MMXX
Delle volte ti dai degli obiettivi nella vita. Ti capita di dimenticare tutto e non ricordare perché stai percorrendo una certa strada. Potresti anche scordare quella forte motivazione che ti ha spinto a fare un passo "importante" nella tua vita. È un continuo conflitto l'esistenza di ciascuno di noi, non penso di essere solo. Delle persone nemmeno ci pensano a tutto ciò, si lasciano alla rassegnazione e vanno avanti, dimenticando tutto alle spalle. Facendo una smorfia ed un cenno con le spalle a dire "è andata così" con aria dispiaciuta e logorata dell'occasione gettata al vento. Però vorrei dare una voce motivazionale in questo piccolo preludio: personalmente mi trovo sempre in conflitto, in gran parte dei miei pensieri, ma cerco di dare una continuità ai miei obiettivi. Il più delle volte mi rassegno appena trovo una difficoltà, però quando una cosa mi intriga e mi interessa, mi spinge anche a volerla portare a lungo avanti. Anche se delle volte trovo discontinuità, ma ritorno sempre lì a dedicare del tempo a quelle cose che amo. È anche per questo che sono qui. Benvenuti, anche quest'anno, in questo bellissimo posto. Anzi dato che siete qui da diversi anni vi dovrei accogliere diversamente. Quindi: Bentornati sulla mia top 20. Insomma, è figo ritornare sulle vecchie abitudini. Che poi più che un'abitudine è una mia prerogativa. Perché voglio lasciare qualcosa scritto di questi anni che sembrano essere importanti a quanto pare. Non intendo di attualità ma di questioni personali. Che poi sta succedendo di tutto e di più, è un altro discorso, dove non voglio entrare a parare data la mia impreparazione da studente delle superiori che sono stato alle interrogazioni di Geografia e Chimica. Che bello quest'anno. Guarda quasi quasi me lo rifarei di nuovo da capo. Lol. No, mai. È stato duro per certi versi, non penso di essere l'unico a pensarlo, però ho imparato anche nelle più recondite difficoltà che c'è sempre del bene dietro al male. Che poi "la bellezza è negli occhi di chi guarda", la mia testa mi suggerisce. Ma nemmeno ricordo da dove l'ho presa questa frase molto ad effetto. Quindi alle spalle di questo anno spaventoso ho trovato alcune cose da tenermi stretto come degli amuleti. Che poi la musica ha fatto da cornice a tutto ciò, è sottinteso, non mi pare nemmeno il caso di doverlo puntualizzare. Quest'anno però c'è stato una notevole sorpresa, che mi ha spiazzato. Dando per scontato che avessi ascoltato più musica nello scorso anno ancora, cioè il 2019, sono rimasto paralizzato al vedere che avevo ascoltato una media di 5 ore di musica al giorno. Quasi 6. Fatevi due calcoli ed avrete grossomodo il mio minutaggio di Spotify. Il famoso Wrapped di fine anno. Insomma stupore con un sapore molto dolce amaro. Più amaro che dolce. Perché molta musica che ho ascoltato non l'ho potuta capitalizzare dandogli più importanza sentimentale. Vivendo una vita semi-sedentaria per quasi tutto l'anno, ho fatto fatica a percepire emozioni o vivere momenti specifici insieme alla musica. Paradossalmente ne ho ascoltata di più, il che è un bene, ma non ha giovato affatto sul mio attaccamento personale sulle prescelte. È stata più una zuffa di musica che ho ascoltato fino allo sfinimento, fino a farmi esplodere il cervello. Insomma: dopo aver fatto un quadro generale del mio scorso anno musicale e non solo, possiamo anche partire. Meglio non perderci in preludi allungati con l'acqua, perchè "oste, volemo er vino". Andiamo sul concreto. Ok, partiamo subito.
Come è iniziato il 2020? Come è finito. Metà album dei Pup l'ho ascoltato nella fine del 2019, l'altra metà nel 2020. Metà Morbid Stuff mangiato come un panino da pranzo a sacco. Quindi effettivamente inizio il VentiVenti con l'album Die di Iosonouncane, artista talmente bravo che fatico a capire perché ha poco successo. Successivamente ascolto un artista che è in procinto di venire a Roma per un live. Quasi quasi ce vado. The Golden Age di Woodkid è uno spettacolo. Cerco di fare una tregua con Kanye West ed ascolto The Life of Pablo. Niente male. Mi dico: "voglio ascoltare i Foo Fighters" ma non ci riesco. In compenso ascolto Anima di Tom Yorke, che non è uguale però era uno dei lavori che avevo in sospeso nel 2019. Darrn da uscire Chimica e ci butto degli ascolti. Niente a che vedere con l'EP dello scorso anno (Musica da Camera). Faccio la bellissima conoscenza di una voce giovanissima quanto caparbia. Lolo Zouaï è davvero catchy (ho imparato questo nuovo aggettivo che spesso verrà utilizzato). Comunque il merito di questa scoperta va a Devonté Hynes, se non sai chi è, sei una brutta persona. Ascolto All Mirrors di Angel Olsen, ma non mi ricordo nemmeno una canzone. Che insensibile che sono. Esce la Deluxe di Revenge of the Dreamers III e me la pompo con dovute motivazioni logiche. Scopro che Angèle (mon amour ) ha un fratello, e rappa pure bene. Roméo Elvis sbloccato come un personaggio di Tekken. Ma quanto spacca Roméo? 070 Shake finalmente fa uscire il suo primo album ed è una bomba. Mura Masa dopo svariati singolu sparsi nel corso del mese e dell'anno precedente fa uscire R.Y.C., molto easy e nulla di eclatante. Sfortunatamente esce l'album postumo di Mac Miller. Dico sfortunatamente perchè non adoro lavori postumi. Molto easy anche queste, però con molto più sentimento. Esce l'album di Eminem. Non lo ascolto. Me so scordato e dimenticato. Mo me ammazzate? Su YouTube vedo un video splendido di Toro y Moi che fa un live in una location meravigliosa. Da lì nacque un amore sconsiderato verso questo grandissimo artista. Il live lo si trova anche su Spotify e si chiama Live from Trona. Un amico, che in precedenza mi ha fatto ascoltare molta musica elettronica, mi passa un progetto parallelo dei When Saint Go Machine. Sono sempre loro ma fanno musica ancor più sperimentale che fa impressione. KhalilH2OP, nome stranissimo. L'album invece si chiama Seid. Semplice. Dopo aver perso la testa per la voce nostrana di Lucia Manca, ascolto Maledetto e Benedetto, un EP davvero delizioso. Tame Impala, dopo svariati singoli usciti nei mesi precedenti, fa finalmente uscire The Slow Rush. Masterpiece. Kevin è una garanzia. Un'altra garanzia, ma del nostro caro e amato paese, è Generic Animal. Presto è un album di conferma, che per me lo porta davvero in alto. Peccato i suoi pochi ascolti, ma è ub grandissimo artista. Decido anche di fare una bellissima cosa. Datosi che amo (ormai) alla follia i Bring Me The Horizon, decido di ascoltare tutta la loro discografia. Così mi metto a lavoro e ascolto There is a Hell Believe me I've seen it, There is a Heaven let's keep it a Secret. Poi in successione Count Your Blessing e Suicide Season. Va beh, non sto qui a raccontarvi il sangue di questi lavori. Cambio genere alla volta di Anna Wise con un bell'album chiamato As If It Were Forever. Seguiamo la linea artistica femminile di Anna Wise ma cambiamo paese. Siamo in Francia con Christine and the Queens. La vita Nuova è uni spettacolo di musica e lingua, perché si destreggia dal francese, all'inglese, accennando anche un italiano fluente. Nello stesso periodo Nitro fa uscire Garbage, un lavoro che non ho amato particolarmente. Passo quasi fulmineamente a Basic Instinct di Jimmy Whoo. La cover dell'album è una splendida cartolina colorata di rosso, per lo più, e verde. Mi ha attirato principalmente per quello, ma alla fine si è rilevato un bel lavoro. Dò un ascolto a Whoa di Birthh, che collaborò con Mecna in una versione inedita di Fuori Dalla Città. Lei canta in inglese in questo lavoro, ho apprezzato lievemente, datosi che non gli ho dato tanto spago. Toro y Moi mi piace un sacco, quindi decido di ascoltarlo approfonditamente. Outer Peace è una perla che crea brividi per la sua bellezza. Soul Trash, sempre di Toro y Moi, è un album od ep sperimentale, dove ci sono strumentali che fanno storcere il naso all'ascoltatore medio. I titoli sono provenienti da demo probabilmente. Esce Man Alive! di King Krule e qui comincia una mia piccola fase dell'anno, dopo approfondisco meglio. L'album è acclamato da tutti, soprattutto da una nicchia abbastanza rilevante. Però io non riesco a capirlo. E lo accantono. Scopro un album che mi trafigge. Lomepal mi ipnotizza con una cover, che mi ha intrigato fin da subito all'ascolto, ed anche per Amina. Un lavoro spettacolare. Don Tolliver fa uscire un lavoro molto easy. Heaven or Hell non mi ha colpito più di tanto. Dato che ormai il francese mi ha conquistato a pieno, cerco qualche faccia nuova nel genere del rap, e così mi imbatto in Nuovo Mode di Sneazzy. Non so come, ma finisco per ascoltare Zaps dei J-E-T-S. Non lo so, è fuori di testa sta roba. The Weeknd torna sulla scena con uno splendido album, intitolato After Hours, anticipato da numerosi singoli. Allo stesso tempo c'è un ritorno inaspettato. Quello di Childish Gambino che non dà un titolo all'album inizialmente, perché pubblica sul suo sito una traccia completa di 50 e più minuti. Quello è il suo album, ma dato che siamo in un epoca dove la musica vive di streaming, pubblica il tutto sotto il nome di 3.15.20, cioè il giorno d'uscita del suo lavoro. Le tracce pure, non hanno un nome, tranne per il singolo passato "It Feel Like Summer" ed un paio che sono le prime dell'album. Rimaniamo negli States però con un'artista che lo scorso si è distinta benissimo e mi ha lasciato un segno particolare addosso. Jhené Aiko fa uscire Chilombo, un bellissimo lavoro alternative RnB. Forse dopo ne riparliamo meglio. Claver Gold insieme a Murububtu lavorano in un album molto corto ma anche molto lirico. Due grandi rapper che hanno un dizionario da fare invidia alla new gen di rapper Ritorno in Francia con twinsmatic, produttore che fa uscire un album davvero interessante, dove trovo molti nomi già conosciuti del rap francese"+. Atlas è il nome del progetto. Thundercat fa uscire It Is What It Is. Ma quanto cazzo è forte? Partynextdoor invece fa uscire Partymobile. Accelero un po'. Black Atlas esce Dream Awake, Kiana Ledé partorisce Kiki. Recupero La Vie Augmente, Vol.1 di Isha, Dinos fa uscire pezzi inediti di Taciturne, les inachevés. Salvo Endless Summer di bLAcK pARty, ma non lo ascolto subito, trovo occasione in estate. Laylow mi stupisce con Trinity. Rimango in Francia con Philippe Katerine e il suo album Confessions. Ascolto un album di un bel po di tempo fa, Either/Or di Elliott Smith. Purity Ring fa uscire Womb, dvsn invece esce con A Muse in Her Feelings. Westside Gunn mi fa tornare indietro con Pray For Paris. Recupero uno splendido lavoro di J Rick chiamato No Retreat, No Surrander. Decido di ascoltare un altro po di francese con Lumière noire di Louise Vernevil. Ascolto un album che ha delle belle collaborazioni, Gang di Headie One, ma viene oscurato da due miss che quest'anno mi hanno fatto impazzire. Grimes fa uno splendido album, intitolato Miss Anthropocene, Rina Sawayama mi fa volare con Sawayama. Kali Uchis mi distoglie lievemente dalla bellezza appena citata, con il suo EP delizioso Too feel alive EP, peccato sia breve. Roméo Elvis esce fuori dagli schemi e caccia fuori Maison, un EP che ha l'aria stantia di casa. Bello sentito e belle produzioni. Dopo averlo posticipato causa Covid-19, Ghemon lascia splendere finalmente Scritto Nelle Stelle. Fall in love. Drake fa delle canzoni niente male, e ce lo ricorda con Dark Lane Demo Tapes. Continuo l'approfondimento francese con Isha con i suoi due volumi restanti della trilogia Vie augmente, Vol.2 e Vol.3. Dopo svariati tentativi di ricerca, noto che Jay-z è su Spotify. Questo perché non aveva dato diritti per la compagnia di streaming che ogni anno mi nutre di ogni cosa bella dato che lui è capo di Tidal, un'altra azienda fi streaming musicale. Insomma dopo un po' di anni lo ascolto meglio, ma solo lievemente con Watch The Throne insieme a quello scocciato di Kanye West. Recupero un ennesimo lavoro splendido di Lomepal, Flip. Hayley Williams dopo aver fatto uscire singoli ed EP che annunciavano un album, fa uscire appunto Petal For Armor. Primo lavoro solista per la cantante dei Paramore. Kehlani mi ricorda che ha la mia stessa età, ha tatuaggi in tutto il corpo ed anche in faccia, ha soldi, forse troppi, qualche figlio, 3 dischi con collaborazioni da fare invidia ed un culo da paura. Forse quest'ultima cosa era da evitare, ma sulla copertina dell'album ce la tiene a far mostrare. Io non mi sento di dire che sia volgarità, ma comunque penso sia apprezzabile. Comunque dopo questo off topic poco consono, torno sul dire che Kehlani fa uscire It Was Good Untill It Wasn't. Un amico mi fa sentire robe MJ, perciò approfondisco ed ascolto Victory dei Jacksons. Denzel Curry insieme a Kennybeats fanno un'EP che fa paura. Unlocked è sperimentazione ed un classico allo stesso tempo, no doubt. Apashe fa il fenomeno con Reinassance e mischia musica classica con elettronica pesantissima. Che cazzo di roba ho ascoltato? La Francia è casa mia, così come Une Main Lave L'autre di Alpha Wann è una bomba. Recupero uno splendido lavoro della spremuta d'arancia internazionale. Blood Orange mi incanta con Cupid Deluxe. Probabilmente se non ce lo avete, dovete averlo nel repertorio tipo ora. Che fate ancora siete qui?! Lucci e Hube con le produzioni di Ford78 fanno uscire Unabomber. Album grezzo come Raffy sa fare e mi ha abituato da anni. Ancora un po' di francese con Mélodie Laurent e il suo 23h28. Recupero un bellissimo album di Little Simz, Grey Area, e mi chiedo perché non l'ho ascoltato meglio prima a sta fenomena. Mangio musica francese come se fossero pop corn, e mi sparo un Oboy in forma con Omega. Poi però c'è Freddie Gibbs e The Alchemist ci tengono a far intendere che fanno sul serio, e ciò che fanno uscire è oro. Alfredo è una bombissima, nulla da obiettare. Recupero Rodeo di Travis Scott, che lo avevo ascoltato sempre a tratti. Brent Faiyaz è un nuovo talento della new school RnB, ed io me lo gusto con Fuck The World. I Run The Jewels tornano sulla scena come un fulmine a ciel sereno con RTJ4. Quarto lavoro della saga Run the Jewels ed è una cazzo di conferma. Dopo che J Rick mi ha fatto scoprire una voce interessante, approfondisco Rimon con I Shine, U Shine, che mi stupisce a tratti. Siamo sempre sulla stessa nazione, cioè l'Inghilterra, ed uno dei conoscenti di questi due artisti è Octavian. Con J Rick fa parte di una gang, e si conoscono da ragazzini. Con Rimon ha fatto una canzone in Endorphins. Insomma ascolto un album vecchiotto di Octavian, Spaceman. Nulla a che vedere con il suo più recente, che si sente quanto sia ancora acerbo. Ridendo e scherzando si avvicina l'estate e ascolto un lavoro uscito mesi prima, ma trasuda estate da ogni poro. Bebey di Theophilus London è uno spettacolo. Così come Take Time di Giveon. Ernia torna con Gemelli e fa un pezzo che ormai lo sentite ovunque, anche dentro i bagni della stazione Termini. Teyana Taylor fa un album. Anzi che dico. Fa l'album. Sì, perché il nome è proprio The Album, e non posso che confermare che sia veramente fatto con i controcoglioni. Ascolto Fiona Apple con Fetch The Bolt Cutters, album chiacchierato perché è un ritorno nella scena da parte di un'artista molto ambita. Io lo sento ma non mi dice nulla. Sono proprio sincero. Ok, adesso verrò impalato. Un amico mi dice di ascoltare Baauer, quello dell'Harlem Shake. Ma che cazzo è Planet's mad?? Nello stesso periodo vengo colpito da diversi artisti. Musica a gogo, praticamente. Frah Quintale esce Banzai (Lato Blu), Ginevra partorisce Metropoli, G-Eazy invece spiazza tutti e fa uscire Everything's Strange Here. Un sacco di roba bella insomma. IDK con il suo lavoro IDK & Friends 2 mi stupisce, soprattutto per le collaborazioni. 6LACK torna sulla scena con un EP molto tranquillo, 6pc Hot EP. Approfondisco Oboy con Mafana. Allo stesso tempo mi butto a capofitto di uno splendido album acoustic di Lomepal, 3 jours à Motorbass. Simultaneamente ascolto Guapdad 4000 con Dior Deposit, Deanté Hitchcock con e Better infine con Tatum Rush con uno splendido Drink Alchemici, consigliato, quest'ultimo, da un amico. Attraverso tracce con vari featuring, mi interesso di Rico Nasty (WOO!) ed ascolto curiosamente Anger Management. Trovo dal nulla Népal un rapper francese che mi intriga e me lo gusto ben benino. Adios Bahamas è davvero particolare. Un amico mi consiglia vivamente Ariete ed ascolto Spazio. Piccolo EP che non mi ha fatto saltare dalla sedia. Un po di RnB con Dijon e How Do You Feel About Getting Married? con la complicità anche del nuovissimo album di Lianne La Havas chiamato come lei. RnB fuso alla trap, potremmo definire Un altro cielo di Irbis37. So soltanto che ogni traccia ha il suo perché. Decido di dare una chance a un elemento della new gen rap italiano. Anche se non è tanto new gen o new school insomma, però alla fine mi è piaciuto. Lazza mi ha fatto cambiare idea con alcune tracce. Zzala e Re Mida (Aurum) sono stati fatidici per questa decisione. Dopo mesi di rumors escono i Neck Deep con All Distortions Are Intentional. Tom Misch e Yuseff Dayes creano un compromesso tra rap e jazz. Il risultato è qualcosa di interessante. Rico Nasty mi piace sempre più e mi sparo Nasty, una cannonata di rap fuso all'hardcore. Un amico mi fa innamorare di Joan Thiele con Operazione Oro. In un articolo leggo tre album da ascoltare assolutamente in questo 2020: Punisher di Phoebe Bridges, Women in Music Pt.III delle sorelle HAIM e souvenir di Jonah Yano. Li ascolto tutti e tre con belle sensazioni a riguardo. Oliver Tree, un tipo che si veste sempre uguale, partecipa alle uscite del 2020 con Ugly is Beautiful. Un collega di lavoro, ma soprattutto un amico, mi consiglia musica mai ascoltata. Nymphetamine dei Cradle of Filth è qualcosa di impensabile per le orecchie comuni. Non a tutti piacerà, sicuramente. Ma a me non è dispiaciuto. Tei Shi esce La Linda ed io approfitto e recupero anche Die 4 Ur Love. Taylor Swift in versione mai vista fa uscire Folklore, album che non ho ancora apprezzato come avrei dovuto. San Diego mi delizia e diverte con ù. Decido di capire perché negli scorsi anni Charlie XCX è stata tanto acclamata da tutti. Ascolto Charli e how i'm feeling now e capisco il motivo. Che cazzo di spettacolo mi sono perso? Torno in Francia con Roméo Elvis e Morale 2luxe, ma ci rimango per ascoltarmi anche nuove cose di Népal con 2016-2018. Piccola parentesi pazza con The Money Store dei Death Grips e poi ritorno nel paese napoleonico con il nuovissimo Etat d'esprit di S.pri Noir. Mi dirigo verso suoni impressionanti di 100 gecs in 1000 gecs and The Tree of Clues. Sempre lo stesso amico che mi consiglia e mi fa innamorare di persone e canzoni mi manda Tkay Maidza e il suo album Last Year Was Weird, Vol.2. Spotify decide di farmi ascoltare Pretty Face di Deem Spencer. La Francia mi richiama sull'attenti, così come Mister V con MVP e la coppia che scoppia Caballero e JeanJass con High & Fines Herbes. Altro consiglio di, ok avete capito. Si quell'amico sempre, con Goldress dei Yellow Straps. Tornano sulla scena The 1975 con Notes in A Conditional Form, così come ritorna in grande stile Nas con King's Disease, un album davvero incredibile. Fanno un grande ritorno anche Disclosure con Energy, album vario e divertente. Passiamo da un'elettronica molto catchy ad una molto più sperimentale e meno all'orecchio di tutti. Suoni complicati ma pur sempre affascinanti da far tenere il fiato sospeso. Sevdaliza mi conquista con Shabrang, album apprezzato anche dalla critica. Leggo che c'è un ragazzo molto giovane che ha fatto parlare molto di se e della sua musica. Ho ascoltato Niagara di redveil ed ho capito perché si parla molto di lui. Non riesco ad ascoltare un album che è stato chiacchierato per tutto l'anno, e me ne dispiaccio molto. Soprattutto perché non so che mi sono perso. Esce 2017-2019 di Against All Logic ed io me lo scordo di sentirlo. Sad moment. Big Sean dopo un lungo stop di 3 anni dalla sua ultima uscita in collaborazione con Metro Boomin, e l'ultima da solista risalente a quasi 4 anni prima, torna a casa. La sua amata Detroit. Anzi Detroit 2, il nome dell'album. I Pvris escono Use Me, un album anteceduto da numerosissimi singoli e un paio di EP. A Kaytranada gli parte la ciavatta e fa uscire le instrumental di Bubba ed io godo. Pezzi apprezzati meglio senza le lyrics. Strumentali assurde. Non so come ma ascolto i Yonlapa e mi innamoro della loro semplice musica. Last Trip è davvero affascinante. Tempo di grandi ritorni, infatti torna sulla scena R&B la grandissima Alicia Keys con Alicia. Che album signori. Un amico caro finalmente, dopo avergli rotto passivamente i coglioni per farmi ascoltare gli Oasis, mi consiglia i loro migliori pezzi da ascoltare. Mi accontenta con una bella playlist che me la divoro e mi approfondisco molte delle loro più canzoni più celebri, insieme ai due loro album (What's The Story) Morning Glory? e Definitely Maybe. Recuperone davvero azzeccato. L'uomo che più ho amato nello scorso decennio fa uscire Nectar e ci tiene molto a mettere chiare le sue intenzioni. Joji non scherza, è un grande artista su molti fronti. La Spillage Village torna sulla scena con Spilligion. Loro sono un gruppo di artisti che oramai sono riconosciuti singolarmente ed hanno avuto un grande successo da solista. Ma agli inizi penso che questo gruppo sia stato una rampa di lancio per la maggior parte di loro. Troviamo gli Earthgang, JID, Mereba, 6LACK ed altri che spiccano di meno. Ci stiamo rendendo conto che il 2020 è l'anno dei ritorni musicali. Infatti è l'anno anche di Caribou che partecipa alle uscite con Suddenly, un bellissimo lavoro apprezzato ascolto dopo ascolto. Lorenzo, rapper francese, è molto ambito nella sua terra. Io da innamorato palese della lingua, mi ascolto il suo Sex In The City. Recupero Humanz dei Gorillaz e rimango al passo coi tempi con High Off Life di Future. Ritrovo una vecchia conoscenza di qualche anno fa, che ha partecipato anche nell'album di Joji, sempre di questo splendido anno (musciale). Yves Tumor fa uscire il suo lavoro chiamato Heaven To a Tortured Mind, anche se io l'ho ascoltato qualche mese dopo, perché me l'ero perso, sinceramente. In successione ascolto SuperGood di Duckwrth, B4 The Storm degli Internet Money, When It's All Said And Done di Giveon, ANNIVERSARY di Bryson Tiller (grande ritorno anche il suo), Only for The Dolphins di Action Bronson, Floor Seats II di A$AP Ferg, Ultra Mono degli Idles. Dopo questo extrabeat torno un po' più tranquillo ed approfondisco meglio altri lavori. Tutta questa successione che vi ho appena elencato è made in USA, io d'altro canto, dopo una sfilza di roba statunitense cambio e me ne vado nel nostro bel paese e mi sento BV3 dei Bloody Vinyl, un progetto principalmente di Slait, DJ della Machete, con collaborazioni molto interessanti. Recupero SBTRKT dell'omonimo artista, alcune tracce dell'album già le conoscevo ma non sapevo fossero sue. Dopo il ritorno in grande stile con ANNIVERSARY, che mi ha un po' sorpreso, Bryson Tiller caccia fuori dopo 5 anni la Deluxe di TRAPSOUL. Album che apprezzai davvero tanto. Nello stesso periodo mi incuriosisco di Han di Berhana e Uplifters degli Isaac Delusion. Gli artisti che vi ho citato sono davvero bravi, e mi hanno sorpreso davvero tanto. Leggo un tweet di un tipo che sembra ci capisca molto di musica ed ascolto il suo consiglio: il lavoro è Different Class dei Pulp. Scopro un'artista che mi ha rubato il cuore, ci ha giocato e lo ha rimesso a suo posto. Pomme è bellissima, la vorrei mia ma le circostanze non sono ideali per una relazione duratura. Quindi ascolto il suo album À peu près e la mia cotta continua sempre più. È bellissima lei. Recupero un'altra perla del suo genere, Migration di Bonobo che negli scorsi anni avevo ascoltato pezzi qui e lì, ed ho trovato molti spunti e vecchi ricordi. Nel contempo il recupero di questo genere è arricchito anche dai Justice con il loro album intitolato come il loro nome artistico. Se arrivano consigli ormai avete capito bene che ho un amico molto fidato, anche se non sempre apprezzo ciò che mi manda, però adoro questo rapporto di scambi musicali reciproco. Il suo consiglio è Róisín Machine di Róisín Murphy. Non mi ha detto nulla, appunto parlando di apprezzare o meno i suoi consigli. Mi decido ad ascoltare i tre singoli messi nell'EP The Light Pack di Joey Bada$$. Mi approfondisco, come giusto che sia, Tame Impala con InnerSpeaker e scopro un piccolo ma grande artista. Il suo nome è Tamino e l'album si chiama Amir, una perla vera della musica Black ed RnB dai. Davvero davvero bellissimo. Ok qui poi cade tutto, perché esce l'album di Mecna, quindi io calo le serrande e non ascolto più niente al di fuori di Mentre Nessuno Guarda. Dopo 3 mesi torno alla normalità. Scherzo. Qualche settimana forse. Leggo molto bene di Omar Apollo, ed avendolo ascoltato in una collaborazione nell'album di Joji, vado alla ricerca immediatamente. Noto il suo ultimo album e ci perdo un po di tempo e lo ascolto davvero bene. Apollonio mi ha tenuto occupato davvero molto. Fino all'uscita di S16 di Woodkid. Mi ha distratto completamente. Dopo aver concluso il mio rapporto amoroso (cuffiette orecchie) con il produttore francese, comincio ad ascoltare roba su roba. This Place Sucks Ass dei Pup, boy pablo fa uscire Wachito Rico, i Pvris calano l'asso nella manica ed escono la Deluxe di Use Me, infine Ty Dolla $ing mi fa entrare nel suo bellissimo mondo R&B con Featuring Ty Dolla $ing, un album praticamente tutto incentrato sulle collaborazioni e feat. Recupero una perla del genere e cado nelle mani dell'amore con Frank Carter & The Rattlesnakes con Blossom. I Bring Me The Horizon ci tengono ad essere attivi, e meno male. Post Human: Survival Horror è un'EP dal sapore di album, ma a detta dei Bring è il primo di una lunga serie di EP. La mia reazione a riguardo: goduria. Il mio amico di grandi suggerimenti, dato il suo amore nei confronti di Kaytranada, ci tiene a consigliarmi Lou Phelps con Extra Extra! dove vede la partecipazione in un paio di canzoni del produttore originario di Haiti. Mi incuriosisco della musica di MadeinTYO con Never Forgotten, con scarsi successi nel volerlo approfondire. Altro amico, altro consiglio, che mi passa Deux frères dei PNL, un duo di rapper francesi. Torno a recuperare qualcosa di veramente vecchio, vado proprio alle radici del genere. Lol. Non sono le radici vere e proprie però l'album si chiama Roots e lui è Curtis Mayfield, un lavoro che mi ha sorprendentemente colpito. Un'amica mi dice di ascoltare James Blake, lo faccio, ma non mi dice niente. Il solito amico mi dice di ascoltare James Blake, ma ancora nulla. Non so perché ma Before di James Blake non mi dice nulla. Scusa J, la colpa non è tua, forse è mia. Nulla di personale eh. Riascolto Frank Carter & The Rattlesnakes con Modern Ruin ma nulla a che vedere con il primo che ho ascoltato della loro discografia. La curiosità mi spinge ad ascoltare QVC9 di Gemitaiz, ma non è che abbia apprezzato molto, anzi non mi è piaciuto per niente. Colpevole il fatto che Gem non è mai stato uno dei miei rapper preferiti. Scopro Sometimes di City and Colour e mi ci chiudo, soprattutto prima di andare a dormire. CoCo torna sulla scena con un album davvero sentito. Floridiana è un progetto interessante che mi ha impressionato, soprattutto dalla cover. Viene acclamato un nuovo talento del rap americano, che sembra sia un pupillo di Kendrick Lamar, parliamo di uno dei più scarsi rapper del mondo insomma. Baby Keem impressiona tutti con singoli e soprattutto con l'EP Die for my Bitch, che sinceramente a me personalmente mi ha detto poco. Dopo averla ascoltata brevemente riesco ad aggiornare la lista delle sue tracce ascoltate anche con il suo nuovo lavoro che è una sorta di EP unito all'album. Una deluxe. Sto parlando di Les failles cacheés (halloween version) di Pomme, la mia crush di quest'anno. Ci ha messo davvero così poco tempo per conquistarmi. Nel senso perché la vorrei troppo mia. Ok, dopo avervi la mia ossessione di possedere le donne che non conosco, continuo i Gorillaz. Fanno uscire Song Machine, Season One: Strong che inizialmente l'ho proprio dimenticato di ascoltare, diciamo che l'ho recuperato agli sgoccioli della fine dell'anno. Scopro un giovane KennyHoopla che mi fa tornare al pop punk quello bello di qualche anno fa con il suo how will i rest in peace if i'm buried. Spettacolo. Nello stesso periodo recupero due lavori di Princess Nokia, che li ha fatti uscire nello stesso giorno, ma con due concept diversi: Everything is Beautiful ed Everything Sucks. Due lavori completamente opposti, con dei bei pezzi che mi hanno davvero interessato. La curiosità e il rimanere al passo con i tempi mi fa ascoltare Famoso di Sfera Ebbasta. Non dico siamo il miglior album di sempre, ma nemmeno il peggiore. Non impazzisco per lui ed alcuni pezzi sono anche ripetitivi e simili. Peccato, perché avrei voluto ascoltare qualcosa che mi fosse piaciuto. Da un grandissimo nome passiamo alla piccola o piccolo Voodoo Kid che fa un bellissimo EP chiamato amor, requiem. Torno ad ascoltare qualcosa di vecchio e passo alla volta di Woman di Ryhe, album che conoscevo soltanto per una strumentale di una traccia che la usò Mecna in un singolo chiamato Cerotti. Dopo il recupero che mi ha fatto tornare vecchi ricordi e brividi lungo la schiena, sono passato alla mia crush sudamericana, se solo non si truccasse davvero così tanto. Sin Miedo (Del Amor y Otros Demonios) è il primo album di Kali Uchis interamente cantato in latinoamericano. Va beh, spagnolo, però loro dicono così. Loro è inteso gli americani. L'album è bello per certi versi, per altri sfortunatamente no, anche se mi duole ammetterlo. Però lei è brava e bellissima. Dopodiché passo a riascoltare e recuperare alcune perle che mi ero perso di Oracular Spectacular dei MGMT. Sam Smith mi incuriosisce e ascolto il suo ultimo album Love Goes, che mi ha davvero sorpeso. Non so come ci sia arrivato fino a scovare Fhin, artista e compositore, ed ascolto il suo ultimo lavoro Trauma. Ritorno indietro nel tempo perché in hype per il loro nuovo album in uscita, posticipato più volte, con Homesick. Sto parlando degli A Day To Remember e del loro album più ascoltato, che io non ho mai approfondito a dovere, e che alla fine mi ha regalato grandi gioie ed emozioni. Sono tornato subito sui lavori recenti perché Jean Dawson, l'avevo adocchiato da qualche mese, grazie a suoi singoli molto apprezzati dai fan del genere. Si tratta di un album caparbio e di grande spessore, sottolineando che è il suo primo, chiamato Pixel Bath. L'artwork della cover la adoro. Le tracce di più. Dopo aver aspettato un lungo parto Dinos torna sulla scena dopo un anno esatto dall'uscita di Taciturne. Stamina, è il suo album più sentito, come da lui descritto. Per me è una certezza del rap francese, non so voi. Torno in Italia con Nicolaj Serjotti con Milano 7 ma espatrio dubito con Q e il suo Forest Green, passando anche per Stave Lacy's Demo di (appunto) Stave Lacy, torno di nuovo in Francia con Mūn di Chilla ma alla fine mi chiudo negli States con un poker di artisti di vario genere: Young Thug con il suo nuovo Barter 6, (qua me vorrete male) il Wu-Tang Clan con Enter The Wu-Tang (36 Chambers), Nightmare Vacation di Rico Nasty, la deluxe di Limbo di Aminé e il bellissimo nuovo New Beginnings di Reason. In più mi butto su un'artista molto alla portata di tutti, ma con dei particolari davvero niente male. Parlo di BENEE e il suo Hey u x. Neanche volendo ho velocizzato x4 e vi ho detto poco di ogni lavoro. Va beh, alcuni so stati lavori bellissimi, altri meno, però comunque bella musica a prescindere, sennò manco l'avrei citata. Trovo casualmente un rapper che si chiama Ka e il suo lavoro Descendants of Cain è davvero carino, contiene anche bei sample. Jpegmafia inaspettatamente butta tutti i suoi singoli creati durante l'anno dentro un'EP che l'ha chiamato EP!, molto semplice quanto deciso, dato dal punto esclamativo. Dopo anni di inattività arriva il momento di Kid Cudi e di continuare la saga di Man On The Moon III: The Chosen. La saga dei recuperi continua con gli A Tribe Called Quest con The Low End Theory, uno spettacolo di arte ed hip-hop. Taylor Swift cavalca l'onda del successo del suo album precedente che risale a nemmeno una decina di mesi prima, e torna con un nuovo album chiamato evermore. Nemmeno questo sono riuscito ad ascoltare a dovere. Non è questione di antipatia per l'artista, anzi, però non ho trovato il giusto mood per ascoltarla e capirla. L'ho sempre sentita. Capitemi. Troppo superficialmente. Cosa che odio davvero tanto ammettere, ma è andata così. Mi sono dedicato più alle uscite di The Avalanches con We Will Always Love You, K.Flay con Don't Judge A Song By Its Cover e soprattutto alla uscita che più mi ha spiazzato: Live At the Royal Albert Hall dei Bring Me The Horizon. La mia capoccia ha finito di fumare tipo l'altro ieri. In estasi pura. Mi perdo di nuovo l'uscita dell'album di Eminem, cioè il lato B di Music To Be Murdered By e mi mando affanculo. Su Spotify mi incuriosisce la cover di un certo Pufuleti, che manco sapevo chi fosse. Questo ragazzo praticamente è un siciliano emigrato in Germania e fonde la lingua tedesca con quella italiana. La musica è un altro bel punto su cui approfondire e parlare. Insomma Catarsi Awa Maxibon è una bomba, che nel periodo natalizio mi ha accompagnato in molte passeggiate. La musica rap del giovane ragazzo diviene più cupa e lascia spazio ad un pilastro fondamentale della musica post-punk dei The Cure. Disintegration è una perla del suo genere. Anzi che dico, un diamante. Butto nel minestrone di fine anno anche i King Crimson con l'iconico In The Court Of The Crimson King. L'espressione che ho appena utilizzato donota la mia esagerata mania di ascoltare tutto il più possibile in quei giorni che stavano per concludere l'anno. Ero talmente accecato dal dover ascoltare ogni singola cosa che mi frullava in mente, che alla fine ho sentito un'accozzaglia di musica che ho lanciato dalla finestra del 2020 al culmine. Molti degli ultimi lavori ascoltati sono stati veramente poco apprezzati. Lo dico con la più schietta sincerità. Ed anche con un enorme dispiacere. Dopo questa precisazione concludo la fine dei giorni del 2020 con gli Arctic Monkeys e i loro tre album: Whatever People Say I Am, That's What I'm Not poi Favorite Worst Nightmare ed infine con AM. C'è stato anche spazio al recupero di The New Abnormal dei The Strokes, approfondimenti di altri album che ho dedicato pochi ascolti durante l'anno, come Phoebe Bridges, Childish Gambino, Taylor Swift, Yves Tumor, Mac Miller, King Krule ed altri che nemmeno mi ricordo. Insieme a loro si unisce un Mac DeMarco che ha sempre scalpitato nelle playlist di rock alternativo e nei consigli delle Discovery Weekly di Spotify. Il titolo del suo album è 2 ed è veramente un bel lavoro. L'ultimo dell'anno è un consiglio di un amico che sinceramente non aspettavo, tanto che io me stavo a fa i cazzi mia e stavo a piagne sul video All Totti -> Cassano goals. L'ultimo album dell'anno è Untitled (Rise) di Sault. Ok. È stata veramente tanta musica. Quindi metto in chiaro le cose: stavolta voglio essere selettivo e critico, cercherò di fare un ottimo lavoro. Soprattutto di scrittura che oramai dovrei essere diventato uno scrittore di alto calibro, data la mia esperienza (looooool). Ok dopo le chiacchiere possiamo anche dedicarci alle migliori, ma non tanto, canzoni che mi hanno impressionato nel corso del 2020. Queste sono le belle fino a na certa, perché ce so state certe che so state popo che mejo. Scusate mi è partito il romanaccio pesante. Queste sono le grandi escluse dell'anno. Partiamo. Di nuovo. Però aspettate. Perché quest'anno è diverso. Sennò è sempre la stessa minestra sempre. Volevo fare un'altra premessa, perché alla fine ci sta dai. È difficile descrivere qualcosa di veramente bello che si fa fatica a toccare. La bellezza spesso e volentieri la si percepisce visivamente, ma nel caso della musica si ha una sensazione diversa. L'impatto visivo fa molto, in un oggetto si ha come un colpo di fulmine il più delle volte. Anche se lo si può descrivere come un piacere materiale. Nelle persone è uguale. Volgarmente si dice "l'occhio vuole la sua parte". La bellezza visiva, quindi materiale, la si percepisce subito, secondo degli standard personali che variano da persona a persona, si ha come una sorta di giudizio ottico sulla persona x che si ha davanti. Nella musica non è così. O per dire, è raro un evento del genere. Trovo difficoltà nel definire una canzone bella, ma bella bella bella, subito. Devo trovare del tempo da dedicargli, ascolti su ascolti, e soprattutto devo essere attaccato sentimentalmente. In che senso, potreste domandarmi. Vi spiego. Quando avvengono determinati eventi, durante l'ascolto di una canzone, è molto facile relegare quel ricordo passato con quella traccia. Ecco perché spesso e volentieri ci sono i tormentoni estivi. Dato che nel periodo estivo, la stragrande della popolazione è impegnata in vacanze e ferie, e quindi ad avere un maggiore benessere fisico, mentale ed emotivo si ha come una sorta di scintilla che scocca nella persona. Canzone apparentemente bella a ripetizione + sto bene + mi capitano cose = canzone dell'estate 20**. Che poi i tormentoni estivi siano tutti uguali, di facile ascolto, con una scarsa voglia di fare qualcosa di nuovo, è un fatto alquanto discutibile, però è così da anni, quindi acab. Insomma, il valore affettivo che si dà ad una canzone varia dallo stato d'animo anche. La bellezza della canzone la si percepisce ascoltandola nei giusti momenti, senza che debba essere ascoltata esageratamente e diventare un'ossessione che si ripete fino allo sfinimento. Vedi i tormentoni estivi appunto. Definire una canzone bella e soprattutto avere un legame personale con dei ricordi è difficile. Difficile ma non impossibile. Io sono qui a parlarvi di questo. A mettervi di fronte a brani belli, personali o rilegati a ricordi. Tutti e tre i casi posso anche coincidere in un una traccia e lì probabilmente arriverebbe ad una canzone nella top 20. Quest'anno non siete pronti. Nemmeno io. Dai si parte. Gennaio. Lolo Zouaï. Blue. Lolo Zouaï. Caffeine. Lolo Zouaï l'ho scoperta grazie a quel genio di Blood Orange. Ah dimenticavo. Lolo Zouaï, Blood Orange. Jade. Bombissima! Torniamo al commento di Blue e Caffeine. Dopo una collaborazione tra i due nella traccia Jade, mi sono incuriosito di questa ragazza. Le due canzoni che ho tenuto a citare le prendo come esempio davvero calzante e rappresentativo di questa artista. Lei sa scrivere e cantare in maniera tale da essere divertente ma anche riflessiva. Lei è davvero brava, le produzioni ci stanno ma non ho fatto il salto dalla sedia dopo averle ascoltate, adoro il suo modo di cantare metà inglese e metà in francese. L'album è un bel prodotto, è divertente e frizzante, delle volte come in Blue l'atmosfera prende una piega diversa e Lolo si mostra più introspettiva. Poi ha la mia stessa età, quindi gli auguro di crescere artisticamente e di continuare su questa strada, perché sta facendo davvero bene. Stelvio Cipriani. Mary Theme. Non so come ci sia arrivato fino a qui, ma questa musica mi piace un casino. 070 Shake. Guilty Conscience. L'album di 070 Shake è stata una sorpresa che mi ha deliziato lungo l'anno. L'unica pecca anzi due/tre pecche, sono stati i singoli usciti quasi l'anno prima per poi finire in questo splendido Modus Vivendi. Non perché abbiano fatto cagare all'uscita (Morrow e Nice To Have insieme, poi successivamente Under The Moon) però me le ero spolpate a tempo dovuto e avevo già un'idea e un giudizio a riguardo. Ma dopo il CD, tutto è cambiato. Ho rivalutato le tre tracce, ma ho anche goduto nel sentire le nuove. Questa traccia è una bomba RnB new gen. È l'evoluzione completa e l'unione tra musica elettronica anni '80, rap, trap e pop. La cosa più bella che ricordo di questa traccia che addirittura quando la misi in auto mia madre cominciò a canticchiarla. Sono soddisfazioni. Uscì come singolo e ricordo di essermi innamorato al primo ascolto. Ha tutto questa traccia. Ha dei cambi di stile e genere repentini che riescono ad essere uniformi. Poi 070 Shake ha una voce forte e all'altezza di questa strumentale imprevista. C'è anche da dire che non è la mia preferita dell'album. C'è n'è una che mi manda fuori di testa. Hayley Williams. Simmer. Dopo una carriera con i Paramore, Hayley Williams fa un lavoro solista che anticipa l'uscita di tre ep che formano un album: Peral For Armor. Ero in estasi. Dopo aver ascoltato questo singolo ero sempre più impaziente di tutto l'intero lavoro, ma sapete com'è, l'hype è un'arma a doppio taglio e da ascoltatore sto capendo che è meglio non farsi accecare dalle anticipazioni prima del lavoro finito. L'esempio che sto parlando ora è davvero pertinente, perché da che non avevo idea di cosa avrebbe potuto offrire la forever young di Meridian, ad apprezzare soltanto una al massimo due canzoni dell'intero album per "colpa" dell'effetto singolo. Sono cosciente che tutto l'album è valido, ma inizialmente questa traccia la ritenevo di uno spessore davvero notevole in confronto alle altre. Musicalmente parlando è quella che mi ha colpito più di tutte. Non intendo dire che è un lavoro da buttare, ci sono canzoni bellissime, che col corso del tempo ho apprezzato sempre più. Però quell'effetto alone maledetto di quel singolo mi ha offuscato non tanto il giudizio, ma ha condizionato fortemente il mio approccio con tutte le altre tracce. Nei mesi di ascolto successivi ho apprezzato sempre più tracce, ma ci tenevo a mettervi qui un esempio e spiegarvi perché sono contro i singoli da quasi sempre, e le poche volte che mi faccio abbindolare poi alla fine finisce che divento deficiente con due neuroni che giocano a tresette nel mio cervello e non capisco più niente di musica. Ora vado ad ascoltarmi Ozuna a palla, ciao. Hayley William. Roses/Lotus/Violet/Iris Hayley Williams. Sugar On The Rim Pensavate che avessi finito con Hayley, eh? Comunque col passare dei mesi sono riuscito ad ascoltare meglio Hayley ed apprezzare sempre più le sue diverse tracce. Queste le ho addirittura definite migliori di Simmer andando sempre avanti con gli ascolti. Inizialmente, come avevo anticipato, uscirono tre ep che preannunciavano l'uscita dell'album a maggio. Queste tre tracce sono le migliori he ascoltai dei tre lavori usciti in anticipo. Le diverse sfumature tra le tracce, i vari mood che Hayley trasmette di minuto in minuto. Cambia davvero in maniera inaspettata. Nei tre diversi ep, ho sentito diverse parti di se stessa esposte. Non ha voluto dare una sola impressione musicale e lirica, ma ha cercato di dare mille volti ai tre mini lavori che hanno composto questa armatura di petali. In Roses/Lotus/Violet/Iris musicalmente è molto soava e ti invita ad una nottata sul letto con le luci soffuse o meglio ancora spente. In Sugar On The Rim è un'esplosione di vivacità che a tratti è quasi irriconoscibile. Addirittura ho sentito amici che la paragonavano a Madonna. Non è proprio così, però lo prendo e lo appunto nel taccuino dei complimenti di Hayley. Questo è solo l'antipasto. Vediamo a maggio cosa ci caccia fuori. Aspettiamo la primavera e Petal For Armor. Roméo Elvis. Chocolat Metto quella più emblematica. Allora. Partiamo con ordine. Roméo Elvis è il fratello maggiore del mio amore Angèle. Chi è Angèle? Grave mancanza. In caso vai nella mia nota del 2019 per scoprire chi è. Oppure vai su Wikipedia e ciao. Insomma dopo aver ascoltato la sorella Angèle, sono passato a capofitto nell'ascolto di questo gigante belga che rappa come un mostro. Lui spacca e tutto l'album, Chocolat appunto, è divertente e avvincente. L'ho ascoltato con molto piacere per svariato tempo, complice anche il mio fresco amore per il francese nato l'anno prima. Non voglio scendere in dettagli ma questo pezzo è rappresentativo. Ascoltatelo che ne vale la pena. Swing. N. Di nuovo. Grazie ad Angèle conosco anche questo artista niente male, che mi ha fatto davvero piacere ascoltare anche dal vivo. Questa traccia oltre a entrare nella visione dell'artista del razzismo, vissuta in prima persona, è un pezzo davvero ben strutturato musicalmente. RnB fatto divinamente, il testo è un bella botta introspettiva di Swing. N sta per Negro appunto. Il risultato è splendido, un lavoro fatto fatto davvero bene. Null'altro da aggiungere. The Weeknd. Blinding Lights. The Weeknd. Heartless. Mi ero ripromesso di non ascoltarle. Ma in radio non passava altro. Che ho fatto io a quel punto? Mentre passava in radio Heartless, io mi sparavo Blinding Lights nelle cuffiette. Poi dopo qualche mese dall'uscita hanno messo in rotazione l'altra ed io niente, ormai le sapevo quasi a memoria entrambe. Evoluzione perfetta del pop. The Weeknd sta facendo il salto di qualità, ed ancora non è uscito il disco. Febbraio. Lil Nas X, Nas. Rodeo. Lute. GED. Lucia Manca. L'ultima Sigaretta. Sapete che non ricordo minimamente come ho conosciuto e scoperto Lucia Manca. Non ho la minima idea. Però sta di fatto che ascoltandola mi sono accorto che la scena pop italiana ha molto da dire. Lei è un'artista di tutto rispetto, anche se i numeri mentono. Infatti il suo Spotify ha dei numeri davvero bassi di ascolti per quanto sia caparbia e molto facile all'ascolto. Le sue strumentali sono curate con un accenno e influenza dal mondo jazz, soul, RnB. Addirittura cade nel pop più recente, davvero ben fatto. L'ultima sigaretta è una traccia che mi ha fatto disperare ma che mi ha fatto amare ulteriormente questo tipo di testi. Non mi stancherò mai di ascoltare ed apprezzare prese a male sottoforma di canzone. Poi è veramente fatta di Cristo, cioè ascoltatela e basta. Non ci sono altri giri di parole. Ma poi che giro di basso ha? Lucia Manca. Eroi. Anche questa è un'altra traccia di Cristo. Altro giro di basso incredibile. VIENI, VIENI, VIENI VIENI A FAR L'AMORE INSIEME A NOI SIAMO TUTTI QUANTI DEGLI EROI Toro y Moi. Buffalo - Live Uno spettacolo. Ho visto anche il video per intero di questo live. Il concept è "copiato" volgarmente detto, ma a me piace dire così: dato che Toro y Moi è un grande fan dei Pink Floyd, ha voluto omaggiare con un tributo il live a Pompeii, appunto, della band rock psichedelica che ha trovato maggior successo negli anni '70. Il live è strutturato similmente: una presa diretta con un carrello circolare, dove all'interno di questo cerchio c'è Toro y Moi e la sua band che lo accompagna. Il posto è diverso. Invece di Pompeii ha scelto Trona, un quartiere della contea di San Bernardino in California. La location è diversa a quella proposta dai Pink Floyd: il terreno composto da terra battuta, incavata in un'arena fatta di rocce bianche, risalenti all'epoca dei Greci, immersa in un contesto verde. Nel caso di Toro e in quel di Trona, il posto è completamente terra e roccia. Una predominanza della scala di marroni e aranci che alla visione sono rilassanti e suggestivi. Entrando nel particolare della performance, le tracce sono dei pezzi vecchi riproposti in versione dal vivo e sono davvero spettacolari. Toro y Moi l'ho scoperto qualche anno prima con alcune tracce e mi ha sempre più conquistato con quel suo non so che di particolare. Lui ha uno stile tutto suo. È molto influenzato da quel mondo dove ha voluto dare un tributo, ha una base artistica ben definita da artisti di grande calibro. L'influenza della componente psichedelica è la chicca che lo fa risaltare alle mie orecchie. Poi è troppo carino e coccoloso. Buffalo di per sé è una canzone ben fatta, ma ce ne sono davvero tante altre che ho apprezzato dell'esibizione a Trona. Divina, What You Need, Lilly, JBS. L'album è un must del genere. Vale la pena ascoltarlo e vederlo mentre si esibisce in quel deserto di terra e sculture naturali di rocce. Unica parola che racchiude tutto: spettacolo. Christine and the Queens. People, I've been sad. Dire che CATQ (non mi va di scrivere tutto il nome) è brava, è davvero riduttivo. Ho avuto modo di scoprirla con un'esibizione nello show Colors, un canale YouTube che fa cantare live degli artisti, solitamente non tanto famosi, con degli inediti. Il senso del canale è quello di far risaltare dei talenti che hanno poco spazio e li lanciano con dei pezzi. Sono capitati anche grandi nomi come JID, Jorja Smith, Billie Eilish (tipo 3/4 anni fa), Lous and the Yakuza, Black Pumas, insomma tanti bei nomi. Vedendola esibire negli studi Colors, ho scoperto che ci mette anima e cuore quando canta e vi dico e straconsiglio di recuperarla quella performance. Lei vive di musica. Guardatela. Non ve ne pentirete. Tei Shi, Blood Orange. Even If Its Hurts. Al momento skippate al commento successivo. Poi quando sarete arrivati ad un certo punto, tornerete qui. Sigismondo. Poi capirete. La traccia è splendida, l'ho scoperta probabilmente grazie alla discovery weekly che Spotify mi aggiorna ogni settimana. I due sono perfetti insieme, tanto da sembrare una coppia di fatto. Ritmo che entra dentro le vene e ti fa cantare soavemente e ballare come un hippy sotto effetto di una droga bellissima: l'amore. Questa me la potevo risparmiare, è uscita fuori una merda. Al contrario di questa traccia. Mi lascia senza fiato questo duo. Ok tornate al continuo del commento precedente. Nella barra "cerca" o "trova parola" mettete Ugo. Jackboys, Travis Scott, Don Toliver. What To Do? Dopo che la Dreamville ha fatto uscire nell'anno precedente un album dove raccoglieva canzoni di tutti cantanti dell'etichetta ed anche apparizioni di altri rapper e artisti di tutti gli States, ci hanno fatto un pensierino anche i ragazzi di Travis Scott. Insomma i Jackboys sono il progetto di Travis Scott per far risaltare la sua etichetta. Questa è la mia preferita dell'album, ma rimane qui. Infatti ne parlo poco. Ciao. maye. My Love Donny Hathaway. Little Ghetto Boy Donny Hathaway. I love you more than you'll ever know. Donny Hathaway. Someday we'll all be free Ascoltare e recuperare Donny Hathaway è stato necessario. È un pilastro fondamentale del suo genere, ed ogni sua traccia ha sempre qualcosa di particolare. La fortuna ha voluto che io sia curioso di sample nei beat e che ci sbatto la capoccia in canzoni di altre epoche ed altro generi. Grazie a Dio non me faccio li cazzi mia quando se parla de musica. Thank you. Roosevelt. Montreal. Non riesco a smettere di ballare. Tame Impala. Borderline. Tame Impala. Is It True. Tame Impala. Breathe Deeper Potrei mettere tutto Slow Rush e parlarne apertamente, ma mi limito a qualche traccia. Tame Impala, dopo svariati singoli, torna sulla scena con un album che sa veramente di qualcosa che non ha mai fatto. Il suo timbro è riconoscibile, però si tratta di sfumature impercettibili che mi fanno innamorare sempre di più del suo stile. Lui, sempre più autonomo, dato che i suoi ex componenti sono usciti dalla band, sembra aver sempre più controllo delle sue azioni e sa perfettamente cosa fa. Un musicista del genere che nei giorni nostri è sempre più difficile da trovare, fa davvero riflettere. Abbiamo nelle mani pochi musicisti di grande spessore (e nel calderone ci butto anche Blood Orange, perché è il primo che mi è venuto in mente) ma si trova gusto nell'ascoltare solo quella musica poco curata, spesso simile e ridondante perché è facile o di moda. Non dico che sia complicato ascoltare Tame Impala, e nemmeno che sia di nicchia, però è da valorizzare un artista del genere. L'album, perché dobbiamo parlare dell'album adesso, è un concept davvero interessante. È incentrato sul tempo e sullo scorrere dello stesso. Le varie tracce sono tutte fotografie che fermano il tempo e lo incorniciano sulle pareti di casa Parker. Ogni canzone è particolare a suo modo. Dai singoli fino a quelle meno ascoltate. Nello specifico, Breathe Deeper la vorrei omaggiare, perché ho un bel ricordo di un viaggio insieme ad un amico. L'uscita dell'album è coincisa nello stesso periodo di intraprendere il mio viaggio a Copenhagen. Che dire. Ho avuto una sorta di soundtrack per tutto il viaggio con quel jingle del ritornello per quasi tutto il viaggio. La traccia ha più riprese e diversi ritmi che variano e mi fanno viaggiare. L'inizio infatti ha un intro che accenna un pianoforte timido, una batteria che regna e che viene accompagnata dalla voce di Kevin e subito viene inserito un giro di basso che completa il tutto. Il ritornello torna il pianoforte, che si prende la scena e diventa il protagonista. Poi una seconda strofa molto simile alla seconda, musicalmente parlando. Di nuovo ritornello con questo spettacolo di pianoforte che me lo metterei a casa e quando c'ho voglia gli dico a Kevin di suonarlo, vaffanculo che spettacolo. Riverberi. Riverberi su riverberi. Poi. Si blocca tutto. Solo il pianoforte con un tamburo sotto. La musica continua ad evolversi fino a scoppiare in uno scintillante tripudio musicale. Estasi completa. Poi alla fine uno skit che è spezzato per metà. Entrambe due canzoni che spero siano demo che un giorno farà uscire. Topgunn, Fouli. Detaljen. Durante il mio soggiorno a Copenhagen ho avuto modo di scoprire, mentre ero in qualche locale, questa traccia che spacca. Non capisco che cazzo stanno dicendo, ma mi piace un casino. Potete percepire che sto ballando anche se non mi vedete. The Weeknd. After Hours. Ma è possibile che uno, di così grande notorietà, faccia uscire una traccia simile come singolo? Sono senza parole. Generic Animal. Como By Night. Dopo due album che ho ascoltato allo sfinimento ed ho apprezzato ogni sua sfaccettatura, Generic Animal torna sulla scena musicale con un album che mi ha conquistato man mano che l'ho ascoltato. In Como By Night ho trovato splendido l'inizio dell'album in questa maniera. Ma poi soprattutto ho amato alla follia il fatto di trovare al coro una Joan Thiele spettacolare. Inizialmente nemmeno la conoscevo, non sapevo chi fosse. Non me ne ero proprio accorto nei primi ascolti di questo coro. Lei splendida. Luca, Generic Animal appunto invece è sensazionale. Marzo. Anna Wise, Little Simz. Abracadabra. Anna Wise non sapevo chi fosse prima di ascoltarla. Però prima di raccontare la musica torno indietro nel tempo. Teoricamente l'avevo già ascoltata, anzi l'abbiamo. Perché parlo in plurale? Avete ascoltato To Pimp A Butterfly di Kendrick Lamar. Si? Bene. No? Malissimo. Lei la troviamo in un paio di canzoni, precisamente in Institutionalized e These Walls. Tralasciando questo cenno storico non poco marginale, torno a parlare di questo album e questa traccia nello specifico. L'album è uscito nell'anno precedente, uno dei tanti album che mi sono perso nel 2019. Il titolo As If It Were Forever è stata una bellissima scoperta ma soprattutto un grande recupero. Metto qui questa canzone con Little Simz perché non conoscendo entrambe, ho percepito molta caratura da ambedue le artiste. Non sapendo molto delle due giovani ragazze, mi hanno sorpreso davvero molto. L'album è una chicca del suo genere e questa traccia per me è la punta di diamante. Però non è l'unica bella dell'album. Spulciatelo così da non farvi trovare impreparati. 9 Marzo 2020. [•••] Bring Me The Horizon, The Lights. Crucify Me. Dopo le varie uscite dell'anno, decisi di tornare indietro nel tempo e recuperare altra roba in sospeso. È stato il turno di There is a Hell, Believe Me I've Seen it. There is a Heaven Let's Keep it a Secret dei Bring. Un recupero fondamentale per quanto sia innamorato di questa band ormai da anni. Per molti potrebbe essere soltanto un pezzo dove si strilla e non si capisce nulla. Ma io sto qui per farvi addentrare anche in questo genere di musica. Perché strillano? Perché Oliver Syke urla? Partendo dal presupposto che il titolo della traccia, tradotto, è crocifiggimi, non può che non essere una canzone poco stabile. Il messaggio, che la band con la musica ed Oliver con la voce, è riuscire a far capire all'ascoltatore cosa provano. Un pezzo che inizia dolcemente, con un assolo di chitarra paradisiaco, ma che viene interrotto da una burrascosa batteria aggressiva, con lo stesso giro di chitarra ma molto più demoniaco rispetto agli inizi. Le prime parole: "Crucify Me". Uno scream quasi growl per farci entrare nell'ottica di Oli. Si figura crocefisso con nessuno attorno. Un'anima che si è dannata e rovinata da sola. Oli spiega senza troppi fronzoli i suoi problemi introspettivi e butta fuori mostri che fanno paura. Tutta la canzone è quasi una corsa contro la morte che è dietro l'angolo. Oliver sà che sta andando incontro ad un brutto destino e la sua vita non sta andando alla perfezione. I problemi del cantante sono ben noti ora (forse in quei tempi non si sapevano), nel lontano ormai 2010 ancora non li ascoltavo questi pazzi. Insomma, cercando qui e lì, documentandomi ho trovato i vari problemi di Oliver nel corso degli anni. Diciamo che prima di questo album il frontman dei Bring era dipende dalla ketamina e negli anni successivi è entrato in altri giri di droghe fino alla depressione. Crucify Me è un uragano dentro Oliver Syke che è passato ed ha lasciato i resti di una persona ferita, incompleta ed infelice. Il cantante non ha mai smesso di cantare in growl/scream per far intendere a pieno il suo stato d'animo, le sue emozioni e la sua instabilità, fisica, mentale e psicologica. Il contrasto con Lights, che sembra calmare le acque, in realtà ci fa capire che la calma di lei è ben lontana dal resto della traccia. Oliver penso abbia messo tutto se stesso, si è denudato ed ha tolto il suo strato di pelle più duro ed ha mostrato tutte le sue debolezze ed incertezze. Un pezzo del genere è discutibile per quanto riguarda il genere, perché può non piacere. Però il testo e per come viene espresso, non si discute. È un maestoso pilastro dei BMTH e del loro repertorio. Ha degli accenni elettronici che fanno intendere ancor di più l'instabilità di Oli. Le voci sotto (i cori) che risuonano sembrano le voci nella testa del cantante. La parte conclusiva di Lights va a braccetto con l'ending di Syke. "I am the ocean, I am the sea There is a world inside of me" Una frase detto allo sfinimento dal cantante di Sheffield, con voce sofferente e commossa. Alla fine subentra un canto di lei che viene accompagnato da una chitarra acustica, ed un coro angelico che arricchisce il tutto e chiude l'incubo atroce durato per quasi tutto il brano. Jhené Aiko. Triggered (freestyle). Jhené Aiko. Speak. Swing, Angèle. S'en aller. Dopo averlo ascoltato live, ho avuto modo anche di ascoltare il suo album e trovare questa bellissima perla insieme al mio amore Angèle. Splendida. Caribou. Home. Caribou. Never Come Back. Caribou. You and I. Non sapendo chi fosse minimamente Caribou, ho deciso di ascoltarlo perché molte persone acclamavano il suo ritorno sulla scena come se fosse un evento raro. Infatti dalla sua discografia si può vedere principalmente che compone da almeno 20 anni e soprattutto che i suoi lavori sono divisi tra loro da minimo un paio d'anni di differenza. Cioè alcuni soltanto 2 anni, altri addirittura 5 anni. Insomma mi metto all'ascolto, perché tanto alla fine non c'ho un cazzo da fare. Inizialmente non mi aveva detto niente. Poche canzoni mi erano "piaciute" ma non ero del tutto convinto. C'è da dire però che io non ho mai ascoltato approfonditamente questo genere, quindi purtroppo avevo nel mio repertorio una grossa lacuna che stavo per colmare pian piano con gli ascolti. Il suo effetto però avvenne nei mesi successivi. Perché infatti gli diedi molti più ascolti nei mesi dopo e rivalutai il mio giudizio a riguardo. Da album "meh" a "porca troia quanto cazzo è bella questa". Le tre che ho messo sono le mie preferite. Quella che più adoro forse è Never Come Back, mi fa ballare troppo. Ma anche Home non scherza. Album rivalutato. Pezzi bellissimi. OutKast. Da Art of Storytellin' (Pt.1). Recupero degli OutKast che è stato doveroso, ma soprattutto è stato bellissimo trovare il sample che ha utilizzato anche J.Cole in Land Of The Snakes. Bello spunto che ha preso Jermaine e soprattutto bellissimo pezzo degli OutKast. Nitro, Joan Thiele. No privacy / No caption needed. Conosco Joan Thiele così. Anche se indirettamente. Perché non sapevo chi fosse prima d'ora. Poi ci pensò anche un mio amico a indottrinarmi. Ma quanto è magnifica lei? Grande Nitro, thanks bro. Seekae, Flume. Test & Recognise Re-work. Che splendida traccia che mi ha fatto scoprire ***********. Wow! Certo che Flume spaccava anche qualche annetto fa eh. Ohashi Trio. Lotus. Boh, mi è capitato di ascoltare da non so dove questa traccia. Dai è veramente bella, non accetto che mi dite che fa cagare. The Mohawks - The Champ Il caso mi ha fatto trovare ed ascoltare questa traccia, dove ho trovato un campionamento delle voci di questa traccia, alle voci choppate in Nikes di Frank Ocean e altre tracce sicuramente. Però l'impatto mi ha fatto davvero molto. Ariete. Quel bar. Dopo l'insistenza di un mio amico, ascolto Ariete e c'è da dire che non è niente male. Bartolini. Non dirmi mai. Personalmente amo il genere che propone Bartolini in questa traccia. Mi ricorda un sacco i Rooney e i Kooks. È un sound che mi piace da quando sono piccolo e averlo trovato in una proposta italiana, accresce la mia felicità e l'orgoglio per gli artisti italiani. Alcuni, perché altri sono delle merde che ripropongono sempre la stessa merda riscaldata da merda bollente. Fate schifo, fate roba bella, innovatevi! Kaytranada, Shay Lia. Chances. Caballero, JeanJass, Roméo Elvis, Slimka. Un Cadeau. Roméo Elvis è una bestia. Ma che beat pazzesco è? Fuori di testa. Toro y Moi. Baby Drive It Down. The Weeknd. Too Late. The Weeknd. Faith. È stato un periodo nero marzo 2020. Tutti gli artisti hanno avuto incertezze se far uscire i propri lavori, non sapendo se avessero fatto successo e sarebbero stati acclamati. Un 80% se non 90% di progetti sono stati rinviati o rimandati, alcuni anche cancellati. Ma c'è stato un solo artista che ha fatto uscire il suo album nel momento meno opportuno per tutti. Anzi forse due. Parlo di due pezzi grossi, mica spicci. Uno è stato appunto il mitico Abel Tesfaye, in arte The Weeknd. L'altra è... Ve lo dico dopo. Un album che ha pochissime pecche, anzi no, dai. Ogni traccia è un enorme mattone dove The Weeknd ha costruito la sua identità e la sua notorietà. Senza dubbi potrei dire che è il migliore disco pop dell'anno, con delle bellissime sfumature in alcune canzoni. In Heartless si presenta un beat talmente pesante e strutturato da bassi imponenti che ricorda un beat hip-hop. In Blinding Lights invece c'è un forte richiamo alla musica dance anni '80. Il CD è strutturato di Cristo, i produttori e collaboratori di Abel hanno fatto un lavoro con i controfiocchi e meritano tutto il successo che hanno avuto lungo l'anno e spero se lo godano per tanto. In altre tracce come appunto Too Late e Faith, ho avuto modo di scoprire una nuova versione di The Weeknd con dei suoni diversi da quelli che mi aveva abituato. In Faith ho conosciuto un aspetto del cantante fuori di controllo e in preda alla dipendenza delle droghe. Fin da subiti è esplicito e spiattella la sua condizione psicologica e mentale. Abuso di sostanze stupefacenti che hanno conciso con la sua perdita della fede nella religione. L'abuso di droghe è anche ripetuto per tutto l'album, soprattutto in Heartless che la precede. Heartless ha come lo scopo di fare da intro per far intendere all'ascoltatore lo stato fisico ed emotivo del cantante. In Heartless ha uno sfogo emotivo che viene attenuato dall'utilizzo di droghe di ogni tipo. Poi l'apoteosi è stata anche nel rendere il personaggio invincibile, perché senza cuore ed in preda ad un raptus che per mano delle droghe lo fa sentire sul tetto del mondo. Tutto questo con l'aiuto di uno splendido video che ha accompagnato la canzone nel rilascio ufficiale. Faith ha anche un grande privilegio, è la traccia che è di intermezzo tra i due singoli di maggior successo, ovvero Heartless, che ho appena accennato, e Blinding Lights. E i collegamento tra le tre ci sono, come in tutto l'album. Tra poco spiegherò meglio. Anche se questo brano è in mezzo a due delle più ascoltate e blasonate canzoni di The Weeknd, ha la particolarità di essere un'immersione introspettiva nel periodo buio del cantante. La traccia ha quasi due facce, quella che la collega all'insensibilità di Heartless, ovvero una parte 2 del suo abuso, fino alla conclusione: l'arresto. L'outro, ovvero la parte finale, è uno spettacolo. Riesco a sentire le sirene di sottofondo che si offuscano con le parole sfinite si The Weeknd che viene portato via dalla volante. Tutto ciò è il racconto della vicenda capitata alla popstar nel 2013-14 a Las Vegas. Il tutto è documentato proprio da una sua intervista. Musicalmente Metro Boomin e Illangelo hanno ricreato uno scenario completamente cupo e disperato, tanto quanto le parole di Weeknd. Il connubio produzione e canto è fondamentale in tutto l'album, così come per questa traccia che ti porta nella notte folle di Abel. I temi che vengono spesso citati dall'artista sono ridondanti in tutto After Hours, ha dei collegamenti che rendono tutto l'album un favoloso intreccio raccontato in prima persona. La cosa che ho amato è stata proprio questa. L'abilità nella scrittura di Abel e sicuramente di altri suoi colleghi, nel ricreare una storia e di collegarla interamente per tutto l'album. Sembra quasi un libro. Ed io ho adorato leggerlo. In Blinding Lights collega appunto il finale di Faith, infatti durante l'arresto ed ancora sotto effetto degli stupefacenti vede queste luci che lo accecano. Blinding Lights appunto. Parlerei per ore di questo album. Di quanto sia ben scritto e ben strutturato. Collegato benissimo. Musicalmente ottimo. Però non sto qui a parlarvi soltanto di bellezza. Vi parlo anche di emozioni. Ok questa potevo risparmiarmela. Childish Gambino, 21 Savage, Ink, Kadhja Bonet. 12.38. Childish Gambino. 19.10. Mentre tutti erano spaventati a far uscire qualcosa, per la paura dell'insuccesso, torna sulla scena un Childish Gambino ispirato e super in forma. Inizialmente ero in hype e vedevo tutto rose e fiori, però a lungo andare le canzoni di Bino non me le sono ascoltate più di tanto. Di questo me ne pento, perché dopotutto è stato un lavoro bello sofferto, dato che viene da anni di inattività e di rumor sul suo probabile ritiro dalla scena. I pezzi che più ho apprezzato sono i due appena citati, soprattutto il secondo, che ha un attacco spettacolare e uuuuuh! Uuuuhhh! Yeah yeah yeah! Ah! Sto ballando mi dispiace non vi sentooo! You're so gorgeous! J-E-T-S, Muzi. Vula. J-E-T-S, Theophilus London. Come Alive. J-E-T-S, Zack Slime Fr. Slimeball Ma chi cazzo sono sti pazzo ragazzi? I J-E-T-S sono due produttori, Jimmy Edgar e Machinedrum. Il nome del duo sono le iniziali dei loro nomi e cognomi. Il nome di Machinedrum infatti è Travis Stewart. Un Ep clamoroso il loro, una più bella dell'altra. Collaborazioni anche con bei nomi. Sound inusuale e curato al dettaglio. Questi stanno fuori di testa. E mi piacciono un casino. Ora qui apro una piccola parentesi, perché devo rendergli omaggio. Anche se non ho apprezzato fino in fondo, posso dire che nel complesso l'album di Dua Lipa, Future Nostalgia è davvero ben fatto. Non ho una traccia che mi ha colpito fino a farmene innamorare, però come dicevo prima di The Weeknd, i due artisti, sapendo dell'emergenza mondiale, hanno fatto uscire lo stesso un album. Due album che per me sono i migliori parlando di pop/commerciale. Poi come notorietà di artisti hanno dato un grande messaggio a tutti. Potevano benissimo fallire ma nel periodo che nessuno, ripeto, nessuno ha voluto rischiare, loro sono usciti con nuova musica e soprattutto di qualità. Dua ha avuto una forte impronta dance anni '80, '90 e ha reso Future Nostalgia un grandissimo album. Grande Dua. Sei bella e brava. Sneazzy. Non Stop. Aprile. Thundercat. Funny Thing. Thundercat, Ty Dolla $ign, Lil B. Fair Chance. Thundercat è un fenomeno con il basso. Ma anche con la voce mica scherza. Insieme a Ty e Lil B fa un pezzone che mi fa rilassare. Un pezzo chill che ti entra dentro e fa fatica ad andarsene. L'album, It Is What It Is è stato fondamentale. Dopo le uscite di due nomi grossi come The Weeknd e Dua Lipa, doveva seguire qualcosa di nuovo che aprisse orizzonti a nuova musica. E così ad aprile incominciarono ad uscire sempre più roba. Partynextdoor. Trauma. Partynextdoor. Savage Anthem. Partynextdoor. The News. Partynextdoor. Split Decision. L'album di Partynextdoor è stato incredibile, infatti non riesco a decidere quale sia la più bella, dato che sono tutte bombe. Claver Gold, Murubutu, Giuliano Palma. Paolo e Francesca. Claver Gold e Murubutu hanno deciso di fare qualcosa insieme, ed hanno fatto uscire un lavoro che trasuda bellezza e richiami letterari. Infatti l'album è intitolato Infernum, un chiaro riferimento all'inferno di Dante. Infatti rendono omaggio dopo quasi 700 anni dall'uscita. 699 per l'esattezza. Le varie tracce sono dei veri e propri cammini che i due rapper hanno voluto ricreare come se loro si fossero messi le vesti di Dante e Virgilio. In Paolo e Francesca, la mia preferita dell'album ho trovato una canzone perfetta, sul punto di vista musicale. Possono essere discutibili i gusti, per esempio se non piace la voce di Murubutu o di Claver Gold. Però il risultato ed il contenuto vale più ogni gusto oggettivo. La ciliegina della torta è un Giuliano Palma che è perfetto per la parte del ritornello. Paolo e Francesca (ora vi beccate questo cenno storico) sono due anime che incontrò Dante nel girone dei lussuriosi. Vennero scrutati fin da subito dal poeta perché i due, a differenza degli altri, erano uno accanto all'altro. Francesca nella vita terrena, era sposa di Giancotto, fratello di Paolo. I due palesarono il loro amore clandestino con un bacio. Giancotto quando scoprì la loro relazione, uccise entrambi. Oh, v'ho fatto un riassunto in quattro righe, voglio un bel 9 sulla sintesi. Nel ritornello c'è la massima espressione del messaggio d'amore di Paolo e Francesca, tradotto dai due rapper e il grande Giuliano Palma. "Resta con me anche se non c'è un domani Resti per me Il migliore tra i peccati Dopodiché voleremo tra i dannati Persi dentro un cielo eterno Al centro del nostro universo Io muoio di te Io muoio di te [•••]" Twinsmatic, Dinos. Sevenoclock. Twinsmatic, SCH. X2. Continuerò a dirlo: i rapper francesi sono bestie. Anzi anche i produttori. Porca troia che roba! Mahmood. Rapide. Sinceramente non lo avrei mai detto. Non va tanto su perché è dell'anno prima ed anche perché non l'ho pompata abbastanza. Però come anticipavo, non mi sarei mai aspettato di cambiare idea su questa traccia uscita e fatta spopolare subito nelle radio. Io l'avevo già snobbata, ma poi mi sono ricreduto. Una delle sue migliori canzoni, senza dubbio. Francesca Michielin, Giorgio Poi. Leoni. La migliore dell'album. Non ci sono storie. Però no. Aprile è troppo presto. Rivediamoci più tardi. Flume, Toro y Moi. The Difference. Ma che pezzoneeeee! Che ha creato Flume. Ma anche Toro che ha fatto. Meraviglioso. Lomepal. Évidemment. Lomepal. Yusuf. Lomepal, Roméo Elvis. 1000°C. Lomepal. Flash. Lomepal. Ma cousin. Lomepal, JeanJass. X-Men. Dovrei mettere tutto Amina. Vabbè che ve ne parlo a fare. Non capirete mai. Philippe Katerine, Angèle, Chilly Gonzales. Lomepal. Palpal. Lomepal. Yeux Disent. Dopo aver spolpato per bene tutto Amina, decisi di non essere soddisfatto soltanto di quel lavoro. Così mi rimboccai le maniche e cominciai ad ascoltare altro del buon vecchio Lomepal. Il passo successivo è stato Flip. Un album che dalla cover può raccontare tutto, ma invece è tutt'altro. Lui è un appassionato di skate, da come si capisca dal titolo dell'album, passando anche per l'intro di Palpal, dove si sente il rumore dello skate e la sua caduta, ed infine nel titolo di un'altra traccia. Palpal mi ha fatto impazzire fin da subito, complice anche il video ufficiale, un corto sarcastico per quanto non banale. In Yeux Disent Antoine Valentinelli, nome dell'artista in questione, è molto più emotivo rispetto al pezzo che vi ho elencato per primo. Infatti la traduzione del titolo è "gli occhi dicono". Il testo è il racconto di un litigio con la sua partner dove lui si espone, focalizzando l'attenzione sui propri difetti, tra cui l'ego ed il lavoro che lo impegna tanto da trascurare la vita sentimentale. Le parole crude sembrano non tangere alla controparte, che la vede apatica, per nulla dispiaciuta o amareggiata. Ma gli occhi parlano. Il particolato che nota Lomepal è negli occhi lucidi. Questo litigio li porta a pensare e stare distanti per delle notti, tanto da farli dormire separatamente. Lui guarda su al soffito cercando risposte fino alle 5 del mattino. "J'ai cherché la réponse en fixant le plafond jusqu’à cinq heures Le genre de problème qui casse un cœur Merde" La notte come si suol dire porta consiglio, così Lomepal butta giù una barra che secondo me è la migliore del brano. "Elle est irremplaçable mais je m'en rendrai compte seulement quand elle sera partie On profite jamais de ce qu'on a" Tradotto: lei è insostituibile ma mi renderò conto solamente quando non ci sarà, non approfittiamo di quel che abbiamo. Nient'altro da aggiungere. Pezzone. Andrea Nardinocchi. Ridicolo. Laylow. Megatron. Laylow. Dehors dans la night. Laylow. Piranha Baby. Ma che cos'è? Beat pazzesco, nemmeno riesco a stargli dietro. Ma che scoperta è stata quella di Laylow?! Tutto l'album è completamente fuori di testa. Ha un sound che ti lascia incollato alle cuffie e a dimenarti come un tossico sotto effetto di LDS. Avete presente quei tizi che "ballano" ai rave, che vedono i draghi. Ecco. No, oltre gli scherzi, ha dei suoni ricercatissimi e cupi, un album spettacolare Trinity. Continua ad affermare che i francesi stanno un passo avanti, per quanto riguarda il rap. Per i bidet però no. Jamie XX, Romy. SeeSaw. Jamie XX. Obvs. Jamie XX. Just Saying. Jamie XX, Oliver Sim. Stranger in a Room Jamie XX, Romy. Loud Places. Ora sto qui a dirvi che sono un cretino e che avrei dovuto ascoltarlo prima questo progetto. In Colour di Jamie XX è un album che se non lo hai mai ascoltato, vuol dire che non stai sul pezzo. Può non piacere, non lo metto in dubbio, ma non si parla di questo. È un album che contiene l'evoluzione di un'artista e soprattutto compositore di uno dei più grandi gruppi di musica alternativa ed elettronica degli ultimi anni. Sono del tutto convinto che gli XX nello scorso decennio abbiano scardinato le gerarchie, si siano imposti sul mercato con una formula del tutto contraria alle logiche del mainstream. Quando si parla di musica alternativa contemporanea, non ho dubbi se non dare la medaglia d'oro a loro. Dopo questo popò di premessa parliamo nello specifico delle tracce in questione. Il recupero di In Colour è stato doveroso. Io ho apprezzato davvero tanto il lavoro di Jamie, come se stesse ad aggiungere altro repertorio al suo completamento da artista di grosso calibro. Compositore o produttore come preferite descriverlo, ha fatto un ottimo lavoro in qualsiasi traccia. In quelle che vi ho elencato sono state le migliori a mio parere. In due tracce c'è la presenza di Romy ed in una Oliver. Tutti e tre gli XX non hanno collaborato in un'unica canzone. Il pregio dell'album è nella produzione di alto livello. Si sente la mano di Jamie che favilla e che crea suoni innovativi ed unici. È come ascoltare un nuovo album degli XX ma con un'intensità diversa dai loro precedenti lavori. In Colour ha un'energia diversa, si sente la crescita del gruppo. Ma soprattutto quella di Jamie. J Rick. Gone. J Rick è un fenomeno è averlo scoperto mi ha reso migliore. Queste saranno le prossime parole che dirai appena ascolterai No Retreat No Surrender, album d'esordio per il produttore ed amico di Octavian, un altro artista che mi ha completamente sconvolto lo scorso anno. Che dire. Continuo alla prossima canzone dai. J Rick. Me & You. Ok, va bene tutto, ma questo no. Una strumentale del genere non l'ho mai ascoltata. Cioè sentite cosa cazzo è. Io appena mi sono messo ad ascoltare questo ragazzo pensavo stesse fuori di capoccia. Ed invece mi tocca ammettere che anche io sto fuori col cervello. Perché apprezzare questo ammucchio di robe è fantascienza. C'è sicuramente di peggio da apprezzare, tipo JPEGMAFIA, ma quello è un altro capitolo, ma qui, per quasi tutto l'album si era tenuto sulle sue. Aveva dimostrato di essere un buon produttore, ma con Me & You mi si fonde il cervello e mi metto a ballare a casa, perché porcodue con sto Covid non posso uscire. È stata una delle canzoni che ho spremuto fino all'osso in quel di Aprile. Mi metteva una carica addosso che sembravo tutt'altra persona. Mentre facevo esercizi a casa, perché ogni tanto li faccio, mi gasava un casino. Ha dei cambi di ritmo spaventosi e studiati. Poi dei suoni fantastici che sembrano esser messi a caso, ma fanno il loro porco dovere. Ogni volta che l'ascolto mi metto a ballare come un demente. E quindi niente, sto scrivendo mentre ballo You & Me. Se scrivo male è perché sto ballandoooo. Madame. Sentimi (prod. Crookers e Bias). Ghemon. In Un Certo Qual Modo. Madonna. Ma che ha partorito il mio Gianluca? Una delle sue più belle canzoni che abbia fatto. Senza dubbio. Ho seguito per filo e per segno tutta la preparazione dell'uscita dell'album. È stato bello sofferto, dato che aveva l'intenzione di farlo uscire nel equinozio di primavera, il 20 marzo. Ma dopo l'emergenza sanitaria mondiale, ha voluto aspettare e posticipare l'album al 24 di aprile. Un po come la stragrande degli artisti. Il risultato è stato ancor più hype dietro questo album completamente diverso dal precedente. L'evoluzione di Ghemon l'ho seguita anche leggendo il suo libro, un'incredibile e cruda autobiografia dove si è completamente spogliato da qualsiasi maschera. Dopo aver letto cosa ha passato negli anni scorsi, dopo aver letto di suoi trascorsi, relazioni, eventi, mi ha lasciato esausto. Il libro è l'oggetto che può farti sentire vicino Gianluca come nessun'altra cosa. Da fan, non avendo la possibilità di conoscerlo, averlo letto è stato quasi come incontrarlo e parlarci. Mi ha lasciato tanto quel libro. Oltre alla sua dote di essere comico anche nei momenti di tensione o inopportuni. Tornando al pezzo, ho soltanto da dire che la crescita di Ghemon è stata necessaria, per quanto il risultato mi abbia sorpreso. È difficile apprezzare i cambiamenti, soprattutto quando si viene da una condizione di comfort. Infatti Ghemon arrivava da due dei miei preferiti album. OrchiDee e Mezzanotte. Due album che difficilmente saranno ripetibili. Tanto sofferti quanto magistrali. Con Scritto Nelle Stelle si è confermato come un artista che cresce e migliora. I pezzi sono strutturati benissimo, il migliore e quello che più mi ha rapito è il seguente. Che dire di Ghemon. È un patatone e basta. Grande G, continua così. Tvb. Margherita Vicario. Pincio. Diciamo che è stata una delle canzoni che più ho ascoltato mentre c'è stato il lockdown. Vidi il video girato sopra il terrazzo di un palazzo e Margherita che ballava. La canzone di per se potrebbe sembrare blandamente triste, ma con una nota vellutata di speranza. È uscita in un momento difficile ed il messaggio è stato quello: in tutto questo frenetico macello, c'era soltanto da stare calmi e sereni a casa. Con una grande paura. Ma con la speranza che dopo sarebbe andata meglio. Isha. La maladie mangeuse de chair. Isha. Au grand jamais. Isha, Green Montana. Bad Boy Datosi che la lingua francese ancora mi affascinava (anzi tutt'ora mi affascina) decisi di ascoltare qualcosa di nuovo. Fu la volta buona per conoscere Isha e i suoi tre album, uno dopo l'altro. Finì per ascoltare la trilogia di La Vie Augmente Vol.1,2 e 3. Il risultato finale è stato un ulteriore passo in più nella casella "amore per la Francia, la lingua e il rap francese". È tipo gioco dell'oca, però non si vince niente. Isha è un ottimo rapper, che peccato abbia un cratere tra un incisivo e l'altro. Dai è una battuta. Lui è forte veramente. Spero di ascoltarlo in futuro di nuovo. Labi Siffre. I Got The... E chi cazzo ci sarebbe mai arrivato. My name is, what? My name is, who? My name is Chka-chka Slim Shady! Piccolo off topic: è stato anche bella trovarla in una puntata di Better Call Saul. Serie spettacolare. Purity Ring. Pink lighting. JPEGMAFIA. Panic Emoji. JPEGMAFIA. Whole Foods. JPEGMAFIA. Rainbow Six. Quanto è malato sto ragazzo? Se la musica dovrebbe essere facile e godibile, JPEGMAFIA è l'anti-musica. Tutti i canoni musicali vanno a farsi fottere. Segue la sua idea di musica, anche se sembra a primo impatto malata. Beat ingeniosi, mai banali, anzi impensabili e campionamenti fuori di testa. Ottimo flow, che si bilancia e si destreggia nelle diverse canzoni. Se sente un rumore particolare, lo campiona e lo butta dentro la traccia (vedi Whole Foods), se vuole rappare su una base triste, lo fa egregiamente, se vuole fare il cazzo che gli pare, lo fa e pure bene. JPEGMAFIA è l'artista che questo periodo deve aver pane per i suoi denti. Deve avere seguito perché deve continuare a fare questa musica malata. Questo album, Veteran è stato un recupero d'obbligo, data la pazzia dell'artista e sopra la mia ammirazione a riguardo. Che pazzo sto tipo. E mi piace un botto. Roméo Elvis. Vinci. Roméo Elvis. Chaud. Roméo Elvis. Gonzo. Dopo un periodo di magra per quasi tutti gli artisti in circolazione, c'è qualcuno che comincia a ricomporre i pezzi per tornare sulla scena. È il caso di Roméo Elvis che fa uscire un EP che si respira l'aria di casa dell'artista belga. Pezzi ignoranti, beat notevoli che rendono l'EP un pezzo davvero interessante. Il titolo del lavoro è Maison, casa appunto. Maggio. Hayley Williams. Dead Horse. Arriviamo qui. Il ritorno definitivo di Hayley sulla scena. Però da solista ora. Come avevo accennato, nei primi mesi dell'anno uscì con un singolo e degli Ep che anticipavano l'attesissimo album. E alla fine. Alla fine è tornata con Petal For Armor. Un cd che ha un sound molto più emancipato di quanto pensassi. Inizialmente temevo facesse da sola il lavoro di struttura musicale, senza il resto dei Paramore. Potendo sbagliare e peccare per mancanza di esperienza. Ma invece è andata da paura. Ma poi che cazzo dico. Hayley ha iniziato a fare musica come cantante dei Paramore da quando aveva 16 anni, probabilmente nel mondo della musica già c'era da anni. Insomma ero spaventato perché la mia piccola Hayley non era accompagnata dal resto della band. Però il risultato è stato sorprendente. Il concept l'ho adorato alla follia, in alcune canzoni mi ci sono perso, in altre un po meno. Però l'ho davvero ascoltato con gusto questo primo album della sempre più giovane cantante statunitense. Ancora ricordo quando da piccolo ascoltai Misery Business, era ancora minorenne, ora è una donna che nel mondo della musica se la comanda. E poi è sempre quella di un tempo, bella come una volta. In Dead Horse il tema principale è trattato davvero in maniera pregevole, sfogandosi e facendo una chiara situazione della fine del suo matrimonio. Lei, tradita dal marito, ha cercato in tutti i modi di farla funzionare, senza riuscirci e cedendo per mancanza di voglia e amore. L'espressione "beat it like a dead horse" significa letteralmente battere un cavallo morto, un modo di dire inglese che tradotto in concetto, significa sprecare energie per una causa persa. Il modo in cui canta, che senza sapere il testo sembra una canzone super allegra, nasconde un testo davvero forte e duro. Ma questa non è la prima volta che espone concetti così tosti con una strumentale vivace per Hayley, vedi in After Laughter. Hayley Williams. Crystal Clear. Hayley Williams. Sugar On The Rim. Dopo l'uscita dell'intero album ho avuto una consapevolezza delle abilità di Hayley in una maniera ben diversa. L'ascolto assiduo matura e crea capacità di intendere suoni, sfumature, e cambi vocali in maniera più approfondita. Per questo che dopo aver ascoltato tanto Petal For Armor me ne sono davvero affezionato. In particolare anche con questa traccia. Averla ascoltata inizialmente nei giorni di Marzo, uscita negli Ep, avevo un'idea diversa, poi successivamente ho capito molte cose di più. Non fermatevi mai ad ascoltare la musica a pochi ascolti, non capireste cosa gli artisti vogliono far intendere. Io sono rimasto sorpreso da dei suoni completamente nuovi e inaspettati nello stile di Hayley, ma soprattutto della voce quasi più grande e piena della piccola frontwoman dei Paramore. È una traccia diversa da tutto l'album, ha quasi il compito di spaccare gli equilibri e far saltare e ballare tutti all'unisono. Che pezzo. Che bomba. Hayley Williams. Why We Ever. Determinate volte non ci sono molte parole per descrivere qualcosa di veramente bello. Il tempo aiuta ad apprezzare ciò che è. E per questo che Why We Ever è qui. Ascoltatela. Di nuovo. Ancora ed ancora. Poi mettete in loop. Un'altra volta ancora. E poi ancora. Finché non siete esausti come me ed avrete la consapevolezza di quanto sia veramente magistrale, nella sua semplicità, questa canzone. The Jacksons. Torture. Grazie ad un amico ho scoperto e recuperato questo lavoro dei Jackson. Poco da dire per una traccia così spettacolare. Grimes. So Heavy I Fell Through the Earth. Questa è l'intro dell'album. E se già partiamo così, ci divertiremo un sacco. La sua voce angelica. La musica nello spazio. Grimes è tutto tranne che un essere umano in questo album. Grimes. My Name is Dark - Art Mix. Inizio tranquillo con un giro di chitarra molto easy, la batteria. Poi un rombo di motore, porco giuda. Si aggiunge una nuova chitarra completamente pitchata che sembra veramente una moto. Poi Grimes inizia a destreggiarsi su questa strumentale ai limiti dello spaziale. I riverberi della sua voce rendono il risultato un inizio con i controfiocchi. Poi il ritornello. Dio mio che ritornello. "I don't need to sleep anymore" Un urlo interiore prende spazio dopo quest'ultima parte che vi ho citato. Madonna ma che cos'è tutto ciò. Io sto sentendo della musica o sono entrato in una nuova dimensione tutta governata dall'unica dea Grimes? Lei in questa traccia ha buttato fuori tutta la merda che aveva dentro di se. Come lei spiega in un'intervista, dà spazio al suo subconscio e lo fa parlare, facendogli creare una canzone ai limiti del comprensibile. Il testo è sconnesso, ha delle visioni di divinità ma anche di scena di vita vissuta. Sembra l'interpretazione di un suo sogno appena fatto, poi scritto e cantato. Il risultato è un sogno messo nero su bianco, con una strumentale spettacolare e la sua voce divina altrernata a quella demoniaca. Wo! Devo riprendermi. JPEGMAFIA, Denzel Curry. Bald! Remix. Madò che pazzi sti due. Due dei migliori artisti in super crescita. Entrambi incredibili, uno con delle produzioni malate e capacità di creare roba impensabile, l'altro è un fenomeno del rap. Insieme fanno una combo che stende tutti, porca puttana! Mostri. Apashe, Lia. Behind my Eyes. Apashe, Wifisfuneral. Green Crack. Apashe. Lord & Master Apashe, Yizzy. Dead. Apashe, Instasamka. Uebok Gotta Run. OMMIODDIO! Non capisco cosa sta succedendo. Io che nella vita volevo solo sentire musica bella, mi sono ritrovato ad ascoltare Apashe. Passo indietro. Un mio amico, e subito dopo un altro, mi hanno consigliato vivamente questo album di Apashe: Reinassence. Inizialmente mi stava piacendo. Finché. Finché non sono arrivati i pezzi da novanta ed hanno cominciato a scardinare ogni mio punto di riferimento. Non esiste dogma in questo album. È tutto frutto di una mente malata, quella di Apashe. Unire musica classica al Dubstep e i suoi subgeneri. Qualcosa di impensabile che prende forma e comincia ad aprire il terreno. È un terremoto in Behind My Eyes, così come in Green Crack. Apre delle voragini sul terreno e mi ci fa cadere come un sottone. In Lord & Master crea un fedele esempio di connubio perfetto tra due generi completamente opposti e diversi. Ma poi con quei cori orchestrali, è tutto fuori di testa. È tutto spettacolare. I violini, i fiati, il contrasto con ste percussioni pesantissime. Un beat infernale, forte, pieno e crudo che schiaccia i suoni, gli strumenti e le voci classiche ed orchestrali. Io su questa traccia sono rimasto spaventato e allibito. Senza parole, ma con una grande consapevolezza che è stato un lavoro magistrale. In Dead si intravede la parte molto più "commerciale" dell'artista, dove va incontro al mercato e si presta ad una canzone dall'apparenza facile, ma con dei piccoli dettagli che richiamano la musica classica già vista in Lord & Master, come i cori. Poi vorrei concludere con quella più ignorante. Uebok Gotta Run. Instasamka è una pazza degenerata, come il produttore autore dell'album. Due pazzi che posso creare? Possono creare pezzi strepitosi e ignoranti. Ce l'ho in testa e non riesco a smettere di cantare e ballare Uebok Gotta Run. Trombe superbe, beat che aumenta la sua velocità fino a diventare una di quelle canzoni russe ignoranti che ballano strano. Avete capito no. Comunque album completamente pazzo, ma mi è piaciuto un casino. Porca troia che roba! Big Wild. Touch. Rina Sawayama. Comme Des Garçons (Like The Boys) Mi viene un attacco di cuore a senrirla. Mi è piaciuta talmente tanto che è diventata la mia suoneria. Comme de garsoon, like the boys, like the boys! Un album bellissimo quello di Rina, suggerito da un amico. Grazie del suggerimento. Comm de garson, like the boys, like the boys Comm de garson, i'm so confident! Non riesco a fermarmi e fare sto benedetto commento di questa ipnotica traccia. No comunque mo mi compongo. Allora. Iniziamo. Comme des Garçons di Rina è una hit incredibile, era veramente da tanti anni che non apprezzavo così tanto una canzone pop. È fatta veramente bene, è intrigante, ti tiene incollato alle cuffiette. È catchy, termine che avrete sicuramente già sentito, sti americani se inventano pure le parole mo. La traccia non ha nessuna pecca, anzi ne ha una: la fine, unico particolare che mi delude tanto. Il testo è incentrato sulla visione della società e la pressione di essa sulla donna. In qualsiasi ambito la donna ha più pressioni rispetto all'uomo, lei si eleva a qualsiasi stereotipo e si mette allo stesso piano, Comme des Garçons. In fin dei conti il testo non è la punta di diamante della canzone, perché concettualmente è anche una bella idea, ma non ha avuto abbastanza carta bianca, dato che presenta poche strofe. Però il suo effetto fa, la canzone funziona, il messaggio anche se conciso e breve, c'è. Il pezzo funziona ed io ne sono perdutamente innamorato. Ora e per sempre Comme des Garçons. Mr.Oizo, Roméo Elvis. Pharmacist. Ma che cosa? Jay-Z, Mecca. Fellin' It. Ho avuto modo di recuperare anche uno dei migliori dell'hip-hop lungo l'anno. Dato che fino a qualche tempo prima non c'era nulla di Jay-Z su Spotify, dato che possiede Tidal, altra piattaforma di streaming concorrente. È stato un fondamentale recupero per questo genere. Ma mica ho finito qui. Wiki. Cash Out. Magico Wiki, che pezzone! Senti quanto spigne. Little Simz, Michael Kiwanuka. Flowers. La combo Simz-Kiwanuka è letale. Traccia indefinibile. Non ho parole. Ascoltatela. Rimon. Dust. Freddie Gibbs, The Alchemist. Skinny Suge. Freddie penso sia una delle più grandi penne dell'hip-hop attuale e mi tira fuori, in comproprietà con il grandissimo produttore Alan The Alchemist, un lavorone di Cristo. Tutto l'album è incentrato sul crimine, non è una cosa nuova di Freddie, ma come lo fa lui, non lo fa nessuno. Amo Gibbs, il suo stile, il suo flow, la sua voce, è simpatico, anche se ha una comicità al limite dell'assurdo. Poi prende in giro tutti, tant'è che lo hanno bloccato ripetute volte dai social, soprattutto Instagram. Mi fa sentire male ogni volta. Parlando di musica è un professionista e fa il suo sporco lavoro a dovere. È un fenomeno del rap americano, che sfortunatamente non ha trovato il cazzo di Grammy porca troia. Ho rosicato tanto, però alla fine ha vinto Nas con King's Disease, quindi non si rosica, si applaude. Nulla toglie al grandissimo lavoro dei due artisti che ho conosciuto insieme in Fetti, l'album che vede anche la partecipazione di Curren$y. Skinny Suge è una perla rara di quest'album. Me la sparo di nuovo. Giugno. Lonepsi. Athéna. Vipra. Ragazzino. Brent Faiyaz. Skyline. Brent Faiyaz. Fuck The World (Summer in London). Alpha Wann. Cascade - Remix Alpha Wann. Flamme Olympique Dopo aver scoperto Alpha Wann con Pistolet Rose 2, mi capitò durante l'anno di ascoltare il suo album più recente. Une Main Lave L'Autre. Una mano lava l'altra. Cascade è spettacolare, mi piace davvero tanto. Flamme Olympique mi fomenta, tanto da essere la seconda traccia della playlist che ho messo durante l'anno mentre mi allenavo. Prima Pressure di Simz, poi questa qui. Alpha è un grandissimo rapper francese, mi piace un sacco la sua voce e il suo flow. Probabilmente non sarà il suo ultimo album che ascolterò. Esken. Les Femmes. Aloïse Sauvage. Dévorantes. Tatum Rush. Chimera. Pezzo con cassa dritta incredibile. Grazie ad un mio amico scopro Tatum Rush e mi innamoro di Chimera. Ogni volta finisco per ballare ogni canzone e non finisco i commenti. Ciaoooo. L'Or du Commun. Slalom. Ginevra. Sconosciuti. Dopo aver scovato Ginevra ad aprile.. ah non l'ho scritto. Boh credevo di averlo accennato. No? Tornate un po ad Aprile mi pare che la conobbi in quel mese. Niente? Non l'avete trovata? Va beh, mi sarà sfuggita. Rimedierò. Insomma, dopo averla scovata nei primi mesi del 2020, iniziai a seguirla sui social per sapere quando avrebbe fatto qualcosa di nuovo. E poi, bam! Sconosciuti, un pezzo bellissimo che ti fa ballare ma anche piangere. Ginevra si conferma migliore scoperta dell'anno, soltanto con due tracce. E ancora non vi ho detto tutto. Tom Misch, Yussef Dayes. Tidal Wave. Tom Misch, Yussef Dayes, Rocco Palladino. Lift Off. Ma fenomeno è Rocco Palladino. Per non parlare di Tom e Yussef. Anzi parliamone meglio qui sotto. Tom Misch, Yussef Dayes, Freddie Gibbs. Nightrider. Una delle più belle canzoni di sempre di Freddie. Lo dico perché mi ha sconvolto. Tom e Yussef hanno fatto un album super studiato, incredibile e rilassante. Ma Freddie. Freddie è una bomba porca puttana, dove lo metti fa sempre bene. Senti che flooooooow. Madonna mia Freddie ti amo. Al momento è il migliore rapper all'attivo, non voglio sentire di altri nomi. Poi quando uscirà roba di Kendrick Lamar e J.Cole ne riparleremo. Ma ora come ora nessuno è come lui. In una strumentale jazz ha fatto il colpaccio signori. Si è portato a casa il microfono, come quando un calciatore fa la tripletta che si porta il pallone a casa, lui ha fatto una strage. Freddie Gibbs signori. Grazie a Tom Misch e Yussef Dayes per la stupenda musica che ci hanno regalato con questa traccia e soprattutto con tutto l'album What Kinda Music. Mecna. Ho guardato Un'Altra. È tornato. AAAAAAAAAA. È tornato Mecna. Non ero pronto a tutto questo. Ma che strumentale invece Seife. Che cosa ha tirato fuori all'ultimo. Un sample spettacolare. Ho i brividi. Gil Scott-Heron, Jamie xx. I'll Take Care Of U. Conferma di quanto è fenomeno Jamie xx e soprattutto io di quanto sia soggetto a perdermi ste incredibili gemme. Uno dei migliori produttori in circolazione, no doubt. Rino Gaetano. Sfiorivano le viole. Continua la rubrica "Piero è un soggetto e si perde grandi classici e pezzi fondamentali della storia della musica moderna e non". Avevo intenzione di ascoltare musica italiana, soprattutto cantautorato italiano, anzi tutt'ora ho questa voglia, ma non trovo mai un giorno a cui dedicarmi. Dico, ok lo farò, ma non mi ci metto mai. Ogni tanto però c'è la benedizione del cielo e mi casca in braccio una perla e io me la spupazzo tutta. Nel caso di questa canzone in particolare. Nemmeno ricordo chi o come l'abbia ascoltata per la prima volta, so solo che giorno dopo giorno, mi rendo conto di essere sempre più coglione a farmi una cultura di musica italiana. Poi ascolto qualcosa e me ne innamoro. Il pezzo di Rino Gaetano è strepitoso, spero di riuscire ad approfondirlo meglio. Lui ed altri padri della musica italiana. Lucio Dalla. La Sera dei Miracoli. Ecco, parlando di padri della musica italiana. Grazie ad una mia cara amica ritrovo questo pezzo che ormai avevo quasi dimenticato. Non nascondo il mio attaccamento per Lucio Dalla, una delle pochi valori positivi che mi ha lasciato quell'uomo che mi ha messo al mondo. È stata una coincidenza davvero piacevole. Quest'album lo ascoltavo quando ero bambino, in auto. Poi però l'ho perso. Alla fine una di quelle persone che non ti aspetti, te lo riporta a galla e tornano pensieri ed emozioni ormai sepolti/e da anni. Uno dei pezzi più inaspettati dell'anno. Jorge Ben Jor, Trio Mocoto. Oba, Lá Vem Ela. Uno dei brani più sbalorditivi dell'album. Parto con la premessa dicendo che non ricordo come l'abbia scoperta questa traccia. Posso attribuire il merito alla ricerca dei vari sample, però non ne sono del tutto certo. So solo che mi ha conquistato in una maniera unica. Perché di unico ha davvero tutto questa bellissima traccia del cantante e chitarrista brasiliano, accompagnato dalla band connazionale. Avendo degli standard ben precisi, ed ascoltando musica bene o male sempre simile (sto in fissa prevalentemente con pochi generi, anche se per me sembrano pochi e per voi tanti), non ho mai pensato di perdere la testa per una canzone sudamericana. Nemmeno sapevo il significato di questa splendida traccia, ma andava bene così perché la musica e i suoni sono più importanti delle parole. L'ho consumata, ascoltandola assiduamente quasi tutti i giorni. Passai l'intera estate ed anche i mesi successivi ad ascoltare questo brando. Ogni qualvolta che volevo rilassarmi, mettevo play e vaffanculo mondo "Oba, lá vem elaaaaa!". Menomale che mi piace scoprire cose. Grazie mamma per avermi fatto curioso. Soprattutto per la musica. Run The Jewels, Greg Nice, DJ Premier. Ooh la la. Il ritorno in grande stile dei Run The Jewels. Madò che bomba! Bill Withers. Don't Make It Better. Bill Withers. Let Me Be The One You Need. Marvin Gaye. I Want You. Aretha Franklin. Day Dreaming. Sam Cooke. Nothing Can Change This Love. The Meters. Cissy Strut. Shuggie Otis. Sweet Thang. Metto tutte queste tracce insieme, anche se di artisti diversi, ma ne parlo in un unico commento. Dato che mi piace scoprire cose nuove, e soprattutto che voglio riempire le mie mancanze musicali con artisti pilastri dei diversi generi, ho avuto la grandissima idea di acculturarmi. Dove sono capitato? In uno splendido mondo jazz, soul e funk. Per lo più jazz, dato che è un bellissimo genere che reputo fondamentale e padre dell'hip-hop. E poi soprattutto perché ci sono grandissimi nomi ed esponenti del genere. Il jazz è anche gettonatissimo dai producer, sia nel genere hip-hop e rap, ma anche nella musica elettronica e pop recente. I sample per me sono arte contemporanea, anche se molti potrebbero essere contrari alla mia idea. Molte canzoni del genere sono capolavori e menomale che io me le sto ascoltando man mano, così da farmi una cultura. Comunque il jazz è un genere che nei giovani si apprezza poco, ed è un peccato. Ma ho fatto caso anche ad un'altra cosa: molti generi sono difficili da apprezzare. Non si parla di gusto, ma di età. Che significa età? Parlando con un amico, con una età avanzata, lui ha molto a cuore questo genere. Mi sprona molto ad ascoltarlo e ad ascoltare i suoi subgeneri, come per esempio il fusion. Lui si vede che è preso e riesce ad apprezzare musica del genere, io faccio fatica. L'età probabilmente non è giusta, perché mi fa stare dietro ad altri generi più frenetici e divertenti, rispetto ad un genere che ha detto tutto ed è stato spolpato fino all'osso. Non dico che sia noioso il Jazz, ma è difficile stargli dietro se non ti appassiona davvero tanto. Ma non parlo solo esclusivamente del Jazz, ma l'esempio si potrebbe fare tranquillamente con la musica classica, il raggae, lo swing, boh che ne so, il blues. Comunque anche se faccio fatica, piano piano mi sto facendo una cultura, e lentamente sto capendo ed apprezzando questo mondo che sicuramente fra qualche anno mi appassionerà sempre di più. Donny Hathaway. Jealous Guy. Sample presente in Juice di Chance The Rapper. The Isley Brothers. Footsteps in the Dark, Pts. 1 & 2 Sample in Today Was a Good Day di Ice Cube. E subito torno bambino di quando scoprivo questo capolavoro giocando a GTA San Andreas. Sto piangendo. Gorillaz, Octavian. Friday 13th Jorja Smith. Rose Rouge. Capisco che sei brava Jorja, ma anche a fare culi su una base jazz? Non ti pare di esagerare. Spettacolo gratuito alle orecchie dei ben volenterosi. Jorja Smith, signori! Gabriel Garzón-Montano. Someone. Gabriel Garzón-Montano. Agüita. Doja Cat. Streets. Prima che diventasse meme o canzone popolare tramite TikTok e i suoi stupidi format ripetitivi, ascoltai questa bomba dal nulla. Beat impressionante. Blaq Tuxedo, il produttore della strumentale, è stato super. Il pezzo contiene anche il sample di Streets is Calling della boyband B2K. Doja è stupenda su questa beat passionale e pesantissimo, la sua voce soave è contrastante e motivo di bellezza ulteriore. Pezzo incredibile. J.Cole. Snow On Tha Bluff. È tornato. Anche lui ha parlato. Theophilus London, Ian Isiah, Lil Yatchy. Seals. Theophilus London, Tame Impala. Whiplash. Theophilus London, Tame Impala. Only You. Theophilus London. Cuba. Album spettacolare quello di Theophilus London. Tracce assurde alcune, come per esempio le due collaborazioni con il cazzo di genio di Kevin Parker "porco dinci" Tame Impala. Duo incredibile ed efficace. Due tracce una meglio dell'altra. Ma non fanno da meno anche le collaborazioni con altri grandi artisti e le sue canzoni in solitario. Un album dalla forte impronta estiva uscito a gennaio. Un mio amico me lo consigliò appena uscì, ma il caso volle farmelo ascoltare a ridosso della stagione estiva in arrivo. Un grande album che ho goduto a pieno con i miei amici con le sue adatte caratteristiche di soundtrack da viaggio. Metronomy. The Light. Ernia. Superclassico. È una hit. orgoglioso di averla ascoltata in radio. Un po meno per averla ascoltata anche con un'altra collaborazione meno elegante dopo qualche mese. Ernia, Madame. Fuoriluogo. Pezzone. Ernia è tornato ed ha fatto un brano che spacca i culi. Madame è la ciliegina sulla torta. Ernia. Cigni. Teyana Taylor, Junie, Rick Ross. Come Back To Me. Teyana Taylor, Erykah Badu. Lowkey. Teyana Taylor, Kehlani. Morning. Teyana Taylor. Bare With Me. Già dalla prima traccia che ho scritto, a riascoltarla mi viene la pelle d'oca. Strumentale che mi fa venire i brividi. Rick Ross che mai avrei detto, in questo caso è perfetto in ciò che è stato designato fare. Strofa spettacolare. Teyana è superlativa fin da subito e si conferma in grandissima forma anche nelle successo canzoni. Un album, anzi The Album, che fa scintille. Splendido lavoro RnB con delle collaborazioni da fare invidia. Veramente, ma che album è? Mi ha lasciato senza parole. Frah Quintale. Contento. Frah Quintale. Lambada. Frah Quintale. Due Ali. Frah Quintale, Irbis37. Allucinazioni. Banzai Lato Blu è stato una liberazione per Frah, dato che è stato assente dalla scena da un paio d'anni. Le tracce sono una meglio dell'altra. È sempre una conferma Francesco, ogni suo lavoro è un continuo successo. Ci sono andato in fissa per tanti giorni con questo lavoro, anche un mio amico ci è rimasto sotto, si era imparato tutti i testi a memoria. Se dovessi scegliere la migliore dell'album, forse direi Allucinazioni, dato che è l'unica che vede un featuring e soprattutto con un ragazzo interessante del panorama rap/emo rap. Grande Irbis37. Grande Frah. Luglio. Ketama, Zef. Dirty RMX. Bomba assurda. Zef risalta un pezzo già bellissimo. Me lo ballo al buio con la musica a palla. Ma quanto spigne?! Jean Dawnson. Power Freaks. Wow! Sbalorditivo il ragazzo. Melodia ipnotica, suoni pixelosi, strumentale curata meticolosamente. Un genere che praticamente è un unione di stili e arrangiamenti al limite del pensabile. Farà strada Jean Dawnson. Chissà se farà uscire altra roba. Si è conquistato un nuovo fan. Big up. Lausse The Cat. Redstripe Rhapsody. Assurda! Anche se sono 8 minuti di canzone, vale la pena ascoltarli tutti. Incredibile. Cerrone, Laylow. Experience. Fuera. Tokyo. Ho ascoltato Tokyo tante volte e inizialmente non sapesse chi fosse o fossero Fuera. L'ho ascoltata un po distrattamente, con l'orecchio poco attento, però capivo che la musica era veramente bella. Mi dicevo: "cazzo, che sound bellissimo, ma perché in Italia non c'è nessuno che porta questi suoni?" Poi ho riascoltato meglio la traccia. Loro sono italiani. Giuro che non sapevo minimamente che fossero miei connazionali. La scoperta mi sconvolse. Comunque sono troppo felice che degli italiani abbiano fatto un pezzo del genere: è fresco, ha un beat innovativo, bei synth, belle voci cupe, batteria potente. È stata una scoperta piacevole e interessante. Bravi Fuera, fate bella roba come questa, mi raccomando. Leon Ware. Musical Massage. "Il modo in cui parli mi fa ammaliare mi fa ammalare come dopo una sudata una corsa nel temporale sono gasato come dopo la prova orale agli esami di stato fanculo tutto mi vado a sbronzare alla tua alla mia alla mia alla tua alla tua alla mia alla nostra casa tua casa mia casa tua casomai casa mia è in quella via cosa costa? e gli altri ci guardano tipo ''guarda quelli!'' spendiamo 50 in bevande ed acquerelli e guardami negli occhi o non lo so ti perdi? mi fai gridare Roar! come Katy Perry" Lomepal. Tout lâcher - live acoustique. Sempre più innamorato di Lomepal. Appena lo sento mi vengono gli occhi a cuoricino. Lute. Life. Pezzo incredibile di uno dei componenti dell'etichetta discografica statunitense che più ho a cuore: la Dreamville. F$S. G-Eazy. In The Middle. G-Eazy. Lazarus. Una versione poco comune quella che G-Eazy ha voluto scegliere. Un album che mi ha spiazzato per quanto sia diverso da ciò che faccia. Anche se è stato bistrattato e la critica l'ha massacrato per essere stato troppo semplice, io mi complimento con Gerald (nome di battesimo) per aver fatto un progetto ambizioso e poco visto. Un cambio di genere niente male, con pochi accorgimenti negativi. Bravo Geraldino della casa, mi sei piaciuto. Giveon. Heartbreak Anniversary. Queste sono le canzoni prese a male che piacciono a me. Ora vado a cantarla mentre piango, addio. Mecna. Paura di Me. Pezzone estivo che pompa un sacco. Ma non avere paura di meeeeeee. Sta tornando. Guapdad 4000, Key!, Maxo Kream, Denzel Curry, Kenny Beats. Izaiah. Ma che cos'è?!? Ommioddio che beat pazzeschi. Kenny ha fatto uno switch da infarto. Non riesco a stargli dietro. Madò che traccia fuori di testa. Wooooooo. Porca troia! Fenomeni! Spacco tutto, vaffanculo va! Deante' Hitchcock. I Remember. Deante' Hitchcock. Circles. Denzel Curry, Kenny Beats. Diet_. Due fottuti geni, rispettivamente rapper e produttore, che hanno unito le forze ed hanno fatto un album impazzito. Denzel Curry è da anni che penso sia un fenomeno, ma Kenny che mi fa dei beat così assurdi me l'ero proprio lasciato sfuggire. Coppia che scoppia. Unlocked, l'album, è uno dei migliori album rap dell'anno. Clams Casino, Imogen Heap. I'm God. Ha una storia davvero spaventosa questa traccia. Me lo anticipò un mio amico, poi mi informai meglio per capire se stava dicendo una stronzata al solito suo o no. Su Spotify uscì il 2020, verso aprile, ma la traccia è datata 2011. Dato l'assenza di piattaforme streaming musicali, uscì su YouTube e poi successivamente su una raccolta di tracce strumentali dell'artista chiamata Instrumentals 2. Nel 2014 un ragazzo mise delle foto su Instagram scrivendo sulle varie descrizioni dei messaggi che alludevano ad un suo prossimo suicidio. Il ragazzo si suicidò e non si seppero i motivi del suo gesto inconsulto. Nel 2015 invece, in un forum, un ragazzo, solito a discutere sul sito con i vari utenti, scrisse di non farcela più e di volerla fare finita il prima possibile. Dopo gli svariati messaggi degli altri componenti del forum, il ragazzo scomparì e non si seppe più nulla. Tutti pensarono alla sua presumibile morte. I due hanno in comune un piccolo particolare: qualche giorno prima della loro morte (o presunta morte) condivisero la canzone che sto commentando. Ok, va bene, potrebbe essere suggestivo, però a me non me ne frega nulla. Ste coincidenze non mi dicono niente. Vi siete impressionati? Allora non avete mai sentito un rutto che dura 20 secondi. Lì vi impressionate, ne sono certo. Ma poi per 20 secondi quello manco respira... Floating Points. Falaise. Tei Shi. When He's Done. Io sto piangendo. Tu stai piangendo. Tutti quanti stiamo piangendo. Channel Tres. Brilliant Nigga. Rejjie Snow, MF Doom, Cami O'bi. Cookie Chips. Rejjie Snow è tornato! E con lui c'è anche MF Doom! Svengo! Beshken, Halima. Holding Me. Joanna. Maladie d'amour (La peur) Ohi ohi, come spigne questa qui. Minchia come va! Grande Joanna. Michael Kiwanuka, Bonobo. Final Days - Bonobo Remix. Una soundtrack perfetta. In estate è stata una delle canzoni che mi ha accompagnato di più. Ha il pregio di risuonare come una canzone di titoli di coda e fine viaggio. Stranamente l'originale non l'ascoltai (fin che non arrivò ottobre), ma questa edit è veramente strepitosa. Bonobo fa un remix spettacolare, che rende Final Days una delle canzoni che più mi ha emozionato durante l'anno. Ho fatto pochissimi viaggi, quando li ripenso mi viene subito in mente questa traccia come ending track. Lianne La Havas. Weird Fishes. Vengo a sapere soltanto ora che è una cover dei Radiohead. Però vabbè, meglio tardi che mai. Lianne è una fan accanita del gruppo, tant'è che nei suoi live ha sempre proposto questa canzone. Poi dopo il festival di Glanstonsbury, nell'estate del 2019, decise insieme alla sua band di volerla registrare in studio e di inciderla su un disco. La Havas ha anche affermato che In Rainbows, album dei Radiohead dove appunto troviamo la canzone Weird Fishes / Arpeggi, è uno dei suoi album preferiti se non uno dei migliori in assoluto. Per me Weird Fishes è stata una traccia ipnotica. Mi ha giocato un brutto scherzo. Lianne la conobbi con questo album, ma ancor prima la conoscevo soltanto di nome. Avevo già in programma di ascoltare 2 dei suoi 3 album prima di questa uscita. Questo grazie allo stretto suggerimento che Ghemon scrisse sul suo libro. Grazie G. Ascoltando l'album ero davvero stupito dalla ragazza inglese, ma in questa traccia ha dato il meglio di se. Incosciente della cover, per me è stata la migliore dell'album dopo i primissimi ascolti, insieme a Bittersweet. Ma questa mi conquistò sempre di più ascolto dopo ascolto. Mi metto a letto di nuovo e mi abbandono. Spengo la luce ed affondo. Arrivo fino al fondale e trovo questi pesci. Questi strani pesci. Lazza. Ouver2re. E chi l'avrebbe mai detto. Io che ascolto Lazza. E alla fine è capitato. Questo pezzo è una bomba, cazzo. Strumentale bellissima, pianoforte suonato proprio da Lazza e poi... E poi ascoltate. Impressionante. Porca troia! Joan Thiele. Sempre la stessa. Woooooo! Ma chi è questa tipa qui??? Irbis37, Logos.Lux, dNoise. Fame da Lupi. Dopo averlo scoperto in un live, dove si è esibito prima del concerto di Dutch Nazari, ho cominciato a seguirlo, dato che mi aveva intrigato in quella sera. Era davvero bravo e volevo conoscerlo meglio. Ma alla fine non riuscì ad ascoltare più di 2/3 canzoni purtroppo. Poi venne il suo momento con l'uscita del suo album Un Altro Cielo a febbraio. Io celermente, verso luglio lo ascoltai e ne rimasi davvero colpito. Questa è la migliore dell'album, anche se ce ne stanno anche altre che meritano davvero. Ma questa mi rimane in testa, è una hit. San Diego. Doccia. Con "ù" San Diego ha fatto un album divertente, colmo di citazioni ed estivissimo. Mi ha fatto un sacco di compagnia in estate. Tracce veramente semplici ma efficaci. Già inizia a farmi ridere dicendo "un po' di figa qui?", ma le citazioni esilaranti per fortuna non finiscono lì. Una grande scoperta che mi ha sponsorizzato un amico, che mi aveva già fatto conoscere Paperopoli qualche anno prima. L'estate è stata migliore con San Diego. San Diego. ASMR. In questa traccia la strumentale è più ingegnosa e particolare. Eh niente, fa troppo ride. Magico San Diego, ti voglio bene. Grazie di esistere. San Diego. LOL. Va beh, regá basta dai. San Diego può fare stand-up comedy. Magico. "Uh, uh, uh, uh, questa è benzina E io mi dò fuoco" Spettacolare. Ceri, See Maw. Buio Sereno. Ceri fenomeno, strumentale veramente coi controcazzi. See Maw una bella scoperta su un beat di Cristo. Pezzo estivo che mi ha fatto godere. Sleeping with Sirens. Talking To Myself. Dopo tanto tempo ritorno ad apprezzare veramente una traccia dei Sleeping. Madonna quanto c'ho voglia di pogare, porca troia! È arrivato il bridge! Che cazzo di breakdown! JPEGMAFIA, Tommy Genesis. Rough 7. Due matti che fanno musica. Porco giuda quanto spacca Peggy. Madòòò! JPEGMAFIA, Kenny Beats. Puff Daddy. Due altri matti che fanno musica ma ancor più malata di primaaa. Ma che cosa siete? Tutto ciò è impensabile. Siete dei pazzi ragazzi. E mi piacete un sacco. Zapp. Be Alright. "Some say the blacker the berry, the sweeter the juice I say the darker the flesh then the deeper the roots I give a holler to my sisters on welfare Tupac cares, if don't nobody else care And uh, I know they like to beat ya down a lot When you come around the block brothas clown a lot But please don't cry, dry your eyes, never let up Forgive but don't forget, girl keep your head up" Sample di Keep Your Head Up di Tupac Amaru Shakur. Octavian, Future. Rari. Pezzo impressionante di Octavian che lo vedo bello spedito per un album, ma soprattutto super contento di vederlo collaborare con un grandissimo artista internazionale. Rari è una bella hit. Octavian è strepitoso, Future è superlativo. Una coppia che ha spaccato tutto. Non vedo l'ora che esca qualcos'altro di nuovo del mio pupillo francese naturalizzato inglese. Si è Octavian. È nato a Lille ma è cresciuto a Londra. Vabbè era meglio dire pupillo franco-britannico, eh vabbè chissà che sarà mai successo. Mo non me posso sbaglià... Che bomba sto pezzo. Caballero, JeanJass, Sofiane. ALZ. S.Pri Noir, Alpha Wann, Sneazzy. T'as capté. Pezzo rap impressionante. Tre dei rapper francesi più in forma tutti nella stessa canzone. Ma che cosa ho ascoltato? Mostri. State a capì? T'as capté ? S.Pri Noir, Laylow. Les Plan. Mister V. Miami Heat. Action Bronson. Latin Grammys. Agosto. Aminé. Woodlawn. Aminé, Slowthai, Vince Staples. Pressure in my Palms. Aminé. My Reality. Limbo appena uscì mi sconvolse. Aveva suoni bellissimi e lo valutai come migliore album di Aminé fin da subito. Divertente come sempre, Aminé aveva dei particolari e dei suoni migliori rispetto agli album precedenti. Già dalle prime tracce, come nel caso di Woodlawn, si sente una ricerca ben strutturata nel suo sound. Beat ingenioso con piccoli sample di flauti che arricchiscono. Poi lui è sempre più padrone di ogni strumentale che ha sottomano. In Pressure In My Palms è tutto uno spettacolo. Beat ipnotico + collaborazione da urlo = pezzo di Cristo. Tre rapper che messi insieme potevano fare soltanto una cosa: spaccare tutto! In My Reality invece ho trovato una forte somiglianza. Il pianoforte mi ha ricordato Chenges di 2Pac, anche se voi direste che non c'entra nulla. Non lo so. Il pianoforte è troppo simile, anzi è uguale. Le note non sono uguali, ma è lo stesso pianoforte, ne sono certo. Comunque quando realizzai questa scoperta mi vennero i brividi. Limbo è un albumone. Grande Aminé. IDK, JID, Kenny Mason. Cereal. Assurda. Tommy Cash. Winaloto. Assurda pt.2. Death Grips. I've Seen Footage. Death Grips. Hacker. Assurda pt.3 Sarebbe difficile raccontarvi i Death Grips in poche parole, però ci provo: loro sono dei matti degenerati. Avete presente che sono innamorato di JPEGMAFIA? Ok, loro considerati padri di quel genere che Peggy sta facendo ora. Elettronic/rap, noise/rap, alternative/rap, non so che cazzo è insieme a MC Ride che rappa sopra delle strumentali arrivate da un'astronave proveniente da la galassia più remota che di possa immaginare. Io che curioso dei giudizi della maggior parte della gente, cominciai ad ascoltare questo album, The Money Store, e rimasi incastrato in questo limbo elettronico futuristico. È l'interpretazione musicale perfetta di Akira. Suoni sordi, freddi, meccanici che sembrano essere scarni e poco graditi alle orecchie. I produttori Zach Hill e Andy Morin, sono due pazzi geni fuori di capoccia. Partorire beat e musica del genere devi essere proprio scocciato. Però tutto ciò mi manda in ebollizione, sono dei suoni mai sentiti prima. Appena ho ascoltato l'album ero confuso, ma man mano con gli ascolti l'ho percepito sempre più in maniera diversa e l'ho apprezzato a dovere. Fanno bene a ritenerlo uno dei migliori album del decennio, è un pezzo unico e raro. Però una cosa la devo dire: i Death Grips so pazzi scatenati. Rico Nasty. Rage. Stiamo al festival dell'assurdo. Tutte insieme una dopo l'altra tra l'altro. Quanto è ignorante Rico. Quando rappa così mi sembra impossessata. I'm in love. Liam Gallagher. Stand By Me - Live Brunori Sas. La Verità. Pink Floyd. Wish You Where Here. Era piena estate. Ero con i miei amici in auto e ci spostavamo tra i vari paesi Toscani che avevamo in programma di andare. I paesaggi bellissimi hanno fatto da cornice a delle splendide canzoni che furono messe in coda dai miei amici. Hanno creato delle soundtrack incredibili in quelle strade di campagna tra vigneti, valli e distese di natura secca. Lo spettacolo paesaggistico è il ricordo più lampante appena riascolto queste canzoni, ma poi ci penso su e tornano anche i momenti di quella vacanza. Un weekend pazzo, nel periodo di Ferragosto, con sfortunatamente anche un piccolo episodio negativo. Però queste tre mi fanno ricordare soltanto i momenti più belli di quel fine settimana al sapore di vino e ragù di cinta senese. Peggy Gou. Starry Night - Edit. Soundtrack speciale delle vacanze estive con i miei amici. Grazie **** per avermela, anzi avercela fatta conoscere a tutti noi. Tvb. The Temptations. Papa Was A Rollin' Stone Questo brano lo ascoltai da piccolo nell'intro del Ritorno del Monnezza. Speravo fosse all'altezza dei film di Tomas Milian, ma invece è tutta na cafonata. La traccia è bellissima, ed è stato un piacere riscoprirla di nuovo. 100gecs, Ricco Harver. 800db cloud (Remix) Ommioddiochecosacazzoè!? Madò, comunque 100gecs sta fuori di testa. Ricco Harver non è da meno. Ma che cos'è??? È realtà o un sogno?
Easy life, Arlo Parks. Sangria. Il cantante dei easy life è identico a Mac Miller e soprattutto ha la voce e cadenza mooolto simile. Sono quasi spaventato. Però la traccia è così soave da farmi dimenticare tutto. Nas, Andreson .Paak. All Bad. Disco vincitore del Grammy come miglior album rap del 2020. Nas con questo lavoro si è veramente superato, questa traccia per me è la migliore dell'album. .Paak ha fatto un lavoro assurdo con la batteria, non sono da meno le sue parti cantate. Sempre sul pezzo Anderson! Nas invece è una garanzia. Che dire. Maurice Ravel, Jean Martinon, Orchestre de Paris. Le Tombeau de Couperin, M. 68: I. Prélude. Io che avevo tutt'altra concezione di questa musica. Parto col presupposto dicendo che questo genere fino a qualche tempo fa lo valutavo diversamente. Non ho mai ascoltato musica classica perché la vidi altolocata e indirizzata ad un ceto sociale borghese e nobile. Ho sempre avuto l'idea che questa musica fosse per ricchi e privilegiati. In fin dei conti è così, per i costi di produzione degli strumenti, costi delle accademie, costi dei concerti sono ed erano per i pochi che potevano permetterselo. Prima pensavo che la musica era uno strumento per tutti e amavo l'hip-hop perché è un genere popolare, nato dalla strada. Una delle fedeli riproduzione di questo mio pensiero, la potete trovare nel film La Haine, quando Cut Killer si esibisce in un concerto dal suo balcone affacciato al cortile con attorno le case popolari francesi, le banlieue insomma. L'ho pensata sempre così, la musica deve essere per tutti, non per privilegiati. Però ora come ora, la musica la vivo e la interpreto diversamente: se una canzone è bella, anche se composta con dei strumenti musicali costosissimi o con tamburi ricavati da un arbusto, rimarrà bella ugualmente. Qualsiasi sia la sua matrice, se la musica è bella, è bella. Punto. Il brano è incredibile, vi consiglio caldamente di ascoltarlo. Poi dopo ce ne andiamo alla festa al castello della baronessa e ci beviamo un bel ponch. Ohohoh. Dave East. Handsome Dave East, A Boogie wit da Hoodie. Thank God. Dave East, Bino Rideaux. Blue Story. Dopo la musica classica, vi faccio spaccare i culi da Dave East. Spacca troppo sto ragazzo. Grazie ******* per avermelo fatto conoscere. Thundercat, Smino, Guapdad 4000. Dragonball Durag. Settembre. Sevdaliza. Darkest Hour. Sevdaliza. Lamp Lady. Sevdaliza. Habibi. Sevdaliza. Human Nature. Divina. La scoperta più sensazionale dell'estate. Sul finire di agosto esce Shabrang. Album di un'artista che fino a qualche giorno prima nemmeno conoscevo. Su Instagram girava questa pubblicità di questa Sevdaliza, con la cover dell'album che mi metteva curiosità. Decisi di ascoltarlo senza pensarci due volte. Il risultato? Wow. Un album incentrato sulla perenne lotta interiore dell'artista. Shabrang, titolo dell'album è un riferimento tratto dal nome del cavallo nero di un poema epico persiano del XI secolo. Secondo il poema, il cavallo Shabrang ha guidato il principe iraniano Siyâvush attraverso una montagna di fuoco per dimostrare la sua innocenza contro le false accuse di violenza. Lei, di origini persiane, ha scritto il suo album con molti riferimenti alla sua cultura e i suoi antenati storici. Con determinati privilegi ha avuto la fortuna di mostrarsi una penna davvero interessante e acculturata. L'anno scorso mi fulminò FKA Twigs, con i suoi modi divini di fare musica, cantante e ballare, quest'anno ci ha pensato Sevdaliza a colmare quel vuoto. Anche se in modo parzialmente più umano e dark, rispetto a Twigs. Album davvero intenso e particolare. Non da primo ascolto e soprattutto da stargli appresso davvero molto. Ha dei dettagli veramente impressionanti. Unione tra musica classica, pianoforti, strumenti a corda e beat house e synth cupi. Lei è divina, lo ripeto perché canta come una dea. Ma non è stata l'unica dea dell'anno eh. Purple Disco Machine, Sophie and the Giants. Hypnotized. La canzone più bella che la radio abbia passato durante l'estate. Non posso dire di tutto l'anno, perché c'è stato The Weeknd che ha fatto il panico. Tkay Maidza, Kari Faux. Don't Call Again. JPEGMAFIA, Heno.. Does This Ski Mask Make Me Look Fat? Disclosure, Blick Bassy. Ce n'est pas. Disclosure, Aminé, Slowthai. My High. Disclosure, Kehlani, Syd. Birthday. Energy, album dei Disclosure, è stato tanto aspetto da un mio amico, tanto da avermi trasmesso l'hype che aveva lui per l'uscita. Io sinceramente non sapevo che aspettarmi, dato che conoscevo 3 canzoni in croce del loro repertorio. Poi quando uscì, capì che era un mondo davvero lontano dal mio, ma comunque qualche traccia l'apprezzai, come per esempio My High, ma lì perché c'erano due artisti che amo. L'album è sul genere house, io ho poca esperienza e dimestichezza nell'ambito, infatti cerco di ascoltarlo poco a poco, dato che non mi fa impazzire, ma nemmeno lo fanculizzo ritenendolo inutile. Bel genere che me lo gusto con parsimonia. Però My High è davvero figa. Kaytranada. Vex Oh - Instrumental. Kaytranada. Taste - Instrumental. Kaytranada. Freefall - Instrumental. Con l'uscita della versione instrumental di Bubba, ho rivalutato molte tracce di Kay. Certi suoni nemmeno li avevo percepiti con il canto sopra degli artisti. Su tutte Taste l'ho rivalutato tantissimo. Strumentale pazzesca. Anzi, strumentali pazzesche. Che album Bubba. Anderson .Paak, Rick Ross. Cut Em In. Pvris. Loveless. A fine Agosto è il tempo anche dei Pvris e soprattutto della voce di Lynn Gunn. Dopo un anno colmo di EP e singoli sparsi qui e lì, fanno mente locale e delineano l'album Use Me. L'album è anche composto da qualche pezzo dell'EP Hallucinantions, uscito nell'ottobre dell'anno prima. Un paio uscirono come singoli che anticipavano il lavoro finale. Non nascondo il mio forte amore per la voce cristallina e talentuosa di Lynn, ma ho paura che col passare degli anni stiano facendo dei piccoli sbagli. Uno dei componenti infatti tre giorni prima dell'uscita dell'album venne cacciato dalla band. Le notizie parlano di una presunta cattiva condotta sessuale del chitarrista Alex Babinski, ma lui su Twitter precisò che tutte le accuse erano false. Ma non parlo soltanto di questa separazione, vedo il percorso dei Pvris poco chiaro e troppo in mano alla singola, cioè la cantante e frontman, in questo caso frontwoman. Lynn è bravissima, ma ho paura stiano andando nella direzione sbagliata. Spero di dire una cazzata. L'album è per certi versi già sentito, dato che 5 brani su 11 uscirono prima del lancio di Use Me. Le altre 6 tracce che uscirono quel giorno furono una metà spettacolari, l'altra metà un po' meno. Loveless è spettacolare. È delicata ma potente allo stesso tempo. Lynn parla della conclusione della sua relazione, ma quanto riporta un'intervista lei era contraria nel volerlo fare. Poi decise e buttò fuori tutto. Inizialmente non voleva dare peso e importanza alla cosa, cercando di evitare il tema e non inciderci una canzone. Il risultato? Lei con una voce quasi spezzata parla di come sia stata battuta alla fine di questo percorso d'amore con sua ex. Cinica e spietata. Già dalla prima strofa si capisce il registro che userà: "Were you always heartless? Did you learn it from your father? The way you run away from all this Was I just a target? 'Cause it's hittin' me the hardest Maybe this is what you wanted Well, you got it". Lei illusa, viene soggiogata e presa in giro da uno stupido gioco d'amore, dove la vede alla fine dei conti, distrutta e sola. Lynn è ferita ma anche cosciente di cosa sia successo. Raccoglie i pezzi di se per poterli rimettere a posto. Ma prima deve togliersi quelle spine dal fianco che ha tenuto per tanto tempo. Prima del ritornello è molto più nostalgica, infatti si capisce quanto era attaccata alla relazione: "I gave you tears when You wanted emotion Said it was love, so I cried out an ocean for you". Ma poi continua ad essere più aggressiva ma sempre in maniera dolce e delicata: "You're probably fine now And not even hurtin' You're free as a bird while I carry the burden for you". Potrei copiare ed incollare tutta la canzone. È spettacolare quanto devastante e nostalgica. Lynn ha una scrittura che riesce a colpirti perché personale e poco pretenziosa. Parla di emozioni in maniera molto semplice con dei piccoli veli di negatività, che sia nostalgia, rabbia, dispiacere e disprezzo. La sua voce poi è una delle più belle che io abbia mai sentito dal vivo. Ha un potenziale immenso. Spero che il mio pensiero sia sbagliato, per quanto riguarda la direzione che stanno intraprendendo la band e lei. Però quando ascolto canzoni del genere mi sciolgo come burro. Mi conquista e non penso più a loro, ma a quanto sia devastante ma spettacolare la loro musica. The Psychedelic Furs. Love My Way. Sufjan Stevens. Mystery of Love. Sufjan Stevens. Visions of Gideon. Sfortunatamente, e lo dico veramente a malincuore, vidi Chiamami Col Tuo Nome già da qualche anno, se non dall'anno prima. Le tre tracce (due di Stevens una dei Psychedelic Furs) fanno parte della soundtrack del film che io reputo uno dei migliori in assoluto. Mi ha colpito davvero tanto. Soprattutto il discorso finale del padre. Le due sacrosante perle di Sufjan Stevens sono da premio Oscar alla migliore colonna sonora. Soprattutto Visions of Gideon. Avrei voluto metterle in alto perché l'ho riascoltate meglio e me ne sono perdutamente innamorato. Specialmente.. vabbè avete capito. Immensamente fedeli al trasmettere all'ascoltatore e lo spettatore del film, un senso di tristezza infinita. Capolavori. Blood Orange. Chamakay. Recupero doveroso per un artista fuori dagli schemi comuni, che ha un'impronta di riconoscimento straordinaria e un modo tutto suo di fare ed intendere la musica. Devonté Haynes, nome di battesimo di Arancia Rossa (Blood Orange ahahah- no!) è uno degli artisti che più mi ha conquistato negli ultimi anni e si è imposto come uno dei miei preferiti in assoluto. Davvero. Continuerei per ore parlando di Blood Or- ah basta? Non devo dire altro? Ah ok, va bene.- Buddy. Shine. Buddy. Too Much. Alicia Keys. Time Machine. Un beat impressionante. Suggestivo è dir poco. Batteria che sembra inversa, effetti che provengono dallo spazio. Basso supremo. Time Machine musicalmente fa invidia alla maggior parte delle canzoni uscite nell'anno. Impressionante davvero. Alicia è superba e canta divinamente, come se non bastasse. Un pezzo a livelli così altissimi è raro trovarlo. Menomale che c'è qualcuno che si ostina a fare musica ottima. Sennò non avrei mai continuato a stargli appresso. Ma la batteria sul ritornello? I'm falling in love. Alicia Keys. Authors Of Forever. Rhye. Open. "Cazzo come va veloce Seduta stante senza voce Seduti in tandem si cade veloce, cioè si cade Ma quella cosa poi è pure normale che si fa una fatica a doversi rialzare E a doversi parlare, Sarebbe meglio non guardarsi e parlarsi per trame Tipo film, tipo frane Tipo streaming da lasciare a caricare per non bloccarsi fino al finale Caricamento, mi vedi spento perché sono sempre quello Ma tu non mi conosci mo che ci penso E non lo so se è meglio che non siamo adulti abbastanza Per dire "scendo alla prossima" ti dico "addio" adesso Ora che smontano le nostre luci La nostra camera e l′ingresso Il mio divano è dismesso e la tv ha trasmesso l'odio Ed io ti odio per questo" Black Pumas. Fire. I Black Pumas sono un gruppo davvero frizzante e sorprendente, il che mi fa apprezzare i loro pezzi anche dopo averli ascoltati qualche tempo prima. Infatti lo scorso anno, dopo aver ascoltato l'album, trovai interessanti altre canzoni anche nei mesi successivi. La loro musica colpisce a lungo andare, hanno un sound originale ma con dei grandi riferimenti e accortezze di un genere già sentito. Ma loro questo sound groove, soul, RnB, lo trasformano a loro piacimento e lo risaltano a dovere. Fire è un pezzo che ho rivalutato tantissimo. Tei Shi. Johnny. Scoperta tramite il mio pupillo Blood Orange, con Hope, nell'album dello stesso Dev Haynes, Negro Swan, Tei Shi mi ha fatto volare nell'estate. È una voce soave che è accompagnata sempre da ottima musica che ti cattura. Da sottofondo per qualsiasi occasione. Soprattutto per un viaggio nelle campagne Toscane. Phoebe Bridgers. I Know The End. Nell'anno uscì un album che venne acclamato da tutti. Tutti! Io però non sapendo chi fosse ho ascoltato senza pretese e senza sapere chi fosse l'artista in questione. Parliamo di The Punisher e di Phoebe Bridgers. L'album ha avuto il merito di trovare consenso da tutti, critica e pubblico. Io da curiosone mi sono messo all'ascolto, ma indovinate? Niente all'interno, niente all'esterno. Sinceramente non mi aveva colpito più di tanto. Forse per il genere, per i strumenti e la musica che non era di mio gusto. Non saprei, comunque non trovai tutta quella bellezza che tutti ascoltavano. Anche se, per mia colpa, ascoltavo l'album nel finire della mia giornata, esausto prima di dormire. Quindi anche io non sono riuscito a coglierlo a dovere. Questa traccia fu quella che fece più scalpore nelle mie profane orecchie. La crescita musicale, strumentale e vocale è notevole. Poi l'urlo che fa da outro alla traccia, quasi a far intendere di essersi scrollata di dosso un peso opprimente. Cardi B, Megan Thee Stallion. WAP. Che devo dire? Che il pezzo è una bomba assoluta, il testo discutibilissimo e che sono uno scemo a non ascoltare Cardi B? Sì l'ho detto. Pezzone che io fino a qualche anno fa non lo avrei ascoltato per pregiudizi personali. Beat pesantissimo ma comunque spettacolare. Ottobre. Oasis. Slide Away. Oasis. I'm Outta Time. Oasis. Talk Tonight. Oasis. Live Forever. Oasis. Acquiesce. Oasis. Roll It Over. Oasis. Champagne Supernova. Oasis. The Masterplan. Noel Gallagher's High Flying Birds. Dead in The Water - Live. Chiesi ad un amico specializzato di farmi ascoltare qualcosa degli Oasis. Tempo qualche ora e già avevo una playlist all'altezza di un Best Of Oasis in formato CD. Pecca che ho saputo gestire e rimediare nel tempo di una quarantena non prevista nel finire di settembre. Ah però non ora. Facciamo che ve la dico dopo questa cosa qui. Joji. Ew. Joji fa un album grosso così. Non riuscite a capire perché non avete presente quanto abbia allargato le braccia. Immaginatevi che stia a braccia aperte. Ecco, l'album di Joji è bello tanto così. L'intro più azzeccata che poteva mettere a segno. Un pezzo RnB, emo quasi da ballata. Avete presente le scene di ballo lente dove ci sono le coppie abbracciate che si muovono lente non facendo caso al ritmo della canzone? Questa è la soundtrack. Ew è un pezzone che ho apprezzato fin da subito, un vocal assurdo, con dei falsetti meravigliosi che ti regalano un piacere al suo ascolto. Ripeto: miglior intro non poteva farla George mio. Joji, Diplo. Daylight. Ho i brividi. Sul serio. Joji. Gimme Love. Non riesco a smettere di ballare e piangere all'unisono. Fermatemi. Romy. Lifetime. Il ritorno di Romy, ma non degli XX, però va bene lo stesso. Una strumentale bellissima che ho saputo apprezzare a pieno in un clima autunnale e colmo di altri ricordi che vi approfondirò più tardi. Lorenzo. Damdamdeo. Beat ipnotico per quanto sia semplice e diretto. Il pezzo è divertente e mi intrattiene. Tutto quello che serve per far funzionare una canzone messa in pratica da Lorenzo e i suoi producer e collaboratori. Dam dam deoooo. Lorenzo. Revolver rose. Thundercat. Tron Song. Jorja Smith. By Any Means. Ritorno sulla scena di una inaspettata Jorja Smith. Lei magnifica come sempre mi ha deliziato con un pezzo all'altezza delle aspettative che non avevo, dato che non è stato sponsorizzato. È uscito un po dal nulla. Davvero splendido, come lei del resto. Future. Too Comfortable. Howling, RY X, Frank Wiedemann. Bind. Strumentale da fantascienza. Splendida. Giveon. Still Your Best. Giveon, Snoh Aalegra. Last Time. Giveon. Stuck On You. Un album davvero delizioso. Arricchito da una splendida collaborazione con la più bella svedese con origini persiane che conosco. Giveon è un cantante davvero empatico, viscerale ed emotivo. Il modo come canta è il motivo di forza e distinzione dai suoi colleghi. In lui ho trovato questo pregio notevole che mi ha colpito e cullato nelle sue varie canzoni, EP ed album. Ogni canzone è quasi come se vivesse talmente forte da farlo percepire all'ascoltatore. Un modo unico di cantare. A me fa davvero impazzire. Si, lo so, sono una femminuccia che si bagna quando dico così. Ma a me non frega nulla. Lucia Manca. Ricorderai. Bryson Tiller. Sorrow. Ritorno in vecchio stile di Tiller con un pezzone bello che pompa un sacco. Beat che mi fa godere, sono tornato ai tempi di Trapsoul. Ed il concept della copertina sembra darmi ragione. King Krule. Perfecto Miserable. Tame Impala. Apocalypse Dream. Ottobre ed anche tutto l'anno è stato un periodo di riscoperta e di riascolto dei vecchi album di Kevin Parker. Nei suoi lavori meno recenti infatti troviamo dei pezzi assurdi quanto alla portata di tutti. Poi il particolare fondamentale è che sono state canzoni che mi hanno fatto compagnia nell'autunno alla volta di un piccolo viaggio inaspettato. Bryson Tiller, The Weeknd. Rambo (Last Blood). In Trapsoul sta traccia era assurda, ma con una re-edit con l'aiuto della comparsa di Abelino è tutta un'altra storia. The Weeknd qualsiasi cosa tocchi la fa diventare d'oro. Un pezzo già spettacolare di suo, quando uscì nel 2015, dopo 5 anni viene ripreso e arricchito da una splendida guest star. La Deluxe di Trapsoul è stata deliziosa. Erik Satie, Alexandre Tharaud. Première Gymnopédie. Una cosa che amo di me stesso è quella di curiosare in giro e cercare sempre nuovi stimoli e nuove cose. Ho la fortuna di essere affamato di qualsiasi cosa mi attiri. Nel caso della musica, amo spaziare di genere in genere. Questa traccia ho avuto la fortuna di ascoltarla in una delle notti che avevo voglia di ascoltare musica rilassante, prima di andare a dormire. È una traccia che mi mette tranquillità. Pianoforte talmente delicato che sembra accarezzarmi la pelle con le dita. Uno spettacolo musicale, sobrio e semplice. Un pianoforte. Null'altro. Travis Scott. The Plan. Berhana. Golden. Isaac Delusion. Disorder. Isaac Delusion. People You Know. Isaac Delusion. Parrots. È stata una scoperta meravigliosa. Gli Isaac Delusion sono una band composta da Bastien Dodard, Cedric Laban, Jules Pacotte, Loïc Fleury, Nicolas Bourrigan. Il loro genere è un synth-folk pop, una sorta di pop ma molto più leggero e poco commerciale. Hanno la particolarità di risultare delicati e poco invasivi. Infatti la loro musica mi mette una tranquillità unica, il loro punto forte l'ho carpito fin dalla prima traccia che ascoltai, "disorder". Anche se la traccia in questione ha un ritmo diverso dalla descrizione che vi ho appena detto, ha una diversa sonorità rispetto a qualsiasi altra canzone pop. In "parrot" sono micidiali, la traccia sembra un sogno. Con "people you know" ho un ricordo bellissimo di una splendida vacanza autunnale che mi ha lasciato un bel ricordo. La traccia è favolosa e mi ha accompagnato anche nei mesi successivi al viaggio. Bonobo, Innov Gnawa. Bambro Koyo Ganda. Perché non dò retta al mio amico che mi dice di ascoltare Bonobo? Perché non lo faccio? Anzi perché l'ho fatto solo ora? Che mina sta traccia. Fusione perfetta di canti africani (loro marocchini) con un sound elettronico house. Senza parole. Pomme. On brûlera. https://www.instagram.com/p/CGAXCB7qOTC/?igshid=1xxckq3lcz5qj Se non vi innamorate di questa ragazza, probabilmente non siete umani. La cosa vale sia per gli uomini che per le donne. Pomme è dolcissima. Bloody Vinyl, Slait, Young Miles, Salmo, Taxi B, Greg Willen. Machete Satellite. Bloody Vinyl, Slait, tha Supreme, Young Miles, Dani Faiv. X 1 Mex. Oh cazzo! Cosa sto ascoltando? Posso confermare che la nuova scena rap, trap italiana ha del buono. Sonoricamente parlando ho sentito suoni che non avevo ascoltato in nessuna altra traccia. Poi può essere che io sto poco appresso a questo genere e sono tutte così, però mi sono piaciute un casino sinceramente ste due. Rhye. Taste. Justice. Genesis. Perché mi perdo i pezzi per strada e questa traccia l'ho scoperta solo ora? Non ho parole per descrivere la bellezza della french house. Un genere che non ho mai ascoltato approfonditamente, ma che mi ha sorpreso con uno dei capisaldi del genere. I Justice sono fenomenali e Genesis è una pietra miliare. Joey Bada$$. The Light. Mecna, Frah Quintale. Tutto Ok. Mecna e Frah, Mecna e Frah, Mecna e Frah, Mecna e Frah, Mecna e Fraaaah! Non ce la faccio. No! Mecna - Coltello Nel Burro Mecna. Non Mi Va/Con Te. Woodkid. I Love You. Woodkid. Boat Song. Woodkid. Where I Live. Dopo l'annuncio di un album imminente e delle date saltate a Roma, causa Covid, mi sono visto costretto ad ascoltare il piccolo Woodkid che avevo già sentito parlare da uno dei miei artisti preferiti e da un amico. Ha un modo particolare di fare musica. Lui è un produttore e inizialmente facevo fatica a stargli dietro. È un genere molto diverso dalla norma, ha dei particolari che ad un orecchio poco allenato può anche non piacere. Suoni classici e rivisitazioni al passo col tempo. Il progetto, The Golden Age, è del 2013, quindi sette anni prima, e posso ammettere che non si sente un divario generazionale con la musica di adesso. Il presupposto che ho omesso è che l'album fa parte di un genere che concettualmente non avevo mai approcciato, un po' perché non interessato da quella musica, un po' anche perché non c'è mai stata una vera occasione di ascoltarlo. Un orchestra davvero colma di strumenti musicali, che passano dai tamburi, flauti, violini, viole, pianoforte ed altri che non riesco nemmeno a riconoscerli. Ci sono anche le campane in I Love You. Le trombe in Boat Song e Where I Live. Delle tre tracce Where I Live la elevo alla più bella. Ha una cadenza e un ritmo completamente diverso dal resto. L'adoro per come è semplice ma struggente. Woodkid, è all'ennesima potenza e si plasma insieme alla strumentale intrisa di disperazione. Nel testo è accentuata la sua forte depressione e senso di smarrimento quanto lui sia convinto che il suo posto di nascita sia quello della sua morte. Come se stesse cercando di dire che nella vita non riuscirà a cambiare nulla e a vivere l'incubo di non ambire a qualcosa di più. Vedere sempre gli stessi posti, ignorando cosa ci sia oltre quello alla propria portata. Lo smarrimento probabilmente nasce da insoddisfazioni e mancanza di ambizioni, scendendo nell'auto commiserazione. Si sente perso e cerca di fare entrare nella sua ottica anche l'ascoltatore con un pianoforte che ti entra nel cuore. Così come la tromba che arricchisce tutta quella tristezza che l'artista trascende con la sua voce. Le sue parole sono strazianti per quanto siano cantate splendidamente. Woodkid. Goliath. Ma che cazzo è? Mai sentito una roba del genere. Inizio ad ascoltare Woodkid e penso di avere un'idea, ma con Goliath praticamente tutte le mie certezze a riguardo del compositore e cantante francese si vanno a fare fottere. Goliath è una mina assurda. Una macchina prende possesso del corpo di Woodkid e decide di incidere una canzone. La canzone in questione è il prodotto. Madonna mia ma cosa è capace di fare questo tipo qui? Ed io tutto questo tempo nemmeno me lo sono mai filato. Che bel coglione che so. Woodkid. In Your Likeness. Woodkid. Reactor. Non riesco a capire se Woodkid è una persona reale oppure una proiezione divina che è entrata in contatto con il mondo per far capire che i dei esistono. E lui è uno di quei dei. Indescrivibile. Anzi cercherò delle parole adatte. Ty Dolla $ign, Kid Cudi. Temptation. Ty Dolla $ign, Kanye West, Anderson .Paak, Thundercat. Track 6 Assurda. Tutti i componenti della traccia sono perfetti, si uniscono alla perfezione anche con dei stili diversi tra loro. Pezzone. Ty Dolla $ign, FKA Twigs, Skrillex, Kanye West. Ego Death. Pezzo stupefacente. Appena uscì ero curioso di ascoltarlo, vedendo dei nomi noti che mi piacevano un sacco e non. Il non era riferito soltanto ad uno. Si Kanye. Comunque la curiosità mi ha spinto ad ascoltarla e a rimanerci sotto. Tutti e 4 gli artisti citati sono stati essenziali. Il sample iniziale, zampino dello scapocciato di Kanye West lancia il beat semi ipnotico, mezzo hip-hop, mezzo caraibico, mezzo non lo so. Skrillex probabilmente è sceso ad un compromesso che mi ha fatto godere con questa strumentale assurda. Ty è una voce RnB che difficilmente sbaglia. Poi torna Kanye, ma cantando, anzi rappando su qualche strofa. Anche molto bene c'è da dire. Poi arriva un momento di stallo. Si fermano i ritmi. Accenno di FKA Twigs, che viene interrotto dal sample dell'inizio. Ed ecco. Parte la parte più goduriosa del brano. Un beat evoluto che diventa una strumentale a tutti gli effetti house con la divinità della piccola Twigs. Adoro tutto il complesso musicale e lirico. Tutto fatto splendidamente. Il risultato: una hit strepitosa del 2020. Vantage. 50//50 Dua Lipa, Angèle. Fever. Quando ho letto la collaborazione non ci credevo. Ero convinto fosse uno scherzo. L'artista pop più acclamata dell'anno faceva un pezzo con la mia piccola Angèle. Ero davvero contento dalla notizia, poi quando uscì ne fui sorpreso. Il pezzo è davvero bello, mi piace un sacco, l'unica pecca che ho trovato forse è la batteria molto vista e rivista (passatemi il termine è un po raggaeton). Loro sono state splendide, ho goduto nell'ascoltarle insieme. Poi sto binomio inglese francese mi fa sentire male. Due delle artiste pop migliori in circolazione, a mio avviso. Novembre. Boy Pablo. Mustache. Boy Pablo. Watchito Rico. Sono tornati i boy pablo e sono sempre quelli che ho adorato fin dagli inizi. Stile inconfondibile con una chitarra elettrica che mi fa tornare un teenager che voleva spaccare il mondo. Nicolas Muñoz, frontman, ha un modo di cantare molto leggero e semplice che ti fa sentire a tuo agio fin da subito. Ogni traccia è una piccola hit che nel passato non ha visto luce. Poi sono arrivati i boy pablo e (anche se in ritardo) l'hanno messa in un album. Adoro davvero tanto questi ragazzi. Il loro punto di forza è la semplicità. E meno male esistono artisti semplici. Paolo Nutini. Rewind. City and Colours. Like Knives. Questa è una traccia che mi ha davvero spiazzato. Scoperta grazie ad un artista che pubblicò una playlist con canzoni molto belle, grossomodo tutte su questo genere e mood. La canzone è una breakup song, quindi è una presa a male gigante. La cosa curiosa è che è datata 2005 e non si sente affatto gli anni di "vecchiaia", anzi è davvero al passo. Non ha nulla di particolarmente sorprendente, è molto semplice e per questo colpisce. Le parole invece spaccano questa quiete e danno profondità lirica. Comunque sì, ho ascoltato musica molto semplice in questo momento dell'anno. Che cazzo volete? Problemi? Volete le botte? Vi dò i pugni. Nina Simone. Don't Explain. Super Nina Simone ragazzi, super Nina! Mamma mia che pezzo spettacolare. Tracy Chapman. Talkin' Bout a Revolution. Joni Mitchell. Both Sides Now Winter Aid. The Wisp Sings Billie Holiday. I'm a Fool to Want You. Antony and The Johnsons. Bird Guhl Tracy Chapman. The Promise. Li metto tutti insieme. I seguenti pezzi sono dei classiconi, sempre scoperti grazie all'ausilio della playlist che vi dicevo nel commento di pochissime canzoni fa. Ho avuto una grande fortuna ad averli recuperati nel corso dell'anno. Sperando di continuare così per molto. Izi, IDK. Al Pacino. Izi e IDK nella stessa canzone?! Ma che cazzo state dicendo? Frank Carter & The Rattlesnakes. Paradise. È stato un periodo strano l'autunno scorso. Mi hanno cambiato turno di lavoro e mi hanno spostato nel turno di pomeriggio. L'ho fatto fino all'inverno. È stata veramente una sofferenza unica. Mi dicevo ok, dai, mi sveglio presto, vado a correre, faccio le mie cose con calma, faccio la spesa, sistemo casa, preparo da mangiare per mia nonna e se c'era anche mio fratello e poi esco per andare a lavoro. Se, te piacerebbe Pieretto. Non credo di essermi svegliato mai prima delle 11 di mattina. Ho sempre fatto tutto di corsa. Una sistemata per casa, prepara il pranzo al volo, prevalentemente per mia nonna, molte volte nemmeno sono riuscito a mangiare, esco in fretta e furia perché sta per passare l'auto e se non lo prendo, perdo anche la metro. Tutto sempre di corsa, però sta cosa mi piaceva un sacco. Il fiatone appena salivo sull'autobus, o sulla metro mi faceva sentire vivo. Sentivo l'adrenalina e il cuore che batteva a mille. Per certi versi sono stato bene, per altri no. Infatti la mia vita girava soltanto attorno al lavoro. Quando attaccavo salutavo di passaggio i miei colleghi di lavoro della mattina e finiva lì. Quando facevo mattina assieme a loro c'era ottimo rapporto, stavamo sempre insieme quando potevamo. Insomma ci sono stati lati negativi e lati negativi della cosa. Sì perché quelli positivi non c'erano, dato che staccavo alle 20:57 e dovevo correre per prendere l'ultima corsa della metro che era delle 21, perché sennò rimanevo come un pollo a piedi o coi notturni. Poi soprattutto c'era anche il coprifuoco alle 23, quindi se magari uscivi dal lavoro con le buone intenzioni di ubriacarti, probabilmente venivi stroncato sul nascere perché era tutto chiuso. Insomma c'è stato un momento dell'anno frenetico ma molto negativo. La compagnia? La musica. La scoperta che più mi colpì e mi accompagnò in questa disavventura molto delirante furono Frank Carter e The Rattlesnakes. Soprattutto questa traccia mi faceva correre come un pendolino. Ero un centometrista quando si parlava di prendere un mezzo di trasporto. Poi soprattutto con questa traccia nelle cuffiette. Giacche, berretti e sciarpette che mi facevano sudare anche l'anima dei miei... dai non lo dico... gli avi. L'ho detto, lol. Blossom è stato un album spettacolare, un throwback ai vecchi tempi di quando ascoltavo roba molto simile. Punk, rock, metal, post hardcore, death core ecc. Paradise è bella zozza. Mi mette una forza assurda. Frank è sporchissimo, la sua voce è mixata malissimo rispetto alla strumentale. Ma per questo è ancor più bello. A noi ci piace sporco. Il momento più alto della traccia è quando dopo la prima parte si interrompe, lui fa: ”You coward fucking scum” e sputa. Mammamia sto sputo lo sento tutto addosso. Fammece er bagno Frank. No. Ho esagerato. Però bella sta zozzata. Ho goduto quando l'ho sentita. Ero tipo uno di quei fan sotto al palco che pogano coi lividi sulle braccia. Se me capita un live de Frank Carter me lancio per aria. Lo giuro. Paradise è un inno di violenza assurda. Zozza violenza. Claude Debussy, Alain Planés. Suite Bergamasque: Suite Bergamasque: III. Clair de lune. Andante très expressif. Qui non sono come ci sono arrivato. Però sono sincero, da qui non vorrei andarmene. Un pianoforte che ti accarezza le orecchie tanto da farti volare in un sogno surreale in cima alle nuvole. La leggiadria della musica è talmente forte che può estasiare chiunque. Una splendida riproduzione musicale di surrealismo onirico. Detta così sembrerebbe una supercazzola, però mi fa sognare questa sinfonia. Con ogni probabilità non sarà l'unica che ascolterò del genere e soprattutto di Debussy. Ancora faccio fatica a pensare che fino a qualche tempo fa non lo avrei mai ascoltato un genere così. Ed invece, meno male che ho cambiato idea. Coldplay. Green Eyes. Una bellissima traccia di un gruppo che qualche anno fa si ostinava a fare delle canzoni spettacolari. Oggi si accontenta di vendere. Green Eyes è una traccia davvero grande. Quanto grande? Grande così. Non si capisce. Vabbè, pazienza. Yakamoto Kotsunga. All These Things I Used to Have. Lui è Giacomo Mazzucato, un produttore italiano che amo alla follia. Mi chiedereste il perché, giustamente. Giacomo mise mano nella produzione di una delle mie canzoni preferite di sempre. Lui è il produttore di 31/08 di Mecna. Parlerei ore di quella canzone, ma non siamo qui per questo. In questa traccia, la sua chitarra, molto ricorrente in molte delle sue produzioni (vedi anche 31/08, per l'appunto) ha un punto di forza e di forte riconoscimento. Chitarra elettrica e beat che si evolve in maniera quasi inaspettata. I primi minuti sembra come se non dovesse dire più nulla di diverso dalle prime note. Invece ha uno sblocco totale poco dopo la metà della traccia, che come una goccia d'acqua si propaga e crea un'onda anomala. Un beat irrefrenabile che si schianta e finisce in un nulla di fatto. Riascoltare quella chitarra mi ha riportato indietro negli anni. Grazie Giacomo per quello che feci assieme a Corrado. CoCo. Nessuno Sa. CoCo, Luchè. Eredità. CoCo. Compleanno. CoCo, Lil Jolie, Vale LP. Non Mi Capirai Mai. CoCo. Sperlonga Vecchia (Freestyle). L'album di CoCo l'ho ascoltato tanto, ma perché inizialmente non capivo la sua bellezza. Lo trovavo monotono e per nulla particolare, ma ascolto dopo ascolto cominciai a capare le mie preferite. La cover dell'album è spettacolare, sinceramente mi ha colpito soprattutto per quello. I temi di CoCo sono molto profondi e introspettivi. Ho notato che la sua scrittura sia molto vicina al collega dallo stesso nome di battesimo. Mecna per l'appunto. Non ha alcuna vergogna a mettersi a nudo con un microfono, già da Acquario ho capito la sua visione. Amo vedere artisti raccontarsi fragili senza paure. È un modo introspettivo per fare entrare in intimità l'ascoltatore con l'artista. In Nessuno Sa è molto struggente, parlando di ciò che ha passato nella sua vita in maniera davvero profonda. Nella seconda strofa invece, parla della sua relazione finita. CoCo inizia la traccia con un ritornello da incompreso, parlando di come i suoi sacrifici siano stati bypassati dal suo successo e che tutto il suo percorso sia stato dimenticato da chiunque, soprattutto dai suoi amici più fedeli. In realtà CoCo è più legato al suo passato di quanto ci si possa immaginare. "Non te l'ho detto mai, era solo essere creduto Quando ti dicevo: 'Un giorno vedrai, sarò lì, lo giuro' Sai, leggevo il mio futuro sopra nuvole di fumo A me che basta così poco per dubitare di tutto Sai, difendere i miei sogni per me era come un rifugio E guardami negli occhi adesso che sto qui Lancio questi soldi, poi li rifarò". Ho adorato alla follia questa parte. CoCo mette in chiaro che tutto ciò che ha fatto era incerto ma comunque lui ha messo tutto in gioco, anche con mille paure e dubbi. La strofa è posta come una conversazione ad una controparte, molto probabilmente alla sua ex. In Eredità troviamo anche la collaborazione di Luchè. Il suo contributo è presente nel ritornello, scritto a CoCo come se fosse una dedica di un fratello maggiore. L'idea che mi sono fatto della scena che il ritornello lascia trascendere, è una conversazione tra i due in una stanza, parlandosi apertamente di ciò che artisticamente sono. Il suo passato è una parte fondamentale che nel futuro saprà apprezzare più a fondo. Le due strofe sono davvero importanti, ha una capacità espositiva incredibile CoCo. Nella prima strofa parla di quanto sia stato difficile fare musica in un posto dove non veniva compreso, tanto da nascondere la sua passione. Poi si evolve il testo e comincia a parlare di come ormai tutti si soffermano all'apparenza di una persona, non pensando ci sia un mondo dietro. "Pеrché per guardarmi dentro non basterà uno zoom Oggi chе basta guardarsi per giudicarsi E siamo tutti così esperti in vite degli altri Prova a guardare dietro a quello che voglio mostrarti Ricordati che un muro in fondo ha sempre due lati". Nella seconda strofa invece inizia parlando della scomparsa di sua madre e di quanto il suo addio lo abbia segnato. Continua portando a galla le sue insicurezze e difficoltà che ha avuto nel corso degli anni, che lo hanno reso tale. "Perciò mi fido di rado, rimango nel mio acquario" in questa barra c'è il riferimento al suo album precedente, Acquario. La strumentale, per quanto sia semplice è adatta al testo, perciò funzionale e valorizza tutto. Non a caso è la canzone preferita dell'artista, ma con pochi dubbi posso dire anche la mia. Pianoforte accompagnato da un beat semplice ed efficace. In Compleanno invece parla di suo figlio, Sebastian. Il testo è sospiroso, incentrato sui suoi rimpianti di padre. Da Sebastian, titolo della traccia dell'album precedente, cambia totalmente l'approccio e la scrittura del testo. Da che era felice e la sua nascita lo avesse sconvolto, in maniera positiva, ora è quasi pentito di trascurarlo. La sua paura di fare gli stessi errori del padre sono stati gli stessi che sta facendo con suo figlio. Praticamente le due tracce, Sebastian e Compleanno, sono i due lati della stessa medaglia. Il particolare fondamentale che le distingue sono i due testi completamente contrapposti, come se fossero lo Yin e lo Yang. CoCo è consapevole di come stiano andando le cose e si colpevolizza dei suoi comportamenti da figura paterna assente. La sua carriera da artista per quanto stia andando bene, sia una forma di distrazione per la crescita di Sebastian. La sua distrazione è la musica, che gli occupa tanto tempo, ma sa che le sue parole, crescendo, non giustificheranno nulla. Nel freestyle di Sperlonga Vecchia ne parlo poco perché fondamentalmente è bella perché divertente e easy. In Non Mi Capirai Mai invece adoro il fatto che tutti e due i featuring, che non conoscevo, siano azzeccati e siano all'altezza di un pezzo bello e malinconico. Floridiana, l'album è un lavoro che ho adorato nel corso dell'anno. I seguenti pezzi mi hanno fatto innamorare di questo incredibile CD del piccolo CoCo, tanto da ascoltarli fino allo sfinimento. Paul Epworth, Ty Dolla $ign. Cosmos. Tei Shi, Blood Orange. Even If Its Hurts. Io ricordavo di averla ascoltata tipo ad inizio anno, però dopo aver fatto delle ricerche posso dire che la memoria mi ha tradito. Il pezzo è uno spettacolo, Blood Orange e Tei Shi sono complici di aver partorito insieme una clamorosa riproduzione di splendore canonico. La strumentale curata dallo stesso Devonté Haynes, ha dato risalto ad una voce angelica, quella di Tei Shi. Ho gli occhi a cuoricino per questa traccia. È impossibile che una traccia del genere non venga apprezzata. Io sono convinto di aver conosciuto Tei Shi con questa traccia, anche se la trovo nei preferiti a novembre (su Spotify). Però non mi frega nulla, sono sicuro il mio istinto è certo che in un'altra maniera l'ho ascoltata verso l'inizio dell'anno. Facciamo così, torniamo indietro. Cercate nella barra "trova" o "cerca parola" Sigismondo. Ci ritroviamo qui tra poco. Ugo. Kennyhoopla. How will I rest in peace if I'm buried by a highway?//. Questo tizio mi ha riportato indietro nel tempo. Ha preso il Piero tredicenne e lo ha riportato in vita. Che bello sto punk bello zozzo che si urla, si salta per aria, godoooo. Kennyhoopla penso sia stata una delle scoperte più sorprendenti dell'anno, un po perché il suo genere era da un bel po' che non lo rispolveravo, ed anche per la sua personalità. Ha un modo alternativo di fare questo pop punk molto scarno, ma con una melodia che ti entra nel cervello. Si sente che pecca un sacco la strumentale, sembra quasi che sia riempita male. Un po per il basso poco riconoscibile e la batteria che sembra bassa. Però il risultato, anche se ha dei minimi difetti risulta piacevole e di impatto. Traccia che mi ha riaperto uno scenario che tenevo stretto nei ricordi. Anche se ogni tanto torno su questa musica. Mi fa tornare piccolo :3. Ólafur Arnalds, Bonobo. Loom. Dave, AJ Tracey. Thiago Silva. https://youtu.be/e1vlLJCr9Lo Se non vi siete gasati come me, allora avete qualche problema regaz. Quanto vorreste essere Alex con il vostro artista preferito lì? Comunque la traccia già la conoscevo svariati anni fa, però vedendo questo video, dovevo in qualche modo ricicciarla fuori. Parte che mi ha fatto venire i brividi, Dave, appena sta iniziando la strumentale, che dice ad Alex: "if you forget the lyrics look at me, I'll help you. I believe in you. I believe in you". Magico Dave. Dominc Fike. Vampire. Rhye. 3 Days. La traccia è semplice, ma mi piace un sacco. Chi diceva che le cose semplici sono sempre le più belle? Ah è vero! Nessuno. Non ha nulla di eccezionale e per questo che ti colpisce. Nel mio caso mi ha proprio travolto, è stato un amore improvviso. Non ho molto altro da dire se non che dovete andarvela ad ascoltare subitissimo. Vi perderete una bellezza talmente pura da farmi tornare bimbi neonati. Tipo quelli che piangono dentro le culle. Capito no. Bring Me The Horizon, Nova Twins. 1x1. Una bomba assurda che mi fa cantare come una pussy incallita. "Put me outta my misery, my mind Feels like an archenemy, can't look me in the eyes I don't know what hurts the most, holding on or letting go Reliving my memories and they're killing me one by one" KennyHoopla, Travis Barker. Estella//. Mi sto gasando un bordello. Pezzone punk a bestia. Godo! Voodoo Kid. Ghiacciai. L'ho consumata. Questo Ep di Voodoo Kid è davvero intrigante, questa traccia però è la punta di diamante. Amore che è iniziato ad accrescere sempre di più ogni volta che l'ascoltavo. Pezzo semplice ma aimé, breve. Però in 2 minuti e mezzo scarsi, con due strofe ed un ritornello ripetuto due volte, è riuscita/o a fare centro. La a/o non l'ho messa perché so matto, ma bensì perché l'artista ha spiegato in un'intervista che non ha un gender riconoscibile, infatti si definisce neutro. Si chiama Marianna Pluda, e si sente sia uomo che donna. Se si riferiscono a lui/lei in entrambi i modi, non si turba affatto. Dopo questa parentesi di curiosità torno a parlare di Ghiacciai. Il pezzo è bello pieno, mi piace un sacco il beat molto freddo con dei sample che risuonano come dentro una caverna ghiacciata. Il testo è molto sentimentale, diretto e a mio parere molto carino. È una scrittura semplice che mi ha fatto diventare teeneger. Il ritornello è ipnotico tanto da amarlo a tal punto di farmelo cantare a squarciagola in auto. "Ma non lo racconti mai Di come stai bene con me E non ti chiedi mai il perché Ma con gli altri che fai? Ti rivesti e poi vai Con me non lo fai mai È solo un'abitudine E io sarò il tuo habitué Fredda come i ghiacciai Non ti scomponi mai Ma con me un po' lo fai" Ho accesso l'accendino come in un concerto. Bellissima traccia. Sade. The Sweetest Taboo. Ginevra. Vortice. Adoro sempre di più questa meravigliosa artista. Mi fa sognare. Torno un bambino con la sua voce. Mi spezza l'anima. Porca troia Ginevra quanto sei micidiale. Un pezzo favoloso. Sam Smith. Diamonds. La canzone pop più bella dell'anno... Ah no, c'è The Weeknd che ha fatto i danni. Facciamo che al podio ci arriva. Mi fa venire i brividi questa traccia. Ha un'energica incredibile Sam Smith qui. Nel ritornello, quel riff di chitarra che pompa la cassaaaaaa! Produzione spettacolare. Un grande plauso va a Shellback e Oscar Görres. Poi per il resto c'è la grandissima voce di Sam Smith. Sam Smith. Forgive Myself. Piangete tranquillamente. Lo sto facendo anche io. Dinos. Diptyque. Dinos. Madone. Il ritorno inaspettato di Dinos. Cioè per me era inaspettato dato che era uscito precisamente l'anno prima Taciturne che mi aveva sconvolto. L'album in questione è Stamina, un grandissimo esempio di come si fa il rap, nel suo caso, in francese. L'intro, Diptyque, è spettacolare. Strumentalmente parlando è un pezzo davvero ben fatto, dall'inizio lento col piano fino al beat spacca culi. Dinos ha una voce che mi piace tantissimo, ed anche se inizialmente non capivo un cazzo, mi piaceva la sua intonazione e il suo stile. In Madone ha uno stile un po' più pesante con degli accorgimenti che richiamano la cassa, la batteria, il clap ed altri componenti della trap. Non dispiace affatto perché Dinos mi fa amare pure quel mondo che non ho coraggio di ascoltare dato che fa rate. Ho i pregiudizi, lo so, che devo fare. Però non è vero che odio la trap, è solo che la trovo sopravvalutata, troppo strumentalizzata e molto ripetitiva. Dico ciò perché non riesco a trovare qualche traccia che si distingua dall'altra, è un genere monotono che non ha molte sfumature. Boh, poi sarò io. Comunque l'album di Dinos è una bomba. C'est incroyable. Dicembre. Reason, Isaiah Rashad, JID. Extinct. Tony Velour, Dylan Brady. Euro Plug. Non chiedetemi il commento e di come l'abbia scoperta questa, fate come me: cominciate a zompare per aria come se stesse facendo un moshpit in un concerto remoto, perché porcodue ancora nse può fa n'cazzo. Che cojoni, me faccio saltà per aria. Enny, Jorja Smith. Peng Black Girls Remix. Rico Nasty, Rubi Rose, Sukihana, ppcocaine. Smack A Bitch. Rico è troppo hardcore per questo genere, anzi. Rico è troppo hardcore per questo mondo. Beat distruttivo di quel pazzo scatenato di Kenny Beats. Quanto ti amo Kenny solo dio lo sa. Questa traccia equivale al C4, dinamite al plastico. Porca puttana, Rico hai lasciato i detriti in sto cazzo di pezzo. Devo essere volgare quando commento una traccia del genere, perché sennò non si capisce quanto sia spinta. Cazzo. Common, PJ. What Do You Say (Move It Baby). Passiamo dall'hardcore bello pesante ad un pezzo fantastico di Common. Un album davvero niente male con una traccia che mi ha fatto compagnia per molto tempo. Strumentalmente funk, soul e jazz, perché no. Una bella aria di musica molto piacevole e poco complicata. Niente salti per aria, si sta sul divano a fare su e giù con la testa a ritmo della batteria. Mélodie Lauret. Quand j'entends les gens. Inhaler. When It Breaks. C. Tangana, Chico Blanco. Ojalá.. Bring Me The Horizon. Overture e Doomed - Live. Appena annunciarono questo album... Di per se non è un vero e proprio album, è il live che fecero al Royal Albert Hall con una orchestra a supporto. Io quando vidi su YouTube il video, anni fa ormai, rimasi sconvolto da così tanta bellezza. Arricchire una traccia con una Overture magistrale. Io non ho parole per descrivere così tanta bellezza, davvero. Ascoltate su Spotify, così da capire. Anzi, andate qui. https://youtu.be/OGc9W-_C9u0 I ringraziamenti alla fine, sennò non riuscite a finire a leggere tutta la nota. Perdetevi. Questa non è solo musica. Taylor Swift. Peace. Non sono riuscito ad apprezzare mezza canzone dei due album acclamati da tutto il mondo della bella Taylor. Forse perché li ho ascoltati distrattamente, forse non ero mai stato in mood da apprezzarli. Non lo so. Nei mesi successivi cercai in tutti i modi di farmi piacere qualche canzone, perché mi chiedevo come cazzo fosse possibile che tutti stavano in fissa con Folklore o Evermore ed io no. Nell'ultimo mese dell'anno trovai Peace che spiccò dal mucchio. Non ero contento del mio operato, perché probabilmente avevo sentito ma non ascoltato i due lavori della Swift, però qualcosa avevo portato a casa. Anche se era poco, qualcosa sono riuscito ad apprezzare. Wu-Tang Clan. C.R.E.A.M.. Ora voglio tutti che si lamentano della mia gravissima pecca. Alzate sto polverone. No, non l'avevo mai ascoltata. E no, non avevo mai ascoltato il Wu-Tang Clan. Eretico? Mi frega cazzi. L'importante è aver recuperato. Nemmeno ve lo spiego il pezzo. È storia. Anzi lo spiegate voi a me. Dai su, ditemi. The Cure. Lullaby. Non finisce da nessuna parte perché la conosciamo tutti. Dai è talmente sputtanata che è inutile girarci intorno. La canzone è spettacolare, però peccato l'ho ascoltata ovunque, tipo Radio Dimensione Soft 105 e treeeeeeee ed anche in altre occasioni quando ero piccolo. Si sono arrabbiato, non so se si nota perché non la posso considerare in classifica, porca puttana. The Cure. Fashionation Street. Giro di basso ipnotico. Batteria che ti porta dentro. La chitarra che entra e ti cattura. Ora solo il basso. Madonna sto basso quanto è spettacolare. Un riff esemplare. E di nuovo dentro la grotta buia dei Cure. Si compone la strumentale anche con un arpa che particolarizza una parte di brano. Entra in azione la voce di Robert Smith che apre lo scenario lirico notturno alla ricerca di trasgressione e follia. Strumentalmente pazzesca. The Cure. Prayers For Rain. Come faccio a continuare a commentare i Cure? È inutile non ho più parole. Stiamo anche a fine anno. Non ce la faccio più. Quando la bellezza è tanta, mi dimentico le parole e non ricordo come si scrive. Tiop qnuado ecsi con una rgaazza. Vi è mai cpatitao? Pufuleti. BBC Cocau. Pufuleti. Montecore. Pufuleti. Catafratto. Pufuleti. Super Play-Doh. Pufuleti mi ha incuriosito già dalla foto dell'album, e cazzo che trip. È un rap mai ascoltato prima, cioè quasi fa cagare, ma a me è piaciuto un sacco. Mentre girovagavo per il quartiere dei miei nonni a piedi, nel periodo natalizio, mi mettevo in cuffia questo ragazzo, un tizio che mi ha aperto ad un mondo introverso. Lui, siciliano è emigrato in Germania fin da piccolo, ha "imparato" la lingua italiana dalla tv nostrana all'estero, anche se dalla pronuncia nelle varie tracce, si sente quanto faccia difficoltà a stare sul pezzo. Frasi sconnesse, parole messe a caso, voce poco cacofonica, fanno Pufuleti un artista poco raccomandabile, però nella sua disarmonia mi ha incuriosito e convinto. Non ha nulla di particolare se non tutto! I beat sono stranissimi, glitchati e fuori di testa, cambi di linguaggio repentini, rendono Pufuleti interessante al mio udito. C'è una voglia di fare qualcosa di diverso in maniera del tutto amatoriale e al gusto del rapper. Sinceramente mi ha tenuto compagnia nelle passeggiate, con tutto il freddo che c'era. Spero che faccia qualcos'altro e soprattutto migliori con la sua pronuncia, che secondo me può fare delle belle cose. George Smallwood, Marshmallow Band. I Love My Father. Fin'ora penso di dover dare l'oro alla canzone più bella, strappata, rubata o plagiata, ditelo come vi pare, come sample in un'altra traccia. Il sample lo possiamo trovare in ***********, proprio uscita in questo anno. Quella è una traccia super, questa è altrettanto spettacolare. Un pezzo senza tempo che mi fa tornare negli anni '80. Che bello trovare i sample e le canzoni originali. Sono fiero di me, quanto cazzo so bravo e curioso porco giuda. Jorja Smith, WDR Funkhausorchester. By Any Means - Machiavelli Sessions. Sensazionale. Sono a bocca aperta. Mamma, Jorjetta mia che mi combini. Ammaliato. Benee. Happen To Me. SZA. Good Days. A fine anno la mia adorata SZA decide di fare un pezzo straordinario, tanto da mettere un punto definitivo sulle uscite del 2020. Per molti è stato il pezzo dell'anno, e come biasimarli. Good Days me la sono goduta poco, ma quel poco per lo meno l'ho amata alla follia. Mac De Marco. Freking Out The Neighborhood. Rush finale a fine anno, ho ascoltato mille mila pezzi e recuperato un grande artista come Mac De Marco. Hit clamorosa questa qui, no doubt. Siete pronti per la top 20- no, non è vero, vi beccate altre fuori dalla classifica finale. Tutte sparse, senza senso. Queste ho faticato a non metterle in playlist. Perché queste so davvero tanta roba. Ecco a voi alla playlist out of 2020. Oboy. Avec Toi. Io non lo so. Quando sono capitato ad ascoltare questa traccia di Oboy probabilmente ero scannato. Il rap francese nel corso di questi anni mi ha colpito sempre di più, stilisticamente, liricalmente e musicalmente. La lingua si sposa perfettamente con i beat semplici ma soprattutto con quelli più importanti, particolari e fuori dalla norma. Ma poi hanno anche una grande cultura di musica elettronica e riescono ad avere un passo in più rispetto a molti altri artisti esteri. Adoro i suoni che propongono determinati rapper francesi perché spesso mai ascoltati o rivisitati in una maniera sopraffina. Avec Toi di Oboy mi fa impazzire, l'ascolto davvero in loop senza fermarmi. E voi direste: "ma perché???" Non lo so. Mi fa impazzire. Mi piace il modo in cui canta Oboy molto trascinato, soprattutto nel ritornello e il beat sotto che lo porta in sella, in una notte in moto, con lo scenario di insegne al led, lampioni, semafori e macchine sfiorate di un paio di centimetri. La notte pazza comincia fin da subito, appena il piano inizia a suonare. Cala il buio e Oboy canta. La sua voce mi piace un casino, e nemmeno ha un qualcosa di particolare. Sembra quasi svogliata e con poca fantasia di rappare e cantare, ma a me piace soprattutto la sua cadenza e la sua svogliatezza. Il testo non è il suo punto di forza, ma come lo canta per me vale un posto nel cuore. Anche se sfortunatamente la devo mettere out dalla playlist, rimarrà in my heart. Non ho molto altro da dire se non ascolrarla di nuovo a ripetizione e cantarla a squarciagola. "Trouve-moi à minuit, j'ai souvent d'l'insomnie Sous ça quand j'conduis, viens, on roule seuls dans la ville Quand j'suis avec toi, y a un tas d'choses que j'oublie Roule avec moi dans l'gamos, dans la ville Roule avec toi, j'recompte pour tuer l'ennui Viens, on fume toute la weed". Pearl Jam. Present Tense. Ascoltata in una delle serie, anzi documentari più belli ed emozionanti che abbia mai visto. È da un bel po' di anni ormai che è nato questo amore per la pallacanestro e quando vidi The Last Dance, quel sentimento divenne sempre più forte. La serie parla della storia di Michael Jordan e la sua ascesa da campione per ben sei volte, nella lega più ambita al mondo di basket professionistica: la National Basketball Association, comunemente chiamata NBA. Le emozioni che provai guardando questa serie furono davvero importanti. Jordan parlò molto di quanto sia stato importante questo sport per lui e quanto la sua mentalità da ossessionato alla vittoria fosse fondamentale per la sua gloria eterna nell'olimpo dei più grandi di questo sport. La domanda ora sta sorgendo spontanea un po a tutti voi che state leggendo: perché parli di questo e non della canzone? Ragazzi, io non dò nulla per scontato, io adoro anche il contesto in cui si scoprono le cose o le si fanno. Le emozioni vanno assaporate in diverso modo, soprattutto quando c'è anche lo zampino della musica sotto. Ogni pretesto rende tutto l'ascolto un ricordo unico e indelebile. Quando l'ascoltai era l'ultima puntata della serie, quando Jordan fece un recap delle sue sfide, vittorie, sconfitte, della dua crescita, delle sue delusioni, paure, soddisfazioni. I flash delle sue azioni da cestista, i suoi tiri, schiacciate e poi... Si ferma. Ora racconta tutto seduto sulla sua poltrona nella sua casa da non so quanti milioni di dollari. Il ricordo è soltanto quello che rimane. Certo i trofei fisicamente stanno lì dietro, gli anelli anche. La gloria è e sarà eterna. Ma quelle emozioni sono passate. È tutto finito. L'accompagnamento musicale dei Pearl Jam è stato talmente azzeccato da sfiorare la perfezione. La traccia è uno splendido quadro artistico, che mi piace definirlo astratto. È difficile che venga capito ed apprezzato, però per i pochi fortunati probabilmente vedranno la vera bellezza di questa opera. I Pearl Jam sono una band che ho sempre voluto approfondire e non ho mai avuto tempo, modo ed occasione per farlo. Con questa traccia presi anche l'occasione di ascoltare tutto l'album. Le emozioni però poi mi hanno fatto scegliere questa canzone come più bella di No Code, ed anche una delle più belle ed emozionanti di tutto l'anno. "All you needed was one little match... To start that whole fire" Mecna. Così Forte. Uscirono due singoli in estate: Paura di Me e Così Forte. Entrambi due canzoni che anticipavano l'album che stava ultimando il piccolo Corrado. 9 luglio, io ascoltai queste due tracce ed ero rimasto basito. Paura di Me era stranamente pop, un po' come Pazzo di Te, del precedente album, ma Così Forte aveva un non so che di introspettivo, grande classico di Corradino, che mi stava lasciando qualcosa che a primo impatto non riuscivo ad intendere. I primi ascolti nemmeno capivo determinate cose, però poi decisi di ascoltarle di meno, dato che l'uscita dell'album era quasi certa. Ascoltando questa traccia all'interno dell'album, e soprattutto leggendola, scoprì determinati punti che mi fecero tornare indietro. Soprattutto nel finale. Tutta la traccia mi ha fatto venire un senso di nostalgia e ho avuto una forte sensazione che lui volesse parlare del passato con una visione più matura e cosciente. Alcuni errori infatti li descrive con una visione cosciente dei fatti. "Sono cambiato come quelli che dicevano: 'Non cambio' Però mai stato vago a riguardo [•••] 'Torna a rappare', come se avessi smesso 'Torna complesso, ma torna perché senza te non è lo stesso' Per come è messo il panorama, trovarci un senso non mi ripaga Ma non fa niente, raga [•••] Gli amici veri sono pochi e con quei pochi ci ho scazzato daily Prometto un sorriso nei prossimi mesi Altri li ho visti andare via con certi bronci Ma giuro che non ho capito ancora oggi E sto pensando che a sbagliare siamo goffi Che non chiediamo scusa e che ci fingiamo morti". Alcune parti della traccia mi fanno impazzire, musicalmente parlando Lvnar ha fatto una strumentale davvero notevole, tanto da trasmettere in musica le stesse emozioni dettate dal testo di Mecna. Ok, ora passiamo alla parte finale. "Su questo letto si sta scomodi Quando ti dicono: 'Va tutto bene perché, cioè, sta andando tutto a rotoli' Certi mali non li curi con degli antibiotici E compriamo un nuovo letto così stiamo in dodici Yeah, un altro giorno alla finestra Più tempo per focalizzare ciò che mi interessa E lo scenario è grigio, non passa il pomeriggio Non sto pensando al mare, questo non è il mio ufficio". Nelle ultime quattro barre ci sono due riferimenti: uno è della traccia di Stokka e Madbuddy, Quando Un Giorno Tornerai, invece l'ultima barra è un riferimento ad una delle sue più celebri canzoni, 31/07. Il finale è diverso dalla canzone in questione, perché come avevo già detto ha una visione più cresciuta e maturata degli accadimenti. In 31/07 scriveva: "È la leggenda del 31, tipo: fine, fuochi d'artificio E sto pensando al mare dall'ufficio". La traccia in questione parlava di una rottura, invece in questa ultima la visione è completamente diversa. Quando capì veramente il significato, ebbi i brividi. Davvero. Capì che era tutto finito. Non gliene fregava più niente. Era tornato a parlare con leggerezza dopo tanti anni. Mecna. Scusa. Non è la prima volta che Mecna è così diretto e crudo. Quando ha intenzione di parlare di emozioni, non fa giri di parole. In Nonostante Sia, qualche album fa, ha avuto un grande coraggio a parlare di una vicenda davvero importante e forte come il suicidio di un suo famigliare. In questo caso l'entità della canzone e il tema è ben diverso, ma si mette totalmente a nudo. Però lo fa scusandosi e scrollandosi di dosso le cose che aveva in sospeso da molto tempo. Amicizie sospese, rapporti familiari, il rapporto con i suoi amici e colleghi di ieri e oggi, il rapporto con la sua ragazza. La particolarità che ho adorato è proprio questa, con semplicità e schiettezza ha messo da parte l'orgoglio e l'ego ammettendo le sue colpe che durante il percorso artistico forse ha dimenticato anche di dire alle persone a cui vuole bene. Amo Corrado per questo. Emotività esposta senza fregarsi del pensiero degli altri. Ti amo. Mecna, Izi. Vivere. Il pezzo pop più bello che Mecna potesse mai cantare. Strumentalmente curata nei minimi dettagli da Lvnar con l'aiuto di Alessandro Cianci al basso. Il senso è letto molto facilmente nel testo. Non ve lo spoilero, andate a leggerlo e poi ad ascoltare la traccia. Poi tornate qui. Però smettete di ballare, datevi un contegno. Mecna, Madame. Alibi. Non ho mai provato i brividi così facilmente come quando ascolto Alibi. Appena comincia partono subito lungo la schiena. Uno dei pezzi più belli di tutto l'album, però non saprei. Tutto l'album è davvero bello, questa è davvero particolare e mi agguanta. È catchy, come si suol dire. "Ho lasciato tutto alle mie spalle io Che vivevo nel passato un po' da sempre Tutti noi cerchiamo un po' di compagnia Ma non ci accorgiamo di chi non ci serve" Madame è super nella sua strofa. Descrivere alla perfezione, cercando anche di parafrasare una scena d'amore. Quando la leggete ditemi se non mi siete immaginati la scena così come la canta la rapper. Penna incredibile. Collaborazione assurda. Tamino. Indigo Night. Il racconto di una notte indaco. Indigo night, la traduzione. Tamino inizia cantando "imagine". Ora, leggendo i vari significati nell'internet ho visto molte interpretazioni del testo, perché è abbastanza aperto e poco chiaro. La notte indaco ha più concezioni, infatti il colore in questione ha più significati. Il primo che ho trovato è che il colore che predomina al calar del sole è l'indaco. La seconda ipotesi, che penso sia quella più plausibile, è che l'indaco rappresenta uno stato spirituale di sogno lucido, quindi una sorta di illusione. La terza ipotesi è sommariamente collegata alla seconda, cioè l'indaco è un colore che viene associato all'assunzione di droghe e farmaci che alterano la realtà. Quindi sempre una illusione però provocata da sostanze esterne. Di tutte e tre le descrizioni plausibili del significato della traccia, mi accontenta la seconda. Ma non soltanto per aver letto i vari significati in giro per i siti di esoterismo, noidonne, coloridelmondo ecc. ma perché come dicevo prima, Tamino inizia la traccia dicendo "Imagine". Immagina. Il senso di tutta la traccia è un suo sogno probabilmente. Se cercate su internet, l'interpretazione del testo di Indigo Night ci sono due, tre versioni. Io leggendole non ne sono rimasto soddisfatto, perché troppo forzate e poco coerenti con le parole dell'artista. Ora parto con la mia interpretazione. Mo ci metto i copyright. Che poi le ragazze che parla nel testo non sono spiegate chi sono. Fanno la conoscenza di questo ragazzo che è il figlio di un viaggiatore. Questo ragazzo, non contento della sua vita, di aver visto posti bellissimi, si sente insoddisfatto di vivere una vita che non sente sua. L'incontro con queste ragazze lo porta a seguirle su questa collina, dove esse cominciarono a cantare. Il ragazzo però cominciò a piangere perché non sa come fare. Vuole cantare ma non sa che emozione o che cosa, perché non ha mai vissuto veramente, definendosi cieco. Chiede alle ragazze perché lo abbiano scelto e lo stiano trattando bene, dato che non si sente all'altezza e che avrebbero sicuramente trovato qualcuno migliore di lui. Tamino fa uno show canoro da brividi qui. Le ragazze ovviamente non rispondono. Nella ripresa descrive i postumi di quel accaduto. Dice che è successo qualcosa quella notte, che non si sa cosa abbia scaturito tutto, se l'odore dell'erba, il vento, forse le ragazze gli avevano mostrato quella luce. Sta di fatto che tutto cambiò quella notte e ci fu un'epifania. "‘Cause he’s never been More alive" Il significato è davvero difficile da interpretare. Non penso sia un fatto accaduto realmente. Io sono certo della mia interpretazione da sogno. Che sta parlando Tamino di un suo sogno lucido. Comunque tutto ciò è spettacolare. La musica, RnB che si fonde con dei violini e viole da pelle d'oca. Il riff della chitarra ti entra nel cervello, me lo ricordo a memoria. Tamino. W.O.T.H. Spettacolare anche questa. A mani basse. La voce di Tamino calda e delicata nei momenti giusti è tagliente e forte in altri più importanti. Tutto è dosato al meglio per creare una traccia da standing ovation. O come dice il mio comico preferito: da station wagon. Tame Impala. Alter Ego. Come ho già detto svariate volte, durante l'anno ho recuperato tanti lavori in sospeso e tanta roba passata ma pur sempre bella. C'è stato anche spazio per il mio carissimo Kevin Parker. Alter Ego è stato un pezzo incredibile fin da subito. Inizialmente lo ascoltai su YouTube per puro caso. Capì che il brano in questione non era scontato e la produzione alle spalle era spaventosa. Tame Impala che mi ha sbalordito sempre di più conoscendolo, non pensavo che anche nel 2011, a distanza di quasi 10 anni, avesse fatto tracce di questo calibro. Oltre la bellezza che è oggettiva, qui si parla di tecnica. La traccia è un dipinto astratto dove non si capisce nulla, la pittura è completamente casuale in certi tratti, i colori vivaci e psichedelici però riescono a dare un senso all'opera. L'interpretazione del brano è il conflitto interiore di Kevin, tra la sua comfort zone e la parte di se che lo sprona a cambiare ed essere diverso nella vita. Durante l'anno, dopo aver vissuto tanto tempo a casa, quando l'estate mi fece uscire di più con i miei amici, mi fece capire la stessa situazione che stava cantando Kevin Parker. Il conflitto era anche il mio, l'essere sempre monotono e avere paura di conoscere persone nuove e fare qualcosa di diverso, inaspettato. L'alter ego che Tame Impala enuncia nella traccia, fa parte di lui, e sa che esiste, ma l'altra parte di se non vuole farlo uscire. Parla tra se e se, ha come un discorso dove controbatte, si domanda, si risponde. Il testo è una parte di me. Ed io l'ho capito fin da subito, nemmeno sapendo le parole. Era destino. Non è vero, si chiama culo quello. Però vabbè, per renderlo poetico dirò che è stato il destino. Kid Cudi. Solo Dolo, Pt. III Incosciente di cosa avrei trovato nell'album di Cudi, mi sono imbattuto in una traccia completamente buia e soffusa. Le sonorità si affondando in un'atmosfera rarefatta e scura. L'effetto ottico che più riesco a trascendere dalla musica è una fitta nebbia che copre un Kid Cudi di spalle. Le luci che, basse e tenui, illuminano a malapena la sua sagoma, arricchiscono la scena. Tutto questo viaggio è nella mia malata mente. La strumentale, lenta, spaventosa come un film horror, la batteria invece che è l'unico particolare ridondante e costante nel contesto. Le voci di Kid Cudi sono dolci che ti lasciano immergere in un sonno profondo che apre le porte ai sogni che ben presto diventeranno degli incubi a occhi aperti. Parlando tecnicamente della traccia ha dei suoni soffusi e cauti, synth, pianole che mi fanno viaggiare, non a caso ho scritto questa mia illusione. Kid Cudi non l'ho mai ascoltato approfonditamente, conosco a malapena qualche canzone in croce. Day 'N Nite, remixata da Crookers è la traccia che forse avrete sentito spesso nell'estate del 2009. Poi ho ascoltato Kid See Ghost, ma non gli sono stato tanto appresso. Con questo album ho voluto gustarmelo a dovere. Questa traccia uscì improvvisamente e mi colse impreparato. I suoni sono coinvolgenti, ti tengono al caldo come una sciarpa, ma purtroppo la sensazione di freddo la percepirai lo stesso, grazie alle parole di Cudi e la sua strumentale. È un viaggio sul serio. Adoro tutto questa darkness vibe. Volevo essere internazionale, scusate. Il testo è davvero sentito. Cudi è un artista che nel corso della sua carriera ha sempre parlato apertamente di argomenti legati alla salute mentale e psicologica dell'uomo, in particolare la sua. Tipicamente nell'hip-hop esternare le proprie vulnerabilità viene visto come un segno di debolezza. Il rischio che tutti non hanno il coraggio di commettere è quello di ammettere le proprie fragilità, perché il rap game è bastardo e appena ti mostri così, gli altri ti attaccano. Kid Cudi non gli è mai fregato nulla di tutto ciò, quindi continuò per la sua sbattendosene di questi dogmi arcaici. Solo Dolo, Pt.III è l'ultima della serie di tre tracce del franchise Solo Dolo. Infatti il cantante nativo di Cleveland, nei suoi scorsi album fece uscire due tracce pt.1 e pt.2. Una parte del testo è presente in tutte e tre le tracce, ovvero: "I don't need nobody", momento fondamentale nella terza parte dato che è inserita nel ritornello. La barra appena citata rende davvero molto l'espressività della traccia, anzi delle tre tracce, infatti il rapper manda un chiaro messaggio che vuole rimanere da solo. È un personal questa trilogia. Nel particolare, parlando della terza uscita, Scott Mescudi, nome di battesimo del artista, parla apertamente del suo isolamento. Come con Marracash in Persona, anche Kid Cudi ha la stessa percezione di come affrontare un momento di malinconia. Cudi non ha bisogno di nessuno, come dice nel ritornello, per affrontare le sue difficoltà. Il suo momento di malessere lo vuole vivere da solo in quanto vuole assaporare quella negatività fino in fondo. Non nasconde i suoi metodi di distrazione dal dolore affogando i problemi nell'alcol e droghe e come dice nella prima strofa, trascorrendo notti facendo cazzate e vivendo una menzogna. Tutto ciò per dimenticare momentaneamente il dolore provato. Questo atteggiamento però fa perdere la percezione della realtà al cantante, impedendogli di dormire con il giusto equilibrio. È cosciente di questo suo comportamento autodistruttivo, ma non sta impedendo nulla per non farlo accadere. Tocca anche l'argomento della morte, in maniera molto leggera e poco chiara. Nella seconda strofa rallenta la ripresa concentrando l'attenzione sul suo momento di calma apparente mentre fuma erba e cerca di somatizzare e dimenticare tutto questo incubo. Ma appena l'effetto della droga sparirà, tutto tornerà a galla come prima. Cudi continua ad eccedere ma non vuole smettere e chiede a Dio se questa è una prova che dovrà superare. Questo viaggio introspettivo nella psiche di Scott è da brividi. Come dicevo già dall'inizio, i suoni sono pazzeschi e rendono l'atmosfera unica e soffocante, il testo è un altro punto importante che enfatizza l'incubo di Cudi. "It's like I'm swimmin' towards another bona fide life It's like a fairy tale, wantin' more But inside I'm vexed, used to question, why Lord, he show me that I'm tested and I'm gonna fly" Little Simz, Little Dragon. Pressure. Una botta di adrenalina questa traccia. Come vi avevo scritto qualche riga fa, nel corso dell'anno, soprattutto con la condizione di dover stare solo a casa dopo il 9 Marzo, ho cominciato a fare esercizi a casa. Anzi ricominciato. Perché in svariati momenti dell'anno mi guardo allo specchio e non mi sento a mio agio, quindi cerco di mangiare meglio, regolarmi e fare esercizio fisico, che sia correre, fare sport oppure fare qualcosa da fermo. Avendo l'occasione, imposta, di stare a casa iniziai a fare qualsiasi cosa per riprendermi fisicamente, ma soprattutto per un obiettivo che ho in mente da anni: giocare a basket. E sì, il mio pallino di giocare con la palla a spicchi ha cominciato ad intrigarmi sempre di più dopo la scomparsa di Kobe Bryant. Vidi che la sfida era davvero difficile e per questo che mi piaceva sempre di più. Il percorso fisico è stato, ed è tutt'ora, difficile. I miei esercizi erano sempre accompagnati da musica, e da una playlist dedicata. Ogni volta che cominciavo a fare qualche circuito, spesso ero ciclico e iniziavo dagli stessi esercizi, partiva come prima canzone Pressure. Mi gasava fin da subito, mi metteva forza, mi sentivo più pronto di quanto non lo fossi già. La traccia è una bella denuncia sociale, tema molto a cuore di Little Simz. Tra l'altro è anche la sua canzone preferita dell'album. E come biasimare la rapper. Il senso del testo è di rivolta, di applicare pressione alle alte istituzioni, ma senza violenza. Alzare la testa, rompendo il cazzo e facendosi sentire. Per me è stata una forte motivazione per l'ambito sportivo, anche se il messaggio è diverso, ma le parole di motivazione valgono in entrambi i casi. Non arrendersi, andare avanti, non scoraggiarsi di fronte ad una difficoltà, fare tutto ciò per ottenere un qualcosa di migliore. Keep applying pressure, ayy. Aminé, JID, Charlie Wilson. Roots. Già ho parlato a dovere dell'album di Aminé. Ma vogliamo parlare nel dettaglio di Roots? Roots è una traccia fatta come Cristo comanda. Beat quasi trascinato, Aminé super che ha un flow che si sposa all'unisono con la strumentale. Nel ritornello si evolve e diventa un super cantante, da fare invidia a tanti altri artisti pop. JID nella seconda strofa è fenomenale, cambi di flow con una scioltezza unica. Poi dopo il secondo ritornello vediamo l'apparizione di Charlie Wilson che si eleva e canta come una divinità. Aminé che lo accompagna diventa sempre più versatile e superlativo. Il testo è incentrato sulle origini dell'artista. Lui figlio di immigrati, spiega l'orgoglio delle sue origini etiopi. Nel ritornello dà il meglio di se insieme al collega Charlie Wilson: "It's on me When my flaws like ice, keep my soul inside (No, no, oh) The sun is on me And my stems don't bite if the light shines bright (No, no, no, no, no, no, no) It's rainin' on me My guilt weigh heavy, it cost me a life I got my own seeds They ripped my petals to my six 'cause my roots won't die" Poi JID accende il microfono e fa le fiamme. "Searchin' for my shelter through the storm I find peace, my safe haven, keepin' me far away from harm" Per me poi il picco più alto è il secondo ritornello con la conclusione, guidata da uno straordinario Charlie Wilson che canta fino a perdere la voce. Che spettacolo.
Ok ci siamo. Siamo arrivati alla top 20 finalmente. Vi siete lasciati alle spalle un mucchio di parole che fondamentalmente, manco sono servite più di tanto. Questo è un banchetto, e quello che avete appena mangiato è stato l'antipasto. Avete mai preso molti antipasti, non regolandovi, e non riuscire a mangiare nulla di primo o secondo? Per non parlare del dolce. Questa volta ci siamo fatti una bella scorpacciata di antipasti. Ora arrivano i primi. Poi i secondi. Poi il dolce. La torta e la sua ciliegina messa sopra ad un podio. Bentornati alla top 20... Ah no? Non è una top 20? "E che cos'è? La scoteca?" Datosi il mio incredibile ritardo nella pubblicazione di questa nota, volevo omaggiarvi con ciò. Quest'anno ci sarà più contenuto. Benvenuti alla top 30 del 2020. Buon divertimento, buon ascolto e buona lettura.
Cliccate qui per seguire a dovere la lettura con la playlist 30. Placebo. Running Up That Hill. Agosto. È talmente dolce e spaventosa allo stesso tempo, che è un contrasto che vorrei provare spesso e volentieri. I compromessi non esistono quando si parla di musica, si fa di tutto perché si deve fare al meglio ogni cosa, ma qui c'è un sovradosaggio maniacale di perfezione in ogni componente musicale, elettronico ed analogico. La voce è esclusa da tutto ciò, ma ha un ruolo fondamentale: è la congiunzione tra le scelte musicali citate poc'anzi. Il suono digitale è quasi perverso, disturbato, ipnotico e mostruoso. La voce, insieme alla chitarra e ad un timido pianoforte riconoscibile ed emblematico fanno di tutto per combattere il contrasto elettronico. I suoni non superano una determinata soglia di decibel, ma i suoni sono curati e studiati al bacio. Il lavoro dei Placebo non saprei quale fosse ma certamente il risultato è qualcosa di impensabile. Dopo svariate ricerche vengo a capo che questa traccia è una cover della più celebre canzone di Kate Bush appunto Running Up That Hill (A Deal With God). Gli stili sono completamente diversi, nella versione originale è paradossalmente più ironica e movimentata rispetto a quella dei Placebo, però stiamo parlando di una traccia davvero lineare, che ha una linea melodica davvero tenue a livelli bassi, ma comunque spettacolari. L'omaggio dei Placebo è talmente bello che l'ho apprezzato durante l'anno soprattutto nel finire dell'estate. È stata una ending track di una playlist che aggiorno poco durante l'anno, ma comunque l'ascolto assiduamente. La traccia ebbe un grande effetto su di me, dato che le tracce così belle sporche e cupe mi fanno rizzare il pelo. La band spiegò la cover della traccia della Bush in un'intervista. Il cantante, Brian Molko, disse che la canzone originale era una delle sue preferite in assoluto, e che la cover che fece insieme alla band fosse una loro visione più cupa e onirica rispetto all'originale. Il loro intento infatti è stato quello di tagliare anche alcune parti, aprire molte più pause, cambiando alcuni componenti, allungano i suoni, rendendoli più scuri e meno "felici" possibile, spiegando il significato anche con la musica stessa. Il contrasto della canzone di Kate Bush è anche stato quello di giocare sul senso della canzone e la musicalità della stessa. Il testo è incentrato sullo scambio di ruoli della donna e dell'uomo. L'artista vorrebbe fare un patto con Dio per poter invertire i ruoli, così che gli uomini e le donne si riuscissero a capire reciprocamente. Uno scambio che potrebbe sorprendere entrambi i gender e soprattutto ci aiuterebbe a coesistere in maniera più adattabile e serena. Ma le parole della Bush non sono serene, sono una preghiera disperata. Il testo è struggente, sembra un urlo d'aiuto riferito a Dio, che cerca di far capire che la sua sofferenza venga capita dal suo amato. I Placebo secondo il mio punto di vista hanno ricreato una cover con dei suoni lontani dalla versione dell' '85, che sono coerenti al testo. Hanno gestito una gemma rara, che ritenevano davvero importante, spazzolandola e rendendola più lucente e brillante possibile. Un risultato così cupo, denso, scuro e pesante è sicuramente un successo per la band britannica. Ho adorato alla follia questo pezzo durante l'anno. Spero anche voi facciate lo stesso come me. Subito. Ascoltatela. Ora. 29. Teyana Taylor. Still. Giugno. In loop. In loop tutto il giorno. In loop tutto il fottuto giorno. Non so perché ma il mio cuore ha ceduto a questa traccia. Still è stata ed è la mia traccia preferita di The Album di Teyana Taylor. Fin da subito ho sentito un qualcosa che mi univa a questa traccia. Probabilmente la musica ha fatto tutto, perché il testo ancora non lo avevo letto. Gli ascolti divennero sempre più fitti e Still divenne sempre più mia e decisi di eleggerla ufficialmente come canzone del momento. Me la sono ascoltata a ripetizione per non so quante volte. Ogni volta è sempre stata diversa. Non ho avuto la necessità di doverla togliere perché non mi ha mai stufato. Ogni ascolto è come se avessi trovato sempre qualche particolare in più. Sono rimasto ipnotizzato tanto da dimenticare tutto il resto. Still è stata una canzone che mi ci sono perso e mi sono ritrovato. Il significato che Teyana ha attribuito alle sue parole, è molto rilegato al periodo nero dello scorso anno del movimento Black Lives Matter. Dopo l'ennesima morte di un uomo di colore, tutta la popolazione afroamericana e non, ha protestato vivacemente contro l'indifferente dello stato al razzismo e la brutalità della polizia. Il caso più eclatante è stato quello di George Floyd. Ma non sto qui a parlarvi approfonditamente, perché sapete meglio di me e le cose le abbiamo viste tutti. Teyana in quanto donna di colore, in un momento del genere, ha parlato della sua sofferenza. Lei quando la scrisse era incinta, ed il momento storico l'ha fatta commuovere e pensare alle difficoltà della stessa e della sua famiglia, in quanto afroamericani. Nel testo non cita nulla di preciso per cui piange, però ugualmente si lascia mostrare emotiva ed empatica. Ma come ha spiegato ad un intervista, Still ha un significato molto più esteso e personale di quanto sembra. Nel testo, precisamente nel ritornello, Teyana piange per amore e non vuole asciugare le lacrime. Lei spiegando la traccia dice di averla intesa a suo modo, lasciando spazio anche all'ottica dell'ascoltatore. Così da avere una libera interpretazione a chi ascolta. "But I feel like ‘Still’ is also—you can take that record any way you want to take it." Non so cosa sia per me, ma sicuramente è stata una delle tracce più belle dell'anno. 28. Charli XCX, Kim Petras, Tommy Cash. Click. Luglio. *Mettete in riproduzione la traccia, ora!* (Piccola premessa: auguro che riusciate ad ascoltare la traccia e leggerla simultaneamente, così da rendere la lettura un'esperienza unica e fedele al racconto che l'autore della nota, ha voluto creare per l'occasione. Se per caso state leggendo senza ascoltare questa traccia, fermatevi e mettete play. Se vedete che la vostra lettura è molto svelta, rallentate e leggete dolcemente con le pause circoscritte. Buon ascolto e buona lettura.) Incuriosito dal fatto che nell'anno prima venne incoronato album dell'anno da Anthony Fantano, comunemente conosciuto come TheNeedleDrop, decisi di ascoltare sto benedetto lavoro, chiamato semplicemente Charli. Mi dicevo: "ma come cazzo è possibile che l'album dell'anno va ad una che fa pop e che l'ultimo successo che ho ascoltato è stato 'Boom clap, the sound of my heart The beat goes on and on and on and on and Boom clap, you make me feel good Come on to me, come on to me now'. Cioè, ma diciamo davvero? A Fantano, ma che cazzo te sei fumato? Io sono stato combattuto fin da subito, mi dicevo che era impossibile che Charli XCX aveva fatto un album spettacolare l'anno prima. Dai regá è uno scherzo. Dopo svariate idee personali e convinzioni poco stabili mi convinco. Ascolto l'album e non è niente male. Ci sono anche bei featuring. Poi capita questa. Oh, ma che è. Spacca, davvero bella. Che suoni. Ha un equilibrio destabilizzato da un pop ricercato e da suoni scomodi, spaziali e fuori di testa. Sti effetti sonori mi stanno facendo impazzire. È tutto frenetico. Kim e Tommy, i due featuring sono spettacolari, arricchiscono la traccia in maniera super personale e avvincente. Diciamo che le premesse se ne stavano andando per farsi fottere. Però nell'aria c'era qualcosa che non mi convinceva ancora. Forse era il testo che non era per la quale. Però determinate volte mi dico che alla fine se c'è una ottima musica, il testo lo si può anche trascurare, ma non del tutto. Può essere messo in secondo piano, certo, ci deve essere un lavoro anche lì, perché non può esistere una canzone davvero bella se il testo è scritto da un contadino in provincia di Sassari. Con tutto il bene che voglio ai pecorari, però fate bene il vostro lavoro da pastori. Immaginate: il risultato verrebbe fuori una cosa del genere Nico e i suoi cugini, sketch di Aldo, Giovanni e Giacomo. No? Va beh, se non ce l'avete cambiamo discorso va. Assurda, sempre di più. Kim Petras ha fatto una strofa incredibile. Poi Tommy. Oh Tommy Cash che cazzo sei. Lui è un rapper estone e non so come sia possibile che si trovi nella traccia di una star mondiale. Questo fatto mi fa pensare che Charli oltre ad avere ottimo gusto, anche se particolarmente stravagante, tiene a cuore le sue collaborazioni, spesso molto meno celebri di lei così da dargli un palcoscenico od una rampa di lancio. Adoro il fatto che cerchi di puntare i riflettori su degli artisti poco conosciuti, ma con grande talento. Però aspettate. Sta cosa non mi convince. Questi suoni stanno diventando sempre più malati, secondo me c'è qualcosa sotto. La produzione sta svalvolando andando sempre più avanti. È un lavoro assurdo di menti pazze, che hanno ricreato la confusione in un concetto musicale e strumentale. I producer sono Nömak, Dylan Brady, umru e A. G. Cook. Fino ad oggi per me erano sconosciuti, però ora so chi posso idolatrare quando ascolto Click. Alcuni apici si toccano facendo qualcosa di assurdo e con questa traccia, posso dire di aver sentito l'apice di un genere che mi sta mischiando il cervello, i pensieri con le emozioni e la razionalità con i sentimenti. Comunque Tommy ha spaccato. Ora non degenera più nulla, stiamo arrivando alla fine della traccia. Madò che pezzo che è stato. Quasi non ci credo di aver ascoltato roba del genere. Momento di pausa. Ok dai sta finendo. MA CHE CAZZO È MAI QUESTA ROBA??? ODDIO STO VERAMENTE ASCOLTANDO DEI SUONI COSÌ, MA È COMPLETAMENTE FUORI DI TESTA CHARLIIII. PORCA TROIA CHE SPETTACOLOOOOO. NON CI CREDO CHE HANNO INVENTATO ROBA DEL GENERE E LA COSA PIÙ BELLA È CHE HANNO UNA MUSICALITÀ. IL MIO CERVELLO STA COLLASSANDO NON CE LA FA PIÙ. PERÒ QUANTO CAZZO STO GODENDO, QUASI NON CI CREDO, TUTTO CIÒ È IMPOSSIBILE, NON ESISTE, NON ESISTO. CHARLI TI ADOROOO! SEI FUORI DI MELONE. OMMIODDIO CHE MERAVIGLIA È CLICK, CANZONE DELL'ANNO PORCO GIUDA, NO DOUBT. WOOOO. GODOOOO. 27. Dinos. Couerjacking Febbraio. Dopo avermi superconvinto con un album impeccabile, l'anno precedente, ci tiene a far uscire tutte le esclusive fatte uscire in diversi cd. Vi spiego meglio. Dinos fa uscire Taciturne, un album che ho acclamato personalmente e che mi ha fatto godere. Taciturne uscì in tre versioni, versione standard, versione giorno e versione notte; in francese, Taciturne jour e nuit version. La jour version raffigura Dinos seduto sul balcone di un palazzo, che probabilmente sarà lo stesso presentato anche in Imany (l'album precedente) con le mani sul volto. Predomina il bianco con ombre e dettagli sulla scala dei neri e grigi, ed infine il simbolo di Taciturne color arancio, che ha caratterizzato la cover ufficiale della versione standard. La nuit version è grossomodo simile, la diversità che suggerisce il titolo è il colore che predomina nella cover: nuit chiama nero. C'è sempre lo stesso balcone di prima ma con Dinos quasi affacciato. Si intravede soltanto la sua silhouette in una luce arancio Taciturne (passatemi questa tonalità) che illumina il balcone. Nella edizione diurna ci sono due bonus track, Sagittaire e Les pleurs du mâle mentre in quella notturna Slide ed appunto Couerjacking. L'ultima citata è stata la mia preferita per svariati motivi. Le due della versione giorno hanno una diversità notevole, una è molto più cantata e poi malinconica. La seconda Sagittaire, è una vera mina con un beat spaccaculi. Nell'edizione notturna si va proprio in un mare di malinconia, da Slide che è composta da un piano ed una voce cantata, con un accenno di beat. Poi arriviamo fino alla mia preferita. Sembra dover calpestare teste con l'introduzione dove vede un beat predominare. Dinos si destreggia ma qualcosa cambia. E menomale cambia. Una voce spezza tutto e poi. L'effetto di Couerjacking si fa sentire. Mi sciolgo. Dinos inizia a cantare e io sono inerme e mi stendo sfinito. Couerjacking è una canzone rara di questo genere. Ha un cambio di beat spaventoso, quelli che mi fanno godere davvero tanto. Dinos è anche un cantante davvero bravo e sà il fatto suo. Io non ho molte altre parole per continuare questo commento. Pensaci tu Dinos. 26. Jhené Aiko, Big Sean. None Of Your Concern. Marzo. Dopo che l'anno scorso Jhené Aiko si è presa la prima posizione, facendomi diventare una persona migliore, quest'anno c'è stato un suo ritorno in scena con un album davvero incredibile. Il problema principale di per se, è stato che io ero ancora sotto effetto di Jhené dallo scorso anno e avevo l'alone che mi aveva lasciato, quindi volgarmente parlando avevo alte aspettative. L'album ha alcune canzoni che mi hanno convinto meno, però questa. Questa. Quando ho letto il featuring ho avuto i brividi. Sono tornati insieme. Ok, passo indietro. Per i più attenti, anche lo scorso anno avevo accennato questo fatto. Jhené Aiko e Big Sean erano una coppia fino a qualche anno fa. Poi di punto in bianco hanno deciso di intrapreso le loro strade autonomamente e la relazione caput. Non sono un appassionato di gossip, però era una coppia che mi piaceva un sacco. Hanno avuto modo anche di collaborare insieme e soprattutto di fare ottima musica insieme. Una delle loro più belle tracce è sicuramente I Know. Insomma dopo che la relazione finì, ci fu un sacco di flame tra i due. Penso si siano scannati i due cantanti, c'è stato un bel litigio dietro. Di questa cosa ero triste, perché la coppia mi piaceva tanto. Big Sean quasi scompare dalla scena, Jhené invece canta e ci lascia tanto materiale. Molti pezzi li avrà dedicati al suo ex, altri forse erano messaggi indiretti o frecciatine. Poi arriva questo pezzo a novembre 2019, ed io che faccio? Esatto. Faccio finta di niente ed aspetto che stia in un album, e alla fine, tadah! esce Chilombo. Dopo questa piccola premessa stupida ci addentriamo nel significato e sullo spiegare perché None Of Your Concern è un pezzone. Innanzitutto sono due ex fidanzati, che poi stiano cantando insieme, per alcune persone potrebbe sembrare impensabile. La strumentale inizia dolcemente con un pianoforte che mi fa sognare. Jhené mi sveglia e mi butta davanti gli occhi tutti i problemi e le insicurezze che ha affrontato con il suo ex ragazzo. Sembra che lei stia parlando con lui, ma la stanza è vuota, ed ad ascoltare ci sono solo i muri. Parla anche di come lei stia provando a dimenticare la sua passata relazione ma ha ancora qualche sentimento che la incatena al passato. Andando avanti con le strofe ho come la sensazione che prenda forza dalle sue parole e soprattutto sembra che da una strofa all'altra siano passati mesi se non anni. Perché un fatto davvero rilevante è il tempo: il tempo fa il suo corso ed aiuta a dimenticare. La prima strofa sembra quasi ancora attaccata a lui, la seconda disprezza qualsiasi cosa faccia Sean, nella terza ed ultima strofa parla dei suoi problemi passati e confronta il suo stato d'animo di ora come una persona che sta bene e che non gli frega nulla di lui e soprattutto testuali parole: "Get your bitch ass off of my phone, please leave me alone I am not your girl anymore, you need to watch your tone Don't worry about who it is I'm fuckin' or who I am lovin', just know that it is not you". Insomma dopo un inizio che meditava e pensava alla controparte con rimpianto e delusione, alla fine dei giochi è molto sollevata con un velo di rabbia nelle sue parole. Rabbia repressa che si è maturata pian piano. La cosa che mi manda su di giri è che ogni strofa muta ed ha un'osservazione dell'accaduto in una visione totalmente diversa. La strofa viene conclusa con Jhené che augura a Sean buona fortuna, riferendosi a lui come un amico. Quindi una svolta diversa nella relazione dei due. Il tutto arricchito da un coro meraviglioso di Ty Dolla $ign, che poi aiuta nel rendere la strofa finale di Sean un'altra incredibile parte. Big Sean augura a Jhené il meglio per lei e con molta premura cerca di volerla proteggere ancora, ma sapendo di non essere più il suo fidanzato. Ma parla anche dei problemi che ci sono stati tra loro e i suoi personali. Continua dicendogli che quando è sdraiato e chiude gli occhi, immagina lei nuda. Ricorda di quando erano insieme che il loro legame erotico e sessuale era tanto per Sean. Ma dopo questa ascesa emotiva che fa venire i brividi, fa notare un particolare: la porta è l'unica via d'uscita "I guess that's none of your concern". La traccia è sensazionale, qualcosa che io non ho mai visto. Avete mai visto due ex fidanzati parlare? Ok, si sono parlati? Ok, si sono ignorati? Ok, si sono menati? Ok, loro hanno fatto una cantante insieme, ripeto: hanno fatto una canzone insieme. Sarà sicuramente nata un'amicizia tra i due, ma comunque è tutto secondario per me. La cosa che più mi fa godere è vedere questo: due ragazzi, ex fidanzati, che si sono messi di nuovo a nudo e si sono parlati e aperti pubblicamente, forse più di quanto lo abbiano fatto in privato, ed hanno scritto una canzone. Hanno cantato dei loro cazzi, dei loro problemi passati, dei loro scazzi, paranoie, sesso, sguardi, voglie, pensieri e qualsiasi altra cosa. Hanno tirato fuori un testo unico nel suo genere. Si sentono molte canzoni che parlano di amore, in diversi modi, perché alla fine per dire una cosa non è detto che la si può dire in una sola maniera. Ma loro. Loro hanno oltrepassato un varco che per me era impensabile. Si sono messi a nudo, hanno cantato le loro emozioni, uno di fronte all'altro, lasciando questo patrimonio all'ascoltatore. Grazie Jhené. Grazie Sean. Grazie Twenty88. 25. Iosonouncane. Stormi. Gennaio L'incredibile scoperta di Iosonouncane non so come definirla, ma so per certo che è stato uno step importante della mia vita da ascoltatore. Il mio gusto in quanto si parli di generi musicali è stato davvero ben delineato da pochi generi che ho ascoltato assiduamente. Dal rap, R&B, il pop punk, raggae, il nu-metal. Poi man mano crescendo, ho allargato i miei orizzonti a nuovi suoni ed ho ricercato sempre più stili e generi diversi tra loro. Mi sento fortunato di definirmi "affamato" di musica e soprattutto di spaziare genere in genere, senza storcere il naso a qualsiasi novità. Ho alcuni limiti, non lo metto in dubbio, ma riesco sempre ad aggiungere qualcosa di nuovo al mio gusto personale. Tornando a noi. Nel corso degli anni, recenti, ho avuto anche la fame di ascoltare del cantautorato italiano, che a dire la verità ho tutt'ora delle pecche clamorose. Parlando di un cantautore contemporaneo e fuori dall'ottica mainstream troviamo un sfavillante Iosonouncane. Non so che genere faccia il nostro caro Jacopo Incani. Ascoltarlo ed apprezzarlo è stato un grande passo di maturità. Perché ha un suono davvero ricercato e non comune. Il suo album, DIE, è un racconto spettacolare. Stormi, ignorantemente, la si può definire come canzone più radiofonica di questo CD, ma mettete le virgolette un po ovunque su ciò che ho appena detto. Perché di certo, determinate canzoni fanno fatica a vedere la luce in una radio che li mette in mostra al grande pubblico. Ma alla fine l'orecchio dell'ascoltatore medio è poco allenato e difficilmente si riesce ad apprezzare determinati lavori. Non è una critica da disperato che batte pugno sul tavolo lamentandosi dello scarso spazio che ricevono i cantanti di nicchia. È soltanto un piccolo sfogo che mette in luce una grave ignoranza delle radio e degli ascoltatori. Non vado oltre perché sennò potrei cadere in delle scenate poco decorose. Il sound di Iosonouncane è al di fuori di ogni canone che abbia mai ascoltato. È molto classico ma anche bucolico. Non è elegante ma nemmeno trasandato. È l'ottimo compromesso tra l'eleganza dei suoni e l'originalità di utilizzare degli strumenti musicali popolari. Saper utilizzare e valorizzare degli strumenti in maniera del tutto ottimale. La sua scrittura va oltre qualsiasi retorica e si allarga ad una prosa che farebbe invidia a tantissimi poeti, letterari e scrittori. Ciò che ci fa intendere nel testo di questa traccia che racconta, è una relazione di una donna ed un uomo. Un uomo disperso che non sa se morirà in mare, ed una donna sulla riva che non sa se riuscirà a rivedere il suo amato. Il concetto principe è l'amore dei due che viene spazzato dalla paura di non rivedersi mai più. Andando al succo della questione è questo il contenuto di Stormi, ma io sinceramente non ho apprezzato soltanto le parole di Iosonouncane. Come premettevo all'inizio ho apprezzato a pieno i suoni di questo incredibile musicista. Non ho dubbi che se lo avessi ascoltato nell'anno della sua uscita, ovvero il 2015, non avrei apprezzato nulla. Una piccola rivelazione di me che ho avuto durante l'anno è stata proprio questa: apprezzare, tramite la mia maturità, determinati generi che non avrei mai ascoltato prima. E questo va soltanto a vantaggio della mia passione che è questo argomento. Che argomento? Di che stiamo parlando scusa? Frammento che voglio lasciarvi, perché mi ha trafitto il cuore in una maniera inaudita: "E con la morte del cuore correrò per tornare". 24. Joji. Run. Febbraio. Quanto parlerei di Joji. Veramente, ne parlerei per ore. Non so se nell'intro ho già detto che per me, è l'uomo del decennio. A mani basse. Voi direste: "perché?" Joji, George Miller, Filthy Frank o Pink Guy comunque lo vogliate chiamare, è la persona che ha cambiato (secondo il mio parere) il mondo grazie all'ausilio dell'internet, passando da creare contenuti d'intrattenimento, divertenti, nosense ed anche cadendo nel dark humor spesso criticato da tantissime persone, anche da fan, fino ad arrivare a qui: Joji. Il percorso artistico è sempre stato quello di fare musica, ma con i vari canali YouTube che creò negli anni scorsi, incentrando sempre sulla comicità, la carriera da cantante è passata in secondo piano. Lui ha spesso fatto beat e cantato in alcuni suoi video, un po per ironizzare la facilità di creare una strumentale rap con pochi elementi, come batteria, qualche clap e la sua voce campionata facendo voci e versi poco consoni. Insomma creatore di contenuti con una passione per la musica da sempre, ma eclissata dall'ascesa alla notorietà di Filthy Frank, un personaggio irriverente, con una voce grassa e rauca che è l'anti tutto. Immaginate il bambino strano del vicinato. Vostra madre che vi dice: "vai a giocare con il bambino dei vicini, ha la tua stessa età". Mentre giocate a palla al parco, lui improvvisamente si butta a terra e comincia a rotolare ed urlare, mangiare vermi e imprecare. Poi continuando a fare versi incomprensibili dal nulla si materializza sulla sua testa un nón lá (cappello tradizionale vietnamita) e lui da terra, inginocchiato alza la testa con un ghigno comincia a urlare: "WELCOME TO RICE FIELDS, MOTHERFUCKER". Insomma è un personaggio, e se siete curiosi di scrutarlo e sapere meglio chi è stato nella sua carriera passata, andate alla ricerca di DizastaMusic o semplicemente di TVFilthyFrank. Non mi ha sponsorizzato. È che gli sono debitore. Mi ha fatto ridere per anni. Oh, comunque se siete persone facilmente impressionabili con lo stomaco debole, alcuni video potrebbero disturbarvi. Black humor ed anche pessimo humor. Quindi vi avverto è parental advisory. Insomma dopo questo preludio di descrizione e bio generale di George Miller, vi parlo un po di questo singolo uscito agli inizi di febbraio. È stato come un fulmine a ciel sereno, che sinceramente ho gradito, perché è arrivato dopo un lungo periodo di silenzio di Joji. Poco attivo sui social, come piace a me, lui preferisce far parlare la musica. Lui è bravissimo a cantare, anche se cade in dei falsetti molto "facili" ma che ti catturano e ti fanno cantare allo stesso modo. La musica ti entra dentro. Run è un pezzo che è entrato nel mio cuore fin da subito. Ma la sua vera forza che ho trovato è stata nei mesi successivi. Settembre. Usciti l'album, ho ascoltato varie canzoni che mi hanno colpito, tutte in maniera differente, ma questa è rimasta. Run è un percorso che è giunto al termine. Run è la canzone d'amore più devastante dopo una fine di una relazione. Dopo che è tutto finito, il partner con cui hai vissuto momenti e provato emozioni fortissime, non fa più parte della tua vita e decide di intraprendere una nuova relazione. Ma le cicatrici delle volte sono difficili da ricucire e si fa fatica vedere che chi te l'ha fatte, sembra aver già passato quei momenti bui che sembrano eterni. Vedere il/la tuo/a ex fidanzato/a con un'altra persona fa male e per fuggire da quello stato di infelicità e tristezza, devi correre. Insomma, il testo è questo, molto semplificato e sintetizzato. Di per sé non è un testo geniale, ce ne saranno a bizzeffe di questo contenuto. Però la musica regna e lui con la sua voce ti immerge in questa lava che ti brucia dentro e che ti fa soffrire allo stesso suo modo. Ti trasmette un senso di tristezza che è tangibile e palpabile al solo ascolto. Joji dalle risate è passato alla tristezza più assoluta. E per me questo vuol dire davvero tanto, e apprezzo in maniera particolare il suo salto di qualità. È come vedere una persona che conosci da anni crescere e diventarne una nuova. Questo percorso per me vuol dire tanto, è il percorso di come George è maturato sia umanamente che artisticamente. Ti voglio bene Filthy Frank. 23. Pvris, 070 Shake. Use Me. Settembre. Quando vidi Pvris accanto al nome 070 Shake, diventai matto. Dani insieme a Lynn. Due delle più talentuose voci femminili degli ultimi anni. Il mio cervello non riusciva più a ragionare, tutto ciò che mi passava per la testa erano pensieri offuscati dall'hype. Use Me, come il titolo dell'album. Deve essere un pezzo importante. Si sto piangendo e nemmeno l'ho ascoltata. La mia incredulità si azzerò appena l'ascoltai, mi azzerai completamente anche io. La traccia mi aveva distrutto. La delicatezza di Lynn è un sogno incantevole dove cerchi di non risvegliarti mai, perché quel benessere è solo lì in quella illusione visionaria. Ma poi il contrasto. Shake ha una voce importante, forte e dura, ma nell'insieme dei due toni completamente opposti ho trovato l'equilibrio. Questo equilibrio nei contrasti che mi ha ammaliato. Il testo, da come suggerito il titolo, è quasi un invito sarcastico della cantante di essere sfruttata. Lynn scrisse questo testo dalla prospettiva di un'altra persona che la indirizzasse proprio a lei. La cantante vorrebbe che qualcuno gli dedicasse parole del genere, in quanto, sia emotivamente scossa e poco lucida. Le parole che ha scritto sono la migliore canzone d'amore che una persona si possa dedicare a se stessi. Voi direste: "ecco mo copia e incolla mezza canzone", si lo farò perché dovete capire quanto è forte il messaggio dei Pvris, quanto cazzo è sottona Lynn e soprattutto quanto lo sono pure io. "There's something about you It's not that I doubt you Angels circle around you 'Cause you shouldn't be on your own I know that you need it I think you should leave with me 'Cause you got me believing That you shouldn't be all alone" Poi ritornello. Brividi che partono dal collo e che proseguono verso il braccio destro. Porca troia Lynn. Il contrasto canoro tra le due artiste, è anche nel modo di intendere il concetto della canzone. Mentre Lynn indirizza le sue parole a se stessa, Dani è più legata ad una persona e dedica la sua strofa alla dipendenza di lei in essa. Infatti nelle sue parole si sente quanto sia legata, morbosa ed attaccata alla relazione, tanto da sembrare iperpossessiva. "Where'd you go? Yeah, you're always on the move Stay put, babe, I'm comin' for you Headed up to the north with the crew You need me like I need you Worrier, hurry up Baby, I could write a long love letter Drivin' up to see the look on your face If you use me, it'd be a shame" Ma poi sul finire della sua strofa, scrive che se lei venisse usata, sarebbe una vergogna. Probabilmente oltre ad essere possessiva è anche molto orgogliosa. Poi il ritornello. Un ritornello sensazionale. I brividi triplicano. Dalla schiena passano alle braccia, per poi finire alle gambe. Lynn e Shake partecipano ad un evento irripetibile: è l'ultima espressione di bellezza musicale di due voci contrapposte e complementari. Tutto risuona perfetto con l'aiuto delle loro voci e riesco ad intendere il significato del ritornello di Use Me: è un'adorabile dichiarazione commuovente di una anima gemella schiava della sua amata. Che detta così sembra una supercazzola. Ma è l'amore più ingenuo che si possa desiderare. Essere "usati" per la persona che si ama. Poi ho realizzato. La traccia ha lo stesso nome dell'album. Il significato della traccia è lo stesso dell'album. Un album scritto da un'interprete esterno per Lynn e i Pvris. 22. Tamino. Sun May Shine. Ottobre. Una ballad che ti fa perdere il fiato. Tamino è stato una scoperta che mi ha meravigliato. Al secolo Tamino-Amir Moharam Fouad, è un cantante, musicista e fa pure il modello (però c'ha na nasca che quando se gira te cieca un occhio) di nazionalità belga ed origini egiziane. L'album si chiama Amir. La traccia in questione mi ha conquistato molto in fretta. Tra l'altro non è stata l'unica che mi ha colpito dell'album. La sua voce è trascendentale e riesce a cantare in maniera davvero passionale. Il suo falsetto è intimo e ti trafigge il cuore. La musica è un racconto introspettivo nel contrasto delle sue due identità. La dualità di queste due visioni sono contraddistinte dall'apatia dell'una, con quella passionale e romantica, raccontata nel ritornello. Il contrasto mi fa impazzire, perché anche cantando riesce a trasmetterlo, senza seguire il significato delle parole. Un interpretazione spettacolare del testo e della musica, soprattutto grazie alla sua impeccabile voce. Più ascolto il ritornello più mi innamoro di Tamino. No ragazzi seriamente. Con tutto il bene che vi voglio. Come faccio a non premiare delle doti canore così importanti? Cioè è uno spettacolo al costo di €6.50 al mese grazie a Spotify duo, o se mi compro il suo CD, una decina se non poco di venti Euro. Questa traccia ha un pregio che forse la maggior parte degli artisti dimenticano di inserire e non contemplano nei loro lavori: saper cantare. Tamino è un'artista che mi ha accecato con la sua bravura e non parlo nient'altro che se non della sua voce e di come la utilizza cantando. Sun May Shine, anche concettualmente è una delle più belle canzoni che abbia ascoltato durante l'anno. Poi anche se inizialmente non sapevo del suo significato, per me ha importato di più attribuirgli il mio di significato. Per me è una canzone che sul punto di vista musicale e canoro è a livelli super altissimi. Immaginatevi un aggettivo che descriva qualcosa di una bellezza inderogabile. Ecco, di più. Sun May Shine è bellezza suprema. Tamino è la persona che ha creato questo canone soltanto cantando. E come cazzo lo fa eccellentemente. 21. 070 Shake. Terminal B. Gennaio. Era Gennaio, non ricordo esattamente che giorno. Uscì il teaser dell'album e l'annuncio delle date del tour di Shake. Tra tutte le date c'era Roma. 070 Shake darà un concerto a Roma, al Goa. Ero incredulo. Un po perché una delle artiste che mi aveva conquistato in breve termine sarebbe venuta a fare tappa nella mia città ed io sarei stato lì sotto al palco a fare il matto, un po' anche perché l'evento era organizzato al Goa. Ma poi soprattutto perché andando sul sito per comprare i biglietti, era l'unica data che non ne prevedeva l'acquisto. E sta cosa mi puzzava tanto. Inizialmente ero molto scettico e titubante sullo svolgimento del live, ma poi successivamente è subentrato un forte senso di pregiudizio negativo sull'organizzazione. Il Goa, non lo avevo mai inquadrato come locale da concerto, ma era più una discoteca, dove per lo più suonavano la techno. Quindi, perché un live di un'artista di alto calibro in un localetto di via libetta tuttecagne? (se non capite la cit. izzac vostri) Chiedo ad un mio amico di andarci insieme, tanto male che va farà cagare, ma le aspettative sono al di sotto delle mie caviglie, quindi peggio di quanto mi aspetto non ve lo potete immaginare. Arriva il giorno x ed andiamo insieme a questo amico, parcheggio la macchina e si va verso il locale. Vedo la fila, ma praticamente non è una fila, sono persone ammucchiate e tutte attorno all'entrata. Non esiste fila, esistono persone che si ammucchiano come vacche perché devono entrare. Tra scene disperate di persone che imploravano per entrare dicendo "famme entrà, te prego" e buttafuori che se c'erano o non c'erano, non cambiava nulla, io avevo abbassato ulteriormente le aspettative allo zero più assoluto. L'apice più assoluto è stato al momento di "selezione". Io ed il mio amico riusciamo ad imbucarci e saltare pezzi di persone e rimastini che stavano fumando invece di fare la fila, fino a trovare i tipi che ti dicevano "ok, entra". Arrivamo di fronte a questa corda dove delineava il passaggio fino a dentro il locale. Ancora stavamo fuori, se per caso non lo avessi chiarito. Gli diciamo a questo tizio che siamo due persone, che più che un buttafuori ha l'aria di essere uno scappato di casa che gli hanno dato in gestione una bancarella di borse fatte in canapa biologica. Lui fa un cenno col volto e ci rimbalza inizialmente, e fa entrare persone vicino a noi. Vi giuro è stato surreale, faceva entrare ragazzi che passano di fianco a noi, ma noi no. Il mio amico esclama con tono incazzato un qualcosa che non ricordo, ma il tizio sentì e fece finta di niente. Poi venimmo a sapere che era l'organizzatore dell'evento o insomma una capoccia del locale. In quel momento mi è calato un gelo addosso ed ho pensato "mo questo, cor cazzo che ce fa entrà". Ma dopo svariate persone che entrarono passandoci accanto, questo tizio decise di farci entrare dopo lo scazzo di qualche minuto prima. Entriamo e il locale è minuscolo. È piccolo. Non c'è un palco. Comincio a scrutare il posto cercando di capire dove si metterà Shake a cantare, così da mettermi sotto al palco. Lì ci sono le console, ma lì non c'è spazio. Quello è un privè, lì non ci si metterà mai. Ok lì... Ma che cazzo è già finito il locale?! Non c'era spazio nemmeno per una scorreggia. Probabilmente per far esibire una persona dovrebbero non far entrare un centinaio di persone, praticamente il 50% di capienza del locale. Pian piano il Goa di riempie, ma di Shake non si vede l'ombra. È mezzanotte e comincia a cantare un tizio, che sinceramente non ricordo il nome e nemmeno me lo voglio ricordare. Poco dopo parte l'esibizione anche di Madame che unexpected, non mi sarei aspettata perché non me lo ricordavo. Ok si canta però mi sto rompendo il cazzo, dove Dani? Finisce anche Madame e cala un silenzio fatto di musica techno di sottofondo e gente che urla, parla, fa, dice, te sfonno, te meno, te faccio, scendi. Scendi? Nel frattempo sul palco sale 070 Shake, ma senza che la musica si ferma. Lei molto timidamente saluta il pubblico con la musica che scompare di colpo. Avete presente che avevo detto che il live sarebbe stato una merda? Ecco far partire un'artista senza nemmeno un po' di giochi di luci o che la musica si abbassa o cose del genere, che nel 99% dei concerti è sempre così, mi ha fatto pensare "questi hanno un diamante tra le mani, che è Shake, e gli stanno facendo fare una bruttissima figura". Lei se ne fotte di questo mio pensiero, perché forse è abituata a questi ambiti, e comincia a cantare. L'esibizione è spettacolare, lei è all'altezza delle mie aspettative che non avevo più, complice il locale di merda. Fa tutte le canzoni del nuovo album e qualcosa di singoli ed ep vecchi. Lei era energia allo stato puro. Aizzava tutta la folla in una maniera unica e Poi parte Honey. Non lo avesse mai fatto. Lei era un fiume in piena e cercava e indicava tutti sotto al palco per farli ballere, saltare e scatenare. "ARE YOU READY??!" E parte. "But do you still think I'm funny, funny, funny? Tell me, baby do you love me, love me, love me? I'm Butterflies I know you feel it in your tummy, tummy, tummy And you sting like a bee Like a bee But you're still my honey, honey, honeyyyy" Da che stavo al centro del locale, quindi distante da sotto al palco, appena cominciò a fomentare la baraonda, io mi ci buttai in mezzo e persi il controllo cognitivo delle mie azioni per tutta la durata della traccia. Non stavo ballando, non stavo cantando, stavo saltando ed urlando Honey di 070 Shake con degli sconosciuti che ci spingevamo o ci abbracciavamo in continuazione fino a che il ritornello non finiva. Cadde una ragazza a terra, per fortuna l'abbiamo ripresa al volo sennò sarebbe finita male per lei. E poi di nuovo Shake inveisce verso di noi e ci fa uscire il demonio dai nostri corpi e di nuovo "AND YOU STING LIKE A BEE LIKE A BEE AND YOU STILL MY HONEY, HONEY, HONEEEEEEYYYY" A forza di saltare stavo sudando, mi ero tolto la felpa che quasi stavo per perdere. Il sudore delle persone lo sentivo addosso. Gli sguardi e le facce sorridenti di persone mai viste prima e che mai più rivedrò erano offuscate da delle luci che facevano cagare la merda, ma era tutto completamente bello perché Danielle Balbuena (070 Shake appunto) aveva preso le nostre vite in quella sera e le aveva rese uniche e indimenticabili. Dopo il momento di bolgia infernale, gli animi si placano, ed anche Shake si calma e continua con una più leggera Under The Moon, che in quel momento rivalutai con un giudizio diverso dai primi ascolti. Quella sera fu spettacolare. Il microfono di Dani spesso clippava, o si sentivano quegli stridi che ti bucano i timpani. È stata una serata terribile se non fosse stata per l'artista che ho visto. Le aspettative erano bassissime, ma Shake ha ribaltato il locale. Fu uno dei concerti più belli che abbia mai assistito. Dopo questo spin-off di vera vita vissuta veramente, possiamo passare al commento di questa traccia. Ascolto dopo ascolto di questo album pazzesco, le mie idee si differenziarono dai primi giudizi dei diversi singoli partoriti in precedente data. In alcune tracce non ho trovato una particolarità e non ho saputo apprezzare bene il loro significato. Altre invece si. Nel caso di Terminal B, che viene seguita da Flight 436, l'ho colta man mano che le note si ripetevano. Loop di Modus Vivendi, loop di Terminal B. È un'ending track per eccellenza, soddisfa tutti i requisiti per finire al piano più basso di un album. Sono i titoli di coda perfetti per qualsiasi cosa. Un viaggio, una relazione, la semplice fine del CD, la soundtrack finale un film. I suoni quasi eterei fanno spiccare la voce, valorizzata ancor di più dal riverbero che la accompagna danzando in questo sogno idilliaco nel posto più remoto e meno conosciuto possibile. La voce di Shake è colpevole di un viaggio spirituale in un'altra dimensione, fatta di suoni dolci, strumenti musicali soavi e lei. Lei è un paradosso. Un perfetto canto angelico con un timbro vocale pesante, stanco, deluso e disperato. 20. Francesca Michielin, Giorgio Poi. Leoni. Agosto. Ok, qui va bene. Fondamentalmente non è una canzone che ti fa saltare dalla sedia. Non è un pezzo super particolare che ha dei suoni invidiabili. Anzi, tutt'altro. È semplice e diretto. Il testo è davvero facile e poco pretenzioso, però mi ha fatto amare quel periodo lì. Finì in una playlist estiva, insieme a tante altre tracce, però aveva qualcosa in più rispetto alle altre. La potrei definire la canzone regina dell'estate, ma non posso. Tanto lo sapete che le cose che lascio in sospeso, poi ve le racconto dopo. Pazientate. Leoni è stata una delle tante tracce soundtrack dell'estate, alla quale ho dei ricordi bellissimi con i miei amici. Anche se i viaggi sono stati davvero delle imprese, un po' toccata e fuga. Però a noi non ci importava tanto dove andavamo in vacanza e per quanto tempo, ci interessava stare insieme. I primi viaggi furono molto improvvisati. Il ricordo che più ho impresso nella mente è quando mi feci il bagno al fiume. Ok però prima di tutto, passo indietro. Il primo "viaggio" fu ad Agosta, un paesino fuori Roma, nella casa della nonna di un amico. Il paesino era arroccato, e per arrivare su in casa ci siamo rotti il così detto ano. Quattro amici in un contesto più che silenzioso e poco giovanile. L'età media non c'era perché era quasi deserto il paese e c'eravamo solo noi praticamente. Appena arriviamo cominciamo a cercare qualcosa da mangiare, ma dato che il paese non è turistico ed è deserto, appunto, ristoranti, bar, alimentari erano tutti chiusi. Anzi un alimentari ci ha proprio rimbalzato dicendo che stava chiudendo, ma in realtà probabilmente non voleva venderci nemmeno un pacco di fusaie. Va beh, vediamo su Maps un ristorante. Oh ce n'è uno qui sotto alla strada, ci vogliono 8 minuti a piedi. Ok, si va. Salita. Salita. Discesa. Discesa. Discesona. Dopo la discesa sta sulla sinistra. Ah no sulla destra. Aspè che Maps sta a sbroccà. Ma qua non ce sta niente. C'era un cancello abbandonato e probabilmente il ristorante c'era, ma 10 anni prima. In preda allo sconforto cerchiamo una soluzione, ma il ristorante più vicino è a Subiaco, una mezz'ora con l'auto. Non sapendo che fare, avviso l'amico che ha casa, chiedendogli perché non avevamo opzionato il carretto che era sullo slargo appena sotto il paese di Agosta. Lui diceva che lo avrebbe proposto per cena. Però non avendo più soluzioni alla breve portata, siamo andati in questo carretto, dove abbiamo fatto la conoscenza di un personaggio davvero interessante. Lui, il proprietario del carretto, si chiama Silenio, ma quando ce l'ha detto ce lo siamo scordati subito. Il suo soprannome, suggerito dalla scritta sul carro, è il gladiatore. Ok, gladiatò. Affamatissimi, ci prendiamo un panino a testa, in più un tagliere con salumi e formaggi fuori dalla norma. Dico questo perché c'era il tagliere da €10 o €15, noi glielo abbiamo chiesto da €20 perché il caldo ci aveva fatto sentire la sofferenza del digiuno. Lui tutto contento ci prepara il tutto e ce lo porta al tavolo. Il tavolino affacciava su un fiumiciattolo, dove l'acqua scorreva limpida. Mentre ci stupiamo del fiume, cominciamo a mangiare i panini, nel mentre cercavamo di ricordarci il nome del gladiatore che ci stava sfamando. Selenio. Silente. Saverio. Silenzio. Non ricordavamo assolutamente il suo nome. Dopo dobbiamo chiederglielo di nuovo, però evitando di fare una figura di merda. Mangiamo come bestie e ci buttiamo, sotto stretto consiglio del gladiatore, nel fiumiciattolo. Scendiamo lo strapiombo e ci accomodiamo su una piccola "spiaggia" fatta di brecciolino, mentre ammiriamo l'acqua che scorre. È pulitissima. Mo mi ci faccio il bagno. Nemmeno il tempo di pensarlo e già avevo tolto i pantaloncini. Tolgo anche la maglietta. Ok però non mi bagno la pancia, sennò sbratto tutto il carretto che ho mangiato poco prima. Mi segue la nostra amica, mentre gli altri due fanno i preziosi e preferiscono stare fuori. Checche. Ci bagnamo i capelli ed usciamo fuori. Gelata l'acqua eh? Ritorniamo verso casa e ci riposiamo per la sera. Per le 18/19 usciamo ed andiamo a prendere qualcosa per cena e la colazione seguente. Cucino io, perché porco giuda sono forte in culo, e la cena finisce con un po' di vino e poco fervore. Mancava qualcosa, non c'era spirito di iniziativa. Chiedo ad uno dei due amici: "lo so che è una domanda stronza, però: voto da 1 a 10 della serata? Fin'ora intendo". Lui: "4". In quel momento mi sono detto, ok, ribaltiamo sto 4. Usciamo e ci andiamo a bere qualcosa. È aperto un bar che sta sopra in "piazzetta" (?). Ci prendiamo un limoncello. Due. Tre. Però raga, non avete una certa fame? Andiamo da Silente! Scendiamo giù e troviamo il carro di Selene più bello che mai. Complici i distillati al limone. Accanto c'è un altro stand, se così si fa per dire, dove vendeva frutta e bevande. Per lo più alcoliche. In primo piano una scritta in caratteri cubitali " LEMONCOCCO, la bevanda dell'estate". Noi curiosi della propaganda artistica, non ci pensiamo due volte. Lemoncocco per tutti. Ok, Silenzio facci due panini, ed un tagliere piccolo che noi due ce lo smezziamo. Mentre ci prepara i panini con il tagliere, prendiamo questa bevanda dell'estate. Regá. Uno schifo. Bevanda peggiore non è stata mai creata al mondo. Per lo più alcolica, quindi in me stava carburando un irrefrenabile stimolo di saturazione corporea. In poche parole, me stavo a sbrattà sotto. In più c'era anche il tagliere da dividere con la mia amica. Ci mettiamo seduti, e cominciano, non cominciamo, cominciano a mangiare. Ero impietrito, stavo guardando il cibo con sguardo stordito. Il tagliere piccolo praticamente era il doppio di quello del pranzo, anche se lo avevamo pagato la metà. A Selecomecazzotechiami, che t'ho fatto de male? Comincio a mangiare e la mia amica non contenta mi imbocca, quasi a ingozzarmi. Non entra più nulla nel mio stomaco. Succede il patatrac in un momento di nonchalance surreale. Noi su un tavolino, loro che mangiavano, ridevano e scherzavano, ed io che portavo sul terreno tutto il cibo che avevo ingerito forse anche il giorno prima. Fortunatamente ero la persona più distante dal carretto di Silvenio, e credo di non aver dato troppo nell'occhio. Ma poi che considerazioni faccio, ero ubriaco. Dopo aver lasciato un bel ricordino proprio sotto al tavolino, il nostro e caro amico Saverio ci regala le ciambelline con il vino, per terminare il pasto. Io distrutto nemmeno ho visto quel ben di Dio dato in omaggio. I miei amici celermente hanno messo in tasca in biscotti e buttato il vino dicendo al gladiatore Salerno che era stato tutto buono, ringraziando del dono post post cena. Io, completamente sottosopra, vengo portato con la scorta verso casa, lasciando il tavolo con accanto una pozzanghera però composta non da acqua piovana. Abbandoniamo il posto di SILENIO, ecco come cazzo si chiama, ce l'ha scritto anche sulla giacca da cuoco. Grazie della mangiata Silenio. Meno grazie alla ragazza che ci ha fatto i lemoncocco. Che tra l'altro somigliava ad una nostra amica, però in versione evil. Andiamo verso casa. Una salita infinita. Io con l'aiuto dei miei due amici, vengo portato su a forza, anche se ero bello spedito, ma barcollante. La salita era talmente ripida che ci siamo fermati una o due volte. C'è un video che testimonia l'accaduto, però purtroppo non verrà mostrato in questa occasione. Fatto comico: nel video, girato dalla nostra amica, vede i due miei amici uno accanto all'altro, io sulla destra con l'amico al centro che mi porta su a spinta, tenendomi per la spalla. In un momento di fatica abissale, la mia amica esclama: "regá, girateve!". Entrambi i miei amici si girano come se facessero una foto in posa gloriosa. Io ero appoggiato, quasi spalmato su una ringhiera che avevo trovato in regalo con la salita che stavo facendo. Ripartiamo verso casa. Ricordo che siamo tornati a casa e che sono stato fuori nel giardino con le forze di stomaco, senza fare nulla. I miei amici erano dentro casa e li sentivo ridere. Pensai che mi stessero prendendo in giro, però ero contento. In un periodo passato così di merda, ero riuscito a ubriacarmi di nuovo come qualche anno prima. Era davvero da tanto che non perdevo le staffe. Un po per un motivo, un po per un altro. Il 4 che diede il mio amico come voto della serata, cambiò totalmente. Anzi nemmeno so quanto è variato da dopo tutto questo avvenimento. Il giorno dopo ero un po rincoglionito, ma ci stavo. Avevo vomitato anche le mie emozioni. Il giorno seguente, dopo aver preparato le "valigie" cominciammo ad avviarci nelle nostre rispettive abitazioni verso l'orario post pranzo. Praticamente la mattina, per quanto eravamo ribaltati, non uscimmo di casa per tutta la giornata. L'unico momento che siamo usciti è stato quando ci siamo affacciati al balcone, controllando se c'erano ancora i rimasugli della sera prima vicino al tavolino di Silenio. Si fa l'ora x e ce ne andiamo. Prepariamo tutto e ci fermiamo su uno spiazzale. Un mio amico insieme alla nostra amica vanno a prendere la macchina che stava parcheggiata sotto. Io ed l'altro mio amico invece eravamo lì con le borse e gli zaini della nostra avventura. Che alla fine durò nemmeno un giorno. Si ferma una Panda, abbassa il finestrino... è Silenio. Mo ce se beve. "Buongiorno! Avete dormito poco?" Noi farfugliamo qualcosa di incomprensibile. "Ma tornate poi?". La domanda ci spiazzò, poi andò più avanti verso il bar che la sera prima ci deliziò con dei simpatici limoncelli. Vengono su i due con l'auto e gli raccontiamo l'accaduto. Eravamo impanicati, non sapevamo se lui sapeva che eravamo ubriachi lerci, che abbiamo rovinato la panca con il vomito (cioè io gliel'ho rovinata, forse) non ha detto nulla, è stato ambiguo. Carichiamo i bagagli e andiamo via. Facciamo nemmeno 50 metri e veniamo fermati dal nostro gladiatore Silenio. "Ragazzi ma tornate? Guarda che ci tengo. Non sparite, ok?" Il modo in un cui ce l'ha detto mi ha aperto il cuore. Non solo ci siamo ubriacati come zucchine, non sono gli ho rovinato 2 metri quadri di prato, panca e spero non il tavolino con, vabbè avete capito che cosa ho fatto no? Gli abbiamo fatto la buca il giorno dopo, cercando di evitarlo e lui già sentiva la nostra mancanza. Che cuore. Io ci sono rimasto benissimo, perché probabilmente eravamo andati lì, in un posto poco movimentato e avevamo fatto un po di movida. Divertendo anche lui. Oppure gli saremmo mancati perché gli abbiamo lasciato una piotta in due giorni. Mo vallo a capì. 19. Blood Orange. Chosen. Settembre. Una delle più incredibili tracce di Devonté Haynes. A mio parere credo che l'artista in questione abbia un capacità compositiva musicale che va oltre una concezione standard o comunque di musica semplice. Non si accontenta di fare un beat, una strumentale buttata lì per fare like, successo o andando incontro al gusto del mercato radiofonico. È sempre alla ricerca di suoni spettacolari che vanno indietro nel tempo delle volte, altre volte invece hanno un'impronta unica e distinguibile fin da subito. È molto classico, ha una ottima istruzione musicale, ha studiato molto e suona tantissimi strumenti musicali. Molto probabilmente ha composto tutta la traccia, come tutto l'album. Genius mi viene in aiuto, svelandomi dei piccoli altarini. L'intera produzione è di Dev, ma con poche eccezioni: l'arrangiamento al sassofono è di Kindness, clarinetto e sassofono (appunto) sono eseguiti da Jason Arce, infine al basso c'è David Ginyard. Tutto il resto, chitarra, pianoforte, pianola e batteria sono curati dal grande Blood Orange. Per me Chosen è un tripudio musicale che mi manda in estasi. Il sax iniziale mi fa volare, i cori che si intrufolano sono angelici e sanciscono l'inizio della traccia con una pausa vocale che viene interrotta dalla batteria. Un piccolo aneddoto: feci ascoltare l'album ad un mio amico, sapendo di alcune dinamiche della musica capitolina, mi evidenzia una grande somiglianza con Alta Marea di Antonello Venditti. Che per carità, non penso mai che Blood Orange conosca l'Antonellone de Roma Capoccia, che poi Alta Marea è ripresa da Don't Dream It's Over dei Crowded House, però la cosa mi ha fatto ridere. Il sax è accompagnato anche dal basso e da una chitarra che mi invitano a buttarmi nel centro di una stanza e ballare senza senso. Parla lei, Caroline Polachek. Il suo monologo inizialmente era designato per lo stesso Devonté, però durante la registrazione di Chamakay, Caroline cominciò a leggerlo e registrarlo con un accento francese. Blood Orange non ci pensò due volte a tenerselo stretto per il risultato finale. Il monologo è scritto dall'artista in questione, e parla di come un ragazzo lo abbia colpito e confuso sessualmente. Lo ammirava e provava una forte attrazione nei suoi riguardi. Nello spiegare la traccia, Blood Orange cerca di far intendere l'impossibilità che trova nello spiegare ciò che prova apertamente per qualcuno. Esternare le emozioni in maniera limpida e senza paure. In un certo punto della traccia, smettono di suonare gli strumenti musicali, per lasciare al pianoforte di splendere insieme alle voci di lui e lei. Un pizzico di chitarra e il dominio di Dev e Samantha Urbani, altra piccola aiutante che ha arricchito il piatto di Chosen. Cori soavissimi i suoi. Chosen è un pezzo eterno. Lo dovrebbero ascoltare tutti. Non penso che qualcuno possa dire che tutto ciò sia noioso, brutto o scialbo. È tutto dannatamente perfetto. Grazie Blood Orange, sei un maniaco della musica. Ti adoro. "Baby, let me take you home" 18. Yves Tumor. Strawberry Privilege. Dicembre. L'album di Yves uscì agli inizi di aprile. In piena pandemia mondiale. Io dopo qualche settimana se non un mese, lo ascoltai, ma non ebbi un primo impatto positivo a riguardo. Ascolti distratti e poco approfonditi me lo hanno fatto bocciare diciamo fin da subito. Nel corso dell'anno, leggo su vari siti che l'album in questione sarebbe stato l'album dell'anno (so far). Ok, dai probabilmente sono siti malati che ascoltano robe strane. Vedo alcuni youtuber parlare benissimo di questo album, tanto da portarlo su un piedistallo. Ma mi sto sbagliando io per caso? 07/12/2020. "Yves Tumor ti dice qualcosa/te l'ho già chiesto?" "Si lo conosco, ho ascoltato una sua canzone 'famosa' in passato ed il suo nuovo album di quest'anno, non mi è rimasto (anche se è apprezzato da molti) / No, non mi hai mai chiesto nulla a riguardo" "Perché invece ti dirò che secondo me ti piacerebbe un sacco. Il nuovo album (2020) mi ha sorpreso a me. Mi è piaciuto abbastanza per far si che te lo scrivessi" Tempo dopo. "Se vuoi che ti vengo in aiuto, sto parlando che ho rivalutato tantissimo in queste due settimane il disco di Yves, ma tanto". La conversione estrapolata è contenuta in una chat con un amico con cui condivido consigli su molte uscite musicali. Voi direste: "ok, c'è voluto un nuovo consiglio di un amico per farti capire la bellezza di un album?". Si, però la canzone sta qui anche per un altro particolare. Non mi è mai capitato di ascoltare qualcosa e non avere un giudizio positivo a riguardo. Ho sempre ascoltato roba a tutto spiano, poi se era una merda, dimenticavo tutto. L'album in questione invece ha avuto la peculiarità di essere apprezzato da tantissime persone, a differenza di me. Non saper apprezzare ciò che la massa ha apprezzato, mi ha creato uno sconforto. Ho pensato non capissi l'album in questione. Ed in effetti. Heaven To A Tortured Mind è un album che spazia davvero tanto. Ha dei giri di basso che mi fanno bagnare tutta.. ops mi è scappata questa qui. Yves Tumor è un genio musicale che si destreggia nel suo compito di artista e crea atmosfere suggestive ed uniche. Nel particolare impazzì per la traccia in questione: Strawberry Privilege. La chitarra che apre il pezzo, il giro di batteria che si impone nel vuoto e subito la chitarra sancisce l'inizio della strumentale. La voce di lei, Julia Cumming, che si solleva e viene canalizzata da un giro di basso sensazionale. "Pom pom pom pom oooh Pom pom pom pom" Poi Yves ci degna della sua presenza canora con un falsetto delicato e rilassante. Il giro di basso mi fa venire i brividi, porca troia. È tutto così dannatamente leggero, mi sento come su una nuvola. La sensazione di questa traccia per me è importante quanto il significato che gli attribuisco a riguardo. Per me Strawberry Privilege è un forte messaggio di crescita personale. Quando ascolto musica, la maggior parte delle volte riesco a trovare quel qualcosa che mi piace, riesco a farmi piacere anche cose assurde, spesso anche senza senso. In alcune circostanze se ascolto musica che non mi convince, la lascio nel dimenticatoio, scordandomi di averla sentita. Questo lavoro di Yves Tumor stava finendo lì, ma il web, il giudizio che tutti davano a riguardo mi ha fatto pensare. Poi c'è stato anche un grande aiuto del mio amico che me l'ha sponsorizzato, non facendomi pressioni ulteriori, però ho capito la situazione insomma. Rivalutare qualcosa che definivo brutto è stata una sensazione strana da metabolizzare. Ti chiedi: "ma ero sempre io che ho ascoltato quest'album e l'ho bollato come merda?". Mi chiedevo come fosse possibile che il mio giudizio fosse negativo, cioè questo album, l'ho bocciato? Ma ero un bambino che ascoltava le canzoni di Benji e Fede? Che cazzo è successo in questi mesi? Il momento che capì di aver sbagliato è stato un sollievo personale. Strawberry Privilege è l'inno della mia maturazione da ascoltatore. 17. The Weeknd. Escape from LA. Marzo. Ho i brividi a riascoltarla. Vi ho parlato davvero molto di The Weeknd, tanto da stufarvi. Ma non mi frega nulla. Stiamo qui perché scrivo io, non voi. Forse è la canzone più introspettiva di tutto l'album. Il beat è lento, pesante quanto le parole di Abel. Il testo è incentrato sulla sua relazione ormai finita con la modella Bella Hadid. Ora io non entro in questioni approfondite, perché già vi ho detto che il gossip mi fa cagare. Però era per lo meno pertinente, dover specificare con chi è stato. The Weeknd qui si mostra vulnerabile e molto più emotivo con la sua amata di un tempo. L'intro è molto nostalgica con delle parole veramente sofferenti che ricordano l'amore della coppia. Come già avevo scritto qualche riga fa, ci sono dei riferimenti nell'album, e in tutto After Hours si ripetono molti versi. È il caso di: "Girl, when you're ready, you know where I stay", che si trova anche nella canzone Faith, dove ho speso tante e belle parole. The Weeknd parla anche di fedeltà e di attaccamento al partner, ma l'ambientazione è appunto Los Angeles, un posto che lo descrive come maligno e perverso. Infatti lui parla di se principalmente in due versioni: la prima quella di un amante affidabile e fedele, l'altra parte di se è descritta come un pazzo ed egocentrico. Le due versioni di se, sono spesso soggette a dei vertiginosi cambiamenti. Nel senso che da un momento all'altro si ha come uno switch di personalità, da Abel a The Weeknd. Questo perché rincipalmente l'album è incentrato sull'amore perduto, la delusione, il disprezzo e l'abuso. Io (faccio questa ipotesi) penso sia uno sconto di personalità abbastanza diverse tra loro: l'Abel che per lui si sente di essere e la versione di se che è diventato dopo le varie relazioni finite nell'oblio e l'abuso di stupefacenti e alcol. In alcune tracce si può vedere e ascoltare un The Weeknd fuori di testa, in altre invece è cosciente e obiettivo con ciò che vuole intendere. In altre invece c'è un mix delle sue due parti che mi fa andare fuori di testa. Nel senso che apprezzo quel frullato di scrittura dell'artista. In questa traccia è lucido e scrive di come sia consapevole di fare degli errori e di avere dei problemi legati all'alcol e soprattutto al piacere sessuale, quando è ubriaco. Il caprio espiatorio è la locazione, cioè la città di Los Angeles. Anzi più che capro espiatorio è più una sorta di città che viene vista con ambizione da tutti, un po come un tetto massimo di aspirazione. Lui, conoscendola abbastanza, sa che è una città piena di tentazioni, che, nel suo caso di artista acclamato, può essere un incubo. "Well this place is never what it seems Take me out LA Take me out of LA This place will be the end of me" Il ritornello è una bomba emotiva che fa piangere anche me. Conosce benissimo LA e per questo sa quali i vizi e i peccati nasconde per tentarlo. Ma lui vuole andarsene, perché è cosciente che se rimarrà lì, troverà solo la fine, ovvero la morte. Apro una piccola parentesi. Nel lavoro di inizio e promozione dei singoli, The Weeknd ha curato molto anche l'aspetto visivo e artistico legato alle cover dei due singoli e soprattutto delle videoclip. Un altro aspetto importante è stato la costruzione del personaggio di The Weeknd, come si vestiva e si comportava. Guardando i diversi video delle varie canzoni uscite come singoli e non solo, si può vedere come lui sia completamente fuori di testa. I primi singoli hanno fatto intendere che la gimmick del personaggio è impazzita. I temi sono sempre gli stessi già citati. Un altro aspetto che per me non è da sottovalutare è il suo vestiario. Giacca rossa, camicia e pantalone neri, con una scarpa elegantissima, occhiali da sole con la lente semitrasparente e per finire un paio di guanti. L'immagine potrebbe richiamare Michael Jackson, soprattutto per le scarpe e i guanti. Nei primi video The Weeknd è a Las Vegas, inutile dire le sue condizioni euforiche e poco lucide. Nei singoli dopo, precisamente nel video di In Your Eyes, il cantante viene decapitato, inutile dire che nel singolo successivo sia presente la sua testa. Infatti in Too Late, ritorna la presenza di Abel ma con il piccolo particolare che il resto del corpo, apparte la testa, è fuori scena. In Too Late c'è una bellissima citazione che riprende il testo di questa traccia. Dopo ve la svelerò. Il video è davvero al limite del surreale, casomai vedetelo così mi risparmio un commento che potrebbe risultare impensabile. Quindi, dicevamo. Lavoro artistico, soprattutto nella costruzione della versione pazza di The Weeknd. Nella seconda strofa c'è un grande tributo a molti film. Piccolo particolare che ho tralasciato: The Weeknd è molto appassionato di cinema, in molti dei suoi pezzi fa riferimento al mondo cinematografico. Anche il titolo Escape From LA Potrebbe essere un riferimento al film di John Carpenter del 1996. A me piace anche pensare che sia una possibile citazione a BoJack Horseman. Il titolo della puntata 11 della seconda stagione e soprattutto del nome della barca che comprò BoJack. Va beh, tutti viaggi miei. Tornando a noi, la seconda strofa è ricca di riferimenti cinematografici: Venom di Spiderman, Keanu Reeves in Speed e Costantine, dove c'è un'altra citazione che la si può trovare nel video ufficiale di Snowchild. Collegamenti su collegamenti. Pazzesco. Ma poi diventa sempre più emotivo e viscerale. Si mette di nuovo a nudo di fronte a la sua lei. "Cause I got everything I wanted Got the money, got the cars, got the ceiling with the stars Got everything I wanted But I'd be nothing without you Gave you everything you wanted Gave you power, gave you life, gave you space so you can shine Gave you everything you wanted But none of that matters to you" Posso sentire le lacrime di Abel sulle mie guance. Piango insieme a lui, porca troia. L'amore che gli ha dimostrato, per lo più materiale, non è stato sufficiente. Ma nella seconda parte The Weeknd gli ha dato il potere, la vita, lo spazio per brillare, ma a la sua lei non gliene importava nulla di tutto ciò. I due sono agli sgoccioli della loro relazione. Di nuovo il ritornello per poi finire nel bridge. Un bridge bellissimo. Ricorda di quando erano ancora insieme e racconta passionalmente il loro rapporto sessuale consumato nel suo studio di registrazione. Una scena romantica, erotica e malinconica. "LA girls all look the same I can't recognize The same work done on they face" Questa parte, come vi anticipavo prima è il contenuto del video ufficiale di Too Late. Nel video sono presenti due ragazze, appena uscite dalla sala operatoria, ancora con le garze e i cerotti sul volto, dopo degli interventi chirurgici probabilmente al naso. I vestiti, anche se con tagli diversi, avevano la stessa fantasia. Che bello tutti sti riferimenti e collegamenti vari, come godo, come godo. Il testo non è esplicito, ma The Weeknd dicendo che le ragazze di LA sono tutte uguali e che hanno tutti lo stesso "lavoro" sulle loro facce, allude molto probabilmente alla chirurgia estetica delle stesse. Tornando al bridge passionale, la popstar ci tiene a descrivere bene la scena sessuale tra i due. Descrive la controparte come una persona dal cuore freddo, ma con... Vabbè ve la faccio leggere, perché sennò divento volgare. "She a cold-hearted bitch with no shame But her throat too fire" Che devo dirvi. È stato meglio che non l'ho spiegata. I due si consumano fino a che lei non riceverà una telefonata. "She's all mine for the night She's all mine until he calls her line" Tralasciato il fatto che c'è un "he" che sta ad indicare un'altra persona, però non mi frega nulla del gossip, Abel fottiti chi ti pare. Il finale è ripreso sempre dal bridge. La canzone suona benissimo. Il testo è molto speciale e diretto, per certo versi. Io ho trovato subito particolare l'attacco lento, quasi al rallentatore o slowmo, per intenderci, interrotto più volte. Una musica quasi trascinata. Finché The Weeknd fa partire il beat che si terrà stretto fino al bridge. Ho adorato questa malinconia che il cantante ha mostrato anche nel modo di cantare e nel modo di esporre il testo. I synth che vengono aggiunti alla fine della seconda strofa sono eccezionali. Un accenno di arpa sul secondo ritornello. Oddio mio è un sogno. Poi il bridge. Che cazzo di bridge. Anticipato da un canto angelico di The Weeknd. Musicalmente è perfetto per le parole che ha scelto. Non ha niente di più o meno di ciò che canta. È tutto perfetto. Questo è un orgasmo musicale. Scusate devo staccare. Devo ascoltare di nuovo Escape From LA. 16. Bring Me The Horizon. Teardrops. Ottobre. I Bring sono tornati, e quanto sono super cazzuti. Dopo un album incredibile agli inizi del 2019 e successivamente sul finire dello stesso anno, un album/ep che mi ha fatto capire che non scherzano nemmeno sperimentando. Questa volta si presentano con un lavoro che mi ha portato indietro. Alcuni pezzi erano già usciti l'anno prima come singoli, che mi hanno fatto cantare e ballare come un cretino. Headbanging, air guitar o air drums. Insomma facevo il mimo della chitarra o della batteria come un deficiente a seconda del momento della canzone. Post Human: Survival Horror è un album bello importante. E non lo dico perché sono di parte, ma perché è un lavoro ben fatto. Ero in hype appena svelarono di star preparando un progetto. Ho seguito molti dei loro video mentre Jordan Fish (produttore della band) andava a casa di Oliver Syke, in piena pandemia, dove provavano a buttare giù qualche idea, facendo demo, cantavano e suonavano. Poi Jordan, data l'impossibilità di uscire di casa e zona, fece diverse chiamate anche con il resto del gruppo per registrare altre parti delle tracce che stavano componendo. Ho amato alla follia quel format, data la difficoltà di lavorare assieme in gruppo, nel periodo del covid hanno trovato un compromesso per portare avanti il progetto. Decisi poi di interrompe la visione di quei mini video dato che ero troppo in fissa ma anche spaventato di ascoltare spoiler non graditi. Quindi mi sono fatto i cazzi miei a na certa. Questa traccia uscì come singolo, ma feci di tutto per non ascoltarla, perché sapevo che mancava poco all'uscita di tutto il lavoro. Arriva il giorno. Me lo ascolto. Pooooorca troia che roba. Teardrops finisce qui per svariati motivi, uno di questi è la scrittura. Come ben sapete, perché penso di averlo già detto in altre circostanze, Oliver ha una scrittura molto importante, soprattutto di denuncia sociale e pungente. Sa essere anche semplice, però quando ci si mette, scrive davvero bene. Che poi altre volte fa il cazzone e scrive boiate, ma quello è un altro discorso. In Teardrops ha la lingua tagliente e nel testo parla di come la dipendenza della tecnologia stia insensibilizzando l'uomo, soprattutto i ragazzi che sono la parte più addentrata in questo mondo. Parla di come la tecnologia devia i messaggi e di quanto sia dannosa, però nessuno la definisce tale. Un esempio banale, che ne parla in una sua intervista, dice: "ti diranno di non bere perché ti fa male, ti diranno di non fumare perché fa male, però non ti diranno di non utilizzare il proprio telefono o andare su internet". In modo molto semplice ha sintetizzato cosa è ritenuto dannoso dalla società per l'uomo, e cosa no. Il tema che più è trattato è proprio questo svanimento della sensibilità, perché non ci si impressiona più per nulla, ergo una carenza di emozioni vere. È tutto una proiezione su uno schermo piatto che ci sembra far stare bene, mentre in realtà è tutta un'illusione. "We hurt ourselves for fun Force-feed our fear until our hearts go numb Addicted to a lonely kind of love What I wanna know" Secondo Oli, alimentiamo i nostri dolori per divertimento, finché il nostro cuore non proverà nulla di reale. In questa strofa c'è anche un piccolo omaggio, ma a questo ci arriviamo un po più tardi. Ricordatevi. È presente anche un riferimento ad una loro vecchia traccia, dell'album That's The Spirit, la traccia in questione è What You Need, dove anche lì Oliver canta: "We hurt ourselves for fun". Nel pre ritornello invece è molto più profondo e introspettivo. Va a finì che farò il commento parola per parola stavolta, state a vede. "Is how we get this stressed out, paranoid Everything is going dark Nothing makes me sadder than my head" In un'intervista, Oliver spiega di come la negatività è un circolo continuo di insofferenza che nasce tutto dal nostro cervello. Secondo Oli, il benessere psicologico e fisico deriva dalla propria condizione emotiva. Per abbattere la negatività bisogna amare. E la persona principale da amare è se stessi. Nel ritornello c'è un contrasto tra cosa dice e come lo dice. Il contenuto: il cantante spiega quanto stia perdendo empatia e stia diventando insofferente alle catastrofi che assiste tutti i giorni, un collegamento alla prima strofa. Il modo: quando canta il ritornello è completamente colmo di rabbia e sfoga tutto urlando al microfono. Le due cose appena elencate creano un paradosso musicale che mi fa impazzire. Urlare con foga la propria insofferenza e apatia. Se lo avessi scritto prima mi sarei ripartiamo un po di parole inutili. Altro riferimento alla loro traccia Underground Big {HEADFULOFHYENA} dell'EP/album Music to listen to ~ GO TO, dove sta finendo le lacrime e non sa come nutrire i propri demoni. Nella seconda strofa c'è una rottura della quarta parete, perché Oli si pone all'ascoltatore dicendogli: "And if you hear me, guess you know how it feels To be alone", cercando di confortare chi ascolta e si sente in quella condizione. Poi di nuovo pre e ritornello. Il bridge è uno sfogo personalissimo dove mette in chiaro che ciò che accade ed è accaduto nel mondo lo ha cambiato in peggio, facendolo diventare il proprio anticristo. "Suicidal, violent, tragic state of mind Lost my halo, now I'm my own anti-christ" E poi di nuovo, senza la strumentale Oliver vola in un canto quasi rabbioso, dove l'ultima parola sembra che lo faccia cadere nel vuoto. E di nuovo. I'M RUNNING OUTTA TEARDROPS, LET IT HURT TILL IT STOPS I CAN'T KEEP MY GRIP, I'M SLIPPING AWAY FROM MEEEEEE OH, GOD, EVERYTHING IS SO FUUUUUCKED, BUT I CAN'T FEEL A THING THE EMPTINESS IS HEEEEAVIEEEER THAN YOU THINK TEARDROPS Madonna santissima che bomba di traccia. Sto esplodendo. Canto a squarciagola come non mai. Ok dopo il commento word by word, praticamente, vi parlo della musicalità che è un riferimento speciale ad una band eterna. Il riff è palesemente ispirato allo stile dei Linkin Park. Sono tornato di nuovo un bambino. Quel suono che sembra un graffio, mischiato ad una chitarra elettrica sfasciata, in realtà è un campionamento. Il sample è quello del verso di un elefante che è stato modificato e choppato a tal punto da non riconoscerlo più. Cioè anche dopo che ho letto sta cosa non ci credevo. Detto ciò anche questo componente arricchisce e rende la traccia molto vicina alle sonorità della band presa di ispirazione. Il riferimento che prima citavo, contenuto nella prima strofa, era una parolina: numb, celebre canzone dei Linkin Park. Tutto ciò mi ha fatto tornare bambino. Ora, non voglio forzare la cosa, ma sono sicuro che è una chicca che hanno voluto mettere per rendere l'omaggio più diretto e conciso. Detto questo, tiro le somme. Guardandomi indietro vedo una traccia che pullula di rabbia ma che parla di tutt'altro. I contrasti sono il punto di forza di Teardrops. Non dimentichiamo la strumentale, anche se un omaggio, ma pur sempre una parte fondamentale e soprattutto un tripudio musicale, dove c'è un unione dello stile Bring Me The Horizon accorpato ad una elettronica selvaggia ed ispirata a dei rivoluzionari di un tempo. Poi secondo me, la canzone ha una forte influenza negativa dell'isolamento che c'è stato per quasi tutto il mondo. La mia deduzione è che Oli abbia fatto intendere che ciò che ci è capitato ha fatto soltanto che nuocere alla nostra salute. I mesi passati a casa hanno nutrito le nostre insoddisfazioni, paure, paranoie e ci ha reso meno empatici che mai. Questa cosa la volevo scrivere perché anche se non è stata detta dal lui stesso, l'ho percepita leggendo i testi e le varie interviste. Ok, momento riflessione personale finita. Concludiamo dai. Teardrops secondo Oliver Syke è la miglior canzone del CD, ed una delle migliori in assoluto per come è stata scritta e suonata. Quindi non devo altre giustificazioni e spiegare per quale motivo è arrivata fin qui. 15. Frank Carter & The Rattlesnakes. Beautiful Death. Novembre. Come anticipavo già prima, la scoperta di questo gruppo mi folgorò talmente tanto che me ne innamorai come un bambino. Quando ero piccolo, ma non tanto, mi è capitato di ascoltare musica così aggressiva, e mi piaceva davvero tanto. Il primo gruppo che mi viene in mente che mi faceva scatenare erano i Linkin Park. Anche i Tokyo Hotel, 30 Second To Mars e tanti altri che conobbi poi, crescendo. Per un periodo poi lasciai perdere questo genere, virai sul rap, soprattutto sugli artisti che giravano in zona, del repertorio romano insomma. Poi ci fu anche il periodo che mi chiusi con Kesha, poi successivamente anche altri generi, sempre più verso l'elettronica. Poi pian piano tornai su questi generi belli sostanziosi grazie alle theme song dei vari wrestler della WWE. Poi anche con Guitar Hero. Quanto l'ho fuso quel gioco? Poi arriviamo nei giorni nostri, dove ascolto di tutto e di più. Quando ascoltai Blossom di Frank Carter e i Rattlesnakes tornai di nuovo il me che ascoltava i Linkin Park un bel po' di anni fa. L'album era frenetico, confuso, liberatorio, ribelle, sporco, violento. Ero tornato di nuovo un ragazzino che voleva spaccare il mondo. Fuck you, I don't do what you told me! I suoni sono davvero rozzi e spesso la voce di Frank clippa, ovvero gracchia e risulta metallica e rovinata. E a me sta cosa fa impazzire. Tutto è grezzo e spettacolare allo stesso tempo. Quando ascolto suoni e musica del genere mi sento male, ho voglia di spaccare il mondo e non spiegare il motivo. In Beautiful Death però il ritmo cambia, è una traccia che ha una musicalità e un timbro diverso da tutto il resto dell'album. Infatti Frank scrive di una perdita, quella di sua moglie. Nel testo spiega come, dopo che lei è passata a miglior vita, quanti rimpianti ha nel non avergli dimostrato fino in fondo il suo amore. Nella strofa iniziale possiamo ascoltare la voce di Frank come sia abbattuta è infelice. Un tono bassissimo. Nel ritornello è una furia. La disperazione, la rabbia, sono emozioni padrone che tolgono la lucidità al cantante. Le sue urla infatti sono talmente forti che non lo posso più definire canto, ma un pianto tormentato. Il ritornello potrebbe risultare molto pesante per tanti ascoltatori, però io ho percepito le emozioni di Frank e il suo sfogo mi ha completamente preso e sconvolto. Nella seconda strofa torna sui registri stessi della prima. Quasi parla e racconta la sua sofferenza, dovuta al fatto che la sua partner ha combattuto fino alla fine, rendendolo orgoglioso di lei. Poi di nuovo esplode un ritornello ancor più feroce e liberatorio. Una persona così distrutta, che canta una morte così dolorosa, ha davvero un'incredibile coraggio. Raccontarsi al pubblico così fragile, con personalità ma grande forza è davvero un gesto artistico da non sottovalutare. Spesso ci si nasconde dietro a eventi così delicati nella musica, forse per la paura di toccare un argomento delicato come la morte. Frank in questo caso diventa davvero fragile e si mostra per quello che è: una persona disperata che ha voglia di sfogarsi. Di nuovo si ferma per il bridge. Un bridge davvero da brividi. "I want to stay this warm forever I want to be this close to heaven" Poi di nuovo a valanga, torna con il ritornello con un urlo spezzato. Ancor più in lacrime e sempre più disperato. Si sente proprio mentre piange. Madonna ho i brividi. L'incredibile punto dopo finisce di cantare e la strumentale viaggia alla stessa densità e spessore delle parole del cantante frontman, è una parte fondamentale della traccia. Lo sfogo musicale è seguito subito appena dopo la fine del canto di Frank. Gli strumenti musicali continuano l'urlo liberatorio vocale, appena terminato. Io volo nel finale. Le emozioni sono coagulate con la musica in maniera eccezionale. Beautiful Death non è soltanto una traccia dove uno urla e non si capisce nulla. È il pianto artistico di Frank and The Rattlesnakes. Lo sfogo più bello che abbia mai ascoltato nella musica. La perfetta trascendenza di una morte. La più bella morte che nessuno vorrebbe vivere. 14. Oasis. Don't Look Back In Anger. Ottobre. La più bella canzone degli Oasis che ho ascoltato lo scorso anno. Molto probabilmente una delle prime che mi ha conquistato senza troppo indugio. Come vi avevo già accennato, un mio amico ben addentrato nel mondo Oasis mi ha fatto (finalmente) una playlist a riguardo. Il risultato? Ho colmato una lacuna importante. Diciamo che andando avanti con gli anni sto facendo caso che mi mancano delle fondamenta davvero necessarie per ascoltare determinati generi. Ma anche per cultura generale e apprezzare meglio la musica recente. Questa oasi è tutto frutto di una grande mia voglia di ascoltarli e soprattutto del grande gusto del mio amico nel centellinare le canzoni che mi ha fatto ascoltare. Ne tante ma nemmeno poche. Tutte necessarie per farmi capire cosa sono e cosa hanno fatto i fratelli Gallagher. Era settembre. Mi mandò la playlist per messaggio. Stavo godendo. Mi dico: "mo me l'ascolto quando sto tra me e me, bello sul letto sbragato, con nulla per la testa". Caso covid in ufficio. Vaffanculo. Passo indietro. Dopo un'estate piena di uscite con amici e ricordi che ti fanno salire un po' di malinconia. Il motivo ben intuibile della mia malinconia post estate è lampante. Dopo mesi di reclusione, che abbiamo subito sul finire dell'inverno e per tutta la primavera, ho avuto una sorta di sfogo emotivo con tutte le persone che volevo bene, facendo cose che, semplicemente, facevamo prima. Poi tornando alla vita di tutti i giorni ti accorgi che quei momenti felici sono passati. Nel periodo di lockdown, la sensazione che ho passato stando da solo è stata davvero brutta, perché ho sentito che il tempo era un parametro sempre attivo, mentre io non potevo fare nulla. Quando il tempo passa e tu ti rendi conto che non puoi fare nulla e ti vedi passare gli anni più belli davanti gli occhi. In quell'estate ho voluto bloccare il tempo e buttare via tutta quella negatività che mi portavo dietro. Volevo dimenticarla e vivere di nuovo la normalità. Mi mancava un sacco stare con i miei amici anche soltanto non facendo nulla. Penso sia una condizione che tutti hanno provato. Settembre è stato un mese che ho avuto una sensazione di piacere ma con un velo di nostalgia, perché i ricordi estivi sembravano momenti vicini e che stavo apprezzando sempre di più, dopo aver passato mesi e mesi dentro 4 mura. Perché dico ciò nel commento di Don't Look Back In Anger? Perché appena tornai alla normalità ci fu un momento di déjà-vu, perché a lavoro mi dissero che dovevo fare la quarantena e tamponi dato che ero stato a stretto contatto con un mio collega positivo. Lo stretto contatto? Io che vado a prendere un pezzo di pizza con il positivo, insieme ad altri colleghi, tutti con mascherina, mangiando all'aperto tutti distanziati, perché indovinate un po', siamo persone responsabili ed intelligenti. Niente, devo stare a casa. Tamponi a gogo e io che mi faccio due palle. Nel momento del mio primo tampone ascoltai tutta la playlist degli Oasis. In quei momenti di fila estenuante, dove stetti in auto per 5 ore la prima volta, pensai al momento che stavo vivendo. Ero appena uscito da un estate che avendo fatto pochi viaggi e poche uscite, ma sapevo che erano state importanti e vitali. Ho saputo capitalizzare emotivamente quei momenti e assaporarli in una maniera diversa mai fatta prima. La tristezza era imminente perché sentivo odore di una nuova reclusione. Il dover vivere di nuovo un altro incubo come quello passato era un dolore che mi avrebbe potuto portare davvero in basso. Gli Oasis in quel giorno particolare di fila mi aiutarono ad annoiare il tempo. Feci il tampone. Negativo. Apposto, fra 7 giorni altro tampone così rientro a lavoro. Nei giorni di quarantena ho saputo soltanto ascoltare musica, e la soundtrack la fecero proprio i fratelli Gallagher. La compagnia più azzeccata di sempre. Settimana seguente feci un nuovo tampone. Sempre in auto, sempre in fila, sempre con gli Oasis nello stereo. 7 ore di fila per un tampone. Avevo le gambe completamente paralizzate. L'esito il giorno dopo fu negativo. Si torna alla normalità. Fu un periodo strano, ma decisamente terapeutico. Grazie Oasis. Grazie ******* per avermi fatto strada in questo magnifica oasi. "And sooo Sally can't wait She knows it's too late As we're walking by Her soul slides away But don't look back in anger I heard you say" 13. Palace. Heaven Up There. Dicembre. Una canzone gigante. Come la maggior parte delle canzoni che mi colpiscono, non ricordo le dinamiche di come l'ho scoperte. Anche con la traccia della band londinese non fa eccezione. Loro sono i Palace, prima di questo pezzo non avevo concezione di chi cazzo erano sti tipi qui. Palace per me è una marca, tra l'altro sempre londinese. Indovinate un po, come altre perle sconosciute, anche questa mi ha rapito. Il testo è una visione introspettiva del concetto di paradiso, che il cantante si chiede se veramente quello lassù è il paradiso. Considerazioni dubbiose sul senso della vita e domande senza una risposta. L'enigma lirico rende tutto ancor più intrigante e folkloristico. Per quanto riguarda la musica... Ma con una magia del genere, come fai a non ammirare una bellezza del genere? Determinate volte non riesco a spiegarmi delle tracce come siano state strutture e composte. Cioè, questa traccia è 7 minuti di musica. Sette. Il classico cliqué strofa, ritornello, strofa, ritornello, bridge, ritornello o cose molto simili insomma. Qui è tutto diverso. Adoro questa composizione del tutto inusuale e aperta ad un ritornello unico che si ripete quasi per tutto il brano. Infatti è composta da tre diverse strofe iniziali, poi il ritornello, altre due strofe, ritornello, ultime due strofe ed infine l'outro in ritornello. Ma questo non è un punto al quale viene focalizzata la mia attenzione, perché ok la struttura, ma ciò che mi ha colpito di più sono questi suoni idilliaci. La chitarra reversata è una chicca spettacolare che rende la traccia unica. La poi la parte strumentale è un complesso impressionante di batteria, chitarra, piano, basso, violini e altri strumenti che non riesco ad identificare a dovere, con sicuramente qualcosa di elettronico (a little bit). È un'apoteosi musicale. Per i pochi che sono arrivati qui, chiudo la bocca e vi faccio godere di questo viaggio magico nella dimensione dei Palace. La bellezza non si spiega, si percepisce. Perciò. Poi ditemi se troverete il paradiso in questa traccia. Ci ritroviamo qui. "Say I’ve been blind For the use of my time Wanna be a better man On the ground where I stand" 12. Clairo. 4Ever. Giuro che non ricordo. Mettiamo estate. Anzi. Brano dell'estate. Però più professionale lo metto. Così. Estate. Clairo è da un bel po' di anni che la conosco e la tengo sott'occhio. Una delle sue prime canzoni che ascoltai fu un featuring insieme a Rejjie Snow, appunto dello stesso Ep, ed una traccia assieme a Cuco, "rapper" ispanico. Ma per quanto mi ricordi, tutto il lavoro non lo ascoltai mai, un po perché non trovai tempo, un po perché non mi interessava in quel momento. L'Ep si chiama Diary 001. Dopo un paio d'anni, un mio amico ha la splendida idea di farmela ascoltare e di inculcarmela nel cervello. Nell'estate è stata la canzone che più ci ha intrattenuto negli spostamenti, viaggi, uscite e ore passate insieme a fare nulla, giocare, fumare, bagni al fiume ecc. La canzone è leggera, ha un ritmo che ti entra nel cervello e nel cuore in poco tempo. O così ho percepito personalmente. Ha una cadenza la piccola Clairo quasi da chiedere aiuto e cercare di cantare e dargli supporto vocale per tutta la durata della traccia. Per me è stata splendida fin da subito. Il testo parla delle sue difficoltà nel cambio di vita e nella sua crescita. Affrontare con serenità le paure dei posti nuovi, trovare amici in persone mai conosciute e non essere nella propria zona di comfort. Nella traccia applica una visione prospettiva delle sue emozioni, cercando di fermarle e di dire "io sto bene così, ma sarà così per sempre?". Le cose per Clairo stanno cambiando perché dovrà intraprendere degli studi ed andare ad un college dove non ha nessuna amicizia. Il senso stretto delle sue parole è la ricerca morbosa dello stare bene con i suoi ricordi che la fanno stare bene, con amici, familiari e nei posti che conosce per sempre. L'espressione 4EVER è giocata sulla sua voglia di stare a proprio agio con i momenti che aveva già vissuto in passato con le persone che ama e vuole bene. Nostalgia a livelli altissimi. Ma ci piace tutto ciò. Non ricordo le dinamiche però è stata una canzone che entrò nei cuori di tutti noi che abbiamo passato l'estate insieme. Noi è inteso con i miei amici. Che poi l'estate non è stata tutta rose e fiori. Nel preambolo delle canzoni importanti che però non sono finite in playlist, ho accennato un litigio che ci fu in quel di Montepulciano. Ora ve lo racconto meglio dato che siamo qui. Un litigio che nel momento che c'è stato mi ha distrutto. Che nemmeno mi ha riguardato in prima persona, però ci sono rimasto di merda. La vacanza è stata bella sentita, io ero euforico dall'inizio, perché fu il primo viaggio dopo un periodo nero. Forse il pensiero è stato comune per tutti i miei amici, però io l'ho sentito particolarmente come uno sfogo. Anche se furono soltanto tre giorni, per me erano sufficienti per ritornare alla normalità. Gli episodi divertenti sono iniziati fin da subito, che poi si sà, quando stai con le persone con cui vuoi stare, qualsiasi posto o cosa si faccia passa in secondo piano. Il viaggio era incentrato sul girare i paesini toscani con delle degustazioni di vini nella città medievale di Montepulciano: alta classe proprio. Non ci fregava tanto di andare al mare, il sole se c'era andava bene, altrimenti stavamo insieme e bevevamo del buon vino. Il viaggio è nato così, dall'idea di un'amica e subito dall'appoggio del resto del gruppo. Eravamo già in fissa. Partiamo con due auto, si parte appena ********* stacca da lavoro, arriviamo lì e mangiamo qualcosa. Prendo casa da un certo Gianni, che mi ha anche inviato un file con i locali, ristoranti e cantine da provare, dicendo di andare a nome suo, ovvero Romoletto. Mo vai a capì perché lo chiamano o si fa chiamare così. L'arrivo è stato micidiale: arriviamo al punto d'incontro, cioè la chiesa di San Biagio, percorriamo la salita e ce lo troviamo di fronte con un'apetta. Gli diamo i bagagli, così da metterli nel bagagliaio dell'ape, e poi ci guida verso la casa. Noi lasciamo le auto prima dell'ingresso dentro il centro storico di Montepulciano, e iniziamo a camminare. Rigorosamente tutta in salita. Romoletto invece stava salendo a fatica con l'apetta, mentre stava scaricando una nube tossicissima dietro di se. Da non sottovalutare il silenzio al nostro arrivo, Montepulciano è molto taciturna a quanto pare, ma quando accese l'apetta fece un casino che svegliò anche i morti. Dopo le prime risate, ci portò definitivamente di fronte al portone di casa. Entriamo dentro ed è spettacolare. La vista è mozzafiato dalle camere. Andiamo a mangiare verso un'altra località, Sant'Albino, dove appunto dovevamo andare a nome suo. Arriviamo lì e ci spacchiamo dalle risate, soprattutto perché la cameriera è gentilissima e simpatica. Era una signora straniera di una certa età, gli chiesi il nome perché mi stava simpatica. Un mio amico volle aggiungere: "si vogliamo sapere il tuo nome così da poterlo scrivere sulla recensione su internet". Ok che sono stato troppo diretto, ma non penso abbia capito che ci stavo provando, avrà avuto 50 anni. Grande Cristina e i suoi gesti molto esplicativi. Il giorno dopo andammo verso Pienza, alla ricerca di pecorino e di roba buona da mangiare. Mangiai un panino spettacolare lì. Il pomeriggio tornammo verso Montepulciano e facemmo vari giri delle cantine di lì. La prima cantina mi fece ridere, aveva un modo di spiegare il vino troppo simpatico. Poi andammo da una delle più importanti cantine, la Cantina de' Ricci. Il padrone di casa mi disse di andarci a nome suo, ma quando glielo dissi al proprietario della cantina, fece uno strano verso, quasi di disgusto. Pensavo non avesse capito o avesse frainteso, però noi lì già stavamo ridendo. Il giro della cantina finisce, dopodiché ci fanno fare la degustazione dei vini. Mentre passa ai tavoli- Ok non posso non dire il nome, l'ho amato quel giorno - Enrico, il proprietario appunto, si mette a parlare con qualche tavolo. Indovinate con chi si fermò a parlare? E perché avete detto proprio noi? Da uno sguardo attento si vedeva che era innamorato del suo lavoro, noi eravamo forse i più giovani dei gruppo di visita e degustazione, forse gli stavamo simpatici, comunque ci ha tenuto in compagnia per diverso tempo. Chiacchiera dopo chiacchiera, lui si accorge dal nostro accento che siamo di Roma, ed inizia a raccontare di un suo amico americano che gli piace la carbonara e che ha seguito corsi di cucina per poterla fare perfettamente. Ma poi staccò dal suo aneddoto e ci chiese come conoscevamo la sua cantina. Noi gli dicemmo che ci consigliò la cantina Romoletto, di nuovo. Lui tornò sul suo amico americano e della carbonara. Non sappiamo cosa sia successo tra i due, ma sappiamo soltanto che Enrico e Romoletto non sono ottimi amici. Per noi è stato ulteriore motivo di risate a crepapelle. Poi il figlio con lo smartphone rosa, noi che ce ne siamo usciti con una battuta troppo allusiva al.. avete capito no. Io che dissi "bauscia" e il figlio si mise a ridere come non mai. Quella cantina ci ho lasciato il cuore. E quasi una piotta porcodue, degustazione più due vinelli na cosa come 80 bombe, porcod- Tornando verso casa ci laviamo ed usciamo per cena. Dopo cena molto easy e poco tossico, non abbiamo esagerato. Il giorno dopo tour de force. Un amico doveva tornare a Roma la notte, perché il giorno seguente avrebbe attaccato al lavoro. Si fa Montalcino a colazione, Bagni Vignone a pranzo, Bagni San Filippo, al ritorno passeggiata a Cetona. Quel giorno ho visto dei paesaggi stupendi tra le varie destinazioni programmate. Fu una giornata indimenticabile. Mi sono sentito bene, fin dalle prime ore del mattino. Andammo a fare colazione a Montalcino e ci inventano degli Alterego, alias insomma: per spiegarla in breve eravamo fisicamente noi, ci chiamavamo con un nome diverso ed eravamo la versione di noi stessi più lontana e diversa. Io ero Giulio. Anzi lo sono tutt'ora. Non vi spiego il mio Alterego, però quando sarà ve lo dirò a voce. Dopo queste cazzate alle prime ore del giorno, ci facciamo una passeggiata e subito dopo andiamo verso i due Bagni in programma nella giornata. Mangiai una panzanella da oscar. Ci tengo a ribadire che i posti erano favolosi, la natura, anche se ormai secca e in modalità estiva, era bellissima. Ci facciamo anche un bagno nelle pozzanghere dei Bagni di San Filippo. Poi dopo il pomeriggio estenuante, ce ne andiamo verso Cetona. Una piazzetta praticamente. Comprammo cose da mangiare per prepararci qualcosa al rientro a casa per cena. Cucinai dei pici all'aglione da fare invidia a molti ristoranti. La serata la passamo a casa con delle bottiglie di vino aperte e scolate a suon di un gioco alcolico giocato sul telefonino. Stavamo ridendo e scherzando tutti, ma per quanto su di giri non ci rendemmo conto che una nostra amica era giù di morale. Ricevette un messaggio che la fece un po' stranire e la serata cambiò. Lei decise di uscire, con aria arrabbiata, pensando avessimo detto o fatto qualcosa. Ma poi la situazione degenerò. Tra parole dette male e fraintendimenti finimmo tutti separati. Lei andò a fare una passeggiata e a prendere un gelato per calmarsi. Un mio amico, che aveva appena discusso con lei di questo suo comportamento strano, andò via da casa e andò a sfogarsi da qualche altra parte. Un altro amico cominciò ad andarsene perché si stava facendo tardi e doveva tornare a casa. L'altra amica era rimasta attonita in cucina. Ed io. Io ero in lacrime sulla finestra che affacciava sulla valle. Ero inerme e odiavo cosa stesse succedendo. Pensai che i litigi mi mettevano sempre a disagio, perché forse traumatizzato fin da piccolo. Stavo da solo aspettando che il tempo rimettesse le cose apposto. Ma poi la calma rientrò. Si parlò di cosa successe. Il mio amico che stava per partire, rimase fino a notte tarda a parlare con questa mia amica che sbottò a cena. Poi tutti ci ricomponemmo nella cucina, dove stavamo cenando fino a qualche ora prima e stavamo ridendo e scherzando. L'aria era completamente diversa dall'inizio della serata. Eravamo esausti, distrutti, dalla giornata ed anche da quel momento di confusione. Ci scusammo un po' tutti per i comportamenti, chi più chi meno. La notte stessa dormimmo tutti nella stessa stanza da letto. Il giorno dopo eravamo quasi irriconoscibili. Il nostro amico tornato a Roma era a lavoro, era tornato a casa alle 3 o le 4 di notte, ci mandavamo messaggi ed era giustamente esausto. Noi andammo con molta calma verso l'ultima meta: Abbadia. Proposi a tutti di andare alla pensione dove c'erano i miei parenti per andare a mangiare una cosa e poi tornare a Roma il pomeriggio. Così fu. Nel ritorno c'era un'aria strana, ma comunque cercammo di dimenticare ciò che era successo la notte prima. Cercammo di mettere da parte l'ego e il risentimento e facemmo spazio a ben altri valori. Quando tornammo a casa pensai che ero stato bene, pur avendo pianto la sera prima come un ragazzino. Anche se quella vacanza ho sofferto per qualche ora, devo dire che sono stato bene. Nei litigi capisci difetti e imperfezioni dei tuoi amici. Nei litigi l'amicizia fa un esame davvero arduo: quello di capire se ne vale la pena stare con quelle persone, sapendo di cosa siano capaci, nel bene e nel male. È come nelle relazioni. Quando vuoi stare con una persona lo decidi non soltanto per la bellezza o i pregi caratteriali dell'altro, ma soprattutto nei suoi difetti. Se vuoi stare e passare del tempo con il/la tuo/a ragazzo/a o con un amico/a, devi mettere in conto dei suoi difetti, perché sennò è inutile. L'amicizia e l'amore sono un patto dove si scende a compromessi, sempre. Inizialmente potrebbe sembrare tutto rose e fiori, siamo uguali o siamo diversi, che bello. Ma poi quando ci si scontra. La verità è che bisogna essere pazienti e capire se ne vale la pena. Se hai scelto i tuoi amici c'è un perché, no? Io mi fido del mio istinto e della mia scelta. Ma soprattutto mi fido di loro. Anche se può capitare che ci scontriamo, rare volte. Alla fine torniamo insieme. Grazie ragazzi, vi voglio bene. 11. Tame Impala, Blood Orange. Borderline (Remix). Settembre. Una delle più belle cover di sempre. Blood Orange con questa splendida traccia si afferma come compositore, produttore e cantante più forte di questi ultimi anni. Se la gioca con pochissimi artisti, uno dei quali è appunto l'artista omaggiato, Tame "Kevin Parker" Impala. Non ci devono essere tante parole per descrivere qualcosa di veramente bello, bisogna saper ascoltare ciò che è veramente considerata arte. Si perché la considero arte questa traccia. Un quadro ha bisogno di spiegazioni? Una statua necessita di spiegazioni? È bello sapere la storia dietro, le ragioni per quale motivo è stata fatta un'opera d'arte, ma altre volte bisogna soffermarsi, guardare attentamente, studiarla ed elucubrare. Per capire un'opera d'arte non c'è bisogno di parlare. Nessuna parola può sfiorare la grandezza di una bellezza imprescindibile. Borderline non ha bisogno di odi o elogi. Va oltre ogni stupida ed insula parola. Ascoltate e capirete il perché di questa mia concezione. Kevin e Devonté sono due artisti con la A maiuscola. Artisti musicisti ed artisti di fatto. Loro fanno arte, signori. Non voglio obiezioni. Un'unica cosa che non ho capito è il finale, non so se sia scherzoso, un bug, o la volontà di Blood Orange a fare una cosa così. Non ho trovato nulla a riguardo, ne su Genius ne su altri siti. Io l'ho interpretato come un troll. Dopo un pezzo così assurdo ha voluto tagliare e spiazzare tutti. Comunque io gliel'ho chiesto. Poi se mi risponderà vi dirò che cosa significa quel taglio finale. Ottobre. Ho avuto la fortuna di fare un nuovo viaggio, nel terzo weekend di Ottobre, che anche se fu breve, fu speciale e particolare. Era iniziato come un viaggio 2.0. dell'estate, dato che quasi tutti i miei amici avevano confermato di fare qualcosa anche l'autunno, però alcuni alla fine non hanno potuto. Il viaggio alla fine era di andare in un posto, Abbadia, dove inizialmente era prevista la festa della castagna, ma per ragioni organizzative contro il virus che non permetteva grandi cose, è stata cancellata. Un po' ero provato, perché avevo aspettative alte del viaggio, come dicevo prima, mi aspettavo la seconda parte del viaggio estivo ma in versione con le giacche e sciarpe. Ma invece partì male, sia per la mancanza di alcuni componenti e soprattutto per la mancanza di svago ed intrattenimento nel viaggio. Abbadia fondamentale non c'è nulla che attiri 4 giovani ragazzi in cerca di qualcosa da bere e divertirsi fino a fare tardi. È un paese molto tranquillo con poco svago, se non il tabaccaio all'angolo verso la piazza. Quindi pian piano le aspettative si stavano tramutando in ansie. In più era la prima vacanza che facevo insieme a mio fratello, che dopo la litigata dello scorso anno, praticamente ci parlammo poco e nulla. Anzi togliete il poco. Quindi ero agitato anche per quello. Alla partenza ancora ricordo le mie sensazioni. Ero tesissimo. Mio fratello che non voleva partire di sera ma alla fine abbiamo dovuto aspettare i due nostri amici che staccassero da lavoro il venerdì pomeriggio. Un amico si avvicina a casa nostra, andiamo a prendere la nostra amica vicino dalle nostre parti e ci mangiamo un boccone al volo. Partiamo. In auto c'era un clima strano ed io lo percepivo davvero intensamente. Si parlava ogni tanto, ma forse la stanchezza ci ha fatto parlare sempre meno però io non lo intendevo così. Ero teso perché non riuscivo a stare come ero stato in estate. Nel viaggio in estate, sempre in auto, eravamo complici di ogni conversazione, tutti quanti. Si partiva da un concetto, anche se banale o stupido però si rideva e scherzava in continuazione. Anche nei momenti di silenzio ci sono stati, magari sul finire della giornata, dove tutti erano stanchi dalle camminate in giro per i paesi. Ma in quella partenza trovai delle sensazioni diverse. Io con mio fratello per quasi tutto il viaggio, ci ho parlato pochissimo, cercavo di chiacchiere con i due amici che avevo alle spalle che erano dietro, ma la musica alta, l'aria condizionata o il rumore del vento con i finestrini abbassati ha incentivato a farci i fatti propri. Un mio amico si dedicò sul rifinire la sua testi mentre la nostra amica sbirciava e si confrontavano. Mi sentivo in dovere di dire e fare qualcosa, come se dipendesse tutto da me. Già in quel momento pensavo che sarebbe stato un fiasco, tutto. Avevo un peso sullo stomaco che mi stava torturando. La sera stessa appena arriviamo cambiano i piani, invece di andare a casa di mio zio, ci dicono di rimanere in albergo, e così fu. Uscimmo per farci un giro, era abbastanza tardi. La passeggiata era molto tranquilla, il posto a me piace tanto, anche se non c'è nulla di giovanile aperto. In un momento di altruismo mi vieni voglia di far ridere un po tutti, correndo in mutande con i pantaloni abbassati. Però non basta, arriva da dietro una voce: "si però senza". Un attimo di riflessione, e giù. Culo di fuori mentre la mia amica filma tutto. Sì, quello è il mio bel culetto. Nel giorno seguente a colazione, per fortuna, e ringrazio il cielo per questo, il cameriere venne a chiederci cosa volevamo: "ragazzi, caffè?". E fin qui niente di strano, ma il problema risale nel volto di chi domandava, cioè il cameriere, che sembrava strafatto di cocaina alle 8 del mattino. Non scherzo, potete domandare ai testimoni. Sarà venuto al tavolo si è no, altre 3/4 volte chiedendoci sempre la stessa identica cosa. "Ragazzi volete un caffè? Caffettino? Caffè ragazzi?" Questo fu motivo di risate sproporzionate e la nascita di un mito: il cameriere pippato. La mattina andammo a fare le castagne, perché da lì a poco c'erano molti boschi con molti castagni. La raccolta è stata figa, non pensavo si divertissero tutti. Fondamentalmente eravamo nel bosco tutti insieme e raccoglievamo le castagne con in sottofondo una playlist creata per l'occasione del mini-viaggio. Il pomeriggio andammo su in vetta del monte Amiata, e fu davvero bello aver portato i miei amici e mio fratello fino a lì. È uno dei miei posti preferiti. La sera, dato che i locali non c'erano, abbiamo deciso di stare insieme nelle camere e sfidarci a suon di mosse di wrestling, sfoderando anche dei balli davvero niente male. Tutto ciò da sobri, quindi l'impegno è stato davvero importante da parte di tutti. La mattina dopo, il solito cameriere pippato ci ha accolto a modo suo chiedendoci svariate volte il caffè. Andammo a Montepulciano per l'ultima giornata di "vacanza". Un ritorno per 3 di noi, però non ci dispiaceva affatto. Era diversa da come l'avevamo lasciata l'estate, però era sempre bella. Ci facciamo un giro e mangiamo lì. Andando via, verso la macchina ci fermiamo. L'auto era parcheggiata su uno sterrato che aveva l'intero affaccio sulla valle. In quel momento eravamo tutti e quattro di fronte a quel paesaggio mozzafiato, e nessuno ha detto una sola parola. Siamo rimasti ammutoliti. Io mentre contemplavo la distesa naturale pensavo a quanto era perfetto quel momento. Non c'è stata una parola che ha interrotto i pensieri di ognuno di noi. Ero pensieroso ed oltre ad ammirare tutta quella perfezione pensavo a quel viaggio che stava volgendo al termine. Sono stato teso fin dall'inizio, pensavo fosse un fallimento e che tutti la pensavano come me. Ma le mie ansie sparirono in quel momento, perché alla fine non dovevo dimostrare nulla a nessuno e non dovevamo fare niente di eclatante. Siamo stati insieme, anche senza fare chissà che, perché l'importante è stato quello. Stare con le persone che si ama e si vuole bene indipendentemente da cosa si faccia. Poi uno di noi ruppe il silenzio. Tornammo in noi. E tornammo a casa. Top ten signori. Ora la cosa si fa seria. 10. Joan Thiele. Viso Blu. Luglio. Brividiiiii. Grazie ******** per avermi fatto ascoltare Joan. Che voce, che voce, che voceeeeeee. Ok, ora torno in me. Ero nei panni della pussy fan. Allora. Joan Thiele è una ragazza nata in Italia ma passa la sua infanzia tra Colombia, Canada, Caraibi, Inghilterra e Italia. L'accento spagnolo è spiegato ben presto. Dopo un infanzia all'insegna dei viaggi (e che viaggi), nel 2016 inizia la sua carriera da cantante. Grazie Dio per averci dato Joan Thiele. Scusate mi è sfuggita di nuovo la parte di me fan. Il pezzo è assurdo. La voce di Joan è splendida. La sua penna anche, ha veramente carattere, personalità e stile. Il continuo scontro tra le due versioni di se. Il testo è un conflitto personale della cantante, causato dalle due parti di se, prima di una presunta relazione a quella del dopo. La versione di se innamorata e cieca contro la più cinica e meno impressionabile. Il brano è qualcosa di veramente speciale. Joan Thiele è una voce importante della scena italiana che spero faccia davvero il botto. I suoi pochi ascolti mi deprimono, perché non rendono giustizia alle capacità della cantante. Oltre ad una voce angelica ho adorato anche il contrasto con il beat e le percussioni pesantissime che attaccano nella prima strofa: assurde. Veramente, sono stato fortunato ad ascoltarla. Potevo farmi i cazzi miei e non sentirla. Ma invece per fortuna mi chiamo Piero e me le cerco. Io sono davvero attaccato a questa traccia, sennò non ve ne stavo a parlare. Il testo ce l'ho a cuore, perché come Joan scrive di una sua lotta interiore, anche io riesco a compatirla ed immedesimarmi nelle sue parole. "Disegnavo linee dentro il vuoto Mi circondavo di belle parole per Dimenticare la mia ombra allo specchio Lei sembrava più forte, poi ho avuto un sospetto [•••] Omettere è un po' come sparare Sopra la mia croce, verità non fa più male" Ripercorrendo musicalmente la traccia, già dall'inizio ha una voce che scala ogni immensa immaginazione. Un tono vocale così dolce è soffice. Ma poi la calma viene interrotta da un coro ad intermittenza e poi il beat pesantissimo e cupo. Joan anche in questo caso è sempre così, tocca delle note con la sua delicatezza di una divinità epica. La sua voce va oltre ogni aspetto di bellezza, la strumentale cerca di renderla rude e pesante, ma lei non è così. La parte finale, quando il beat è al culmine della sua potenza, Jaon comincia a aleggiare e delicatamente fa degli esercizi di canori straordinari. Una vera medicina per l'anima. Io nel frattempo canto a squarciagola il ritornello, perché ce l'ho impresso nella mia mente e nel mio cuore. "Sai, io mi sento diversa Dall'altra me stessa, di poco fa Ora mi prendo per mano Io mi porto lontano da me, Dall'altra me, uoah" Grazie Joan di essere osì dannatamente divina. 9. Lomepal, Superpoze. Bécane. Aprile. Questo è il pezzo parte 2 di Yeux Disent. Dopo il litigio, la fine. Anzi o meglio, i ricordi che fanno male e bruciano. Se nella traccia precedente lui aveva esposto se stesso in maniera cinica, ora si lascia andare e si spoglia completamente. Ora è cosciente di cosa sta per accadere e soprattutto nel ritornello è cantato quasi con un lamento, o come preferisco immaginare io, un pianto. Lomepal è arrivato al capolinea della relazione, e non si da pace. È tormentato e cambia dallo stare bene (bere tisane) a voler dimenticare questo dolore (bere birra). Nel pre ritornello è più nostalgico che mai, ricordando prima della tempesta ciò che erano. Che erano in due sulla bici (bécane appunto)e si sentivano re e regina. Ma poi il ritornello mi fa piangere insieme a lui. "Bébé, serre-moi fort, bébé, serre-moi fort Bébé, serre-moi fort, bébé, serre-moi fort Ah, bébé, serre-moi fort, bébé, serre-moi fort Bébé, serre-moi fort, bébé, serre-moi fort" Bebe ser mua for, bebe ser mua for, bebe ser mua for, scusate è troppo bello il ritornello per non essere cantato. Bebe ser mua for, bebe ser mua fooo, bebe ser mua foo, bebe ser mua fooor aaah. La seconda strofa trova una delle più belle barre che abbia mai sentito in idioma francese. "J'regarde son visage sur le plafond blanc, j'essaye d'oublier mais la peine est fixe Remords et regrets rien d'bénéfique, j'ai d'jà r'commencé à appeler des filles Avoir la conscience du plaisir, c'est bien, avoir l'inconscience de souffrir, c'est mieux" Guardo la sua faccia sul soffito bianco, cerco di dimenticare ma il dolore è fisso, rimorso e rimpianti non danno benefici, ho già cominciato a chiamare delle ragazze, avere la consapevolezza del piacere è un bene, avere l'incoscienza della sofferenza è meglio. Lomepal che continua a guardare al soffitto, come nel brando precedente Yeux Disent immaginando lei, ma sta lo stesso male. Ha cominciato a chiamare ragazze per non pensare al dolore e qui, in queste due rime c'è tutto. Sapere di stare bene è ok, ma non sapere di soffrire è meglio. Ho avuto come un implosione dentro me stesso. È pur vero che la coscienza di stare bene, quindi di godersi gli attimi è una consapevolezza che forse raggiunge il benessere interiore, ma quando si sta male è meglio di non sapere di stare così. Spiego meglio. Lo scorso anno vi avevo accennato una cosa del genere, sul fatto che le persone intelligenti e colte sono persone infelici mentre gli ignorati il contrario. Non ripercorro lo stesso discorso, però la coscienza di stare male, ti fa solo stare ancora più male. L'incoscienza, ovvero l'ignoranza, ti rende quasi invincibili davanti ai sentimenti negativi. Forse una delle migliori parole che abbia letto in un testo rap. Non scherzo. È un argomento che ho davvero a cuore. La sofferenza è uno stato d'animo che non va via facilmente. In amore e nelle relazioni è difficile che la sofferenza non prenda in mano la situazione e cominci a fare un macello emotivo. Soprattutto ai postumi di una relazione, può giocare brutti scherzi. Lomepal ha avuto modo di toccare un argomento che in pochissime parole ha descritto magistralmente. Per me è una penna importante sul panorama della scena rap. Quando dico così intendo del panorama internazionale. Tornando a parlare di strumentale, anzi che tornando, non ho detto niente. Il pezzo è spettacolare, il beat è superbo, aiuta a sviscerare meglio le parole del caro Lomepal in maniera perfetta. Superpoze e Majeur Mineur hanno fatto un lavoro eccellente. L'accompagnamento musicale è azzeccato tanto quanto il ritornello che ce l'ho in testa, porca troia non riesco a toglier- bebe ser mua fooor, bebe ser mua fooo, bebe ser mua foo, bebe ser mua fooo ahh bebe sar mua foooo, bebe ser mua for, bebe ser mua for, bebe ser mua foooo. E alla fine mi viene in mente solo una cosa: che cazzo di canzone ho ascoltato?! 8. Grimes. New Gods. Maggio. Non so cosa sia. Descrivere questa canzone è quasi impossibile, ma ci proverò. Ho avuto una sensazione particolare quando l'ascoltai. Diciamo che non è una canzone scontata, anzi ha dei suoni fuori dal mondo. Partendo da questa pianola, inusuale. Si apre lo scenario musicale, accompagnato dalla voce di Grimes, completamente addensata alla strumentale. Il suo riverbero fa percepire la sensazione disumana dell'artista. I suoni sono idilliaci andando avanti con i secondi. Ciò che è umano in questa traccia probabilmente è un'illusione, non ho mai pensato sia frutto di una mente tutto ciò. Più che una canzone ho la sensazione che sia un canto di una dea, accompagnata da una strumentale onirica che si tengono per mano per tutti i 3 minuti e 15 secondi. Grimes si eleva dal suolo e diventa eterea in New Gods. Il suo canto divino fa venire i brividi incontrollati, tanto da far sembrare tutta un'illusione. La sua voce non scende a patti con nessuna convenzione artificiale, tutt'altro. Fa di tutto per non sembrare un essere umano. Il testo è molto interiore, non ha una prassi collegata, però rende l'idea dell'artista nel creare qualcosa di divino. Grimes con questo pezzo probabilmente può tranquillamente lasciare perdere con la musica, perché è la più perfetta espressione ancestrale musicale fatta fin'ora. Non ho mai ascoltato nulla di simile. Sono spaventato da ciò che ha creato, e nemmeno so se è tutto vero o è frutto della mia immaginazione. La mia paura è non sapere di aver descritto fedelmente questa traccia, mi appello alla vostra pazienza in quanto questa traccia è fuori da ogni schema di normalità e va interpretata in una maniera sublime. Quindi se aveste delle parole migliori che sappiano delineare meglio New Gods ditemele, perché io ho perso qualsiasi tipo di canone per spiegare un concetto del genere. Sono stupefatto. Porca troia. 7. The Cure. The Same Deep Water As You. Dicembre. Tuono. La riascolto ed ho i brividi fin da subito. La pioggia che cade. Giro di basso che mi entra dentro al petto e mi fa pompare il cuore fino ad espandere il sangue per tutto il corpo. È entrata dentro me e nemmeno me ne sono accorto. Come faccio a farvi capire, a motivare perché questa canzone si trova così in alto? È difficile spiegare che questi suoni, la melodia, la musica, gli arrangiamenti, sono tutto frutto di un capolavoro. Non è una traccia, non è una canzone, non è un brano. The Same Deep Water As You è un'esperienza di vita. Io la sento dentro che mi entra dalle orecchie, mi prende e mi fa viaggiare. Ogni strumento musicale è perfetto così com'è. Non c'è un eccesso o un decesso di qualche componente, è tutto delineato seguendo una logica impeccabile. I rumori dei tuoni, della pioggia creano un'atmosfera irripetibile. È tutto unico. La chitarra che risuona nel vuoto e ti porta nella sua dimensione. I violini sotto che sorreggono la batteria in loop per 9 minuti, avete capito bene: nove minuti! Come volete descrivere una cosa del genere? Apoteosi? Perfezione? Capolavoro? Per me è una delle poche massime espressioni di bellezza che ho ascoltato nella musica. E non lo dico perché devo esagerare con le parole, ma perché tutto in questa traccia è dannatamente preciso. È un'opera d'arte fottutamente dettagliata. Avete mai avuto i brividi al solo vedere un quadro od una statua? Avere piena coscienza che l'opera d'arte sia un capolavoro? Questo fenomeno è la sindrome di Stendhal, ciò che ho provato dopo aver capito che cos'è The Same Deep Water As You. I brividi mi seguono per tutto il corpo, sento la pioggia che mi cade addosso. Sento questo vento tagliente e gelido. Oltre ad essere una canzone io la percepisco. Il testo è un racconto viscerale del cantante, Robert Smith, nella visione di un amore disperato e condannato. Robert si apre e canta all'ascoltatore due visioni di un amore interpretato diversamente tra i due innamorati. Due modi di intendere e provare un sentimento che li lega. L'uno dei due è morbosamente attaccato, la controparte è meno presa. Il modo con cui riesce a far traspirare le forti emozioni deprimenti, grazie alla sua cadenza canora quasi disperata, rende tutto un successo musicale senza tempo. La voce spezzata anche. La parte canora è sensazionale. Il tutto è arricchito da un'alchimia leggendaria degli strumenti musicali che creano qualcosa di impensabile. Ragazzi, è davvero una traccia importante questa. Non solo per me personalmente, ma anche nel panorama musicale di questo genere. Masterpiece. 6. Toro y Moi. 50-50. Marzo. È stato un anno di recupero, come avete già letto nell'intro di questa nota. Ho avuto modo di ascoltare tanta roba in sospeso e soprattutto di artisti che ho cominciato ad ascoltare ed apprezzare davvero tanto. È stato il turno di Toro y Moi che col passare degli ascolti, mi ha sempre più conquistato. Questa traccia è stato un colpo di fulmine. Ho capito fin da subito che sarebbe diventata una delle mie preferite, tanto da non doverla ascoltare più per il resto dell'anno per non rovinare la sua bellezza. Avete presente quella sensazione che svanisce ascolto dopo ascolto. Centellinare gli ascolti insomma. L'introduzione mi ha folgorato, con questo piano e tutto il riverbero che arricchisce la scena musicale, che viene accompagnato il tutto anche dalla voce synth di Toro y Moi. Sembra un sogno questo brano. Il senso vero e proprio lo si può capire leggendo tra le righe di questo testo, perché non ha una scrittura diretta. Nell'intro Toro ha come di fronte a se un'altra persona alla quale probabilmente è legata sentimentalmente. Domande che non hanno una risposta e che vengono sostituite da ricordi al passato, come se fosse già passato tutto. Nella seconda strofa continua domandando perché la persona in questione sia cambiata e scava di nuovo nel tempo passato ricordando ciò che erano. Poi di colpo comincia quasi a trovare un flow dove timidamente sfoggia una buona dimestichezza nel farlo. Mentre prova un'azzardata strofa parente lontana del rap, ci tiene a farci sapere di quanto lui sia passionale e fedele, nelle relazioni ed anche nella musica. In gergo gring è un sinonimo per dire di stare sul pezzo e lavorare sodo, nel suo ambito è la musica appunto. Ma c'è anche un'altra possibile interpretazione, dato che il titolo suggerisce 50-50 ovvero un trick dello skate, così come il grind. Ma grossomodo tutta la traccia si muove su questo dualismo e doppio senso. 50-50 infatti sono le percentuali di farcela e/o fallire. Infatti nell'ultima parte della strofa dice: "50-50 fail, fuck it, I'ma die flying Oh, satisfying, that's for the lying That's for your crying, all of the lying". Lui ci tiene a fare ciò che ama e se non dovesse riuscirci, morirà facendo ciò che più lo appaga. Sarà soddisfatto anche se dovesse fallire perché quello che fa, lo ama. Anche quest'ultima parte si può trovare qualche riferimento al mondo dello skate, perché parla sempre del trick 50-50 appunto, che se dovesse fallire e cadere, sarà felice perché "morirà volando". La lyrics come vi avevo avvertito è poco diretto ed ha poco testo, però con una componente strumentale del genere, può passare tutto in secondo piano. È stato cupido che mi ha trafitto il cuore con questa rara interpretazione di musica. Chaz, nome di battesimo di Toro y Moi, è divino. È difficile trovare un difetto in questo sogno, come enunciavo nell'intro di questo commento. 50-50 è un sogno e io mi sono addormentato nelle braccia di Toro y Moi per farmi vivere con una colonna sonora il più rilassante e rigenerante sonno che abbia mai fatto. Dopo che è finita la traccia il sogno finisce. E si ritorna svegli in questo incubo. 5. Generic Animal. Adelio. Febbraio. Forse è uno dei migliori album del 2020. Presto è un viaggio interiore, introspettivo e personale di Luca Galizia, in arte Generic Animal. Ogni traccia è un ricordo infantile o giovanile che sfocia in varie riflessioni e osservazioni dalla sua versione adulta. Personalmente piace tantissimo la scrittura di Luca, per molte persone potrebbe sembrare scollegata con buchi sintattici e strofe poco pertinenti l'una con l'altra. Però è così. È una scrittura molto vicina a quella di Calcutta, molto interiore e forse anche in prosa. Adoro come canta, l'emozione e il registro che utilizza, perché riesce ad arrivare davvero in alto con la tonalità della sua voce. È un grandissimo artista e questo album e soprattutto questa traccia, per me lo posso confermare come uno dei migliori artisti italiani al momento. Non mi importa nulla se mi dite che sono uno scemo che sopravvaluta gli artisti medio bassi, e mi dite che se sono tali ci sarà un motivo. In realtà Generic Animal spaccherà i culi nei prossimi anni e poi quando arriverà quel giorno, verrete qui in questa cattedra a dirmi che avevo ragione. Ok, basta Piero. Adelio è un viaggio nel mare in tempesta di Generic Animal. Uno scenario musicale molto tranquillo finché non finisce la strofa e comincia a cantare il ritornello. Tutto si scurisce e si ha come la sensazione che sta per cambiare il tempo e che si sta scatenando un nubifragio. Tifoni, vento forte, fulmini, tuoni, saette. Luca che urla e grida come se stesse perdendo il controllo di questa nave in mezzo alla tempesta. Poi la calma. La calma che porta alla riva in questo finale di traccia. Le voce è soave, tranquilla, beata che quasi ti culla nei sogni più tranquilli che potresti dormire. Con questa voce delicata Generic Animal chiude la sua più bella canzone dell'album. Ora vi voglio parlare di un piccolo aneddoto però. Capì che questa canzone era davvero importante per me in un giorno invernale di fine febbraio. È stato un periodo del cazzo e all'orizzonte non è che c'era qualcosa di veramente bello in arrivo. L'ultimo dell'anno precedente mi tamponarono ed ebbi per due mesi abbondanti lo sportello dietro a quello del guidatore con un significativo danno che nelle giornate di pioggia mi lavava i sedili. Tra burocrazia lenta e cid compilati male, si stava risolvendo tutta la situazione. Il momento che mi sono innamorato di questa traccia è stato nell'auto di cortesia, che la carrozzeria mi diede per sostituire la mia auto in riparazione. Ero tornato da poco da Copenhagen e due miei colleghi, ma soprattutto amici, mi dicono di uscire. Ci andiamo a prendere una birra relativamente vicino dalle mie parti. C'è il fratello della mia amica, più una mia vecchia conoscenza con cui ho lavorato insieme. Questa vecchia conoscenza è una ragazza molto particolare ma troppo simpatica, potrebbe sembrare apatica e poco impressionabile a primo impatto, però secondo me ha un gran cuore. Dopo la prima birra, ne prendo un'altra. Dopo la seconda quasi vorrei la terza, ma l'indecisione viene fermata da una domanda di questa ragazza: "te va de girà? C'ho le mani congelate". Io ero per metà divertito dalla cosa e per metà impressionato, perché mi diede l'occorrente dentro un vasetto dei sottaceti o confetture, per intenderci. La faccio. Vabbè nemmeno vi sto spiegando cosa. Dai, avete capito. State a fa gli gnorri. Insomma, dopo averla conclusa ho il privilegio di "appicciarla". Erano anni che non fumavo e molto probabilmente non lo avrei fatto per molti altri mesi, se non anni. Parlavamo di Covid, Coronavirus, eravamo spaventati, ma stavamo fumando. Chi più, chi meno, e chi per niente. Poi. Poi ho visto una sorta di teatro. Arrivarono persone dal nulla e tutte interagirono con me, o per lo meno, io ero un soggetto passivo e tutti che facevano cose. Scopro che due persone, che mi sono immaginato fossero degli attori del mio spettacolo teatrale, era una coppia di amici di un mio amico. Non si presentano, ma cominciano a battibeccare e mettermi al centro chiedendomi delle cose o cercando di buttarmi dentro i loro litigi davvero infantili. Io non parlavo. Avevo perso totalmente l'uso della parola. Ero come i vecchi che guardavano i lavori in corso dietro le recinzioni. Guarda che bello quello scavo! Dopo un po, uno dei due, la ragazza se non sbaglio, chiese: "ehy! ma tu non parli?" Ruppi il silenzio dicendogli: "piacere Piero. Solitamente non sono così, solitamente non sto fatto". Un po sollevati, risero e chiesero altre cose, ma loro erano un vulcano in eruzione, io ero un bradipo in letargo. Dopo alcune parole trascinate male, gli spiegai la mia visione che avevo in quel momento, e gli dissi: "comunque è uno spettacolo, cioè voi sembrate attori del mio spettacolo. Da quando siete arrivati ho avuto la sensazione come se stessi seduto al teatro e voi siete stati dei personaggi che hanno messo in scena il loro spettacolo". Lei mi disse: "ma questo infatti è stato un teatro, anzi un metateatro". Dopo un po' vidi l'orario e cominciai a salutare tutti, era tardi. Presi l'auto di cortesia, e molto attentamente cominciai a metterla in moto. Dovevo essere concentrato. Abbassai la radio e misi in play dal telefono tutto l'album di Generic Animal, Presto appunto. Concentrato, tornai a casa senza una sbavatura. Parcheggiai e tornai dentro fiero di aver guidato bene e senza aver fatto cazzate nel tragitto. Ora vi lascio una chicca scritta a caldo proprio quel giorno. Poi ci rivediamo qui. «Oggi dopo vari anni, sono di nuovo fatto. La sensazione è strepitosa. Vedo tutto più intenso e pieno. Percepisco le più pulsanti emozioni che una persona può percepire. È una sensazione unica. Riesci ad essere spettatore di un teatro, studiato alla perfezione creato solo per te. Che cazzo de figata. "Ricordati del metateatro" Roma, 25/02/2020 21:51» È stata davvero una sensazione bella, perché sono stato bene. Sentivo di stare bene ed è stato un momento di grande sollievo, dato che venivo da un anno che volevo dimenticare e lasciarlo alle spalle. Dopo tanto avevo capito che alla fine avevo dimenticato quel periodo nero dal quale provenivo e che il tempo stava facendo il suo effetto. Ho provato il sollievo maggiore quando mentre tornavo a casa mi domandavo tra me e me, perché ero felice. Ero felice perché ero uscito con i miei amici, avevo bevuto e fumato un po e mi ero divertito. Il giorno dopo fu un giorno strano, perché c'è da sottolineare un fatto che vi ho accennato prima. Vi ricordate che avevo la macchina di cortesia? Ok. Invece di parcheggiarla al mio posto, al rientro a casa, sbagliai e parcheggiai accanto, a quella di un vicino. Il problema è che la mattina seguente, che stavo per andare a lavorare, ho trovato la macchina del vicino che si era messa perpendicolare alla mia per evitare di farmi uscire. Io lì per lì avevo detto: "mo chi cazzo è sto stronzo?", mia madre era nel panico, perché la mattina andiamo insieme a lavorare. Con qualche manovra e tanta difficoltà riesco ad uscire ed andarmene. Mentre andavo a lavoro, pensavo perché c'era la macchina del vicino che mi impediva di uscire, ma non capivo. Mia madre anche non capiva. Appena arrivai a lavoro penso ad alta voce e dico: "ma non è che ho sbagliato a parcheggiare?", facciamo spallucce entrambi e ci dividiamo. Al rientro a casa, trovo il vicino che stava uscendo, lo fermo e glielo chiedo: "ao ciao Michè, ma perché te sei parcheggio davanti pe non famme uscì ieri sera?", lui: "ieri ho visto sta macchina sul posto mio, pensavo fosse un drogato che se viene a prende qualche dose qui dietro, e me ce so messo pe non fallo uscì. Che ne sapevo che la macchina era la tua". Tra risate e spiegazioni molto allegre ci salutiamo. Lui penserà che io mi sono sbagliato a parcheggiare, ma dentro di me ridevo perché alla fine a parcheggiare quella sera era stato un drogato sul serio. Lol. 4. Woodkid. Minus Sixty One. Ottobre. L'album di Woodkid è stato sensazionale. Ha delle tracce che trovo difficoltà a pensare che un tizio francese nativo di Lione, abbia prodotto e composto. Yoann Lemoine, al secolo, fa uscire S16, un personalissimo album dove porta a galla tutto se stesso, pregi ma soprattutto difetti. In chimica la lettera S equivale allo zolfo, sulla tavola periodica, il 16 è il suo numero atomico. Perché Woodkid avrebbe chiamato il suo album "zolfo"? È un elemento essenziale per l'essere umano, anzi per tutti gli esseri viventi, in giuste quantità. Ma se c'è un eccesso di zolfo, può provocare la morte. Il precario equilibrio tra vita e morte è un tema che l'artista ha voluto far percepire già dal titolo dell'album. Distruzione e vita sono i due estremi che ora più che mai, sono davvero vicini. I testi di Woodkid sono intrisi di disperazione, caos, tristezza, depressione, ma anche di speranza ed amore. Questo contrasto creato dall'artista si percepisce in tutto l'album, partendo dai testi e dalla musica che è un fattore che mi ha fatto spalancare la bocca sbalordito. Non sto qui ad entrare nel dettaglio di tutto l'album, perché avete l'imbarazzo della scelta leggendo delle bellissime recensioni in giro per il web. Tranne per una perché descrive questo lavoro come sulla stessa linea del precedente "The Golden Age", definendo Woodkid un "paraculo", testuali parole. Vabbè. Ho adorato alla follia tutto S16, come già avete letto alcune tracce, qualche riga fa, ma nel particolare, ho amato questa traccia e l'ho messa su un podio emotivo che ha conquistato il mio cuore. Minus Sixty One oltre ad essere una traccia con un testo politico, è l'ultima traccia dell'album, che ha chiuso in bellezza il lavoro. Dopo che mi sono recuperato il lavoro precedente datato sette anni prima, ho trovato un amore indescrivibile nella musica di Woodkid. Ha un modo tutto suo di creare, comporre musica. Se dovessi spiegarlo ed elencarlo, direi che si destreggia tra l'RnB, la classica orchestrale e l'elettronica. Con questo album e con questo pezzo ha definito il mio amore nei suoi confronti, ma soprattutto sono riuscito a capire la sua grandezza come artista. Minus Sixty One è uno scenario talmente grande che nemmeno riesco ad immaginarmelo. I suoni metallici che si infrangono contro i fiati orchestrali. Le corde (che non riesco a definire se sono un violino, una viola, un contrabbasso) sotto che sorreggono e accompagnano fino all'inizio del canto di Yoann. Il freddo della strumentale è contrastato dalla sua voce calda. La temperatura si stabilizza. Colpi di contrabbasso anticipano delle situazioni rarefatte che danno libero sfogo alla mia fantasia da ascoltatore sognatore. Si apre lo scenario e il ritornello cantato dal Suginami Junior Chorus. Coro fatto da voci piccole ma abbastanza forti da sembrare un canto angelico. Ora Woodkid combatte contro un contrabbasso più violento. L'atmosfera è sempre più cupa e meno piacevole. Il coro di nuovo. Poi un conto alla rovescia. Si spegne la musica. Ma poi rientra in scena con una potenza lancinante. L'orchestra è a livelli stratosferici. Un coro che diventa sempre più divino, man mano che la traccia sta finendo. I brividi mi stanno completamente riempiendo tutto il corpo. Gli ultimi attimi di violino sanciscono la fine di un capolavoro. Ed io riesco a percepire anche l'odore dello zolfo. Podio signori miei. 3. Ginevra. Mostri. Aprile. (Pt.2) e Mostri di Ginevra. Ok, probabilmente non sarà chiaro il riferimento. Ma ci arriverete. Siamo arrivati qui. Siamo alti eh. Ma quanto è bella? Scoprì Ginevra in un momento davvero difficile per tutti. Questa traccia uscì il 3 aprile. L'ascoltai casualmente tre giorni dopo. Ne rimasi subito folgorato. Avete presente quella premessa che feci per determinare una canzone bella? Ok, ora quel discorso non vale più. Perché questo è uno dei rari casi che ho davvero avuto un colpo al cuore. Io quasi non mi rendevo conto di cosa stava accadendo, perché vuoi e non vuoi, io continuavo a lavorare e a casa recuperavo cose che avevo in sospeso da tempo. Io non ho mai avuto la sensazione di essere in gabbia, ma alcune persone si. Capì che per delle persone sfortunate, che alla fine era una stragrande parte di tutto il paese se non il mondo, era un momento di crisi psicologica. La mia mente si aprì completamente con Mostri, perché capì cosa Ginevra stava passando, ed io anche se in maniera più lieve, capivo le sue parole. Mi sarei potuto rispecchiare, ma non fino in fondo. Pensai a chi veramente stava male in quel periodo. Tornai sui miei vecchi passi. Una conoscenza che nei scorsi anni divenne più che una persona cara. Sapevo di alcune delle sue condizioni, e provai a contattarla, dopo mesi di silenzio. Mi disse che aveva paura, paura di qualsiasi cosa. Il periodo di emergenza sanitaria mondiale ha provocato non soltanto morti, ma anche problemi psicologici e mentali nelle persone. Rimanere a casa, se non per strette necessità, ha reso tante persone schiave di quelle quattro mura. È bello stare a casa, ma finché non viene vista come una prigione. Mostri sono parole sofferenti di Ginevra. Parla del caos fuori dalle finestre e di come esso la rinchiude nella sua stanza a stare da sola e a temere di se stessa. I mostri che lei racconta sono tutti frutto di una condizione di vita difficile. È pur vero che il periodo del Covid non è stato come la guerra, però è stato sofferente per tutti. Non sono comparabili le cose, però chi dice che non abbia lasciato una grande cicatrice a qualcuno. Le parole della cantante per me sono il prodotto di un grande malessere. Voi direste, perché sei attaccato ad una canzone che alla fine non hai vissuto allo stesso modo delle parole di Ginevra? La musica oltre ad essere una visione dell'artista, che ha il proprio significato legato, può anch'esso essere interpretato diversamente, da ascoltatore ad ascoltatore. Il significato è univoco, però ha dei valori nascosti che ognuno di noi può trovare. Si possono attribuire valori affettivi che fanno parte della propria vita. Ecco perché ogni traccia ha un legame affettivo che varia da persona a persona. Io sono rimasto scioccato da Mostri. Come vi dicevo è stato un colpo di fulmine. La musica poi è tutto un altro discorso. Francesca Fugazza, produttore e collega di Ginevra, ha ricreato una strumentale così all'altezza del testo, che il connubio è stato ai limiti della perfezione. Ogni cosa, musica, parole, timbro vocale, registro, pausa, tutto è stato fatto perfettamente. Quando caddi nella trappola (bellissima) nell'ascolto di questa fantastica canzone, non facevo altro che ascoltarla allo sfinimento. Perché era tutto ciò che avevo e volevo. Passando per un periodo di magra, sul punto di vista musicale, ho avuto la fortuna di conoscere e scoprire questa incredibile cantante che aveva veramente poco seguito. Che poi fortunatamente, dopo il suo successo con l'album Metropoli, ha avuto modo di farsi conoscere e di collaborare con grandi artisti. Però quello dobbiamo aspettare un po'. No spoiler. Ginevra in Mostri è diventata la mia voce interiore ed ha buttato fuori tutto il mio malessere. Nemmeno conoscendola ho avuto la sensazione di essere sviscerato da una persona che era vicina alla mia condizione, sapeva cosa provavo, sapeva perfettamente cosa mi spaventava, le mie paure e angosce. È stato uno specchio interiore che ha fatto parlare il mio stato d'animo ed ha tirato fuori tutto. Mostri per me non è soltanto una canzone. È uno sfogo. Un amuleto. Un pezzo di me. Mostri è tutto ed è nulla. Ma durante l'anno, per me è stato tutto. 2. Maggio, Tanca. Latte Versato. Marzo. 09/03/2020. Era appena stato annunciato lo Stato d'emergenza. Io in quei giorni andavo lo stesso a lavoro, non ci sono state restrizioni inizialmente. Però non nascondo che c'era una certa paura che circolava e condizionava un po tutti, compreso me. Erano giorni che non c'era nessuno in giro, e in tutta onestà, ho trovato piacevole guidare, ma soprattutto camminare per Roma e le sue vie, senza ascoltare in sottofondo il traffico locale. Per rendervi l'idea di cosa ho provato in quei momenti, non sentivo il rumore del rotolamento delle gomme delle auto sull'asfalto. Quel fruscio quasi impercettibile. Non c'era. Ed era meraviglioso. Chiamatemi pazzo, ma in quei momenti ho fatto le migliori passeggiate per Roma e sono stato un privilegiato. Dopo le giornate lavorative, tornavo a casa e stavo solo con la musica. Settimane che passavo completamente a casa senza fare niente se non ascoltare qualcosa in cuffia. In quei giorni ascoltai questa traccia e me ne innamorai al primo ascolto. Cercai di centellinare gli ascolti, cercando di non rovinare la mia infatuazione che stavo avendo per la traccia di Maggio. Nelle settimane dopo, le restrizioni divennero sempre meno, e cominciai a vedere qualche persona fuori di casa. Mesi dopo diedero il via libera nel fare attività fisica all'aperto. Io ero già sulla rampa di lancio per farmi corse fino allo sfinimento. Ma il karma, il destino o Dio, non so, decisero di mettermi i bastoni nelle ruote: presi una storta bruttissima. Forse sono stato male soltanto per qualche ora, ma io ero già pronto il giorno dopo per andarmi a fare una corsa. Chiamai un amico e andammo insieme. Corriamo. Lui corre un po meno, io spingo. Torno indietro a prenderlo e poi ritorno a correre. Poi dopo essere arrivati alla fontanella torniamo indietro. Alla fine del percorso, ci lasciamo e ce ne andiamo nelle rispettive case. Ma mentre stavo tornando a casa sento nelle cuffie questa traccia. Mi si è accesa una fiamma dentro che stava alimentando un grande dolore che dovevo colmare con qualcosa. Dovevo sfogarmi. Cominciai a correre di nuovo. Stavo correndo ancora e lo stavo facendo con cattiveria e sfogo. Poi cominciai ad avvertire un dolore al piede, ma continuai fino alla fontanella ed oltre per poi tornare di nuovo a casa. Ero stremato, ma ero contento. Per tutto il tragitto ascoltai Latte Versato e... (Pt.1) Quando ho ascoltato Maggio in quel giorno, appunto di maggio, mi sono sentito bene. Ero insieme a Roberto e mentre lui rappava e parlava di come ha fatto tutto da solo, io prendevo forza da quelle parole e macinavo kilometri per sfogare tutta la mia rabbia. Ho avuto una sorta di piacere nell'ascoltare le sue parole, anche se potrebbero sembrare tutto tranne che piacevoli. Il testo è un pugno forte nello stomaco che fa male anche al cuore dopotutto. La sensazione che più ho percepito ascoltando Latte Versato è stata una forte empatia per il ragazzo romano di origine cinese. Lui ha una scrittura diagonale e tagliente, non ha mezzi termini per spiegare e sputare l'odio ed i sentimenti repressi. Il testo è un completo immedesimarsi nella sua triste storia da ragazzo, esponendo classici problemi dell'età giovanile ma focalizzandosi su un punto in particolare. Il problema che più risalta e che lo rimarca con grande rabbia è l'abbandono del padre. Personalmente è terapeutico ascoltare testi così crudi, soprattutto se riesco ad identificarmi nel contesto. Maggio è statuario e riesce ad essere lucido e buttare fuori tutta la merda che ha tenuto dentro per un sacco di anni e scriverci una canzone. Nel corso degli anni avete letto di me in varie salse, e avete capito che questo tema ce l'ho davvero a cuore. Se mi avete seguito e letto anche già nelle vecchie note, saprete quante e quali canzoni ho davvero a cuore. È tutto un fattore personale, per alcuni non vuol dire nulla, o per lo meno cercano di capire le persone con una pacca sulle spalle oppure provando ad essere empatico senza riuscirci. Un episodio del genere se non lo vivi non potrai mai sapere che cazzo vuol dire. Non lo dico con presunzione, ma perché ho avuto tante persone nella vita che hanno cercato di compatirmi dicendomi: "ti capisco". Non ho mai cercato la compassione di nessuno, ho sempre cercato di riempire quel vuoto con qualcosa o cercavo la forza di andare avanti e non pensarci, nei momenti più bui. Come in altre circostanze, ascoltare musica con contenuti del genere, mi fa stare meglio. Per me questa canzone non è semplicemente uno sfogo di un ragazzo, dove mette nero su bianco il disprezzo per suo padre, è un collegamento immaginario che mi unisce a lui. Dal primo ascolto di questa traccia ho subito avvertito quella sensazione di unione con Maggio. L'ho sentito vicino, anche non avendolo ascoltato prima d'ora. E per me questo vale tutto. La musica è anche questo. Unione anche se non ci si conosce. Siamo arrivati alla fine. Godetevi la conclusione. A dopo.
La migliore canzone personale che ho ascoltato nel 2020 è:
1. Lomepal. Plus de larmes - maquette moi 2018.
Aprile.
Eccoci qui. Siamo arrivati alla prima. Antoine Valentinelli, in arte Lomepal, tradotto l'uomo pallido, o faccia pallida. Il soprannome è stato scelto dai suoi amici di infanzia e adolescenza. Scoprì l'album in questione, Amina nell'aprile del 2020. Era già nella mia lista "da ascoltare", questo perché la cover mi piaceva davvero tanto. In quel di aprile nacque un amore unico che non ci fu con nessun altro artista al mondo. Nemmeno con i miei preferiti. Un amore a prima vista, od in questo caso a primo ascolto. La mia premessa di innamorarsi di una traccia (ed in questo caso un album completo) a primo impatto si sta contraddicendo continuamente. È stato un periodo davvero strano. Lo sapete anche voi come me. È stata una crisi continua dover stare a casa per mesi e mesi. I primi tempi sembrava divertente, questa situazione surreale che tutti erano a casa, nemmeno mi rendevo conto di che cosa stava succedendo realmente. Andando avanti col tempo, stavo anche bene, perché il mio lavoro mi permetteva di uscire e di stare in strada, perciò non stavo sentendo tutta quella oppressione di stare in casa tutto il giorno. Un problema fondamentale di quel momento, quando lavoravo, erano i bar chiusi, essenziali per fermarsi per prendere qualcosa da bere, tipo un po d'acqua (impensabile prendere un caffè) ma soprattutto per andare in bagno. Ma di tutto quel periodo confusionario cercai di non dar troppo peso ad una sciocchezza che potevo anche farne a meno. Mi capitava di finire di lavorare ed incontrarmi con una mia collega che aveva finito anche lei, oppure gli andavo a dare una mano. I quei momenti parlavamo, però delle volte erano chiacchiere davvero trascinate da discorsi vecchi. La problematica principale era che non uscivamo e non vivevamo le nostre vite quotidiane, quindi non avevamo molto da dirci, però parlavamo lo stesso, anche lasciandoci a grandi silenzi. Cominciai a capire che potevo fidarmi e gli parlai apertamente di qualsiasi cosa, e in lei si instaurò un rapporto di amicizia importante, che in quei momenti per me fu davvero importante e fondamentale. Discorsi infiniti che ce li portammo fino alla riapertura dei locali. Avevamo quasi l'appuntamento fisso col prenderci un succo di frutta dal bangladino dietro l'angolo. Ogni giorno finivamo di lavorare e ci trovavamo sempre lì, sotto al sole che ci riscaldava da quel freddo periodo che ci sembrava strano a tutti. Le parole ce le consumammo anche al rientro in ufficio. Trovai in lei una confidente imparziale con dei grandi spunti e idee diverse dalle mie. Infatti avevamo un diverso pensiero su numerose cose, penso che il rapporto si consolidò anche per questo. In quei giorni invernali ci tenemmo compagnia l'uno con l'altro, senza uscire la sera o senza fare tardi. Senza bere alcolici, senza fare after la notte prima, eravamo due colleghi che in un momento di follia mondiale sancimmo un legame di amicizia importante. Nei mesi che passarono parallelamente alla scoperta di questa amicizia, scoprì Amina, album di Lomepal. Appena ascoltai l'album rimasi fulminato dalla sua particolare bellezza. Beat bellissimi, suoni soffusi, innovativi e stile inconfondibile già dai primi ascolti. Non ho mai ascoltato roba del genere. I primi ascolti furono micidiali, tanto da rimanerci sotto fin da subito. È stato un colpo di fulmine lampante. Ero accecato da Lomepal e dalla sua musica. Che cosa sto ascoltando? Ma soprattutto, perché mi piace? Non capendo molto del testo, ho dovuto recuperare questa mancanza leggendolo e traducendolo. Plus de Larmes significa niente più lacrime. Lomepal parla di quanto la sua crescita lo stia completamente rendendo apatico e insensibile. La fama o soltanto il cinismo, lo stanno rendendo una persona completamente fredda. Avendo meno stimoli, è perseguitato dai propri incubi, a discapito dei suoi sogni. Metafora che sta ad alludere alla sua instabilità e ansia, dove trova terreno fertile nella sua incertezza che crea scompiglio nella sua condizione psicologica e mentale. Conosce i suoi demoni, tanto da dargli un nome. Chiamare per nome una persona è sinonimo di complicità e di conoscenza, infatti l'artista sà di conoscere perfettamente i suoi problemi. Lomepal è cosciente della sua situazione e del suo atteggiamento autodistruttivo, ma la sua depressione lo fa pensare e paragonare ai miti della musica che morirono all'età di 27 anni, citando il club 27. Questo perché scrisse questo album (pezzo) a quella età. Il cantante riesce a spiegare ancor meglio la sua situazione mentale dicendo di non sapere più se è Lomepal oppure Antoine, data la sua lotta interiore. Questo dubbio della sua identità, nasce da una forte predominanza del personaggio che invade anche gli spazi della vita quotidiana della persona. Infatti dopo 16 interviste in un giorno, mette in luce soltanto la parte dell'artista, facendo dimenticare chi è veramente Antoine. L'alter ego artistico molte volte sovrasta l'identità della persona comune. Nel pre ritornello c'è una bellissima parte che adoro alla follia, che vi metterò qui: "Douze mille chutes, j'ai combien de bleus ? Maman dit : 'Ça fait du bien de pleurer' Comment je fais si j'ai plus de larmes ? Comment je fais si j'ai plus de Plus de larmes dans le corps, plus de larmes dans la machine Plus de larmes dans le corps, plus de larmes dans le corps". Questa parte nella traccia originale non c'è. Punto in più per la versione uscita nell'album Amina. Le tantissime sofferenze e "cadute" di Lomepal lo abbattono, ma la madre gli dice di piangere, perché è bello. Antoine non sa come fare, perché non ha più nulla nel corpo. Anche se ci prova, ancora ed ancora, non riesce a buttare fuori lacrime. Dopo il ritornello c'è una parte che amo. Lui la canta quasi sottovoce, ma l'effetto soffuso è perfetto e rende tutto al meglio. "J'ai tout vidé trop tôt, j'ai plus rien à offrir aux autres Va le dire aux autres" Tradotto: ho svuotato tutto troppo presto, non ho più niente da offrire agli altri, vallo a dire agli altri. In questa parte ho riveduto una parte di me scritta e cantata in un brano. Ma soffermiamoci dopo, ora parliamo ancora del testo. Nella seconda strofa Pal è molto più esplicito parlando di aver assunto farmaci e droghe per alleviare il dolore costante. Ha abusato anche di alcool per sentirsi distratto e stordito. Parla anche del sul suo rapporto con la madre, dove si sente esperto in questo campo psicologico, rassicurando la madre dai suoi problemi. La mamma gli parla sempre delle stesse storie atroci, tanto che Antoine le sa a memoria. Nella conclusione della seconda strofa pensa di farla finita e pensa che il suicidio sia l'unica salvezza, citando il film Sonatine di Kitano. I suoi pensieri autodistruttivi e pressioni, cerca di affogarli con un l'aiuto di un Jim Beam e abbuffandosi di cibo, sapendo siano i suoi nemici. L'ultima parte dell'ultima strofa mi ha colpito tanto la ridondanza dei suoi suoni e un significato complicato da attribuire e tradurre: "J'ai pas sommeil dans le tourbus, ma patience créé des ricochets Alors je regarde venir le vide à travers la vitre de ma couchette". La traduzione è: non ho sonno nel tourbus, la mia pazienza crea rimbalzi, allora guardo il vuoto entrare nella mia cuccetta. I suoni delle parole dette da Lomepal mi hanno colpito fin da subito, soprattutto con le due rime ricochets e couchette. Il significato è arduo da trovare, data la complessità dei termini incrociati assieme, però io delle volte amo fare prose, quindi ci provo e poi voi mi direte la vostra. Creare rimbalzi con la pazienza, sta a descrivere lo stato d'animo di Lomepal molto tranquillo e inattaccabile, infatti in questo segmento di testo lo troviamo fermo a guardare il nulla mentre è nella sua cuccetta. Ho immaginato la scena di un Pal dentro il suo tourbus, dentro la sua stanzetta, mentre è in viaggio. L'artista è solo e contempla i paesaggi e le persone che vede, mentre il bus è in movimento. Questo momento di riflessione fa calmare un testo davvero intriso di paranoie e forti emozioni negative e oppresse. La conclusione della traccia è di nuovo uno splendido ed impeccabile ritornello che per me è da 10 in pagella. Non a caso è qui su. Dodicimila cadute, quanti lividi ho? Mamma dice: "è bello piangere", come faccio se non ho più lacrime, come faccio se non ho più lacrime nel corpo. [•••] "J'ai tout vidé trop tôt" Nell'outro c'è un audio della madre di Pal, dove dice: "Quelqu'un qui accepte la folie d'quelqu'un est nécessairement fou. C'est étrange dans cette société hein. Et moi, j'me suis senti folle pendant des années, ça m'faisait souffrir. J'avais très peur quand j'ai élevé, quand j'vous ai élevé, mes enfants, je, je, j'avais peur de vous transmettre la folie qu'on disait qu'j'avais" Chi accetta la follia di qualcuno è necessariamente pazzo. È strano in questa società, eh. E io, mi sono sentita pazza per anni, mi ha fatto soffrire. Avevo molta paura quando ho cresciuto voi, figli miei; io, io, avevo paura di trasmettervi la follia che dicevano che avevo. Liricamente è una delle parti più struggenti della traccia, dove la madre di Lomepal ammette di aver avuto dei problemi e parla della follia. Parla di quanto lei sia stata male e di quanto quel suo disagio potesse essere incidere nella crescita di Antoine e i suoi fratelli o sorelle. Parlando sommariamente a valle di tutto il testo a me viene la pelle d'oca. Un testo dove mi ci sono rivisto in tutto e per tutto. L'insensibilità descritta da Antoine era la mia condizione di quel periodo dell'anno. Lomepal con Amina, capitò in un momento di stallo, come dicevo prima, dove non c'era una novità se non di essere costretto a rimanere a casa. Nei giorni seguenti l'ascolto quasi costante di Amina, ricevetti una notizia: un mio amico aveva tentato il suicidio ed era in terapia intensiva. In quei momenti di panico ero in preda a dolori lancinanti allo stomaco. Ero impietrito e sconvolto. Non sapevo il motivo del gesto, ma inizialmente non ci stavo pensando. Subito dopo mi cominciò a salire un forte senso di colpa e negligenza. Criticavo me stesso, incolpandomi della mia poca attenzione nei confronti di questo mio amico. Pensavo fosse stata anche per causa mia. Mi dissero che era in terapia intensiva però era stabile, e che si stava riprendendo piano piano. Giorni dopo il padre mi inviò un selfie insieme a lui. Ero in lacrime. Ero triste di ciò che era accaduto, ma anche felice. Lo sguardo del padre era sereno, quello del mio amico forse meno, a causa dei medicinali che lo stordivano. Quel pianto mi servì personalmente, perché era da tanto tempo che non mi lasciavo andare. Mi sfogai davvero tanto. Nei mesi successivi, tornò a casa. Con dei piccoli strascichi ora sta meglio e il peggio per lui è passato. Per fortuna. In quel periodo trovai una forte compagnia in Amina e soprattutto in questo brano. L'insensibilità raccontata da Lomepal, è stata una linea parallela alla mia stessa condizione. Quando ho ascoltato Amina e Plus De Larmes ero in quello stato. Ero insensibile a tante cose, ero in un momento di apatia con il mondo e con le persone che mi capitavano attorno. Probabilmente colpa dei fatti dello scorso anno, oppure del periodo del Covid. Chi può dirlo. Sta di fatto che trovai un'alleata che mi aiutò a passare quel tempo in compagnia. Ho preso coscienza della bellezza di questo lavoro, ma soprattutto di questa traccia in una maniera unica. La musica è un'immersione in un sonno completamente incerto tra il sogno e l'incubo. La strumentale è un viaggio nel cosmo interiore dello stato mentale di Lomepal. La produzione è ricca di molti synth. Essi si offuscano con un beat composto da una batteria che altalena suoni lenti e macchinosi, rendendo più concreta l'idea di illusione. Il testo però non è un illusione, è un grande racconto intimo nella lotta personale di Lomepal. Quella lotta che ho trovato lungo l'anno anche io. Tante sono le parole che Pal ha scritto poi cantate ed io ho trovato rifugio. Così come ho trovato rifugio nella sua incredibile musica. Lomepal mi ha conquistato quest'anno senza dubbio. Ci ha messo davvero poco, infatti vi lascio ad un commento a caldo che darà un'idea alla mia forte infatuazione/innamoramento del lavoro del rapper francese classe '91. "Ieri ho ascoltato per la prima volta Lomepal, rapper francese [•••], che mesi fa ho messo negli album da ascoltare Amina. Attratto dalla copertina e dal nome, che pensavo significasse "anima" ma è un nome proprio di persona, mi accingo all'ascolto e rimango folgorato al primo ascolto dei tutto l'album, che é più di un'ora. Sono sincero le mie prima parole sono state "che cazzo di album". Caratteristico, emotivo, pieno di sfumature cupe, molto riflessivo anche se non ho capito un accidente di quello che ha detto. Tutte sensazioni che mi ha suscitato subito dopo SOLTANTO un ascolto. Mi approfondisco il cantante, Lomepal e stranamente c'è una biografia in italiano. Cazzo che storia la sua. Sempre più in fissa. Da quel momento in poi ho ascoltato soltanto quell'album." Plus de larmes - maquette mai 2018 è la canzone dell'anno perché rispetto alla canzone originale ha molto più sentimento. Lomepal in questa versione è riuscito ad ampliare le pause e gestirle meglio. I suoni sono più scuri e cupi, rispetto alla prima che è uscita l'anno prima nell'album Jeannine. È colma di riverberi e rendono più l'idea di instabilità raccontata nel testo. Anche alcune parti del testo sono diverse, come per esempio nella prima versione inizia subito con il ritornello, invece in questa già si catapulta nella prima strofa. Nella maquette moi 2018 ha un ritornello più ricco, ma soprattutto più introspettivo, perché ha delle parti in più rispetto l'originale. Anche dopo il ritornello, la parte successiva è in più. Infine l'audio finale della madre è diverso. La versione del maggio 2018 ha tutte questi privilegi che la risaltano e la ripropongono in una maniera del tutto introspettiva e intima rispetto all'originale. Tutto viene risaltato a dovere nella maquette moi 2018, davvero. Dopo essermi completamente immerso nella musica di Lomepal ho cercato di uscirne, ma ogni volta tornavo perché mi sentivo a mio agio. Amina è stato un album davvero incredibile ed è capitato in un momento della mia vita davvero importante, quanto instabile. Ho vissuto mille emozioni in quel periodo, tutte contrastanti: dal senso di appagamento che ho trovato parlando parlando con un'amica, dalle paranoie e i problemi costanti in casa, le paure e i sensi di colpa dopo il cattivo episodio che successe, dalla confusione di quel periodo di quarantena, ecc. Dopo tutto questo, capì che in me stava cambiando qualcosa. Dopo Plus de larmes qualcosa cambiò. "Quel periodo fu davvero strano, ma fu davvero importante per me". Volevo dedicare due righe importanti e collegarle sempre all'ultima traccia che ho commentato. Il rapporto di Lomepal con la sua madre mi ricorda il mio stesso rapporto. Ora sto qui col cuore in mano a parlarne, è un momento davvero intimo. Le paranoie e i problemi che Antoine parla di sua madre, li vedo anche in mia madre. Lei è una persona ansiosa e ha mille paure. Come biasimare una persona che si è fatta coraggio in una vita fatta di intemperie, sacrifici e prove ardue da superare. Ha cresciuto me e mio fratello da sola con tutti i problemi che ci furono durante la nostra vita. Come vi dicevo, le paure e le ansie, ci sono sempre state. Durante la crescita alcune emozioni, soprattutto quelle negative, ti alimentano e delle volte si ampliano e possono diventare parte di te stesso. Altre volte invece, riesci ad evitarle e dato che le conosci bene, sai gestirle. Parlando per me, ho ricevuto in eredità alcune ansie e paure, ma so gestirle, soprattutto se mi mettono in seria difficoltà. Cerco anche di aiutare mia madre quando è così, cercando di non farla autocommiserare e mi impongo come una spalla su cui lei può aggrapparsi o sfogarsi quando ha voglia. Concettualmente il rapporto di Antoine e la mamma Pascale, che ho letto nel testo di Plus de larmes, l'ho constatato anche in quello mio e di mia madre. Lomepal sa gestirlo quel rapporto colmo di pazzia. Le emozioni sono ben diverse, ma penso ci sia un'alchimia anche nel loro rapporto come in quello che ho anche io con mia madre. Potrei essere sdolcinato in questo frangente, ma non mi importa nulla. Sono quattro anni che parlo di me, non ho più paure. È stato bello anche quest'anno. Grazie mille. Grazie veramente a tutti. Grazie per questo splendido 2020. Grazie alla musica. Grazie agli amici. Grazie mamma. Grazie per aver letto fino a qui. Ci risentiamo. Vi voglio bene. «Forse si sottovaluta questo concetto, ma la gente attorno a noi, i nostri amici e familiari ci caratterizzano molto. Essi hanno un'importanza vitale e, vuoi non vuoi, ci formano. Il pensiero di Zola, scrittore e filosofo francese, sosteneva che la propria origine e il collocamento sociale contaminasse il pensiero ed il modo di vivere. Non avevo una forte opinione a riguardo quando lo studiai alle superiori, ma oggi sembra prendere significato tutto il suo pensiero. Noi siamo una grande parte influente di persone che ci circondano. Dai vicini di casa, ai familiari, amici e conoscenti. Influenziamo più di quanto non ce ne rendiamo conto. Il forte esempio lo si può constatare con i nostri familiari ed amici. Abbiamo un grande impatto sulle loro vite. Pensiamo al (giustificato) egoismo e crediamo di essere gli unici sulla terra che possono, fanno etc., cerchiamo di farci un ideale, un opinione, ci appassioniamo di qualcosa, vediamo qualche cosa di interessante, ci innamoriamo, ed altre tremila cose che succedono nella nostra vita, e possono ricadere in qualsiasi modo anche nella vita di un familiare. Un amico. Ogni nostra azione va ad influenzare non solo noi, ma la gente che ci circonda, che sia lontana o vicina (fisicamente e affettivamente). Il mio pensiero va ad un caro amico, che spero stia meglio. Ho avuto tutta la mattina gli addominali contratti, forse per il senso di colpa. La tristezza. Non lo so nemmeno io. Ti voglio bene. "Dedicato a Matteo" Roma, 01/05/2020, 08:40»














