non si fosse disposti a mettere l'altro davanti a sé, con i suoi bisogni e le sue necessità. Una sorta di egoismo e di egocentrismo per cui si viene prima, nonostante tutto, nonostante l'amore, nonostante il 'noi' che si è venuto a creare. Io e te non si dice! Ogni volta che scappa qualcuno ci urla in testa, ci sgrida perché è sbagliato. Io e te, nella lingua italiana così come in quella inglese, e francese, e spagnola, e tante altre lingue, non si usa. Non si usa perché, al suo posto, si preferisce un 'tu e io', un po' meno spontaneo, forse pensato, ma che mette l'altro davanti a tutto. L'altro come primo pensiero, l'altro come pensiero fisso. Come pensiero felice, come persona da cui andare o di cui occuparsi. L'altro come colui che viene prima di tutto e tutti, perché in un 'noi' viene il tu e poi, forse, se c'è spazio, l'io. Io e te è sbagliato, anche se ci mettiamo tempo a capirlo e ad accettarlo, anche se ci sembra strano. Io e te è sbagliato, perché in tu e io c'è quella rinuncia tanto difficile, quella prova che il noi richiede. In tu e io c'è l'amore che ci permette di metterci da parte per l'altro.
Di te mi piace il modo in cui mi guardi, con la fronte un po’ aggrottata quando dico qualcosa di strano e il sopracciglio inarcato se monologo senza metterti in mezzo. Con le mani davanti agli occhi, tramite le fessure delle dita, in un momento di divertita rassegnazione. Quando mi guardi con quello sguardo che cos'è non lo so, se è amore non ne sono sicura, ma qualcosa è. E questa cosa che noi siamo, questa cosa ancora indefinita e un po’ astratta, ci sta tutta nei tuoi occhi. Di te mi piace il modo in cui mi guardi, perché nei tuoi occhi ci sono io, così come mi piacerebbe essere.
Sento i tuoi passi che mi rimbombano nelle orecchie che si ripetono nella mia testa che segnano il mio cuore di quella volta in cui tra un sospiro e uno sguardo ti allontanasti senza più voltarti senza più tornare (da me)
Ho la gomma delle scarpe rovinata. È sporca, consumata e sono quasi sicura che quel segno sbiadito sia una scritta cancellata male. Ho la gomma delle scarpe rovinata, i lacci che ormai non allacciano più niente e la stoffa, beh, quella un tempo era nera… Lo posso dire con certezza, anche se ora non sembra. Ho la gomma delle scarpe rovinata, segnata dai tanti chilometri percorsi, dalle tante corse fatte. Sembra tenersi in piedi grazie alle risate e il ricordo dei giochi fatti. Un “giro giro tondo” di qua, un “acchiapparella” là e magari anche un “un due e tre e stella”, ed ecco che le scarpe resistono per un altro pomeriggio, un'altra giornata. Un'altra vita. Ho la gomma delle scarpe rovinata, ma la parte che più si è consumata, quella è la punta. Per tutte le volte, la mattina, il pomeriggio e la sera, tra un caffè e una briochè tra una corsa per l'autobus e un ritardo a scuola, in cui in punta di piedi mi sono avvicinata per abbracciati e baciarti. Ho la gomma delle scarpe rovinata per tutte le volte in cui distrattamente ti ho amato.
Quando mi dicono una frase divertente e so che farebbe ridere anche te Quando mi succede qualcosa e non vedo l'ora di raccontartela Quando scopro nuove cose e mi chiedo se tu le sappia se ti piacerebbe saperle Quando mi chiamano e spero che sia tu Quando guardo un nuovo film e lo riguardo, poi, insieme a te Quando ascolto una canzone e te la faccio conoscere, perché sia nostra Quando due ragazzi si baciano e sento le tue labbra sulle mie Quando ho freddo e le tue braccia sembrano essere lì Quando non ci sei e t'aspetto.
Una foglia, rossa, gialla, verde quella mattina ai tuoi piedi come un amore passato memoria di un bacio dato e mai più riavuto. Una foglia nell'aria volata come quelle parole d'amore ormai andate. Ormai dimenticate.
Che a parlar d'amore sono tutti bravi, ma a dimostrarlo mica tanto
Mi ricordo di noi - di te e di me. Una domenica di Dicembre sotto un albero e la neve tutto intorno. Mi ricordo di noi a giocare a fare i bambini a fingere di avere mille anni mille giorni e mille baci dati; una mattina come tante abbracciati e divertiti a vivere mille vite in un secondo a dimenticare di essere grandi. Mi ricordo di noi una mattina come tante, a giocare ad amarci anche se poi forse tanto gioco non era.
“Entrò nella mia vita nel febbraio del 1932 per non uscirne più. Da allora è passato più di un quarto di secolo, più di novemila giorni tediosi e senza scopo, che l'assenza della speranza ha reso tutti ugualmente vuoti - giorni e anni, molti dei quali morti come le foglie secche su un albero inaridito. Ricordo il giorno e l'ora in cui il mio sguardo si posò per la prima volta sul ragazzo che doveva diventare la fonte della mia più grande felicità e della mia più totale disperazione.” #mattinealternative #amicoritrovato #bookandthe #reading #newbook #followforfollow #instagood #instalike #lifeforfollow #likeforlike #freduhlman #friendship #friends #quotes #instabook