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Per un'università aperta a tutti, contro il numero chiuso ad Ingegneria
A tutti gli studenti e a tutti i professori che sanno quanto è importante un libero accesso all’Università;
a tutti gli imprenditori e a tutte le aziende che sanno quanto il settore ingegneristico possa essere importante per aiutare a rilanciare il Paese a livello europeo e internazionale;
a tutti i cittadini che hanno a cuore il futuro dell’Italia e dei loro figli.
Novembre 2014: si vuole introdurre nell’Università di Padova il numero chiuso in tutti corsi di ingegneria. Un’opportunità come l’aumento continuo del numero degli iscritti viene vista come un problema: invece che chiedere a gran voce all’Ateneo e al governo risorse vitali per l’istruzione, la soluzione viene trovata bloccandovi l’accesso.
Atto suicida nei confronti della stessa Facoltà, resa miope dalla crisi culturale ed economica che si sta affrontando, tanto che l’unico progetto a lungo termine che essa riesca a fare è chiudersi in sé stessa illudendosi che da sola, raccogliendo le briciole che le vengono lanciate, possa salvarsi e resistere.
Atto omicida nei confronti di una società la cui unica speranza di risollevarsi - e noi siamo sicuri l’abbia - risiede nella cultura e nell’accesso all’istruzione. L’università non forma semplici laureati; essa forma la classe lavorativa del domani. Ingegneria a Padova forma persone che si affacciano al mondo del lavoro e che devono gareggiare con ingegneri di tutto il mondo; nonostante questa spietata concorrenza, gli studenti che si laureano qui sono tra i più stimati e richiesti.
Il tasso occupazionale degli ingegneri è incredibilmente alto: l’88% di coloro che hanno studiato ingegneria a Padova trova lavoro ad un anno dalla laurea, malgrado la crisi attuale che ha portato la disoccupazione giovanile al 43,3%. I laureati nel settore continuano ad aumentare di pari passo con le nuove iscrizioni, e la percentuale di abbandoni, per quanto alta, rimane costante: essa è sintomo di problemi quali una didattica da migliorare e un’errata informazione ai ragazzi delle superiori. Spacciare uno sbarramento all’accesso per orientamento lo troviamo vergognoso e inconcepibile.
Noi siamo in prima linea per chiedere una qualità della didattica adeguata, per chiedere che si laureino solo i meritevoli e che l’Università non diventi un laureificio, ma non permettiamo che si svaluti il ruolo stesso dei corsi universitari e che il futuro di una persona venga deciso da un test a crocette e non dagli esami che egli sostiene.
Chiediamo da anni che il governo aumenti i finanziamenti all’Università invece che ridurli: siamo rimasti inascoltati, ma continueremo a ribadirlo. La decisione che la Scuola di Ingegneria sta varando è solo un’ulteriore giustificazione dei tagli che si stanno perpetuando da troppo tempo.
Riteniamo che non sia possibile continuare questa continua guerra tra poveri, vogliamo uscire dalla logica “meglio salvarne pochi che morire tutti”. Questa non è una battaglia, questo è il futuro dei giovani italiani.
Uscire dalla drammatica situazione in cui si trova il Paese significa dare l’opportunità a più giovani possibile di intraprendere gli studi universitari.
Nel 2014 auspicare la rinascita del Paese vuol dire puntare anche sull’ingegneria. Chiediamo che non venga limitato il numero di ingegneri che ogni anno il nostro Ateneo forma. Chiediamo che l’accesso ad Ingegneria a Padova rimanga libero.
Universa Universis Patavina Libertas
Chi volesse sottoscrivere l’appello può farlo al seguente link: http://goo.gl/forms/Gbiw0pOVu8
IO VOGLIO... decidere del mio futuro. #10o #entrainscena
Oggi, 10 ottobre, anche Il Sindacato degli Studenti è sceso in piazza a fianco di studenti medi, docenti e precari del mondo della formazione per contestare le recenti politiche del Governo Renzi.
Uno dei nodi principali della protesta è “La Buona Scuola”, una riforma che dà più poteri ai presidi, che valuta e punisce i docenti sulla base di valutazioni totalmente soggettive, che alimenta la competizione all’interno di tutto il mondo della scuola e assume le classifiche come unico strumento di valutazione del sistema scolastico italiano. La riforma appiattisce l’istruzione alle esigenze di un mercato del lavoro bisognoso di manodopera precaria e a basso costo, anteponendo gli interessi delle imprese a quelli degli studenti. Ad aggravare questo quadro si aggiunge inoltre la mancanza di un piano strutturale di finanziamenti che migliorino la condizione degli studenti: sembra prospettarsi un’apertura a privati e imprese con incentivi fiscali e semplificazioni burocratiche, rendendo quindi un bene che deve rimanere di tutti un terreno su cui speculare. Tutto ciò rispecchia un modello di istruzione che da anni cerchiamo di contrastare con soluzioni alternative che mettano al centro lo studente.
Come universitari, poi, siamo direttamente coinvolti dal Piano Scuola soprattutto per quanto riguarda le modifiche alle modalità di accesso all’insegnamento, con l’abolizione del Tirocinio Formativo Attivo e la creazione di magistrali abilitanti, le cui criticità abbiamo espresso come Link - Coordinamento Universitario in questa breve ma chiara analisi http://goo.gl/sABpjs .
Inoltre, con l’approvazione del Decreto Sblocca Italia si realizzerà lo smantellamento vero e proprio del sistema di Diritto allo Studio, poiché il decreto vincola 150 milioni al Patto di Stabilità e stabilisce che le risorse dell’annuale Decreto di Riparto del FSI dovranno essere spese entro il 31 dicembre 2014, pena la restituzione allo Stato, sebbene il riparto in questione venga ormai da anni emanato proprio nel mese di dicembre, rendendo impossibile qualsiasi impegno di spesa e quindi certa la restituzione.
Dal mondo dell'istruzione al mondo del lavoro, i provvedimenti che si vogliono mettere in atto non fanno altro che aggravare la situazione: il Jobs Act di Renzi è una medicina che non cura il malato, che non elimina le numerose forme contrattuali, che alimenta la precarietà, la mancanza di diritti e garanzie. Le risorse per il welfare sono esigue e il contratto a tutele crescenti si somma alle forme contrattuali già esistenti. Indebolire i lavoratori precari ed avere salari sempre più bassi è il chiaro scopo.
“Oggi - afferma Francesca Cantù, rappresentante in Senato Accademico de Il Sindacato degli Studenti - siamo entrati in scena per chiedere l’immediato stop al Decreto Sblocca Italia, al Jobs Act e alla riforma della scuola, per come è stata concepita dal governo Renzi. Quello di cui abbiamo davvero bisogno continueremo a ribadirlo ogni volta che ne avremo l’occasione: diritto allo studio garantito, investimenti reali per creare nuova e buona occupazione, estensione universale a tutti e a tutte degli strumenti di welfare, scuole e università aperte e inclusive, insegnamenti di qualità, ambienti in cui sviluppare il nostro senso critico che non siano fucine di nozioni sterili e poco utili, riduzione delle forme contrattuali precarie.”
Nelle prossime settimane continueremo a farci sentire, torneremo nelle piazze e costruiremo consapevolezza e partecipazione con tutti gli studenti. Questo è solo l’inizio. La battaglia per i diritti è ancora lunga. E non ci fermeremo.
Libertà è Partecipazione.
Il Sindacato degli Studenti
Sonno indignato - il diritto al letto nuovamente negato
Dopo un anno di proteste e promesse non ce l’aspettavamo (o forse sì?) di dover tornare su questo problema: giovedì 21 agosto è stata pubblicata la graduatoria degli idonei al posto alloggio per gli anni successivi al primo.
I posti messi a disposizione dall’ESU sono circa 700, come da bando (http://goo.gl/uVU6xpcontinuiamo a chiederci cosa significhi circa, la certezza ormai è un terno al lotto), gliidonei, degli anni successivi, sono 688. Il dato è allarmante, perchè dei 700 posti messi a bando: - il 10%, ovvero 70, sono riservati agli studenti erasmus, per accordi internazionali; - il 30%, ovvero 210, sono riservati agli studenti iscritti ai primi anni (triennali e magistrali); - il 60%, ovvero 420, sono riservati agli studenti iscritti agli anni successivi al primo. Riepilogando, 420 posti disponibili per 688 idonei: 268 studenti, in questo momento, non hanno un posto letto, e sono cioè il 38,95%.
Il dato è destinato ad aumentare perché le matricole hanno tempo fino al 5 settembre per fare domanda e la loro graduatoria verrà pubblicata l’11 settembre. Vi saranno sicuramente delle rinunce, fisiologiche, ma queste riguarderanno principalmente le matricole, poiché spesso si fa domanda di borsa e di alloggio per più atenei. Chi è invece già ad anni successivi difficilmente farà rinuncia.
Avevamo denunciato una situazione simile l’anno scorso (http://goo.gl/rx5mBz): gli studenti idonei senza posto letto furono circa 250 (tra matricole e anni successivi), qua siamo già a 268 solo degli anni successivi! Il commissario straordinario Rocco Bordin, mesi fa, rassicurò tutti, dicendo che i posti sarebbero bastati e che la residenza in Via Venezia sarebbe stata aperta entro dicembre (in altre dichiarazioni annunciò addirittura l’apertura per ottobre), 200 posti che comunque non basterebbero a coprire tutti gli idonei. Naturalmente inizieranno le prime rinunce, perchè gli studenti cercheranno casa ora, prima dell’inizio delle lezioni: dover aspettare fino al 22 settembre per l’assegnazione di eventuali posti vacanti, senza averne la certezza, oltre ad essere deleterio, renderebbe difficoltosa la ricerca di un appartamento a prezzi accettabili. Ricordiamo che chi fa domanda di alloggio ha un ISEE inferiore a 21 mila euro.
Purtroppo, come rappresentanti in CdA ESU, siamo riusciti ad avere solo un incontro con il commissario Bordin, poco dopo le elezioni; poi, nonostante le molteplici richieste, non ci ha più ricevuti. Oltre a non rispondere alle mail ci ha fatto chiamare dall’ufficio di presidenza informandoci che: “Il Commissario è impegnato, non siete graditi in questo momento”. Erano i primi di giugno, la situazione non è cambiata, viene ancora negata la visione del bilancio dell’ente anche ai consiglieri di amministrazione eletti, un’azione illegale, resa possibile solo grazie al commissariamento dello stesso.
I problemi non finiscono qua: l’ESU deve ancora restituire i rimborsi alloggio e mensa agli studenti idonei e beneficiari della seconda e terza assegnazione (marzo 2014), soldi che ha già ricevuto in quello stesso periodo. In questo momento gli uffici informano gli studenti che, prima di gennaio 2015 non verranno erogati ulteriori rimborsi.Perché l’ESU si sta tenendo questi soldi? Perché la Regione non interviene? Perché non ci sono controlli sull’operato dell’ente? Queste sono solo alcune delle prime domande che rivolgeremo all’Assessore regionale alla Formazione Elena Donazzan appena verremo ricevuti. Purtroppo la situazione in Regione non differisce troppo da quella cittadina: l’Assessore Donazzan non ci riceve, il diritto allo studio sembra finito nel dimenticatoio e intanto migliaia di studenti attendono ancora la quarta assegnazione 2013/2014. La Regione ci aveva promesso circa 2 milioni di euro (l’Assessore, nelle mail di risposta agli studenti, dopo una delle nostre proteste ne prometteva almeno 1,6:http://goo.gl/DKw6uY) ma l’assestamento di bilancio 2014 non è ancora stato fatto e nel sito web del Consiglio regionale non c’è nessuna data programmata. Intanto il Presidente Zaia promette di pubblicare il bilancio preventivo 2015 già il prossimo mese:http://goo.gl/xNsI7I. Gli studenti sono stanchi di false promesse, chiediamo risposte e soluzioni nell’immediato, chiediamo di essere convocati ed ascoltati, è tornato il momento di ascoltare la voce degli studenti. L’autunno è alle porte e si annuncia molto, molto caldo.
Libertà è Partecipazione.
Il Sindacato degli Studenti
VIETATO RAGIONARE, C’È SOLO IL TEMPO DI DELIBERARE
Come rappresentanti degli studenti, crediamo che la discussione e il coinvolgimento attivo siano fondamentali in tutti i processi democratici.
In questi ultimi anni, in Italia, non si parla più di Università come luogo del sapere, ma diUniversità come “contesto produttivo”. Proprio in seno a queste considerazioni e alle criticità da noi sempre sollevate sull’AVA (qui i link → http://goo.gl/21PCsV, http://goo.gl/UyzvUF, http://goo.gl/b3J9Ce),prendiamo le distanze dalla volontà dell’Ateneo, deliberata tramite il Senato Accademico di lunedì 9 giugno, di modificare tutti i Regolamenti Didattici in tempi record. In un periodo così ostico, vista la sessione d’esami, sia per la rappresentanza studentesca che per la docenza, sovraccaricare di lavoro le strutture già oberate di impegni è nettamente controproducente.
L’Ateneo di Padova ha sempre bruciato i tempi, accettando come oro colato tutte le richieste ministeriali dell’AVA: due anni fa siamo stati il primo Ateneo d’Italia a costituire i GAV (Gruppo per l’Accreditamento e la Valutazione), caricando i consigli di corso di una procedura ancora non ben definita. Anche questa volta, l’ennesima, l’Ateneo decide di velocizzare le cose, chiedendo di rivedere, revisionare e modificare i regolamenti didattici entro il 24 luglio.
Già da inizio anno i presidenti di corso hanno chiesto a gran voce le linee guida dell’Ateneo, così da poter mettere mano ai regolamenti e creare quel percorso consultivo, democratico e di discussione che quest’oggi viene a mancare.
In soli 30 giorni si dovranno susseguire consigli di corso, di dipartimento, di scuola e infine un Senato Accademico. Ci chiediamo in quale frangente temporale sia contemplata la discussione di regolamenti così delicati e importanti, e soprattutto quando si riuscirà ad informare gli studenti di tutte le modifiche che direttamente li andranno a colpire. Approvare una modifica sostanziale ad un regolamento (valido per tutti gli studenti, non solo per le nuove coorti), senza una ragionata e condivisa discussione tra corpo docente e studenti, può portare a creare nuovi problemi o a non risolvere quelli già esistenti.
A confermare le nostre parole, infatti, vi è, proprio in questi giorni, la prima ispezione di un’Università da parte dell’ANVUR, l’Ateneo di Lecce: il primo dato lampante è la mancanza di un’analisi politica all’interno dei documenti redatti dalle Commissioni Paritetiche e dal Nucleo di Valutazione, problemi che abbiamo riscontrati anche noi, tramite gli incontri tra il Presidio di Ateneo e le Commissioni Paritetiche. Ci chiediamo quindi quanto abbia senso accelerare le tempistiche, col rischio di commettere errori grossolani che andrebbero ad inficiare il lavoro di mesi, e addirittura di anni, per il solo fine di far risultare l’Ateneo più adempiente. Noi rappresentanti de Il Sindacato degli Studenti ci dichiariamo fermamente contrari all’inserimento di questi nuovi regolamenti nei tempi stabiliti dall’Ateneo e basati sul mero interesse economico e non su quello degli studenti. Faremo il possibile per ripristinare i giusti processi democratici e rendere più ampia possibile la discussione su un tema così importante.
Libertà è Partecipazione
Il Sindacato degli Studenti
Sul Senato Accademico del 9 Giugno 2014
Ieri si è svolta la prima seduta del Senato Accademico con i nuovi rappresentanti degli studenti.
Tra le varie delibere in discussione, Il Sindacato degli Studenti si è nettamente schierato rispetto al problema dei processi democratici interni all'Ateneo, difendendo la necessità di una discussione collegiale per la modifica dell'art. 46 dello statuto.
Ecco il nostro intervento:
"Magnifico rettore, colleghi senatori,
con il mio intervento desidero esprimere la mia fortissima perplessità rispetto alla proposta di delibera; non tanto per la modifica allo Statuto di Ateneo in sé, quanto più per la scelta di ricorrere all’esercizio dell’autotutela in questa situazione.
Comprendo e condivido la necessità di rimediare al disallineamento segnalato dalla Consulta dei Direttori di Dipartimento, ma di certo non ritengo considerabile una svista o un vizio l’emendamento approvato dallo stesso Senato Accademico che ora è chiamato ad eliminarlo, incluso nello Statuto approvato ormai tre anni fa dall’Ateneo e poi dal MIUR e che non comporta un’impossibilità di applicazione di tipo legale ma esclusivamente una difficoltà tecnica.
Considerando innanzitutto che in questi tre anni il disallineamento in oggetto non è stato sentito come richiedente urgente soluzione, ritengo non necessario il ricorso all’autotutela e non trovo ostacoli alla convocazione dell’Assemblea Costituente, come previsto dall’art. 73 co.2 dello Statuto.
Inoltre, il problema oggetto della delibera è di carattere pratico, ma la modifica proposta come sua soluzione comporta conseguenze anche politiche rilevanti: credo quindi necessaria una discussione più seria e approfondita, quale quella dell’Assemblea Costituente, che tra l’altro, prenda in considerazione le ragioni che hanno portato il precedente Senato Accademico all’approvazione dell’emendamento causa del disallineamento, dato che ridurla a banale errore pone in seria discussione l’intero iter di approvazione dello Statuto.
Infine, essendo l’articolo 46 compatibile con la normativa vigente e dato il carattere non emergenziale della modifica proposta, la legittimità dell’esercizio dell’autotutela pare discutibile: è evidente che scegliere di eludere quanto previsto dallo Statuto in favore di una procedura più snella e meno onerosa esporrebbe il Senato al rischio di ricorsi, che si tradurrebbero in oneri certamente maggiori della convocazione dell’Assemblea Costituente, sia in termini economici, sia per quanto riguarda il prestigio e la credibilità dell’organo.
Mi chiedo per quale motivo dovremmo assumerci la responsabilità di una deliberata e non giustificata evasione dalla normativa."
La delibera è stata infine approvata con quattro voti contrari (2 Sindacato, 1 ADI, 1 UDU) e quattro astensioni (1 Ateneo Studenti, 3 del personale tecnico-amministrativo).
Da sempre facciamo della discussione democratica e della partecipazione la nostra bandiera, ci dispiace quindi che questi valori non abbiano trovato spazio nella decisione presa ieri.
Ovviamente però, continueremo il nostro lavoro, sempre instancabili nel ricordare che Libertà è Partecipazione!
Rivitalizziamo il giardino di via Marzolo: raccolta firme
Come Il Sindacato degli Studenti e ASU (Associazione Studenti Universitari), in collaborazione con Legambiente e WWF, abbiamo lanciato, qualche settimana fa, una raccolta firme per la rivitalizzazione del giardino confinante con l’ex residenza Fusinato.
Questa campagna ha origine non solo da una vertenza ambientale, ma dalla constatazione di quanto ormai glispazi di aggregazione, sia per gli studenti sia per la cittadinanza del quartiere, si siano profondamente ridotti. Questo giardino, posto nel centro della frequentatissima area scientifica dell’Ateneo patavino, è stato lasciato per anni in unostato di totale abbandono e la nostra non è la prima esperienza che prova a rivitalizzarlo.
Le istituzioni competenti hanno sempre dato prova di un grave atteggiamento di disinteresse nei confronti di quel lembo di terra che, nel bel mezzo di una delle zone più cementificate di Padova, ha assunto un grande valore simbolico sia rispetto ai temi ambientali che in riferimento alla riappropriazione degli spazi che studenti e cittadini del quartiere potrebbero condividere e valorizzare.
La nostra raccolta firme verte proprio in questo senso: vuole essere un monito alle istituzioni affinché si facciano carico di quello spazio e lo restituiscano agli studenti, perché questo processo sia il più possibile partecipato e condiviso. La raccolta firme ha quindi lo scopo di dare visibilità all’iniziativa e di renderne tutti gli studenti partecipi. Quello che ci muove è la volontà di costruire un progetto duraturo e ciò non può prescindere dall’instaurazione di un rapporto con le istituzioni competenti. La nostra iniziativa è tesa nell’ottica di restituire uno spazio che sia libero e aperto a tutti e per questo vogliamo fin da subito prendere le distanze da possibili strumentalizzazioni della nostra iniziativa che possano andare contro i percorsi che già esistono in quell’area ad opera degli attuali occupanti.
Qui l'articolo di Legambiente: http://ecopolis.legambientepadova.it/?p=5910 e il modulo della raccolta firme: http://ecopolis.legambientepadova.it/wp-content/uploads/2014/05/Fusinato_FAI-SENTIRE-LA-TUA-VOCE_foglio-firme.pdf
Libertà è partecipazione.
Il Sindacato degli Studenti
ASU
Elezioni universitarie 2014, una grande vittoria!
Il 13 e 14 maggio gli studenti dell'Università di Padova sono tornati a eleggere i propri rappresentanti negli organi collegiali per il biennio 2014/16.
Per la terza elezione consecutiva si riconferma prima la lista indipendente “Il Sindacato degli Studenti”, che con oltre 4300 voti al Senato Accademico è riuscita a raccogliere una partecipazione studentesca alle urne mai vista prima.
Al grido di “non lasciare che la tua voce sia qualcuno che non hai scelto”, non solo un motto ma anche un richiamo ad una consapevolezza contro il qualunquismo politico, siamo riusciti ad ottenere un rappresente in Consiglio di Amministrazione, due Senatori Accademici ed un consigliere rispettivamente in CUS e nel Consiglio di Amministrazione dell’Ente Regionale per il Diritto allo Studio.
Staccando di oltre 1700 voti la seconda lista Studenti Per - UdU Padova ed ottenendo oltre quattro volte le preferenze della terza lista Ateneo Studenti, espressione della lobby di Comunione e Liberazione, ci riproponiamo di rispettare l’impegno preso con gli studenti, portando avanti le nostre lotte e vertenze con lo stesso spirito, la stessa passione e la stessa idea di rappresentanza trasparente ed aperta a tutti che da sempre ci contraddistinguono.
“A segnare l’incredibile distanza dalle altre liste è stato proprio questo: il nostro impegnosempre e solo in difesa degli studenti e dei loro diritti, con una presenza costante durante l’intero mandato e non solo in periodo elettorale” dichiara Sara Ghezzo, senatrice che lascia il posto alle candidate Anna Laura Cortinovis e Francesca Cantù.
Un ringraziamento in particolare va alla lista nascente Breaking Med, che ha sostenuto il Sindacato degli Studenti agli organi maggiori. I punti cardine su cui si basa la lista sono latrasparenza e la partecipazione, da troppo assenti all’interno del Corso di Medicina e Chirurgia. Una campagna elettorale basata sul coinvolgimento diretto di tutti gli studenti attraverso assemblee aperte all’interno del Corso, ha reso palese il carattere innovativo e rivoluzionario di questo gruppo di studenti. I risultati confermano la voglia degli studenti di Medicina di un radicale cambiamento: con più del 43% di preferenze in CCS, insieme al Sindacato inizia un percorso di riforme necessario per riportare la Scuola nelle mani degli studenti.
Anche da Claudio Bassot, candidato per i dottorandi in Senato accademico, arrivano dichiarazioni positive: “Sono molto felice di questo risultato, che ha visto l’ADI, Associazione Dottorandi Italiani, aumentare i propri consensi rispetto alle scorse elezioni. Ciò non è casuale, ma è frutto di tutto il lavoro svolto in questi due anni, in cui l’ADI ha portato avanti con forza le istanze dei dottorandi del nostro Ateneo. Questo successo ci permette di proseguire nel nostro impegno di rappresentare in Senato Accademico i dottorandi, senza però dimenticare quelle figure al momento prive di rappresentanza come assegnisti e specializzandi”.
“I nostri primi impegni in questo nuovo mandato saranno legati all’introduzione di un sistema di tassazione più equo e maggiormente legato alle possibilità economiche degli studenti, e la tutela dei loro diritti senza alcuna distinzione, continuando un concetto di sindacalismo studentesco che non si riduca all’autoreferenzialità, ma che si faccia voce dei bisogni materiali ed immateriali di tutti gli studenti patavini” afferma Riccardo Russo, candidato in Consiglio di Amministrazione.
“Il lavoro svolto come rappresentante in ESU in questi due anni è stato spesso ostacolato dal commissariamento dell’ente stesso, ciò nonostante siamo riusciti a portare avanti numerose vertenze su vari fronti: dalle residenze alle tariffe mensa, con particolare attenzione alla situazione di tutti gli studenti aventi diritto alla borsa di studio. Come già ampiamente dimostrato, confido che Simone Linzitto, mio prossimo successore, continui a portare avanti queste ed altre vertenze, prima fra tutte la battaglia per lo scommissariamento dell’ESU, che da troppi anni non permette né a studenti né a lavoratori di avere una rappresentanza realmente ascoltata all’interno dell’Ente” aggiunge Giada Pigatto, rappresentante uscente del Consiglio di Amministrazione dell’ESU.
Ringraziamo l’ADI, Associazione Dottorandi Italiani, che ha rinnovato il suo appoggio nella candidatura al CdA dell’Ateneo, ma soprattutto gli studenti dell’Unipd per averci dato la possibilità di continuare il lavoro che dal 2002 proviamo a portare avanti grazie all’apporto di chiunque voglia darci una mano a migliorare la nostra Università e a costruire una libertà che passi anche per la partecipazione.
I rappresentanti, i candidati e tutta l'assemblea de
Il Sindacato degli Studenti
Il 13 e 14 maggio FAI SENTIRE LA TUA VOCE! Alle elezioni studentesche scegli indipendente: vota Il Sindacato degli Studenti, lista 2 (lista 6 in Consiglio di Amministrazione insieme ad ADI - Associazione Dottorandi Italiani). Leggi e commenta il programma completo sul nostro sito: sindacatodeglistudenti.org o cercaci sui social tramite l'hashtag #ElezioniUnipd14. Diritto al Sapere Diritto all'Accesso Diritto all'Università come Servizio Il Sindacato degli Studenti Facebook: Il Sindacato degli Studenti Twitter: @SdStudenti sindacatodeglistudenti.org [email protected]
ALLA LUCE DEL SOLE, MA SENZA RIMANERNE ABBAGLIATI
[Quello in foto è il volantino diffuso da UDU-StudentiPer]
Oggi, Studenti Per - UDU Padova ha diffuso un volantino intitolato “Alla luce del sole”, in cui ha accusato Il Sindacato degli Studenti di diversi "voti di cattiva rappresentanza". Facciamo però chiarezza, perché tutto deve essere fatto “alla luce del sole”, ma senza essere abbagliati. Rispondiamo punto per punto: 1) Riduzione del costo della mensa per i ‘baroni dell’università’. Il Sindacato degli Studenti non è mai stato favorevole ad un’agevolazione così ingiustificata nei confronti dei professori, soprattutto a fronte del continuo caro mensa inflitto agli studenti, come dimostra anche il nostro voto contrario nei mandati precedenti (es. delibera CdA del 2009 sul tema, sulla quale solo noi ci siamo espressi contrari). Quel che è successo, durante la prima seduta del nuovo CdA, la cui convocazione è arrivata solo il giorno precedente, è stato dovuto alla confusione del dibattito, seguita alla presentazione di una proposta da parte del nostro rappresentante, che riteneva fosse proprio quello l’oggetto della votazione. L’errore è stato rettificato, riportando la contrarietà del nostro rappresentante alla delibera, come si legge chiaramente da verbale. Comunque, ora i docenti pagano in mensa la tariffa piena, grazie ad una legge nazionale (di cui StudentiPer si dimentica sempre di parlare: c’è chi alla strumentalizzazione non resiste). 2) Voto a favore del numero chiuso. Il Sindacato degli Studenti è contrario al numero chiuso e lo contrasta, cercando di impedirne l’introduzione e avviando percorsi di discussione e confronto sul tema, anche a livello nazionale. La nostra votazione, specifica della scuola di Scienze Umane, è stata attentamente valutata dalla nostra rappresentante, che ha constatato come la proposta di fatto non riducesse l’offerta formativa e il diritto di accesso degli studenti: il corso di Comunicazione e di Scienze della Formazione Primaria era già a numero chiuso ed è stato semplicemente rinnovato senza ulteriori modifiche. Situazione diversa invece si è verificata nel Consiglio di Dipartimento, dove veniva proposta la riduzione dei posti in una magistrale di Psicologia (non afferente alla Scuola di Scienze Umane) e dove infatti la stessa rappresentante ha espresso voto contrario. E’ facile votare per posizioni prese, è sicuramente più difficile motivarle e votare con coscienza e dopo aver approfondito ogni questione. 3) ‘Più potere ai baroni, meno ai giovani ricercatori’. I ricercatori hanno presentato in Senato Accademico la richiesta di aumentare il loro diritto di voto nei consigli di Dipartimento, senza prima aver accennato nulla ai nostri rappresentanti. In sede di discussione, quindi, entrambe le parti, docenti e ricercatori, hanno spiegato le loro posizioni opposte e i nostri rappresentanti hanno deciso di astenersi perché non c’era stato il tempo di approfondire la questione. I ricercatori stessi, infatti, dopo il voto, hanno compreso la nostra posizione, tanto da inviare una mail di solidarietà e scuse, capendo che il voto era stato dettato da un difetto di comunicazione. 4) ‘Voto astenuto sulla deroga ai 5 appelli’. Nel Dipartimento di Matematica, i rappresentanti di “Matematici aperti ma compatti”, lista vicina anche al Sindacato, si sono astenuti su un parere (non vincolante) sulla deroga ai 5 appelli a Statistica (che afferisce ad un altro Dipartimento), dopo un’approfondita discussione con i docenti, e considerato che il parere favorevole alla deroga era stato unanime al Consiglio di Dipartimento a Statistica. Il rappresentante di StudentiPer, al contrario, non ha partecipato alla discussione: è entrato nell’aula della seduta solo al momento della votazione: ha votato contrario ed è uscito, tornando alla campagna elettorale per il CNSU che si stava svolgendo in quel periodo. Questione di priorità. 5) ‘Astensione sulla chiusura della Laurea Magistrale in Sociologia’. Innanzitutto una precisazione non indifferente: non si tratta della chiusura della magistrale di Sociologia, ma della sua fusione con la magistrale di Pedagogia in un nuovo corso che mantiene comunque distinti i due indirizzi. Il parere astenuto deriva dal fatto che l’alternativa sarebbe stata chiudere per un anno il corso di Sociologia dato che, per via dei pochissimi iscritti, non raggiungeva il numero sufficiente per restare aperto. Non condividendo la decisione di unire i due corsi, non ci siamo quindi espressi favorevoli, ma, consapevoli che la nostra opposizione avrebbe potuto portare alla chiusura del corso di Sociologia, abbiamo quindi deciso di astenerci. A differenza di StudentiPer, però, che al di là del voto contrario non sembra essersi interessata al problema, abbiamo monitorato la creazione del nuovo corso e abbiamo richiesto anche per la nuova magistrale la possibilità di iscrizione in corso d’anno fino a marzo, e non fino a dicembre come inizialmente proposto al Consiglio di dipartimento. 6) Pubblicazione delle valutazioni alla didattica a Scienze Politiche. Quello di cui parla StudentiPer, relativo alla pubblicazione dei questionari della valutazione della didattica a Scienze Politiche, non ci risulta essere mai passato in Consiglio di Dipartimento. Sarebbe gentile da parte loro giustificare questa fantomatica affermazione. 7) ‘Incoerenza nel trattare la questione PAS’. Riassumere tutta la questione PAS in una riga all’interno di un volantino simile è a dir poco riduttivo. I PAS sono corsi di abilitazione all’insegnamento introdotti quest’anno dal Ministero e rivolti a chi ha almeno tre anni di servizio in scuole pubbliche o paritarie. Sono una tematica estremamente delicata perché la loro attivazione provoca un conflitto tra i neolaureati, abilitati tramite TFA, e i precari del mondo della scuola. Tutti i nostri voti sono motivati dal fatto che, pur essendo contrari all’attivazione di percorsi di dubbia qualità didattica per i futuri insegnanti, non accettiamo la logica della guerra tra poveri che le politiche ministeriali insistono nel portare avanti per mascherare i tagli e il sottofinanziamento con cui da anni colpiscono l’università pubblica. 8) Questione Trenitardo. Calunniare dicendo che la Regione Veneto finanzia con un appalto Il Sindacato degli Studenti, è fazioso, falso e gravissimo. Forse StudentiPer si riferisce alla campagna di enorme successo che il Trenitardo, di cui il Sindacato fa parte, sta portando avanti da molti mesi per migliorare le condizioni dei pendolari. Il Trenitardo, infatti, riceve un contributo (i famosi 18mila €) da Sistemi Territoriali per portare avanti un lavoro di monitoraggio nelle stazioni venete, incontrando e ascoltando i pendolari e dando un contributo concreto al miglioramento della loro condizione. Lo fa perché questa Società, incaricata dalla Regione di effettuare il monitoraggio, ha riconosciuto la validità del progetto Trenitardo e la serietà del nostro modo di lavorare. Il monitoraggio consiste in un lavoro della durata di un anno: in tal modo, raccogliamo dati sul campo nelle varie stazioni venete, attraverso la creazione e la somministrazione di un questionario online e cartaceo da sottoporre ai pendolari e la rielaborazione di tutti questi dati, per creare dei report finali da consegnare a Sistemi Territoriali. Il progetto coinvolgerà per tutta la sua durata decine e decine di studenti, oltre ai volontari dell’associazione. Non ci vergogniamo di questi soldi, non li riteniamo in contraddizione con l’essere autofinanziati e indipendenti, non ne facciamo mistero: https://www.facebook.com/notes/trenitardo-la-banca-del-tempo-perduto/monitoraggio-sul-campo-si-parte/503142566474283. Piuttosto che accusarci di portare avanti questo lavoro, StudentiPer dovrebbe essere contenta che finalmente ad opera del Trenitardo sia stata avviata una campagna seria sulla mobilità come non era mai stato fatto da soggetti studenteschi nella realtà padovana. 9) Questione trasparenza. Ci fa piacere che StudentiPer abbia pubblicato il proprio bilancio elettorale, come Il Sindacato degli Studenti fa di prassi. Le nostre spese verranno pubblicate a fine campagna elettorale, perché ci sembra più serio dare un resoconto completo, come fatto nell’appuntamento elettorale del 2012, senza lasciare nulla in sospeso. Per concludere, spendiamo due parole anche su tutto il fumoso discorso fatto riguardo alle pratiche del sindacalismo studentesco. Portare avanti da anni vertenze sul diritto allo studio non significa fare sindacalismo studentesco? Impegnarsi in tutti gli organi per il miglioramento della didattica non è sindacalismo studentesco? Opporsi agli aumenti mensa e alla riduzione dei posti alloggio non è sindacalismo studentesco? Oppure questa gente pensa di essere legittimata ad insegnarci come si faccia sindacalismo studentesco solo perché è il braccio destro della CGIL? Difendere i diritti degli studenti è quello che facciamo da anni e che continueremo a fare. Essere accusati di non avere una struttura democratica quando prendiamo le decisioni in un’assemblea aperta e pubblica, che si tiene tutte le settimane dal 2002, è francamente ridicolo. Il Sindacato degli Studenti è fiero di avere fondato nel 2009, insieme ad altre realtà, Link - Coordinamento Universitario, unica realtà nazionale ad essersi opposta ai tagli all’università e alla ricerca proposti dal Governo Renzi poche settimane fa nella Spending Review, nel silenzio totale di tutte le altre organizzazioni studentesche e che, a differenza dell’UDU, è scesa in piazza a protestare contro la riforma Gelmini nel 2010 (http://linkcoordinamentouniversitario.it/).
Lettera per il Rettore dalle liste studentesche
Questa è la lettera inviata ieri al Rettore, scritta e firmata congiuntamente da Il Sindacato degli Studenti, ADI - Associazione Dottorandi e Dottori di Ricerca Italiani, Vox BoVis, Ateneo Studenti Padova e MeSPad - Medici Specializzandi Padova. La stesura di questa lettera si è resa necessaria in seguito all'invio a tutti gli studenti, dottorandi e specializzandi, da parte dell'Ateneo, di un SMS di invito alla partecipazione ad un evento studentesco organizzato da Studenti Per Udu Padova.
Alla cortese Att.ne del Rettore, Giuseppe Zaccaria
Magnifico Rettore,
Le scriviamo per segnalare un grave fatto compiuto dall'Ateneo a meno di una settimana dalle elezioni studentesche. Non denunciamo nessuna irregolarità formale, ma un'iniziativa che l'Ateneo, nel salvaguardare la sua neutralità istituzionale nel confronto tra le liste, avrebbe dovuto guardarsi bene dall'intraprendere.
Si tratta dell’invio di un SMS a tutti gli oltre 60.000 studenti, dottorandi e specializzandi dell’Ateneo nel quale, fatto inusuale e mai accaduto prima, si invita alla partecipazione a un evento studentesco organizzato dall’Associazione Studenti Per - UdU per questa sera, presso Palazzo Liviano.
Finora l'invio di SMS da parte dell'Ateneo era avvenuto solo per iniziative strettamente legate ad eventi promossi solo dall'Ateneo stesso. Ci lascia molto perplessi che proprio a una settimana dalle elezioni si stravolga questa prassi, tanto più promuovendo non un'iniziativa qualsiasi ma quella di una lista candidata alle elezioni universitarie.
Inutile ricordarle che il 13 e 14 maggio questa stessa associazione si presenta col medesimo nome alle elezioni studentesche, e che l’invio di questo SMS si è già tramutato in una propaganda elettorale a favore di questa lista da parte dell’Ateneo, non ovviamente per il mezzo in sé ─ ben venga la divulgazione di questo genere di eventi con ogni modalità, e auspichiamo che d’ora in poi l’Ateneo riserverà lo stesso trattamento anche ad altri eventi ─ ma ovviamente per le tempistiche scelte. In un momento così delicato l’Ateneo non avrebbe dovuto concedere questo mezzo mai utilizzato prima per questo genere di eventi.
Riteniamo grave quanto successo anche perché irreversibile e minante del rapporto di fiducia tra l’Ateneo e le liste di rappresentanza studentesca.
Padova, 6 maggio 2014
I rappresentanti degli studenti de
Il Sindacato degli Studenti
ADI - Associazione Dottorandi Italiani
Vox Bovis
Ateneo Studenti
MeSPad
Breaking Med
NUOVA CONTRIBUZIONE STUDENTESCA: IL NOSTRO NO ALLA PROPOSTA DELL’ATENEO
Oggi il Consiglio degli Studenti è chiamato a dare il proprio parere sulla proposta di modifica del sistema di tassazione per gli studenti fuoricorso, presentanta dall’Università di Padova nella Commissione Fasce del 15/04/2014.
Siamo venuti a conoscenza dei contenuti di questa proposta solo oggi, perché la rappresentante de Il Sindacato degli Studenti in Consiglio d’Amministrazione non è stata convocata a tale Commissione Fasce.
Ancora una volta, l’Ateneo di Padova ha dimostrato una grave carenza di trasparenzaescludendo alcuni dei rappresentanti degli studenti da una Commissione di così fondamentale importanza.
La proposta che ci è stata oggi presentata è relativa a una modifica del calcolo della contribuzione studentesca per le studentesse e gli studenti fuoricorso.
Durante quest’anno accademico per uno studente fuoricorso valevano due modalità di maggiorazione: quello relativo al Bonus/Malus e quello dovuto alla c.d. Spending Review, che noi avevamo duramente contrastato durante le sedute del Consiglio di Amministrazione dello scorso anno. La legge prevede infatti che gli Atenei possano applicare la maggiorazione, senza alcun obbligo preciso: quella di applicare tale aumento è stata quindi una deliberata decisione dell’Ateneo di Padova, che ancora oggi critichiamo fortemente.
La proposta che è ora in discussione prevede un unico sistema basato sulle linee guida ministeriali date dalla Spending Review, in cui il Malus viene ricompreso nel calcolo della nuova maggiorazione.
Per l’Ateneo il saldo totale delle entrate non cambia rispetto a quello dell’anno scorso, mentre i livelli di tassazione cambiano in riferimento al singolo studente. Alcuni studenti subiranno unaumento della contribuzione studentesca rispetto a quanto previsto dal precedente sistema, mentre altri saranno soggetti a una diminuzione irrilevante di poche decine di euro.
Sebbene questa proposta presenti l’aspetto positivo di pesare in misura maggiore sui redditi più alti, essa presenta delle gravi criticità.
In primo luogo, prevede una separazione tra studenti iscritti al primo anno fuori corso e tutti coloro che risultano iscritti dal secondo anno fuoricorso in poi: per i primi il sistema Bonus/Malus rimane invariato (ed è quindi calcolato indipendentemente dal reddito), mentre per gli ultimi entrerà in vigore il nuovo sistema di tassazione, il quale invece tiene conto anche del reddito individuale. Decisione, questa, che riteniamo essere illogica e ingiusta.
In secondo luogo, mentre il sistema del Bonus/Malus è basato sulla media della singola coorte del Corso di Studi cui uno studente è iscritto, con il nuovo sistema tutti i fuoricorso verranno considerati un insieme omogeneo, senza le dovute distinzioni tra i vari Corsi, che, come è noto, hanno tassi di studenti fuoricorso molto diversi tra loro.
Infine, ci saranno alcuni gruppi di studenti (in particolare quelli dei vecchi ordinamenti che frequentano corsi ad esaurimento) che il prossimo anno, con il nuovo sistema, subiranno unaumento delle tasse piuttosto elevato.
Per tutte queste motivazioni, il nostro parere a questa proposta sarà fermamente contrario. A partire dalla nostra contrarietà a sistemi di tassazione che prevedano un qualsiasi tipo di aggravio alla contribuzione studentesca sulla base esclusiva di indici di merito, sottolineiamo come il sistema padovano sia particolarmente iniquo e contorto.
In occasione di questo incontro, abbiamo infine avanzato la proposta, riportata anche in Consiglio degli Studenti, di escludere dal Malus gli studenti che si iscrivono in corso d’anno, i quali, potendo usufruire di una sessione in meno rispetto ai loro colloghi iscritti a ottobre, hanno più probabilità di incorrere ingiustamente in una maggiorazione per demerito. La nostra proposta verrà esaminata dalla Commissione Fasce dell’Ateneo e sottoposta all’approvazione del Consiglio di Amministrazione. Ulteriori proposte che rientreranno nel parere del Consiglio degli Studenti sono diestendere il temine di calcolo degli esami sostenuti dal 10 agosto - scadenza attuale - al 30 settembre, in modo tale da tenere conto anche di tutti gli esami sostenuti nella sessione di settembre (battaglia, questa, che intendiamo intraprendere anche a livello nazionale in riferimento al calcolo dei crediti necessari per ottenere la borsa di studio) e la richiesta all’Ateneo di istituire una Commissione paritetica per la revisione del sistema di tassazione ora vigente.
Continueremo a ribadire in tutti gli organi preposti la nostra contrarietà alla proposta che ci è stata oggi presentata, evidenziando come l’Ateneo di Padova abbia bisogno di una reale riforma del sistema di tassazione che tuteli le fasce più deboli senza gravare su chi è considerato “meno meritevole” dall’attuale sistema universitario.
La battaglia continua in Consiglio di Amministrazione!
Il Sindacato degli Studenti
TUTTI IN PILA! Campagna per ridurre gli sprechi
Oggi, lunedì 5 maggio, parte la campagna “Tutti in pila!” con la quale Il Sindacato degli Studenti rilancia la propria storica battaglia contro gli sprechi nelle mense dell’Università di Padova. Da due anni, infatti, nonostante il parere contrario espresso più volte dall’ESU in merito all’eliminazione dei bicchieri usa e getta, continuiamo a portare avanti la nostra campagna per l’utilizzo di bicchieri in plastica rigida in polipropilene, lavabili e riutilizzabili.
Questa rivendicazione, inserita anche nel nostro programma elettorale d’Ateneo assieme a tantissime altre proposte per la costruzione di un Ateneo ecosostenibile (programma consultabile qui: http://sindacatodeglistudenti.tumblr.com/ElezioniUnipd14), rimane un punto fermo nelle nostre azioni.
Vogliamo, per questo, rilanciarla proseguendo la distribuzione dei bicchieri in polipropilene fuori dalle mense e dotandoci di uno strumento in più per dimostrare, ancora una volta, le criticità dell’attuale sistema di gestione dei rifiuti e delle risorse, evitando sprechi.
Abbiamo costruito, dunque, dei semplici raccoglitori di bicchieri nei quali inserire quelli utilizzati in mensa: impilandoli in tal modo, questi occupano circa ¼ del volume che occuperebbero se gettati alla rinfusa all’interno di un cestino. Questa risulta essere una soluzione più economica e sostenibile, per ridurre l’accumulo di plastica, anche se la soluzione del problema è ben lontana.
Ti invitiamo per questo a venire a trovarci ai banchetti fuori dalla mensa (o in ASU, via S. Sofia 5) e comprare il nostro bicchiere riutilizzabile. Con solo 1€ contribuirai ad un mondo più sostenibile!
Libertà è partecipazione!
Il Sindacato degli Studenti
#ElezioniUnipd14
Il 13-14 maggio
scegli chi sostiene l'ambiente!
Lista 2 (lista 6 in CdA)
Il 13 e 14 maggio FAI SENTIRE LA TUA VOCE! Alle elezioni studentesche scegli indipendente: vota Il Sindacato degli Studenti, lista 2 (lista 6 in CdA). Leggi e commenta il programma completo sul nostro sito: sindacatodeglistudenti.org o cercaci sui social tramite l'hashtag #ElezioniUnipd14.
Diritto al Sapere Diritto all'Accesso Diritto all'Università come Servizio
Video girato per le strade di Padova, in Stazione, in ASU e via S.Sofia 5, nell'aula studio Pollaio, in Segreteria studenti, in mensa Piovego e nei dipartimenti di Psicologia, Chimica ed Ingegneria. ♦ Ideazione ed elaborazione: Davide Quagliotto, Linda Gatto, Enrica Mello, Mauro Zavattini, Mattia Vicari, Laura e Nadia Franco, Simone Vassallo e l'Assemblea de Il Sindacato degli Studenti. ♦ Montaggio audio/video: Mattia Vicari, Mauro Zavattini. ♦ Attori: Linda Gatto, Enrica Mello, Mauro Zavattini. ♦ Nel video: trenitardo.org, Infopoint Diritto allo Studio - Unipd. ♦ Musiche: Arctic Monkeys - Brainstorm, Nine Inch Nails - La Mer, The Beatles - Here Comes the Sun (non possediamo i copyright di nessuna di queste canzoni). ♦ Un grazie ai ragazzi del Pollaio, a Gabriele e Valentina per le comparsate, a CDN per "i messaggi subliminali", a Toti per i consigli e le "licenze cinematografiche", a Giada perché è "una puntigliosa beta tester", a Giovanni che non ha fatto nulla ma che si merita un abbraccio, a tutti i passanti e le comparse volontarie o involontarie che hanno sopportato il nostro via vai per la città con una videocamera in fronte, a tutti i compagni di Link - Coordinamento Universitario e della Rete della Conoscenza, sempre avanti tutti insieme!
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Nel 1943, nonostante l'occupazione nazifascista, il Rettore Concetto Marchesi volle mantenere il suo ruolo. Non lasciò il Rettorato perchè volle difendere "il tempio inviolato" dell'Università di Padova ed evitare di macchiare di vergogna l'inaugurazione d'anno accademico. "Anche in quest'ora di prolungato travaglio noi sentiamo l'Università come un organismo sempre più vitale che si inserisce continuamente nella nazione rinnovandone e fortificandone le energie. L'Università è sicuramente la più alta palestra intellettuale della gioventù: dove sorgono lenti o impetuosi i problemi dello spirito, dove gli animi sono più intenti a conoscere o a riconoscere quelle che resteranno forse le verità fondamentalidell'esistenza individuale. Giovani, confidate nell’Italia. Confidate nella sua fortuna se sarà sorretta dalla vostra disciplina e dal vostro coraggio: confidate nell’Italia che deve vivere per la gioia e e il decoro del mondo, nell'Italia che non può cadere in servitù senza che si oscuri la civiltà delle genti." 9 novembre 1943 Dopo qualche mese però, la situazione si fece tragica e insostenibile e fu allora che Marchesi lanciò questo appello, unico Rettore a prendere una simile posizione in tutti i paesi occupati dal nazifascismo. “Studenti dell’Università di Padova! Sono rimasto a capo della vostra Università finché speravo di mantenerla immune dall'offesa fascista e dalla minaccia germanica; fino a che speravo di difendervi da servitù politiche e militari e di proteggere con la mia fede pubblicamente professata la vostra fede costretta al silenzio e al segreto. Tale proposito mi ha fatto resistere, contro il malessere che sempre più mi invadeva nel restare a un posto che ai lontani e agli estranei poteva apparire di pacifica convivenza mentre era un posto di ininterrotto combattimento. […] Studenti: non posso lasciare l'ufficio del Rettore dell'Università di Padova senza rivolgervi un ultimo appello. Una generazione di uomini ha distrutto la vostra giovinezza e la vostra patria. Traditi dalla frode, dalla violenza, dall'ignavia, dalla servilità criminosa, voi insieme con la gioventù operaia e contadina, dovete rifare la storia dell'Italia e costituire il popolo italiano. Non frugate nelle memorie o nei nascondigli del passato i soli responsabili di episodi delittuosi; dietro ai sicari c'è tutta una moltitudine che quei delitti ha voluto e ha coperto con il silenzio e la codarda rassegnazione; c'è tutta la classe dirigente italiana sospinta dalla inettitudine e dalla colpa verso la sua totale rovina. Studenti: mi allontano da voi con la speranza di ritornare a voi maestro e compagno, dopo la fraternità di una lotta assieme combattuta. Per la fede che vi illumina, per lo sdegno che vi accende, non lasciate che l'oppressore disponga della vostra vita, fate risorgere i vostri battaglioni, liberate l'Italia dalla schiavitù e dall'ignominia, aggiungete al labaro della vostra Università la gloria di una nuova più grande decorazione in questa battaglia suprema per la giustizia e per la pace nel mondo." 1° dicembre 1943
VITTORIA: RIAPERTE LE CANDIDATURE PER GLI STUDENTI STRANIERI!
Dopo anni di richieste, l’ultima pervenuta a Gennaio dal Consiglio degli Studenti, finalmente gli studenti stranieri possono essere parte attiva dell’Università.
Le candidature, infatti, sono riaperte, per i soli studenti stranieri, martedì 15 e mercoledì 16, dalle 9:00 alle 18:00. Questi si dovranno recare in Ufficio Elettorale con i presentatori delle liste, le quali però potranno essere riaperte nel caso in cui non abbiano raggiunto il numero massimo di candidati. Ci rammarica leggere dichiarazioni del Rettore in cui accusa gli studenti di non aver mai fatto presente, prima del 31 marzo, questo problema. Le occasioni, infatti, sono state diverse e le risposte sempre negative.
Questa vittoria non è nostra, non è vostra, ma è degli studenti, un ulteriore passo verso quell’integrazione che nella nostra Regione è sempre più difficile da ottenere. Il prossimo passo, invece, sarà levare anche il discriminatorio vincolo legato al limite massimo di erogazione delle borse di studio per studenti extra-UE, pari al 3%.
Auspichiamo un’ampia partecipazione in questa seconda tornata di candidature, proprio per lanciare un segnale, forte e deciso, e per dare voce a tutti coloro ai quali, in questi anni, essa è stata negata.
Libertà è Partecipazione Il Sindacato degli Studenti
DIRITTI TUTTO L’ANNO? LA PROTESTA NON SI FERMA!
Oggi, 7 aprile 2014, il Senato Accademico si è riunito per discutere, tra le altre delibere, di alcune modifiche al Regolamento Studenti: dal prossimo anno accademico infatti scomparirà il libretto cartaceo, sostituito da quello online, e questo avrà delle conseguenze sulla modalità di registrazione dei voti.
A un’ora dalla fine del sit-in, che ha visto un’ampia partecipazione di studentesse e studenti, crediamo necessario tirare le somme di questa giornata: da un lato riteniamo che la nostra presenza abbia inciso sull’andamento della discussione interna al Senato, ma vogliamo comunque sottolineare che, dal nostro punto di vista, il risultato di questa discussione continua a rappresentare un effettivo taglio ai diritti degli studenti.
Dall’iniziale proposta in discussione oggi, che prevedeva di lasciare 10 giorni di tempo per rifiutare il voto contro all’anno a disposizione fino ad ora, si è infatti passati alla possibilità di registrare entro la fine della sessione successiva alla pubblicazione dell'esito dell'esame.
Gli unici miglioramenti che ravvisiamo risiedono nell’applicazione di questo nuovo articolo anche agli esami orali, che quindi potranno essere registrati in una sessione diversa da quella in cui si è sostenuto l’appello, e la modifica all’interno della proposta della modalità di accettazione del voto, passata dall’accettazione automatica in caso di mancata scelta al rifiuto automatico.
Vogliamo ringraziare tutti coloro che hanno aderito al nostro appello, consci del fatto che coi diritti non si scherza e che la reale partecipazione di studentesse e studenti può effettivamente incidere sulle decisioni che ci riguardano, tutto l’anno.
Libertà è Partecipazione!
Il Sindacato degli Studenti